ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Bonifiche e siti contaminati

MATRICI AMBIENTALI E ACQUISIZIONE DEI DATI

Di seguito, sono brevemente illustrate le modalità di acquisizione dei dati relativi alle singole fasi del progetto.

Matrice SUOLO AREE AGRICOLE

Figura 2  

  1. Accertamento dei livelli di contaminazione nei primi 30-40 cm delle aree agricole ad oggi non indagate, poste nei Comuni di Brescia, Castel Mella, Capriano del Colle e Flero, interessate da irrigazione mediante il sistema di rogge a sud della Caffaro.

    In coerenza con le precedenti campagne d’indagini effettuate dal Dipartimento ARPA di Brescia e già approvate dal Ministero dell’Ambiente nel territorio agricolo dei SIN e nel rispetto di quanto stabilito dal D.M. 13 settembre 1999 “Metodi Ufficiali di Analisi dei suoli”, per le indagini si è utilizzato il “Metodo delle aree” (molto utile per superfici molto vaste), che ha il vantaggio di mediare la possibilità di falsi positivi o negativi, in quanto ogni campione è costituito da più prelievi semplici.

    Con tale metodica, si suddivide il sito in maglie regolari di opportuna dimensione (valutando il rapporto costi/benefici), identificando i punti di prelievo ai vertici delle maglie e al loro centro (vedi figura seguente). Nel caso in esame si è scelto di operare con maglie quadrate con lato di 150 m ciascuna.

    Figura 3  

    I prelievi riguardano i primi 20 - 30 cm di terreno dal p.c., scartando l’eventuale strato vegetale superficiale. In fase di prelievo, si provvede alla vagliatura del materiale al fine di scartare in campo la frazione maggiore di 2 cm. Per evitare fenomeni di “cross-contamination” dei campioni, la strumentazione viene lavata con acqua demineralizzata alla fine di ogni campionamento e asciugata con materiale monouso.

    Ogni campione rappresentativo della maglia è stato perciò formato dalla somma in egual misura del materiale dei singoli prelievi che gli appartengono (indicativamente 250 mg di terreno da ogni prelievo, per formare un campione di almeno 1 kg di materiale).

  2. Aggiornamento dei livelli di contaminazione nei primi 20 - 30 cm in alcune particelle catastali già analizzate in passato, per verificare eventuali variazioni di concentrazione, derivanti dai processi di degradazione, utilizzando nuove e più precise tecniche analitiche.
  3. Determinazione dei valori di fondo per un raggio di 15 km nell’area circostante il sito secondo i principi stabiliti dalla normativa UNI EN ISO 19258.

Matrice ROGGE

Figura 4  

  1. Accertamento dei livelli di contaminazione dei sedimenti delle rogge ad oggi non ancora indagate, poste nei comuni di Brescia, Castel Mella, Capriano del Colle, Poncarale e Flero. Per tali punti il campionamento è effettuato secondo lo schema “a transetto” già utilizzato nelle precedenti indagini. Questo metodo permette di ricavare tutte le informazioni necessarie a valutare lo stato di contaminazione, sia del sedimento della roggia sia delle sponde: permette quindi di valutare anche l’eventuale trasporto antropico dal letto alle sponde dei canali, nonché il passaggio dei contaminanti dal sedimento al terreno sottostante.

    Figura 5  

    Per ogni transetto vengono eseguiti 3 sondaggi; uno sull’asse centrale della roggia, e due sulle sponde, come indicato schematicamente nella figura precedente.

  2. Accertamento della distribuzione stratigrafica verticale della contaminazione. I campioni formati per ogni sondaggio, analogamente alle precedenti indagini eseguite sulle rogge ed in assenza di particolari orizzonti litologici e/o organolettici, sono i seguenti: Campione 1: 0 – 10 cm; Campione 2: 10 – 30 cm; Campione 3: 30 – 60 cm; Campione 4: 60 – 100 cm; Campione 5: 100 – 150 cm.
  3. Accertamento dei livelli di contaminazione primi metri del suolo agrario adiacenti alle rogge (modello concettuale della contaminazione). Per verificare l’eventuale trasporto dei contaminanti dalle rogge ai terreni circostanti, si effettua sui due lati di ogni punto di campionamento un prelievo del suolo naturale (primi 30 cm) nelle due fasce di 5 m e simmetriche al corso idrico (ove possibile).

    Figura 6  

    Come schematicamente riportato dalla figura, per ottenere un campione omogeneo e rappresentativo dell’intera fascia nel punto di prelievo viene effettuato il prelievo di 5 incrementi di terreno rispettivamente nelle due fasce a destra e a sinistra della roggia.

  4. Determinazione dei valori di fondo in aree fluviali esterne al SIN “Brescia Caffaro”. In particolare sono stati previsti 13 prelievi di sedimento superficiale (primi 30 cm) nelle aste dei fiumi Mella, Garza, Chiese e Mincio.

Matrice ACQUE SUPERFICIALI

  1. Accertamento dei livelli di contaminazione del trasposto solido e in soluzione nelle acque delle rogge. L’obiettivo è quello di approfondire la comprensione del comportamento e dei modelli di diffusione del trasporto solido di Diossine, PCB e Metalli nell’ambiente, attraverso il campionamento contemporaneo delle acque filtrate e della parte solida in essa trasportata, al fine di una verifica dei livelli di contaminazione delle 2 matrici.
  2. Confronto tra i valori riscontrati per il sistema delle rogge a sud della Caffaro e quelli riscontrati per i corsi idrici circostanti, idraulicamente non connessi allo stesso sistema.

Matrice ACQUE DI SCARICO

  1. Monitoraggio trimestrale del livello di inquinanti presenti allo scarico finale, che recapita nella Roggia Fiumicella, delle acque emunte dai pozzi barriera e contestuale verifica dell’efficienza dei sistemi di filtrazione già installati.

Matrice ACQUE SOTTERRANEE

Le attività prendono avvio con la definizione della rete di monitoraggio freatimetrico e geochimico costituita da piezometri, pozzi pubblici e privati esistenti, integrati con alcuni nuovi piezometri realizzati ad hoc. Su tutti i punti della rete viene preliminarmente eseguito il rilievo topografico.

Sulla base dei due rilievi freatimetrici condotti su 182 punti di misura (aprile 2014 e settembre 2014) vengono elaborate le relative carte freatimetriche.

Sui campioni prelevati nelle due campagne geochimiche condotte su 161 punti (giugno 2014 e gennaio 2015) vengono eseguite le analisi di laboratorio con la determinazione dei seguenti parametri:

  • Metalli (As, Hg, Cr Tot, Cr VI, Pb, Ni, Cu, Fe, Mn)
  • Composti alifatici clorurati od alogenati cancerogeni e non cancerogeni, composti aromatici clorurati, fenoli clorurati
  • PCB e PCDD-PCDF
  • Fitofarmaci

Le concentrazioni riscontrate per ogni singolo parametro vengono confrontati con le relative concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per la matrice acqua di falda, stabilite dal D.lgs 152/2006.

I dati vengono elaborati e rappresentati cartograficamente.

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