ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

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Agricoltura

Nonostante sia generalmente percepito come un settore meno inquinante rispetto a quello industriale, anche l’agricoltura rientra tra le possibili fonti d’inquinamento.

Figura 1. Agricoltura  

Le tematiche ambientali che coinvolgono maggiormente il settore agricolo riguardano:

  • l’accumulo nel suolo dei nitrati, dovuti all’azoto presente nelle deiezioni animali a seguito della loro distribuzione sui terreni come fertilizzante con il conseguente rilascio nelle acque superficiali e sotterranee;
  • l’arricchimento nelle acque di sostanze nutritive, come azoto e fosforo, che favoriscono il fenomeno dell’eutrofizzazione causando una crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche con un conseguente consumo dell’ossigeno disciolto, pregiudicando drasticamente la biodiversità e gli equilibri dell’ecosistema acquatico e determinando un deterioramento delle acque che lo ospitano;
  • l’acidificazione del suolo;
  • il rilascio in atmosfera di ammoniaca e di gas ad effetto serra.

Dall’annuario dei dati ambientali 2016 pubblicato da ISPRA (69/2016) emerge che l’agricoltura è responsabile di circa il 96% delle emissioni nazionali di NH3.

La fonte emissiva più rappresentativa è quella relativa all’allevamento degli animali, che rappresentano circa il 57,9% del totale delle emissioni di ammoniaca di origine agricola. Le altre fonti sono lo spandimento delle deiezioni animali (19,8%), l’applicazione al suolo di fertilizzanti azotati sintetici (15,2%), di altri fertilizzanti organici (3,9%), il pascolo (2,3%), lo spandimento fanghi da depurazione (0,5%) e l’azoto fissato al suolo tramite il processo di azoto-fissazione prodotto dalle radici delle leguminose (0,3%).

Inoltre, la fermentazione enterica degli animali allevati, le deiezioni, i processi fisico-chimici e biologici che avvengono nei suoli agricoli, le risaie, la combustione dei residui agricoli e l’applicazione al suolo di urea e calce liberano in atmosfera gas serra come il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O) e l’anidride carbonica (CO2).

L’agricoltura è responsabile del 7,2% delle emissioni totali di gas serra espressi con CO2 equivalente: la fermentazione enterica rappresenta circa il 45,4% delle emissioni di gas serra di origine agricola, i suoli agricoli il 30,7%, la gestione delle deiezioni il 17,2%, la coltivazione del riso il 5,3%, l’applicazione al suolo di urea e calce l’1,4% e la combustione dei residui agricoli circa lo 0,06%.

Dai dati appare quindi chiaro che gli allevamenti zootecnici sono attività che determinano un certo impatto sull’ambiente e che le matrici maggiormente coinvolte sono aria, suolo e, conseguentemente, acque superficiali e sotterranee.

In un’azienda agricola le fasi che possono essere considerate ambientalmente più rilevanti sono quelle di produzione, stoccaggio e trattamento delle deiezioni animali e la distribuzione agronomica degli effluenti sui terreni.

Gli allevamenti lombardi hanno da molti anni intrapreso un percorso orientato alla mitigazione degli impatti derivanti dalle proprie attività sull’ambiente attraverso il rispetto della normativa vigente e l’applicazione di strategie di mitigazione quali:

  • il miglioramento dell’efficienza alimentare degli animali, in modo da ridurre le escrezioni di nutrienti (azoto, fosforo e sostanza organica) bilanciando correttamente i nutrienti della dieta, evitando gli eccessi nel razionamento proteico, controllando la composizione delle razioni e adattandole alle diverse fasi di sviluppo degli animali;
  • una gestione più attenta delle deiezioni dell’allevamento in fase di stabulazione, di trattamento e/o stoccaggio e di distribuzione in campo.

Tutte le tecniche orientate alla mitigazione degli impatti ambientali richiedono, per la loro piena attuazione, strumenti di monitoraggio per controllarne il funzionamento e per verificare l’effetto nel tempo.

Per una completa valutazione dell’impatto ambientale di un’attività agricola bisogna infine tener presente anche le attività funzionali che sono connesse all’allevamento come ad esempio:

  • la molitura ed essiccazione dei cereali: da tali attività possono derivare emissioni di polveri;
  • gli impianti termici e di combustione del biogas (motori): da tali impianti vengono rilasciati i gas di combustione (ossido di azoto e monossido di carbonio) e le polveri (in caso di utilizzo di combustibili diversi dal metano) - approfondisci nella sezione: Energia - FER;
  • impianti di trattamento di effluenti di allevamento, responsabili dell’emissione di inquinanti e composti odorigeni.

Gli allevamenti zootecnici sono sottoposti principalmente a tre normative “ambientali”:

  • ­ Autorizzazione integrata ambientale (AIA)
  • ­ Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
  • ­ Direttiva nitrati
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