ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Arpa per le imprese

​Formato dati SME

Codici monitor

Premessa

Secondo quanto al Decreto Dirigente di Struttura (DDS) 4343/2010, Allegato 1 – Parte C s.m.i. (integrazione DDUO n. 12834 del 27/12/2011), si definisce Monitor ogni grandezza oggetto di monitoraggio da parte dei dispositivi di campo (analizzatori, sensori, …) o di sistemi di calcolo e successiva registrazione software (sw SME, DCS, PLC, …).

Ogni Monitor è caratterizzato, ai fini delle corretta gestione dei dati e degli stati ad esso associati, da una codifica alfanumerica univoca descrittiva del Monitor stesso e delle modalità di effettuazione della misura definita Codice Monitor (CM).

In particolare il Codice Monitor è caratterizzato da una stringa alfanumerica iniziale di lunghezza variabile, priva di spazi, identificativa della tipologia di monitor (emissivo, chimico-fisico, di impianto) secondo quanto alla Tabella 1 del Par. 2.1, Parte C dell’Allegato 1 del DDS 4343/2010 s.m.i. Sulla base dell’attività svolta da Arpa sugli SME allacciati in Rete per l’implementazione a bordo dei PC di campo delle configurazioni xml, si riporta nei successivi paragrafi l’aggiornamento della lista dei Codici Monitor: emissivi (CMEM), chimico-fisici (CMCF), di processo(CMPR).

Indicazioni applicative generali ​

Le successive tabelle costituiscono aggiornamento di quanto in Tabella 1 di cui all’Allegato 1 – Parte C, Par. 2.1 “Criteri per la definizione dei codici monitor” del DDS 4343/2010 s.m.i.

Ai fini della consultazione si precisa che:

  1. ​in colonna “CODICE DDS 4343 PRECEDENTE (se diverso)” si riporta:
    • ​il codice pubblicato in Allegato 1 Parte C del DDS 4343/2010 (e s.m.i.) laddove tale codice sia stato revisionato adottando la nuova codifica di cui al presente documento, rispetto a quella pubblicata sul burl;
    • ​campo vuoto laddove la codifica pubblicata sul burl e quella attuale siano identiche;
    • codice pubblicato in delibera 4343/10 seguito dalla dicitura [abolito] laddove il codice in oggetto, precedentemente pubblicato, non sia stato più adottato nel presente documento (la riga corrispondente è evidenziata in verde e in colonna CODICE MONITOR comparirà la dicitura [nd]);
    • dicitura [assente] nel caso in cui il codice in oggetto sia di nuova introduzione, ovvero non sia stato precedentemente previsto in delibera;
  2. ​l’unità di misura riportata in colonna u.m. è da intendersi come proposta “principale”, fermo restando la possibilità per il Gestore di adottarne altre e/o multipli/sottomultipli della stessa;
  3. in caso di necessità di introdurre altri codici monitor, questi dovranno essere concordati con ARPA;
  4. la dicitura “Monitor non I/O” / “Monitor I/O” inserita in colonna 1 per descrivere i parametri codifica: ​Monitor non I/O = parametri per i quali viene rilevato un valore (es: “NOx”); Monitor I/O = parametri per i quali viene rilevato uno stato di funzionamento (es: “statoVAR-AlimentRif”).

Monitor EMISSIVI

In Tabella 1.A allegata si riporta l’aggiornamento dei Codici Monitor per i parametri emissivi; si precisa che:

  1. per le concentrazioni è stata inserita come standard l’unità di misura mg/Nm3: laddove il dato in oggetto (ad esempio tal quale) dovesse essere non normalizzato dovrà essere adottata l’unità di misura mg/m3;
  2. in caso di presenza di più modalità per la rilevazione in parallelo di un parametro (ad esempio doppio analizzatore, piuttosto che valore misurato e valore calcolato), deve essere impiegato il suffisso “-1”, “-2”, …, “-n” per distinguere i differenti sistemi di acquisizione;
  3. nello specifico caso di impiego di più strumenti per la misura in parallelo di un parametro caratterizzato da range emissivi molto differenti per il normale funzionamento e i transitori (e quindi scale di misura molto differenti), si è ricorso alla al suffisso “-h” e “-l” per indicare rispettivamente lo strumento a bassa scala e quello ad alta scala (ad es. “CO-l” e “CO-h”);
  4. per i monitor di emissivi di tipo I/O, l’obbligatorietà di archiviare nell’ADI/ADM la coppia (valore; stato) è funzione della tipologia di monitor; in particolare, in analogia al trattamento dati effettuato con il sw di Regione Lombardia per gli impianti allacciati alla Rete SME, si adotta la seguente convenzione:
    • monitor emissivi di tipo I/O relativi alla strumentazione associata alla misura dei parametri emissivi di tipo non I/O: prevedono l’impiego del prefisso “statoSTRUM-” seguito dal descrittore dello strumento, definito sulla base del principio di misura (ad esempio: “statoSTRUM-NDIR” nel caso dello stato dell’analizzatore multiparametrico con metodo di misura NDIR); si precisa che per tali monitor non è necessario archiviare nell’ADI e nell’ADM la coppia (valore; stato) degli stessi in quanto tale stato viene preso in considerazione in modo implicito nell’attribuzione dello stato monitor del corrispettivo monitor emissivo di tipo non I/O (ad esempio lo stato attribuito alle misure istantanee e medie del monitor “COT” è determinato considerando anche lo stato assunto dal monitor “statoSTRUM-FID”), ovvero: ogni qual volta per un monitor emissivo sia disponibile anche un monitor di tipo I/O che descriva lo stato di funzionamento del dispositivo di campo (analizzatore, sensore, …) deputato alla misura dello stesso, tale informazione deve confluire nell’algoritmo di validazione delle misure;
    • monitor emissivi di tipo I/O di carattere generale relativi al funzionamento dello SME, della strumentazione di back-up, di altra strumentazione (es: convertitore catalitico) o allo stato della cabina SME: prevedono l’impiego del prefisso “statoVAR-” seguito dal descrittore del monitor (ad esempio: “statoVAR-BackUp” nel caso dello Stato dello SME secondario di back-up); per tali monitor è invece necessario archiviare nell’ADI e nell’ADM il valore (0;1) e lo stato secondo le specifiche tabelle di attribuzione dei codici di stato monitor.

Monitor CHIMICO-FISICI

In Tabella 1.B allegata si riporta l’aggiornamento dei Codici Monitor per i parametri chimico-fisici; si precisa che:

  1. in caso di presenza di più strumenti per la misura di un parametro utilizzato nella normalizzazione delle grandezze chimico-fisiche, il monitor relativo allo strumento effettivamente impiegato nelle normalizzazioni degli inquinanti dovrà essere privo di suffisso numerico (ad esempio: “O2”, “H2O”, …), mentre gli altri monitor dovranno contenere il suffisso numerico preceduto dal carattere separatore “-“ (ad esempio: “O2-1”, “H2O-1”, …);
  2. per i monitor chimico-fisici di tipo I/O, l’obbligatorietà di archiviare nell’ADI/ADM la coppia (valore; stato) è funzione della tipologia di monitor; in particolare, in analogia al trattamento dati effettuato con il sw di Regione Lombardia per gli impianti allacciati alla Rete SME, si adotta la seguente convenzione:
    • ​​monitor chimico-fisici di tipo I/O relativi alla strumentazione associata alla misura dei parametri di tipo non I/O: prevedono l’impiego del prefisso “statoSTRUM-” seguito dal descrittore dello strumento definito sulla base del principio di misura (ad esempio: “statoSTRUM-Psicrometrico” nel caso dell’umidità); si precisa che per tali monitor non è necessario archiviare nell’ADI e nell’ADM la coppia (valore; stato) degli stessi in quanto tale stato viene preso in considerazione in modo implicito nell’attribuzione dello stato monitor del corrispettivo monitor chimico-fisico di tipo non I/O (ad esempio lo stato attribuito alle misure istantanee e medie del monitor “Qfumi” è determinato considerando anche lo stato assunto dal monitor “statoSTRUM-DeltaP-Qfumi”), ovvero: ogni qual volta per un monitor chimico-fisico sia disponibile anche un monitor di tipo I/O che descriva lo stato di funzionamento del dispositivo di campo (analizzatore, sensore, …) deputato alla misura dello stesso, tale informazione deve confluire nell’algoritmo di validazione delle misure;
  3. per parametri chimico-fisico calcolati, il descrittore da utilizzare è quello che prevede il nome generico del parametro stesso (ad esempio: “statoSTRUM-H2O” nel caso dello stato dell’umidità);

Monitor DI PROCESSO

In Tabella 1.C allegata si riporta l’aggiornamento dei Codici Monitor per i parametri di processo; si precisa che:

  1. in caso di presenza di più linee (tipicamente due) che afferiscono al medesimo punto emissivo e quindi in presenza, per un dato monitor di processo, di doppia rilevazione dello stesso a valle di ogni singola linea produttiva (forno, caldaia, …), il monitor sarà caratterizzato dal suffisso “L1” e “L2” (preceduti dal carattere “-“) rispettivamente per la linea 1 e 2; si precisa che il Gestore dovrà obbligatoriamente adottare tale dicitura convenzionale indipendentemente dagli acronimi di linea usati sull’impianto (ad esempio TG3 e TG4, oppure forno A e forno B, …);
  2. per i monitor di processo di tipo I/O, l’obbligatorietà di archiviare nell’ADI/ADM la coppia (valore; stato) è funzione della tipologia di monitor; in particolare, in analogia al trattamento dati effettuato con il sw di Regione Lombardia per gli impianti allacciati alla Rete SME, si adotta la seguente convenzione:
    • monitor di processo di tipo I/O relativi alla strumentazione associata alla misura dei parametri di processo tipo non I/O: prevedono l’impiego del prefisso “statoSTRUM-” seguito dal descrittore del dispositivo, definito sulla base del principio di misura e successivamente dal parametro cui si riferisce (ad esempio: “statoSTRUM-Vortex-Qmetano” nel caso dello stato della misura di portata metano determinata con metodo Vortex); si precisa che per tali monitor non è necessario archiviare nell’ADI e nell’ADM la coppia (valore; stato) degli stessi in quanto tale stato viene preso in considerazione in modo implicito nell’attribuzione dello stato monitor del corrispettivo monitor di processo di tipo non I/O (ad esempio lo stato attribuito alle misure istantanee e medie del monitor “MWe” è determinato considerando anche lo stato assunto dal monitor “statoSTRUM-Wattmetro”), ovvero: ogni qual volta per un monitor di processo sia disponibile anche un monitor di tipo I/O che descriva lo stato di funzionamento del dispositivo di campo (analizzatore, sensore, …) deputato alla misura dello stesso, tale informazione deve confluire nell’algoritmo di validazione delle misure;
    • monitor di processo di tipo I/O relativi al funzionamento di specifici dispositivi/presidi/sistemi: prevedono l’impiego del prefisso “statoVAR” seguito dal descrittore del monitor (ad esempio: “statoVAR-Caricam” nel caso dello stato del caricamento dei rifiuti); per tali monitor è invece necessario archiviare nell’ADI e nell’ADM il valore (0;1) e lo stato (30, 31, …, 37) secondo le specifiche tabelle di attribuzione dei codici di stato monitor;
    • nell’ambito dei monitor di processo di tipo I/O, solo per il monitor STATO IMPIANTO – codificato come “statoIMP” – è prevista la codifica degli ulteriori monitor “statoIMP-30”, “statoIMP-31”, …, “statoIMP-37” poiché per tale monitor è prescritto che l’archivio ADM storicizzi il numero di campioni istantanei associati ad ogni possibile Stato monitor (appunto 30, 31, …, 37); nell’archivio ADI si dovrà quindi utilizzare il solo monitor “statoIMP” archiviando il valore (0;1) e lo stato (30, 31, …, 37) secondo le specifiche tabelle di attribuzione dei codici di stato monitor, mentre nell’archivio ADM, oltre al monitor “statoIMP” si utilizzeranno i monitor “statoIMP-30”, “statoIMP-31”, …, “statoIMP-37”; per tutti gli altri monitor di tipo I/O tale possibilità non è contemplata: pertanto sia nell’ADI che nell’ADM si utilizzerà il medesimo monitor (ad esempio: “statoVAR-Forno-Comb”) con la differenza che lo stato monitor dell’ADI assumerà puntualmente uno dei possibili valori (30, 31, …, 37), mentre nell’ADM il codice di stato monitor è da determinarsi secondo l’applicazione del criterio di stato prevalente determinato secondo l’apposita tabella di attribuzione del codice di stato monitor.
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