ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Acque Reflue

IMPIANTI DI DEPURAZIONE

Si possono definire “impianti di depurazione” quegli impianti destinati al trattamento delle acque reflue (ovvero quel particolare processo attraverso cui avvengono le varie procedure di decontaminazione delle acque, provenienti da scarichi civili ed industriali).

La depurazione delle acque reflue avviene attraverso diverse fasi, durante le quali vengono eliminate le sostanze tossiche dai rifiuti liquidi, trasformando il tutto in fanghi; questi ultimi, non essendo ancora del tutto privi di materiale dannoso, a loro volta subiscono altri particolari trattamenti. A questo punto, i fanghi ottenuti possono essere smaltiti in discariche speciali, oppure utilizzati in agricoltura o recati presso gli impianti adibiti al compostaggio.

Gli impianti di trattamento e smaltimento delle acque reflue vengono solitamente gestiti da aziende private, il cui compito specifico è seguire attentamente le varie lavorazioni ed i trattamenti adeguati, effettuando anche le dovute analisi preventive, affinché si possa definire l’esatta entità del rifiuto, che deve poi essere smaltito attraverso delle lavorazioni proprie.

Che cosa fa ARPA

ARPA Lombardia effettua l’attività di controllo ordinaria e straordinaria degli impianti di depurazione a servizio degli agglomerati urbani. Questi controlli hanno lo scopo di valutare la conformità degli impianti di depurazione rispetto ai limiti imposti nell’autorizzazione allo scarico e l’adeguatezza degli stessi al trattamento del carico inquinante in ingresso.

Che cos'é un agglomerato

A partire dalla Direttiva 91/271/CE l'agglomerato costituisce per la normativa europea l'unità territoriale di riferimento in materia di acque reflue urbane e il primo degli obblighi imposti agli Stati Membri è l'individuazione di queste aree, valutandone i limiti caso per caso a seconda delle condizioni locali. La definizione di “agglomerato” è data nell'Articolo 2 della stessa Direttiva. Agglomerato significa: area in cui la popolazione e/o le attività economiche sono sufficientemente concentrate così da rendere possibile la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento delle stesse o verso un punto di scarico finale.

Controlli ordinari

I controlli ordinari, svolti sulla base di un programma annuale, prevedono:

  • la verifica della gestione e dell’adeguatezza dell’impianto di trattamento di depurazione;
  • il prelievo di campioni di acque reflue urbane per l’analisi di laboratorio.

Impianti di trattamento pubblici

L’attività di controllo ordinaria è organizzata in funzione della dimensione dell'impianto di trattamento e secondo le seguenti modalità:

  • Impianti aventi potenzialità maggiore o uguale di 2000 ab/eq (abitanti equivalenti): ARPA effettua tutti i controlli sugli impianti a servizio di agglomerati urbani secondo le frequenze stabilite dalla normativa e riportate nella tabella C della DGR n. IX/4621 del 28 dicembre 2012 e s.m.i..
  • Impianti con potenzialità compresa fra 401 e 1999 ab/eq: ARPA effettua un campionamento durante l’arco di validità dell’autorizzazione allo scarico e le verifiche impiantistiche previste dalla normativa volte ad accertare che il trattamento adottato sia conforme a quanto stabilito dal RR n. 3/2006 e dalla DGR 2318/2006.
  • Impianti con potenzialità compresa fra 100 e 400 ab/eq: ARPA effettua le verifiche impiantistiche previste dalla normativa volte ad accertare che il trattamento adottato sia conforme a quanto stabilito dal RR n. 3/2006 e dalla DGR 2318/2006.

Impianti industriali

I controlli ordinari sugli impianti di depurazione industriali si basano essenzialmente su ispezioni volte a verificare le caratteristiche del ciclo produttivo nelle varie fasi che lo compongono, al fine di valutare la conformità degli scarichi di processo e dei relativi trattamenti di depurazione, alle prescrizioni stabilite dai provvedimenti di autorizzazione. Particolare attenzione è posta agli scarichi che contengono le sostanze pericolose individuate dal D.Lgs. 152/2006.

Controlli straordinari

I controlli straordinari per gli impianti di depurazione pubblici e per quelli industriali, si effettuano su segnalazioni, richieste o a seguito di riscontri negativi rilevati durante i controlli ordinari e hanno lo scopo di accertare eventuali danni ambientali, situazioni pericolose in essere o l’adeguamento a quanto disposto dalla normativa e richiesto nelle autorizzazioni (Raccomandazione del Parlamento europeo del 4 aprile 2001 - 2001/331/UE).

Giudizio di conformità e pareri

Ogni anno ARPA Lombardia estrae dall’applicativo SIRe Acque i dati relativi ai controlli effettuati durante l’anno precedente e predispone sulla base di essi una valutazione riguardo il rispetto dei limiti delle sostanze inquinanti emesse, rispetto a ciò che viene riportato in autorizzazione. I risultati vengono pubblicati in formato tabellare sul sito istituzionale dell’applicativo. Le tabelle riportano, in dettaglio, i giudizi di conformità formulati secondo il D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. e il Regolamento Regionale n. 03/06. Utilizzando i dati degli autocontrolli viene effettuato il calcolo delle percentuali di abbattimento degli inquinanti per ogni depuratore, al fine di poter valutare gli impatti dei singoli inquinanti sullo stato ecologico dei corpi idrici ed effettuare la valutazione correlata al raggiungimento degli obiettivi di qualità.

​GLOSSARIO ACQUE REFLUE

  • Acque reflue domestiche - Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
  • Acque reflue industriali - Qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento;
  • Acque reflue urbane - Il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate.
  • AE Abitante equivalente - il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno;
  • BOD Biochemical oxigen demand - domanda biochimica d’ossigeno. Quantità d’ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi, per poter procedere all’assimilazione e alla degradazione delle sostanze organiche presenti nei liquami. Tale valore è tanto più elevato quanto maggiore è la sostanza organica presente nei liquami. La misura dell’ossigeno presente nelle celle di misura effettuata dopo cinque giorni d’incubazione fornisce il BOD5 mentre dopo venti giorni il BOD20;
  • COD Chemical oxigen demand - Domanda chimica d’ossigeno. E’ un indice che serve a misurare la quantità d’ossigeno richiesta per ossidare chimicamente le sostanze ossidabili presenti nei liquami;
  • Potenzialità autorizzata - La potenzialità di un impianto di depuratore biologico, espressa in “abitanti equivalenti”, definita nell’atto autorizzativo emesso dalla Provincia.
  • Scarico - Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione;
  • SS Solidi sospesi - Tutte quelle sostanze indisciolte, presenti nel campione di acqua da esaminare, che vengono trattenute da un filtro a membrana, di determinata porosità, quando il campione stesso viene sottoposto a filtrazione. Il filtro da usarsi, per ottenere una separazione della totalità di solidi sospesi (colloidali compresi), deve avere pori di diametro medio pari a 0,45 µm;
  • Stato di qualità di corpo idrico recettore - Espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali.
  • Trattamento depurativo - Trattamento delle acque reflue mediante un processo che dopo lo scarico, dovrebbe garantire la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità ovvero sia conforme alle disposizioni della parte terza del decreto legislativo n°152/2006;
  • Valore limite emissione - Limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, oppure in massa per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in massa per unità di tempo.
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​​NORMATIVE DI RIFERIMENTO

 
  • Direttiva Europea 91/271/CE
  • ​Direttiva Europea 2000/60/CE
  • D.Lgs. 152/06 e s.m.i.
  • R.R. n. 3/2006.
  • D.g.r. n. IX / 4621/2012 e s.m.i..
  • ​D.g.r. n. 2318/2006.
  • D.g.r. 2244/2006
  • D.g.r. 2557/2006
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