ARPA Lombardia

Home  /  Notizie  / Caffaro, Arpa: presentati gli esiti d...

Caffaro, Arpa: presentati gli esiti delle campagne piezometriche e chimiche

​Otto campagne di monitoraggio piezometriche e quattro chimiche su un'area più vasta rispetto alla perimetrazione del SIN falda Caffaro, oltre a una implementazione del modello idrogeologico di flusso e di trasporto degli inquinanti. Presentati ieri a Brescia da Arpa i risultati delle attività di monitoraggio della falda, strumento fondamentale per la tutela della risorsa idrica in un'area particolarmente problematica. Gli esiti delle campagne piezometriche e chimiche condotte a fine 2016, e già trasmessi al Ministero, al Commissario Straordinario e a tutti gli enti, hanno evidenziato una generale diminuzione dei livelli di contaminazione delle acque grazie alla riduzione dell'interferenza fra la falda e gli strati più superficiali di terreno contaminato.

I nuovi dati confermano inoltre l'inadeguatezza del sistema di sbarramento idraulico della Caffaro. Sistema che non ostacola il deflusso della falda dallo stabilimento verso l'esterno determinando uno sviluppo di contaminazione di PCB e Mercurio, fortunatamente contenuto grazie alla scarsa mobilità di questi inquinanti nelle acque di falda.

Dai dati emerge ancora  la scarsa efficienza della barriera di Baratti Inselvini dovuta ad un funzionamento limitato rispetto a quanto progettato ed autorizzato.

Risultati positivi, seppure da confermare con le prossime campagne, sono stati evidenziati per gli interventi messi in atto dalla galvanica Forzanini.

Da considerare poi con attenzione l'incremento delle concentrazioni di Cromo VI, fino a 183.000 microg/l (limite acque sotterranee 5 microg/l) nel piezometro ubicato all'interno della galvanica Baratti Inselvini che porta ad ipotizzare la presenza di una nuova sorgente di contaminazione tuttora attiva.

Dovrà essere seguita anche l'evoluzione dell'incremento della concentrazione di Cromo esavalente registrata all'interno dello stabilimento Caffaro per verificarne le cause, non escludendo l'ipotesi anche in questo caso di una nuova sorgente di contaminazione.

L'acquedotto rispetta tutti i limiti di potabilità anche grazie ai sistemi di trattamento in particolare del Cr VI che consentono di abbattere le concentrazioni di questo inquinante al di sotto dei 5 ng/l. 

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Bonifiche e siti contaminati


Notizie consigliate


Notizie piu lette

twitter youtube