ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

AIA ANNO 2016

I controlli

Nell’anno 2016 sono state sottoposte a controllo 528 installazioni per un totale di 539 verifiche ispettive complessive tra ordinarie e straordinarie, come indicate in tabella 3.

Delle 485 installazioni sottoposte a controllo ordinario, 102 installazioni hanno evidenziato “non conformità”, mentre delle 59 ispezioni straordinarie (11 attivate dall’A.C., 31 a seguito di esposto, 3 a seguito di incidenti, per controllo della diffida 2 e 12 per altre motivazioni) 13 in sono risultate non conformi in 9 installazioni differenti.

Le violazioni della normativa ambientale o dell’atto autorizzativo contestate hanno rilevanza di carattere penale o amministrativa; in tabella 4 che segue viene illustrato l'elenco dettagliato delle non conformità riscontrate nelle verifiche ispettive ordinarie e straordinarie per singola categoria IPPC.

Categoria IPPC
n° verifiche ordinarie
n° verifiche straordinarie
n° inadempienze riscontrate

Attività energetiche

22

1

7

Produzione e trasformazione dei metalli

140

29

47

Industria dei prodotti minerali

9

0

5

Industria chimica

64

5

7

Gestione dei rifiuti

64

15

36

Altre attività

65

7

15

Allevamenti intensivi

121

2

32

TOTALE

485

59

149

Le violazioni riscontrate sono state complessivamente 207 (per alcune aziende sono state contestate più violazioni); di queste quelle aventi rilevanza penale sono state il 32%.

Nel grafico seguente sono illustrate le tipologie di violazione riscontrata (penale/amministrativa) e il numero per ognuna di esse:

Figura 1. AIA Dati 2016.  

Legenda

3

AMMINISTRATIVA mancata comunicazione dei dati relativi alle emissioni

1

AMMINISTRATIVA comunicazioni dei dati tardiva o dati formalmente incompleti o inesatti

3

AMMINISTRATIVO omessa comunicazione dell'attuazione dell'AIA o di incidenti

16

AMMINISTRATIVA mancata comunicazione di modifica non sostanziale

4

PENALE inosservanza prescrizioni per gestione dei rifiuti pericolosi non autorizzata e/o scarico delle sostanze pericolose in acqua e/o superamento dei valori limite di emissione determina anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria e/o utilizzo di combustibili non autorizzati

44

PENALE inosservanza prescrizioni per superamento valori limite aria e/o gestione dei rifiuti non conforme e/o superamento limite acqua in zona di salvaguardia

117

AMMINISTRATIVA inosservanza prescrizioni

18

PENALE assenza di autorizzazione, autorizzazione sospesa o revocata

1

PENALE assenza di autorizzazione, autorizzazione sospesa o revocata inerente sostanze pericolose


Valutazione dei dati di autocontrollo

Di seguito si riportano le elaborazioni effettuate sui dati delle emissioni in atmosfera e in acqua delle installazioni di tipo industriale, con esclusione quindi di quelle zootecniche (codici IPPC 6.6). I dati presentati sono espressi in flusso di massa, come Mg/anno, con l’eccezione del parametro “Diossine e Furani”, i cui risultati sono espressi in g/anno.

I dati

I dati di emissione sono riferiti all’anno 2016 e riguardano 1.022 installazioni, di cui 14 AIA Nazionali.

Per entrambe le matrici, vista la molteplicità di piani di monitoraggio adottati e di conseguenza dei parametri monitorati, sono stati individuati gli inquinanti più significativi.

Emissioni in atmosfera

Per quanto riguarda le emissioni in aria sono stati individuati gli inquinanti qui sotto elencati, rappresentativi sia dal punto di vista delle ricadute sulla qualità dell’aria (polveri, NOx, SO2) che dal punto di vista della tossicità dei componenti (COV/SOV, metalli, diossine e furani).

I dati si riferiscono a 840 installazioni, per un totale di 8.986 punti di emissione.

Emissioni in acqua

Gli scarichi idrici sono riferiti a 640 installazioni, per un totale di 1.870 punti di scarico. Il numero dei punti di scarico e, di conseguenza, dei dati raccolti è significativamente superiore a quello del 2014 dal momento che dal 2015 è stato reso obbligatorio l’inserimento del valore della portata idrica dello scarico nell’applicativo e, quindi, si è potuto disporre di un maggior numero di dati completi.

Le elaborazioni hanno riguardato i seguenti parametri:

Parametro

BOD5

COD

Metalli, come sommatoria dei parametri di tabella 3 allegato 5 alla parte III del d.lgs. 152/06 (Alluminio, Arsenico, Bario, Boro, Cadmio, Cromo totale, Cromo VI, Ferro, Manganese, Mercurio, Nichel, Piombo, Rame, Selenio, Stagno, Zinco). I metalli ricercati sono diversi a seconda della specifica categoria IPPC e, all’interno di questa, dello specifico ciclo produttivo dell’azienda.

Solventi clorurati

Tensioattivi

Elaborazione dei dati

I dati sono stati calcolati ed elaborati a partire dai dati di emissione rilevati in discontinuo, espressi in concentrazione, misurati dalle ditte ai punti di emissione/punti di scarico, con le modalità e frequenze previste dal piano di monitoraggio, che è parte integrante delle prescrizioni del decreto AIA di autorizzazione all’esercizio, e registrati nell’applicativo AIDA.

A partire dai dati puntuali sono stati calcolati la concentrazione media annua e il flusso di massa annuale, a partire dalle ore di funzionamento totali e dalle portate (espresse rispettivamente in Nm3/h per le emissioni in atmosfera e m3/anno per gli scarichi idrici).

Per quanto concerne il valore delle portate è stato stimato che il valore reale sia pari all’80% del valore di progetto/autorizzato.

Per quanto concerne i dati rilevati in continuo (SME) è stato utilizzato il dato annuale di flusso di massa in condizioni di normale funzionamento.

Sono stati inoltre identificati e valutati i dati classificabili come “outlier”, non considerati nelle elaborazioni complessive, associabili spesso a errate imputazioni di valori di concentrazione o portata, a unità di misura non corrette, ecc. o, più raramente, associabili all’esistenza di deroghe, in particolare per i parametri COD e BOD degli scarichi idrici in fognatura (l’impatto sull’ambiente di tali scarichi non è proporzionale alle emissioni generate, in quanto i reflui vengono inviati ad impianti di depurazione, che sono in grado di trattare i reflui per abbattere tali parametri).

Risultati

In tabella 5 e tabella 6 sono indicate, rispettivamente per aria e acqua, le quantità totali emesse nell’ambiente delle sostanze considerate, aggregate per singola categoria industriale IPPC, espresse in t/anno (ad eccezione del parametro diossine/furani, le cui concentrazioni sono espresse in g/anno); le suddette quantità sono anche riportate in percentuale rispetto al totale annuo emesso per singolo inquinante, sempre per categoria IPPC.

I grafici rappresentano per ciascuno degli inquinanti considerati, il contributo emissivo in % per i codici di attività IPPC, per le matrici aria e acqua.

Dai grafici emerge che il contributo emissivo di ciascun inquinante varia a seconda dell’attività produttiva che lo genera.

Alcune considerazioni sulle emissioni in atmosfera

Il paramento più rilevante in termini quantitativi sono gli ossidi di azoto (NOx); come già osservato negli anni precedenti, le maggiori emissioni di queste sostanze derivano dai processi in cui si ha una combustione: si conferma che le attività che incidono maggiormente sono la produzione di cemento (cod. 3.1) e le attività energetiche (cod.1.1), oltre alla produzione e trasformazione di metalli (in particolare cod. 2.2 e 2.5).

Dal punto di vista “quantitativo” va rilevato come la quantità di diossine e furani immesse in atmosfera sia bassa, confermandosi al di sotto di 5 grammi complessivi in tutto il territorio regionale. La maggior parte del contributo totale proviene sempre dalle tipologie impiantistiche 2.2 “Produzione di ghisa e acciaio” e 2.5b “Fusione e lega metalli non ferrosi”.

Sotto la dizione di COV/COT (composti organici volatili e carbonio organico totale) sono raccolti numerosi composti, espressi come carbonio organico totale. La diversità di controlli richiesti all’interno dei piani di monitoraggio fa sì che l’espressione di un unico flusso di massa sia particolarmente critica (ad esempio non sono stati inclusi i composti monitorati singolarmente), ciò potrebbe aver dato luogo ad una sottostima del carico complessivo.

Nel 2016 sono state emesse complessivamente circa 3.000 t di COV/COT, in linea con gli anni precedenti.


Alcune considerazioni sulle emissioni in acqua

Dall’analisi dei dati si evince che il contributo maggiore per quanto concerne i tensioattivi (pari al 35%) è dato dall’industria tessile, che insieme all’industria chimica e alla gestione di rifiuti è anche il settore produttivo che più contribuisce alla quantità totale di COD e BOD5.

Per approfondimenti o richieste dati

Per ottenere ulteriori informazioni, compresi i dati di emissione in aria e acqua per l’anno 2016 per singole installazioni o per aree specifiche (Provincia o Comune), si veda la pagina URP in cui è disponibile il form di richiesta, da compilare indicando come:

  • Scopo della richiesta: "Informazioni ambientali"
  • Tematica: "Dati aziende AIA – Acqua” (per emissioni in acqua) o "Dati aziende AIA – Aria” – Aria (per emissioni in aria)
  • Richiesta: "Richiesta dati aziende AIA 2016"

Aiutaci a migliorare questa pagina
 

Le informazioni fornite sono chiare ed esaustive?

 
 
twitter youtube