ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Acque Superficiali

​​​​​​​​​​Stato ecologico

Corsi d’acqua

Gli indicatori utilizzati per la classificazione dello Stato Ecologico sono rappresentati dagli Elementi di qualità biologica, dagli Elementi fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici (LIMeco), dagli Elementi chimici a sostegno degli elementi biologici (inquinanti specifici non appartenenti all’elenco di priorità) e dagli Elementi idromorfologici. Gli Elementi di qualità biologica sono costituiti dalle componenti biologiche analizzate.

Macroinvertebrati bentonici

I macroinvertebrati bentonici sono organismi particolarmente adatti all’impiego nel biomonitoraggio e nella valutazione della qualità dei fiumi, dati la limitata mobilità, la presenza di gruppi con differente sensibilità alle cause di alterazione, la relativa facilità di campionamento e di identificazione, i molteplici ruoli nella rete trofica, l’ampia diffusione nei corsi d’acqua.

Per i corsi d’acqua guadabili (naturali e artificiali) è calcolato l’Indice Multimetrico STAR di intercalibrazione (STAR_ICMi), mentre per i corsi d’acqua non guadabili (naturali e artificiali), per il cui campionamento si fa ricorso a substrati artificiali, è utilizzato l'Indice Multimetrico Substrati Artificiali (ISA).

I metodi si basano su un approccio multihabitat, che prevede una raccolta dei macroinvertebrati proporzionale all’estensione relativa dei diversi microhabitat osservati in un sito fluviale.

Diatomee (Fitobentos )

Le diatomee sono una componente importante degli ecosistemi acquatici e costituiscono uno strumento per il monitoraggio della qualità dell’acqua sia nei casi in cui l’obiettivo principale è la misura dello stato qualitativo generale sia quando l’obiettivo è la misura di specifici impatti (e.g. eutrofizzazione, acidificazione).

La classificazione basata sulle diatomee è realizzata attraverso l’Indice Multimetrico di Intercalibrazione (ICMi). La metodologia si basa sull’osservazione che tutte le specie di diatomee presentano limiti di tolleranza e valori ottimali rispetto alle condizioni dell’ambiente acquatico, quali la concentrazione di nutrienti, l’inquinamento organico e il livello di acidità. Le acque maggiormente inquinate tendono ad ospitare un maggior numero di specie con preferenze per elevate concentrazioni di inquinanti. Al contrario, alcune specie sono intolleranti ad elevati livelli di uno o più inquinanti, mentre altre ancora possono essere presenti in ambienti con stato qualitativo ampiamente variabile.

Macrofite acquatiche

Le macrofite acquatiche sono un gruppo definito su base ecologico-funzionale e comprendono i vegetali macroscopicamente visibili presenti negli ambienti acquatici, palustri e di greto che caratterizzano gli ambiti fluviali. Le macrofite non solo possiedono un ruolo importante come componente ecologica fondamentale degli ecosistemi acquatici, ma sono anche rilevanti come comunità bioindicatrice per la valutazione dello stato dei sistemi acquatici.

La classificazione basata sulle macrofite è realizzata attraverso l’Indice Biologique Macrophytique en Rivière (IBMR).

Fauna ittica

La fauna ittica è considerata tra gli elementi biologici di qualità ambientale di cui è richiesta l’analisi per la valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali.

Essa risponde a molteplici fattori, tra i quali le variazioni di qualità delle acque (temperatura, ossigeno, contaminanti, nutrienti…), il regime idrologico, la morfologia dell’alveo, le fluttuazioni di livello. Le popolazioni ittiche rispondono alle pressioni in tempi relativamente lunghi registrando quindi le ripercussioni degli impatti su una scala temporale di maggiore grandezza rispetto agli altri indicatori.

La classificazione basata sulla fauna ittica è realizzata attraverso l’Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche (ISECI), attualmente in fase di revisione.

Ogni Elemento di qualità biologica è rappresentato dal proprio indicatore specifico che, rapportato al rispettivo valore di riferimento determina un valore RQE (Rapporto di Qualità Ecologica) dal quale si ricava la rispettiva classe di qualità.

Elementi di qualità biologica (EQB) e metodi di classificazione dello stato ecologico per i fiumi

EQB
Metodo di classificazione
Descrizione

Macrofite

IBMR - Indice Biologique Macrophytique en Rivière

L’indice IBMR è finalizzato alla valutazione dello stato trofico inteso in termini di intensità di produzione primaria.

Diatomee

ICMi - Indice Multimetrico di Intercalibrazione

L’indice ICMi si basa sull’Indice di Sensibilità agli Inquinanti (IPS) e sull’Indice Trofico (TI).

Macroinvertebrati bentonici

Sistema MacrOper

Il sistema MacrOper è basato sul calcolo dell’Indice Multimetrico STAR di Intercalibrazione (STAR_ICMi). La classificazione dei fiumi molto grandi e/o non accessibili si ottiene dalla combinazione dei valori RQE ottenuti per gli indici STAR_ICMi e MTS (Mayfly Total Score).

Fauna ittica

ISECI - Indice dello Stato Ecologico delle Comunità Ittiche

L’indice ISECI si basa sulla presenza e la condizione biologica (classi di età e consistenza demografica) delle specie indigene, sulla presenza di ibridi, di specie aliene e di specie endemiche.

Gli altri indicatori utilizzati per la classificazione dello Stato Ecologico sono rappresentati dagli Elementi fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici (LIMeco) e dagli Elementi chimici a sostegno degli elementi biologici (inquinanti specifici non appartenenti all’elenco di priorità).

LIMeco

Gli Elementi fisico-chimici a sostegno (azoto ammoniacale, azoto nitrico, fosforo totale e ossigeno disciolto) sono integrati nel descrittore LIMeco, utilizzato per derivare lo stato dei nutrienti e le condizioni di ossigenazione.

Per ciascun campionamento, il valore di LIMeco viene derivato come media tra i punteggi attribuiti ai singoli parametri, in base alla concentrazione osservata. Il punteggio LIMeco attribuito ad un sito di monitoraggio è calcolato come media dei singoli punteggi LIMeco dei vari campionamenti effettuati nell’arco di un anno. Il punteggio LIMeco attribuito al corpo idrico è calcolato come media dei valori di LIMeco ottenuti per ciascun anno del periodo di riferimento (triennio o sessennio). Qualora nel medesimo corpo idrico siano monitorati più siti, il valore di LIMeco viene calcolato come media ponderata, in base alla percentuale di corpo idrico rappresentata da ciascun sito.

Elementi generali di qualità chimico-fisica e indice per la classificazione dello stato ecologico dei fiumi

Elemento
Parametro
Indice
Descrizione

Ossigeno disciolto

100-OD% saturazione

LIMeco

Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico. Il eco di ciascun campionamento viene derivato come media tra i punteggi attribuiti ai singoli parametri secondo le soglie stabilite dalla normativa, in base alla concentrazione osservata. Il eco da attribuire ad un sito è la media dei eco dei campionamenti effettuati durante l'anno.

Nutrienti

Azoto ammoniacale (N-NH4)

Azoto nitrico (N-NO3)

Fosforo totale

Altri parametri

Temperatura

-

 

Sono utilizzati esclusivamente per una migliore interpretazione del dato biologico e non per la classificazione.

 

pH

Alcalinità

Conducibilità

Gli Elementi chimici a sostegno fanno riferimento a quanto riportato al punto A.4.5, tabella 4.5/a del DM 260/2010 in merito alla sola definizione di stato elevato, buono o sufficiente.

La classificazione è definita calcolando il valore medio per ciascun parametro analizzato in ciascun anno di monitoraggio e utilizzando lo stato peggiore ottenuto nel periodo di riferimento (triennio o sessennio). Nel caso di più stazioni di monitoraggio individuate sul medesimo corpo idrico, si considera lo stato peggiore tra quelli attribuiti alle singole stazioni.

Assegnati i giudizi ai singoli elementi di qualità, lo stato ecologico viene definito dall’elemento che si trova nella classe peggiore secondo il principio generale, cosiddetto “one-out, all-out”, della Direttiva 2000/60/CE

Albero di Classificazione dello Stato Ecologico.  

Albero di Classificazione dello Stato Ecologico

Laghi e invasi

Gli indicatori utilizzati per la classificazione dello Stato Ecologico sono rappresentati dagli Elementi di qualità biologica, dagli Elementi fisico-chimici a sostegno degli elementi biologici (LTLeco) e dagli Elementi chimici a sostegno degli elementi biologici (inquinanti specifici non appartenenti all’elenco di priorità.

Gli EQB presi in considerazione sono: fitoplancton, macrofite, pesci. Sono effettuati anche campionamenti e analisi di macroinvertebrati bentonici, i cui risultati non producono attualmente effetti sulla classificazione, in quanto l’indice di valutazione per questi organismi non è previsto dal DM 260/2010.

Fitoplancton

Il fitoplancton è costituito da minuscoli organismi fotosintetici (microalghe) viventi in sospensione nelle acque di laghi, fiumi e mari; esso provvede la base di nutrimento senza la quale non sarebbe possibile una equilibrata sopravvivenza delle altre forme di vita acquatica. Un suo eccessivo sviluppo, tuttavia, determina uno scadimento rapido della qualità delle acque (eutrofizzazione).

Negli ecosistemi acquatici il fitoplancton ricopre un ruolo fondamentale. La produzione primaria fitoplanctonica costituisce un importante anello della catena alimentare nelle acque lacustri, garantendo il flusso di materia ed energia necessario per il mantenimento degli organismi eterotrofi.

La classificazione basata sul fitoplancton è stata effettuata attraverso l’Indice Complessivo per il Fitoplancton (ICF), determinato sulla base dei dati di un anno di campionamento. L’ICF è stato calcolato come media tra l’indice medio RQE di biomassa e l’indice RQE di composizione.

Macrofite

Le macrofite acquatiche sono considerate dei buoni indicatori della qualità ambientale in quanto sono sensibili ai pesticidi, all’inquinamento inorganico e all’eutrofizzazione. A questo si deve aggiungere la relativa facilità con cui possono essere individuate e classificate; l’assenza di mobilità che ne consente l’uso per la valutazione di uno specifico sito ed infine il ciclo vitale annuale o pluriennale che permette di valutare l’effetto dei fattori di stress nel tempo.

La classificazione basata sulle macrofite è effettuata attraverso l’indice MTIspecies (laghi appartenenti al tipo L-AL3) e l’indice MacroIMMI (altre tipologie lacustri).

Pesci

La fauna ittica è considerata tra gli elementi di qualità biologica di cui è richiesta l’analisi per la valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici lacustri.

La fauna ittica risponde a molteplici fattori, in ambiente lacustre principalmente alle variazioni di qualità delle acque (temperatura, ossigeno, contaminanti, nutrienti…). Le popolazioni ittiche rispondono alle pressioni in tempi relativamente lunghi registrando quindi le ripercussioni degli impatti su una scala temporale di maggiore grandezza rispetto agli altri indicatori

La classificazione basata sulla fauna ittica è effettuata attraverso l’indice Lake Fish Index (LFI).

Macroinvertebrati

I macroinvertebrati bentonici lacustri vivono all’interno del sedimento (endobentos) o su di esso (epibentos); nel sedimento essi spesso costruiscono tubi (Oligocheti, Chironomidi) o si muovono sopra di esso (bentos vagile, Crostacei, Efemerotteri etc.). Nei sedimenti possono infine svolgere l’intero ciclo vitale (Oligocheti) o solo una parte di esso (Insetti).

I sedimenti svolgono un ruolo fondamentale nei processi chimici e biologici dell’ecosistema lacustre, in quanto le sostanze disciolte nell’acqua sovrastante vi si accumulano; la capacità di trattenere o rilasciare diversi elementi (ad esempio il fosforo) condiziona lo stato trofico e la produttività del lago.

Elementi fisico-chimici a sostegno (LTLeco)

Gli elementi fisico-chimici a sostegno (fosforo totale, trasparenza e ossigeno ipolimnico) sono integrati nel descrittore LTLeco. Per il calcolo dell’LTLeco sono stati assegnati i punteggi ai singoli parametri in base alle concentrazioni osservate (punto A.4.2.2, tabelle 4.2.2/a, 4.2.2/b e 4.2.2/c del DM 260/2010), considerando i loro valori medi calcolati sull’intero periodo di riferimento (triennio o sessennio). Nel caso di più stazioni di monitoraggio individuate sul medesimo corpo idrico, si è considerato lo stato peggiore tra quelli attribuiti alle singole stazioni.

Elemento
Parametro
Indice
Descrizione

-

Fosforo totale

LTLeco

Livello Trofico Laghi per lo stato ecologico. L’LTLeco viene derivato come somma dei i punteggi ottenuti per i singoli parametri secondo le soglie stabilite dalla normativa, in base alla concentrazione osservata.

Trasparenza

Ossigeno ipolimnico

Altri parametri

pH

-

Sono utilizzati esclusivamente per una migliore interpretazione del dato biologico e non per la classificazione

Alcalinità

Conducibilità

Ammonio

Elementi chimici a sostegno

Per la classificazione dello stato ecologico attraverso gli elementi chimici a sostegno (altri inquinanti specifici non appartenenti all’elenco di priorità) si è fa riferimento a quanto riportato al punto A.4.5, tabella 4.5/a del DM 260/2010, in merito alla definizione di stato elevato, buono e sufficiente. La classificazione viene definita calcolando il valore medio per ciascun parametro analizzato in ciascun anno di monitoraggio e utilizzando il risultato peggiore ottenuto nel periodo di riferimento (triennio o sessennio). Nel caso di più stazioni di monitoraggio individuate sul medesimo corpo idrico, è considera lo stato peggiore tra quelli attribuiti alle singole stazioni.

GLOSSARIO

Qualità

  • SQA: la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, al fine di tutelare la salute umana e l’ambiente. Un superamento di un SQA può avere un effetto negativo su alcune componenti degli ecosistemi acquatici (macroinvertebrati, diatomee, fauna ittica, macrofite), ma non necessariamente rappresenta un rischio potenziale per la salute umana in relazione a consumo di acqua potabile e prodotti della pesca.
  • Rete Nucleo: La Rete Nucleo rappresenta una particolare rete di monitoraggio, non prevista dalla WFD, ma introdotta dal Decreto 260/2010. Secondo il Decreto 260/2010 le finalità della RN sono:
    • valutare le variazioni a lungo termine dello Stato di origine naturale – siti di riferimento
    • valutare le variazioni a lungo termine dello Stato derivanti da una diffusa attività antropica
    Attraverso la definizione della Rete Nucleo è possibile studiare, nel tempo e in modo più specifico, l’andamento dei fenomeni di contaminazione e l’evolversi del tipo ed entità di impatto.
  • Corpo idrico superficiale: un elemento distinto e significativo di acque superficiali, quale un lago, un bacino artificiale, un torrente, un fiume o canale, parte di un torrente, fiume o canale, nonché di acque di transizione o un tratto di acque costiere.
  • Bacino idrografico: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare al mare in un’unica foce, a estuario o delta.
  • Sottobacino o sub-bacino: il territorio nel quale scorrono tutte le acque superficiali attraverso una serie di torrenti, fiumi ed eventualmente laghi per sfociare in un punto specifico di un corso d'acqua, di solito un lago o la confluenza di un fiume.
  • Tipi fluviali: la definizione delle tipologie fluviali è propedeutica alla classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici superficiali. Lo stato ecologico è definito “in base al più basso dei valori riscontrati durante il monitoraggio biologico e fisico-chimico” (all. V alla WFD); questi valori sono rappresentati come scostamento dalle condizioni di riferimento del Tipo fluviale di appartenenza del corpo idrico.
  • Monitoraggio di sorveglianza superficiali: riguarda i corpi idrici “non a rischio” e “probabilmente a rischio” di non soddisfare gli obiettivi ambientali, è realizzato per:
    • integrare e convalidare l’analisi delle pressioni e degli impatti;
    • la progettazione efficace ed effettiva dei futuri programmi di monitoraggio;
    • la valutazione delle variazioni a lungo termine di origine naturale (rete nucleo);
    • la valutazione delle variazioni a lungo termine risultanti da una diffusa attività di origine antropica (rete nucleo);
    • tenere sotto osservazione l’evoluzione dello stato ecologico dei siti di riferimento;
    • classificare i corpi idrici.
    Il monitoraggio di sorveglianza si effettua per almeno un anno ogni sei (periodo di validità del Piano di Gestione), salvo per la rete nucleo che è controllata ogni tre anni.
  • Monitoraggio operativo superficiali è realizzato per:
    • stabilire lo stato dei corpi idrici identificati “a rischio” di non soddisfare gli obiettivi ambientali;
    • valutare qualsiasi variazione dello stato di tali corpi idrici risultante dai programmi di misure;
    • classificare i corpi idrici.
    Il ciclo del monitoraggio operativo è triennale.
  • LOQ: Limite di Quantificazione di un analita, al di sotto del quale non può essere non può essere quantificato con sufficiente probabilità statistica (i valori inferiori ad un LOQ vengono identificati come < di tale valore).

PROGETTI

Qualità

In corso

  • Progetto CIPAIS
  • LTER
  • Progetto RETI

Quantità

ARPA partecipa a progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito del monitoraggio delle acque superficiali. Attraverso i progetti si approfondiscono temi specifici, si sperimentano nuove tecniche di misura, si potenzia la rete di monitoraggio, si aggiornano metodi e metodologie. I progetti a cui ARPA ha partecipato sono:

  • DEWS (2016-in corso). In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente per la revisione del bilancio idrico regionale attraverso un modello di simulazione delle portate a scala giornaliera.
  • RETE FIDUCIARIA 2.0 (in corso 2016-2018). In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Sicurezza Protezione Civile ed Immigrazione per la misura delle portate transitanti nei corsi d’acqua lombardi ed il potenziamento della rete di monitoraggio.
  • STRADA 2.0 (2014-2015). In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Sicurezza Protezione Civile ed Immigrazione per la revisione di aree e soglie di criticità ai fini della stima degli effetti al suolo degli eventi idrometeorologici. Attivazione di scambio dati con il Canton Ticino.
  • NODO IDRAULICO MILANESE: (2012-2015). In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Sicurezza Protezione Civile ed Immigrazione per il potenziamento della rete di monitoraggio idrometeorologica e la misura delle portate idriche transitanti nel reticolo del nodo idraulico milanese.
  • SIDROMET (2012- 2015) In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Sicurezza Protezione Civile ed Immigrazione per la misura delle portate transitanti nei corsi d’acqua lombardi ai fini dell’aggiornamento della modellistica di piena in uso per l’allertamento e la stima degli effetti al suolo.
  • STRADA (2010-2012) progetto interreg italia svizzera2007-2013, in partnership con ARPA Piemonte e Canton Ticino sul recupero di serie storiche di precipitazione ed aggiornamento delle curve di possibilità pluviometrica
  • FIUMI (2010-2011) In collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente per la caratterizzazione dello stato delle acque dei fiumi Lambro Seveso Olona e Mella
  • FLORA (2009-2011) progetto interreg italia svizzera 2007-2013, in partnership con ARPA Piemonte e Canton Ticino sul recupero di serie storiche di portata dal 1970 ad oggi ed elaborazione delle statistiche delle piene fluviali.

BIBLIOGRAFIA E LINK UTILI

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

Qualità

Con l’entrata in vigore della Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque) che ha istituito un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque e la pubblicazione delle linee guida “Common Implementation Strategy for the Water Framework Directive (2000/60/EC)” ad essa riferite, è stata posta al centro dell’attenzione l’analisi dell’intero ecosistema acquatico, a partire dallo studio della composizione e abbondanza delle comunità vegetali e animali che lo costituiscono.

In Italia la Direttiva comunitaria è stata recepita con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale", in particolare nella parte terza “Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche”. Il D.Lgs. 152/2006 ha recepito la Direttiva Quadro sulle Acque demandando la descrizione degli aspetti operativi ad atti successivi, di seguito indicati:

  • Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 16 giugno 2008, n. 131 “Regolamento recante i criteri tecnici per la caratterizzazione dei corpi idrici superficiali (tipizzazione, individuazione dei corpi idrici, analisi delle pressioni) per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante - Norme in materia ambientale - predisposto ai sensi dell’art. 75 comma 3, del decreto legislativo medesimo”;
  • Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 14 aprile 2009, n. 56 “Regolamento recante criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l’identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante - Norme in materia ambientale -, predisposto ai sensi dell’art. 75 comma 3, del decreto legislativo medesimo”;
  • Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 8 novembre 2010, n. 260 “Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’art. 75, comma 3 del decreto legislativo medesimo”;
  • Decreto Legislativo 10 dicembre 2010, n. 219 “Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonché' modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque;
  • Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare 27 novembre 2013, n. 156 “Regolamento recante i criteri tecnici per l'identificazione dei corpi idrici artificiali e fortemente modificati per le acque fluviali e lacustri, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo”;
  • Decreto Legislativo 13 ottobre 2015, n. 172 “Attuazione della direttiva 2013/39/UE, che modifica le direttive 2000/60/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque”.
  • PdGPO Piano di Gestione. Il piano di Gestione del distretto idrografico è lo strumento operativo previsto dalla Direttiva 2000/60/CE, recepita a livello nazionale dal D.lgs 152/06 e ss.mm.ii, per attuare una politica coerente e sostenibile della tutela delle acque comunitarie, attraverso un approccio integrato dei diversi aspetti gestionali ed ecologici alla scala di distretto idrografico.
  • PTA PTA Piano di Tutela delle Acque. La Regione Lombardia, con l'approvazione della Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 e s.m.i. ha indicato il Piano di Tutela delle Acque come strumento per la pianificazione della tutela qualitativa e quantitativa delle acque. Il Piano è redatto in coerenza con gli atti di pianificazione di distretto idrografico. Il PTA è costituito da un atto di indirizzi e da un Programma di tutela ed uso delle acque (PTUA).

Quantità

Europea

  • Direttiva alluvioni 2007/60
  • Direttiva acque 2000/60

Italiana

  • Decreto Reale 31 marzo 1912 di istituzione di un Ufficio speciale del Genio Civile per gli studi idrografici del fiume Po
  • DPCM 24/07/2002 “Trasferimento alle Regioni degli uffici periferici del Dipartimento dei servizi tecnici nazionali – Servizio idrografico e mareografico”
  • Legge n. 100 del 12 luglio 2012-Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, recante disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile

Regionale

  • Decreto n°22879 del 23/12/03 con cui Regione Lombardia individua Arpa Lombardia come unico ente per la gestione delle reti di monitoraggio idrometeorologiche (di competenza ex SIMN)
  • D.g.r. 17 dicembre 2015 - n. X/4599 Aggiornamento e revisione della direttiva regionale per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento per i rischi naturali ai fini di protezione civile (d.p.c.m. 27 febbraio 2004)
  • “Disposizioni in materia di servizio idrico integrato. Modifiche al titolo V, capi da I a III, della legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche)”.
  • Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 e s.m.i di istituzione del Piano di Tutela delle Acque come strumento per la pianificazione della tutela qualitativa e quantitativa delle acque. Il Piano è redatto in coerenza con gli atti di pianificazione di distretto idrografico. Il PTA è costituito da un atto di indirizzi e da un Programma di tutela ed uso delle acque (PTUA).
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