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Dose da consumo di alimenti

TEMA AMBIENTALE

Radiazioni ionizzanti (IR)

 

Radiazioni ionizzanti (IR)

AGGIORNAMENTO

2016

DEFINIZIONE

Dose annuale da radionuclidi artificiali (cesio 137 e stronzio 90) contenuti negli alimenti. La stima della dose può essere effettuata sulla base della misura dei singoli alimenti e della conoscenza del loro contributo alla dieta media, oppure analizzando campioni di "pasto completo" prelevati presso mense o pubblici esercizi. Dai risultati delle analisi, applicando opportuni fattori di conversione, è possibile calcolare la dose che quantifica l'effetto della radioattività sull'organismo umano. La dose può essere misurata in milli Sievert (mSv): qui viene riportato il contributo percentuale di cesio 137 e stronzio 90 alla dose dovuta al consumo di alimenti.

UNITA' DI MISURA

Mm3 (Milioni di metricubi)

DEFINIZIONE DPSIR

IMPATTO

FONTE

ARPA Lombardia

SCOPO INDICATORE E SUA RILEVANZA

Valutare la dose da radionuclidi artificiali dovuta al consumo di alimenti.

ANALISI DEL DATO

La presenza di cesio 137 e stronzio 90 è ancora dovuta al permanere in ambiente dei radioisotopi artificiali immessi in ambiente a causa dell'incidente di Chernobyl e dei test nucleari in atmosfera degli anni '60. Oggi lo stronzio 90 dà un contributo maggiore alla dose, anche se presente in concentrazione paragonabile al cesio 137, a causa della sua maggiore tossicità per l'organismo umano. Il valore complessivo della dose assorbita si mantiene comunque ben al di sotto dei valori stabiliti dalla normativa e comunque inferiore al valore di 10 microSv/anno corrispondente alla cosiddetta "non rilevanza radiologica", cioè una quantità così piccola da essere ininfluente sulla salute umana.

contributo percentuale di cesio 137 e stronzio 90 alla dose dovuta al consumo di alimenti. - 2016

Fonte: Regione
Copertura: ARPA Lombardia

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