ARPA Lombardia

Attività produttive

​​​IN DETTAGLIO

Il rumore esercita la sua azione negativa sull’ambiente, inteso come ambito in cui l’uomo vive e svolge le proprie attività, causando elementi di fastidio ed interferendo con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Le principali sorgenti di rumore negli ambienti di vita sono costituite dalle infrastrutture di trasporto (stradale, ferroviario e aeroportuale) e dalle attività produttive (industriali, artigianali, commerciali, pubblici esercizi). Il traffico veicolare è il principale responsabile del rumore di fondo nelle aree urbane, dove ormai risiede la maggior parte della popolazione. Localmente possono però diventare rilevanti le emissioni sonore causate da singoli impianti o dalle attività dei pubblici esercizi, temporaneamente dai cantieri.

Mentre per le infrastrutture dei trasporti sono vigenti limiti specifici di immissione nelle rispettive fasce di pertinenza, per le attività produttive i limiti di rumore da rispettare sono stabiliti dalla classificazione acustica del territorio comunale. Presso i recettori (ovvero all’interno degli ambienti abitativi) le sorgenti di rumore delle attività produttive devono inoltre rispettare i valori limite differenziali di immissione.

Risultano di particolare rilevanza nelle aree urbane la rumorosità dovuta ai pubblici esercizi, la cui attività, specialmente in periodo notturno, determina la maggior parte delle segnalazioni ed esposti, in particolare a causa delle emissioni musicali. Le alte lamentele sono sostanzialmente dovute al funzionamento di specifici impianti e macchinari.

Documenti Attività produttive

GLOSSARIO

  • Rumore ambientale: i suoni indesiderati o nocivi in ambiente esterno prodotti dalle attività umane, compreso il rumore emesso da mezzi di trasporto, dovuto al traffico veicolare, al traffico ferroviario, al traffico aereo e proveniente da siti di attività industriali (D.Lgs 194/2005).
  • La zonizzazione acustica è uno strumento di pianificazione in base al quale il territorio comunale viene suddiviso in zone acusticamente omogenee a ciascuna delle quali viene attribuita una classe acustica e i relativi limiti.
  • La previsione di impatto acustico è lo strumento utilizzato per valutare il contributo acustico dovuto a nuove attività o infrastrutture al fine di garantire che la nuova sorgente di rumore non comporti il superamento dei limiti imposti dalla normativa.
  • La valutazione previsionale di clima acustico consente di verificare la compatibilità di un nuovo insediamento (ad esempio una struttura residenziale) con la situazione acustica preesistente, assicurando che presso il nuovo “recettore” vengano rispettati i limiti normativi previsti.
  • Periodo diurno: nelle 24 h è il periodo 6:00-22:00. Ai fini del calcolo dell’Indice di Valutazione Aeroportuale è il periodo 6:00-23:00.
  • Periodo notturno: nelle 24 h è il periodo 22:00-6:00. Ai fini del calcolo dell’Indice di Valutazione Aeroportuale è il periodo 23:00-6:00.
  • GIS (Geographic Information System): Sistema informativo computerizzato che permette l'acquisizione, la registrazione, l'analisi, la visualizzazione e la restituzione di informazioni derivanti da dati geografici (geo-riferiti).
  • Restrizione operativa: un intervento diretto a contenere il rumore che limita l’accesso ad un aeroporto o ne riduce le capacità operative, ad esempio restrizioni operative parziali per determinati periodi di tempo durante il giorno o su talune piste.
  • La classificazione acustica è uno strumento di pianificazione in base al quale il territorio comunale viene suddiviso in zone acusticamente omogenee a ciascuna delle quali viene attribuita una classe con i relativi limiti.
  • La previsione di impatto acustico è lo strumento necessario per valutare il contributo acustico dovuto a nuove attività o infrastrutture al fine di garantire che la nuova sorgente di rumore non comporti il superamento dei limiti di legge.
  • La valutazione previsionale di clima acustico consente di verificare la compatibilità di un nuovo “recettore” (un ospedale, una casa di riposo, una struttura residenziale, ecc.) con la situazione acustica preesistente, assicurando che presso il nuovo insediamento vengano rispettati i limiti normativi previsti. Le sorgenti di rumore devono rispettare i limiti di emissione, riguardanti la singola sorgente e relativi all’ambiente esterno e i limiti di immissione differenziali, all’interno degli ambienti abitativi.
  • I limiti di immissione assoluti, stabiliti dalla classificazione acustica del territorio comunale, riguardano la rumorosità nell’ambiente esterno dovuto al contributo di tutte le sorgenti di una data area.
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NORMATIVE DI RIFERIMENTO

 

La normativa

La tutela dei cittadini dall’esposizione al rumore è storicamente garantita dall’art.659 del Codice Penale, che punisce il disturbo della quiete pubblica e, a partire dagli anni novanta del secolo scorso, da diversi decreti attuativi della Legge n.447 del 26.10.1995 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”.

Le strategie previste dall’Unione Europea per un approccio uniforme a livello comunitario ai fini della tutela dell’ambiente e della salute della popolazione dall’inquinamento acustico si riassumono nella Direttiva 2002/49/CE recepita a livello nazionale dal D.Lgs. 194/2005. La Legge Quadro 447/95, definisce l'inquinamento acustico, le sorgenti di rumore ed i valori limite che le sorgenti di rumore devono rispettare; stabilisce le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli enti gestori/proprietari delle infrastrutture di trasporto, fornendo indicazioni per la predisposizione dei piani di risanamento acustico e per le valutazioni di impatto acustico.

La legge impone ai Comuni l’obbligo di provvedere alla classificazione acustica del proprio territorio, atto che deve essere coordinato con gli altri piani di regolamentazione e pianificazione locale quali il Piano di Governo del Territorio o il Piano Urbano del Traffico. I limiti di riferimento e la definizione delle classi per la zonizzazione acustica sono dettati dal DPCM 14/11/1997.

Le modalità con cui effettuare le misure di rumore le tecniche di rilevamento sono definite nel DM 16/03/1998.

I principali decreti attuativi della legge quadro che regolamentano il rumore derivante dalle infrastrutture di trasporto sono DM 31/10/1997 e il DPR 496/1997 per gli aeroporti, il DPR 459/1998 per le ferrovie, il DPR 142/2004 per le strade. In caso di superamento dei limiti gli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture devono predisporre interventi di contenimento e abbattimento del rumore prodotto nell'esercizio delle infrastrutture stesse, secondo i criteri riportati nel DM 29/11/2000.

La legge quadro demanda alle Regioni, tra altri compiti, la definizione sia dei criteri per la classificazione acustica dei territori comunali sia delle procedure per la predisposizione e l’adozione dei piani di risanamento acustico. La Regione Lombardia ha quindi provveduto ad emanare la LR n.13 del 2001 “Norme in materia di inquinamento acustico” che dispone e stabilisce gli indirizzi attraverso Delibere di Giunta (DGR).

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