ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Acque Reflue

​​​​​​​​​​DI COSA SI TRATTA?

Il corretto trattamento delle acque utilizzate nelle attività domestiche, industriali o agricole

Le "acque reflue", o acque di scarico, sono le acque utilizzate nelle attività umane, domestiche, industriali o agricole, che per questo motivo contengono sostanze organiche e inorganiche che possono recare danno alla salute e all'ambiente. Queste tipologie di acque, dopo il loro utilizzo, non possono quindi essere riversate direttamente nell'ambiente (nel terreno, nei fiumi, nei laghi e nei mari) senza prima essere sottoposte a interventi di depurazione costantemente monitorati.

Questo processo deve essere effettuato secondo le normative italiane e comunitarie, che prevedono azioni necessarie a raggiungere o mantenere il buono stato di qualità delle acque superficiali o profonde, tutelandole dall’inquinamento.

SAI COSA FA ARPA?

Controlliamo i depuratori e le acque di scarico, per tenere le sostanze inquinanti lontane dal nostro ambiente.

 
Scarichi industriali, ma anche domestici, possono in alcuni casi rappresentare una criticità per il nostro ecosistema: per questo ARPA Lombardia li controlla, mantenendo aggiornati i dati anagrafici e tecnici del Catasto Regionale delle Acque (SIRe Acque). Inoltre, ci assicuriamo che gli impianti di depurazione del nostro territorio funzionino correttamente, trattando e smaltendo le sostanze tossiche secondo le normative di legge.
Informazioni, segnalazioni, emergenze: a chi rivolgersi ?

 

Regione Lombardia, con l’approvazione della Legge Regionale n. 26 del 12 dicembre 2003, ha stabilito che il “Piano di Tutela delle Acque‟ (PTUA approvato con DGR n. 2244 del 29 marzo 2006) è lo strumento regionale per la pianificazione della tutela e dell’uso delle acque. Il PTUA individua, coerentemente con la pianificazione dell’Autorità di bacino del fiume Po, le misure e gli interventi necessari ad assicurare la tutela qualitativa e quantitativa dei corpi idrici regionali. ARPA Lombardia in tema di controlli degli scarichi idrici svolge le seguenti attività istituzionali:

  • attività di controllo ordinario e straordinario degli impianti di depurazione a servizio degli agglomerati urbani;
  • attività di controllo ordinario e straordinario sugli scarichi in ambiente delle acque reflue urbane ed industriali (acque superficiali, suolo e sottosuolo) e, attraverso la stipula di accordi specifici con le Autorità di Ambito, in pubblica fognatura;
  • attività di gestione ed aggiornamento del catasto degli scarichi delle acque reflue in Lombardia.

​GLOSSARIO ACQUE REFLUE

  • Acque reflue domestiche - Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
  • Acque reflue industriali - Qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento;
  • Acque reflue urbane - Il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate.
  • AE Abitante equivalente - il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno;
  • BOD Biochemical oxigen demand - domanda biochimica d’ossigeno. Quantità d’ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi, per poter procedere all’assimilazione e alla degradazione delle sostanze organiche presenti nei liquami. Tale valore è tanto più elevato quanto maggiore è la sostanza organica presente nei liquami. La misura dell’ossigeno presente nelle celle di misura effettuata dopo cinque giorni d’incubazione fornisce il BOD5 mentre dopo venti giorni il BOD20;
  • COD Chemical oxigen demand - Domanda chimica d’ossigeno. E’ un indice che serve a misurare la quantità d’ossigeno richiesta per ossidare chimicamente le sostanze ossidabili presenti nei liquami;
  • Potenzialità autorizzata - La potenzialità di un impianto di depuratore biologico, espressa in “abitanti equivalenti”, definita nell’atto autorizzativo emesso dalla Provincia.
  • Scarico - Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione;
  • SS Solidi sospesi - Tutte quelle sostanze indisciolte, presenti nel campione di acqua da esaminare, che vengono trattenute da un filtro a membrana, di determinata porosità, quando il campione stesso viene sottoposto a filtrazione. Il filtro da usarsi, per ottenere una separazione della totalità di solidi sospesi (colloidali compresi), deve avere pori di diametro medio pari a 0,45 µm;
  • Stato di qualità di corpo idrico recettore - Espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali.
  • Trattamento depurativo - Trattamento delle acque reflue mediante un processo che dopo lo scarico, dovrebbe garantire la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità ovvero sia conforme alle disposizioni della parte terza del decreto legislativo n°152/2006;
  • Valore limite emissione - Limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, oppure in massa per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in massa per unità di tempo.
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​​NORMATIVE DI RIFERIMENTO

 
  • Direttiva Europea 91/271/CE
  • ​Direttiva Europea 2000/60/CE
  • D.Lgs. 152/06 e s.m.i.
  • R.R. n. 3/2006.
  • D.g.r. n. IX / 4621/2012 e s.m.i..​
  • ​D.g.r. n. 2318/2006.
  • D.g.r. 2244/2006
  • D.g.r. 2557/2006
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