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Dose da consumo di alimenti

TEMA AMBIENTALE

Radiazioni ionizzanti (IR)

 

Radiazioni ionizzanti (IR)

AGGIORNAMENTO

2015

DEFINIZIONE

dose annuale da radionuclidi artificiali (cesio 137 e stronzio 90) contenuti negli alimenti. La misura dei radionuclidi contenuti nei vari alimenti, noti il consumo medio ed opportuni fattori di conversione, consente il calcolo della dose che quantifica l'effetto della radioattività sull'organismo umano. La dose può essere misurata in milli Sievert (mSv): qui viene riportata il contributo percentuale alla la dose annuale da ingestione di alimenti suddivisa per classi di età.

UNITA' DI MISURA

Mm3 (Milioni di metricubi)

DEFINIZIONE DPSIR

IMPATTO

FONTE

ARPA Lombardia

SCOPO INDICATORE E SUA RILEVANZA

valutare la dose da radionuclidi artificiali dovuta al consumo di alimenti.

ANALISI DEL DATO

dai dati medi delle concentrazioni di Cesio 137 e Stronzio 90 negli alimenti analizzati nel 2015 è stato possibile calcolare la dose annuale da consumo di cibo. Questa risulta pari a 0,002 mSv, come nell'anno precedente: si tenga presente che la soglia di non rilevanza radiologica (dose al di sotto della quale il rischio è ritenuto irrilevante) è pari a 0,010 mSv mentre la dose complessiva da radioattività naturale, cui siamo tutti inevitabilmente esposti, è in media pari a 2,4 mSv. Nel grafico è riportato il contributo relativo alla dose (espresso in %) da parte dei vari alimenti per tre differenti classi di età. Per i lattanti il contributo maggiore è dovuto al latte, e ciò giustifica l'attenzione particolare posta nel controllo di questo alimento. Per i bambini e gli adulti i contributi principali sono dovuti a cereali e derivati, carne bovina, pesce e latte. Non sono state rilevate variazioni rispetto all'anno precedente dato che il contributo della radioattività artificiale, al pari di quella naturale, è ormai stabile nei singoli componenti della dieta.

Contributo % alla dose da consumo di alimenti - 2015

Fonte: ARPA Lombardia
Copertura: Regione

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