ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Bonifiche e siti contaminati

​​​​​​​​​​​​​DI COSA SI TRATTA?

Il meccanismo di difesa delle aree contaminate

Il processo di bonifica di siti contaminati comprende tutte quelle azioni che hanno lo scopo di eliminare gli agenti inquinanti presenti al suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee, o perlomeno di ridurne la concentrazione entro i limiti di legge.

L’obiettivo finale delle bonifiche ambientali è quindi quello di salvaguardare l’ambiente e la salute pubblica, visto che permettono di recuperare e riqualificare aree compromesse e potenzialmente pericolose, ed è per questo che rivestono un ruolo strategico nella pianificazione territoriale locale.

Tra le operazioni più importanti spiccano quelle relative ai 6 Siti di Interesse Nazionale (SIN) presenti in Lombardia: grandi aree industriali o ex industriali, individuate sulla base di caratteristiche di pericolosità degli inquinanti e di rischio sanitario ed ecologico, di competenza diretta del Ministero dell’Ambiente.

Procedimento di bonifica

Schematizzando e semplificando, un procedimento di bonifica, consiste nelle seguenti fasi:

  1. comunicazione iniziale da effettuare agli enti di competenza, al verificarsi di un evento potenzialmente in grado di contaminare il sito;
  2. definizione preliminare del modello concettuale del sito, ovvero definire le caratteristiche dello stesso e della distribuzione della contaminazione.
  3. predisposizione del Piano di Caratterizzazione qualora l’indagine preliminare accerti il superamento delle CSC, consistente nella raccolta di dati storici finalizzata alla ricostruzione di tutte le attività produttive che si sono succedute sul sito, luoghi di accumulo e stoccaggio di rifiuti e/o materie prime, vasche e serbatoi interrati e/o fuori terra, pozzi disperdenti, reti di sottoservizi, etc., e verifica della eventuale presenza di centri di pericolo. Viene quindi definito un protocollo di campionamento ed analisi, con l’indicazione dell’ubicazione e della tipologia delle indagini, del set analitico e delle metodiche analitiche, in modo da acquisire dati rappresentativi delle condizioni del sito;
  4. svolgimento delle attività di campo in contraddittorio con ARPA ed esecuzione delle analisi di laboratorio;
  5. redazione dell’Analisi di Rischio sito-specifica finalizzata alla determinazione delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) accettabile per quel sito specifico: nel caso in cui le concentrazioni dei contaminanti presenti in sito risultano inferiori alle CSR il sito è classificato “non contaminato” ed il procedimento di bonifica avviato si conclude; nel caso in cui le concentrazioni dei contaminanti presenti in sito risultano superiori alle CSR il sito è classificato “contaminato” ed il procedimento di bonifica prosegue;
  6. redazione del Progetto Operativo di Bonifica, che individua gli interventi di bonifica del sito, le tecnologie applicabili, i costi ed i tempi previsti per la bonifica e viene approvato da parte dell’autorità competente (Ministero dell’Ambiente, Regione o Comune)
  7. collaudo degli interventi di bonifica, da parte di ARPA, al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi stabiliti: i risultati dei collaudi sono riportati in una specifica Relazione Tecnica, a seguito della quale Città Metropolitana/Ente di Area Vasta provvede a certificare l’avvenuta bonifica
  8. redazione della certificazione di avvenuta bonifica, effettuata da Città Metropolitana/Ente di Area Vasta, a seguito dei collaudi svolti da ARPA.
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Approfondimenti per le imprese

L’iter procedurale della bonifica di siti contaminati e le attività ad esso connesse (disposizioni normative, competenze tecniche, attività di campo) sono un tema complesso per le imprese che devono rispondere agli adempimenti stabiliti dalla legislazione e rispettare i protocolli operativi approvati.

ARPA, per le proprie competenze tecniche, rappresenta un punto di riferimento importante, sia come supporto ai diversi Enti coinvolti, sia per le attività di controllo e monitoraggio a tutela delle matrici ambientali coinvolte nel processo. All'interno di questa sezione è possibile consultare le procedure relative a:

  • serbatoi interrati;
  • campionamento terreni/riporto/acque sotterranee/soil gas;
  • modulistica
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Siti di Interesse Nazionale (SIN)

Le procedure di bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) - che sono individuati per le caratteristiche del sito, per la qualità e pericolosità degli inquinanti, per l'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali - sono di competenza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).

In Lombardia sono presenti 6 siti di interesse nazionale:

  • Sesto San Giovanni (ex Falck);
  • Pioltello Rodano Polo Chimico;
  • Broni (ex Fibronit);
  • Brescia Caffaro;
  • Mantova Polo chimico e laghi di Mantova;
  • Pieve Vergonte (ex Enichem) in condivisione con la Regione Piemonte.
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