ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Biodiversità

​​​​​​​​​​DI COSA SI TRATTA?

La varietà degli organismi che popolano la terra

Quando parliamo di biodiversità facciamo riferimento alla varietà degli organismi che popolano la terra.
In poche parole, più grande e diversificata è una popolazione all’interno di un ecosistema, maggiore è la possibilità che si sviluppino capacità di adattamento ai mutamenti ambientali o alle malattie, che possono garantire la sopravvivenza della specie stessa.

Per questo, le azioni volte a proteggere il patrimonio naturale, come la nascita di nuovi parchi e aree protette, sono diventate sempre più importanti, tanto che ad oggi Regione Lombardia prevede forme di tutela per circa un quarto del territorio regionale.

A queste si affiancano meccanismi avanzati per prevenire, monitorare e limitare la diffusione delle specie esotiche invasive (alloctone), ovvero specie provenienti da altri ecosistemi che possono minacciare quelle “originarie” (autoctone) ad esempio alterandone gli habitat o trasmettendo malattie.

​​​​​​​​SAI COSA FA ARPA?

Valuta i rischi per il nostro ecosistema che potrebbero essere causati dagli interventi dell’uomo e da specie provenienti da altre aree geografiche

 

Ogni opera ha un impatto sull'ambiente circostante. Per questo ARPA Lombardia verifica che fauna, vegetazione ed ecosistemi del nostro territorio non vengano messi in pericolo da nuove opere o dagli effetti di interventi già realizzati, attraverso attività di prevenzione, controllo e monitoraggio.
Ma non è tutto: teniamo sotto controllo le specie provenienti da altre aree geografiche, per verificare che non diventino ​una minaccia per la nostra biodiversità.​

Informazioni, segnalazioni, emergenze: a chi rivolgersi ?

L'attività di ARPA Lombardia a favore della biodiversità si esercita prevalentemente all'interno di un complesso processo di valutazione ambientale di opere (quali - ad esempio - impianti industriali, strade, ferrovie, depuratori, derivazioni idriche, termovalorizzatori) denominato Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

La VIA è uno strumento di prevenzione: si prefigge infatti di valutare le ricadute delle opere prima che queste vengano realizzate, in una fase in cui è quindi ancora possibile considerare soluzioni alternative.

ARPA tutela la biodiversità verificando che lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) presentato dal Proponente abbia considerato compiutamente le ricadute della costruzione e dell'esercizio dell'opera sulle componenti naturalistiche, suggerendo – se del caso – l'adozione di soluzioni più cautelative.

Le difficoltà connesse con la valutazione delle ricadute dell'opera sulla biodiversità sono determinate dal fatto che gli effetti su fauna, vegetazione ed ecosistemi si esplicitano in tempi lunghi e sono spesso la risultante di fattori cumulati o sinergici.

ARPA accerta altresì che il Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) elaborato dal Proponente sia congruente, e verifica in campo le attività di rilievo realizzate per monitorare le componenti naturalistiche.

Sulla scorta dei dati faunistici e vegetazionali rilevati in tempi successivi, ARPA verifica se si sono manifestati cambiamenti attribuibili all'opera, nel qual caso richiede interventi mitigativi o compensativi.

Arpa inoltre fornisce un supporto specialistico all'autorità competente per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di Piani/Programmi, analizzandone i contenuti tecnici ed effettuando le valutazioni/osservazioni finalizzate alla tutela delle risorse naturali.

Una diversa azione di ARPA a tutela della biodiversità è focalizzata sulle specie aliene.

A livello globale, la prima causa di perdita di biodiversità è la scomparsa degli habitat e la seconda è l'introduzione negli ecosistemi di organismi viventi originari di altre aree geografiche: queste specie vengono definite esotiche o alloctone o aliene. Una specie aliena diviene invasiva quando la sua diffusione - in competizione con specie native - rappresenta una concreta minaccia per la biodiversità locale.

Negli ultimi anni ARPA ha attivato un programma di individuazione di specie aliene nel reticolo idrografico regionale e sta intraprendendo azioni per limitarne la diffusione.

GLOSSARIO

  • Compensazione e mitigazione - Nella fase di progettazione di un’opera, uno degli obiettivi principali che si perseguono con un’analisi degli impatti dell’opera sull’ambiente è costituita dalla possibilità di evitare o minimizzare gli impatti negativi e di valorizzare quelli positivi. A tale scopo, si possono prevedere: misure di mitigazione direttamente collegate agli impatti (ad esempio le barriere antirumore), intese a ridurre al minimo o addirittura a sopprimere l’impatto negativo di un piano o progetto durante o dopo la sua realizzazione; opere di compensazione, cioè gli interventi non strettamente collegati con l'opera, che vengono realizzati a titolo di parziale compensazione ambientale del danno prodotto (ad esempio la creazione di habitat umidi o di zone boscate). Le misure di compensazione non riducono gli impatti residui attribuibili al progetto ma provvedono a sostituire una risorsa ambientale che è stata depauperata con una risorsa considerata equivalente.
    Per approfondimento: http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00000600/631-tv-mitigazioni.pdf
  • Diatomee - Alghe brune, unicellulari, eucariotiche, generalmente delle dimensioni di pochi μm, possono vivere isolate o formare colonie e popolare ambienti diversi sia d’acqua dolce che salata.
  • Ecosistema - Parte di biosfera (insieme di tutti gli ambienti fisici del pianeta e di tutti gli organismi viventi che in essi vivono), compresa in uno spazio delimitato, in cui gli organismi viventi (biocenosi) e l’ambiente fisico in cui vivono (biotopo) interagiscono con scambio di energia e materia. Il termine "ecosistema" si deve all'ecologo inglese Arthur Tansley che lo creò nel 1935.
  • Habitat - (Dal latino habitare) indica il luogo in cui una specie trova le risorse e le condizioni ambientali necessarie per vivere, svilupparsi e riprodursi.
  • Macrofite acquatiche – Gruppo formato da numerose specie vegetali di dimensioni macroscopiche e rinvenibili sia nelle acque superficiali sia in prossimità di esse. Costituiscono una comunità eterogenea.
  • Macroinvertebrati bentonici - Organismi facilmente visibili a occhio nudo (> 1 mm), che vivono almeno una parte della loro vita su substrati sommersi dei corpi idrici. Sono costituiti principalmente da insetti (larve e adulti), crostacei, molluschi, platelminti, anellidi.
  • Specie autoctone - Specie animali e vegetali originarie di un determinato territorio.

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

 
  • L.R. 86/1983. Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale (BURL n. 48 del 2 dicembre 1983).
  • Direttiva 1985/337/CEE. Valutazione dell'Impatto Ambientale di determinati progetti pubblici e privati (G.U. L175 del 5 luglio 1985).
  • L. 394/1991. Legge Quadro sulle Aree Protette (G.U. n.292 del 13 dicembre 1991).
  • Direttiva 1992/43/CEE. Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (G.U. L206 del 22 luglio 1992).
  • Direttiva 1997/11/CE. Direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (G.U. L73 del 14 marzo 1997).
  • L. 443/2001. Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive (G.U. n. 299 S.O. del 27 dicembre 2001).
  • D.Lgs. 152/2006. Norme in materia ambientale (G.U. n. 88 S.O. del 14 aprile 2006).
  • D.Lgs. 163/2006. Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (G.U. n. 100 S.O. del 2 maggio 2006.
  • D.Lgs. 4/2008. Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale. (G.U. n. 24 S.O. del 29 gennaio 2008).
  • D.g.r. 10962/2009. Rete ecologica regionale: approvazione degli elaborati finali, comprensivi del settore Alpi e Prealpi (BURL n.3 del 22 gennaio 2010).
  • Direttiva 2009/147/CE. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici (G.U.U.E L20 del 26 gennaio 2010).
  • Direttiva 2014/52/UE. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (G.U.U.E. n. 124 del 25 aprile 2014).
  • D.M. 308/2015. Indirizzi metodologici per la predisposizione dei quadri prescrittivi nei provvedimenti di valutazione ambientale di competenza statale (G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016).
  • Regolamento (UE) n. 1143/2014. del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. (G.U.U.E L 317/35 del 4 novembre 204).
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1141. della Commissione, del 13 luglio 2016, che adotta un elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale in applicazione del regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio. (G.U.U.E L 189/4 del 14 luglio 2016).
  • D.g.r. X/5565/2016. Approvazione delle «Linee guida per la valutazione e tutela della componente ambientale biodiversità nella redazione degli studi di impatto ambientale e degli studi preliminari ambientali e a supporto delle procedure di valutazione ambientale» (BURL n. 38 del 20 settembre 2016).
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