ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Neve, Valanghe e Ghiacciai

Guida all'interpretazione

Il Centro Nivometeorologico di ARPA Lombardia, così come le Regioni e Provincie autonome associate AINEVA, secondo i dettami di legge, ha il compito di attivarsi al fine di prevenire i pericoli derivanti dalle valanghe sul territorio montano. Con metodologie comuni di raccolta ed elaborazione dati, gli uffici di competenza redigono e diffondono i Bollettini Neve e Valanghe che presentano contenuti standardizzati da oltre un ventennio.

I Bollettini forniscono, a livello regionale, una sintetica descrizione del manto nevoso e del pericolo valanghe e, sulla base delle previsioni meteorologiche, una stima dell’evoluzione del pericolo. La cadenza giornaliera di emissione del Bollettino permette un costante monitoraggio legato all’evoluzione dei principali parametri meteorologici che incidono sulla stabilità del manto nevoso.


Essendo le informazioni espresse su scala di macroarea, porzione di territorio anche superiore a 100 kmq in cui rientrano più gruppi montuosi, non possono essere estese ad un singolo rilievo o pendio innevato, ma descrivono le situazioni percentualmente più rappresentative dal punto di vista del consolidamento del manto nevoso (pericolo di valanghe). Spetta quindi all’utente che va sul terreno riconoscere come è strutturato il manto nevoso, mettere in relazione fra loro il grado di pericolo, la possibile attività valanghiva e le relative conseguenze nell’affrontare l’attraversamento di una zona potenzialmente pericolosa. Segnali di instabilità e prove di sollecitazione possono contribuire alla valutazione del possibile distacco di valanghe.

Differenza Pericolo-Rischio

Il Bollettino Neve e Valanghe descrive il Grado di Pericolo Valanghe in atto e quello previsto in funzione all’evoluzione dei parametri meteorologici che incidono sulla sua stabilità.

Per Pericolo Valanghe si intende il grado di instabilità potenziale del manto nevoso, in funzione al suo consolidamento, indipendentemente dal fatto che questo insista su attività antropica (presenza delle persone, infrastrutture, vie di comunicazione…). Definisce il grado di pericolosità di una certa area in funzione della tipologia, dimensione, quantità e frequenza delle valanghe che vi si possono innescare; ossia la probabilità che si verifichino collassi di masse nevose in una determinata area in un definito intervallo di tempo.

Il Bollettino Neve e Valanghe descrive il pericolo di valanghe, ma non il rischio. Per Rischio Valanghe si intende invece l’eventualità che, in una data zona, una valanga prefigurata e/o attesa si verifichi incidendo sull’ambiente fisico in modo da arrecare un danno all’uomo o alle sue attività. Sussiste pertanto la probabilità che effettivamente, in seguito a fenomeni valanghivi, emergano danni che possono essere quantificati in funzione dei valori delle infrastrutture e beni esposti o, più drammaticamente, in numero di vittime.

Il Pericolo rappresenta la condizione oggettiva della stabilità del manto nevoso mentre il Rischio è in funzione all’esposizione delle persone e beni all’evento (qualcuno o qualcosa si trova entro la zona di pericolo?).

Problemi principali

Nel bollettino delle valanghe, per descrivere il pericolo vengono indicati generalmente anche i problemi valanghivi, che aiutano il lettore a concentrarsi sugli aspetti fondamentali. Questo sistema sfrutta la facoltà del cervello umano di riconoscere e interpretare determinate caratteristiche. Ciascun problema valanghivo ha origine da una causa diversa e richiede un comportamento adeguato.

Sono stati definiti i seguenti problemi principali:

  • Neve fresca (New snow)

La neve fresca ricopre e nasconde il manto nevoso preesistente. Occorre attendere che la neve si stabilizzi e consolidi con il resto del manto nevoso.
Il pericolo di caduta è più importante del pericolo di seppellimento.
Valutate le conseguenze sui pendii ripidi.

  • Neve ventata (Wind-drifted snow)

Occorre evitare gli accumuli da vento su terreni ripidi, in particolare nelle aree ove il manto nevoso cambia spessore da sottile a spesso o da duro a soffice.

  • Strati deboli persistenti (Persistent weak layer)

Occorre muoversi in maniera conservativa ed evitate i pendii più ampi e ripidi. Occorre valutare nell’area l’evoluzione meteorologica e dei processi nel manto nevoso.
E' necessario essere particolarmente cauti in aree con un manto nevoso sottile o nelle transizioni da manto nevoso sottile a spesso. Questa situazione tipica è responsabile della maggior parte degli incidenti in valanga per l’utenza sportiva-ricreativa.

  • Neve bagnata (Wet snow)

Occorre pianificare attentamente le tempistiche dell’escursione e valutare con cura anche le zone di scorrimento delle valanghe. Il rialzo delle temperature o la pioggia su neve possono destabilizzare il manto nevoso. In presenza di croste da sole, le condizioni dopo una notte fredda con cielo sereno sono di norma favorevoli al mattino per rigelo e la perdita di stabilità può avvenire nelle ore centrali.
Dopo una notte calda con cielo coperto il problema spesso esiste sin dal mattino. Normalmente la pioggia su neve fresca crea questo tipo di problema quasi immediatamente.

  • Neve Slittante (Gliding snow)

Occorre evitare le aree in prossimità delle crepe da slittamento.

Scala europea del pericolo

La scala di pericolo valanghe attualmente in uso in Europa, è nata nel 1993 quando i responsabili dei vari uffici valanghe europei si sono riuniti per mettere a punto una nuova scala unificata. Prima di tale data la Francia utilizzava, come anche l’Italia, una scala ad 8 gradi, la Svizzera a 7 gradi e l’Austria a 6 gradi di rischio.
La scala di pericolo europea nasce con 5 gradi di pericolo valanghe ed è basata sulla stabilità del manto nevoso, sulla distribuzione spaziale del consolidamento del manto nevoso e sulle diverse tipologie e dimensioni di valanghe che si possono verificare con ogni grado di pericolo.
Dal 1993 ad oggi, i vari servizi valanghe europei, nord americani e di altri continenti, si ritrovano ogni 2 anni per discutere delle problematiche relative alla neve, alle valanghe e al pericolo. Il gruppo di lavoro permanente dei servizi valanghe europei è denominato EAWS (European Avalanche Warning Services www.avalanches.org www.avalanches.org) .


Scala pericolo valanghe

Scala del pericolo valanghe

 

Il pericolo è suddiviso in cinque gradi caratterizzati da un’aggettivazione e numerazione crescente: debole 1, moderato 2. marcato 3, forte 4, molto forte 5.

Nella scala vengono descritti gli scenari di pericolo in base al numero dei pendii pericolosi, alla diffusione areale delle valanghe, alla probabilità di distacco, al numero e alla magnitudo, alla tipologia e alle forze sufficienti al distacco (sovraccarico).

Ciascun grado di pericolo della scala è definibile in base al grado di consolidamento del manto nevoso.

Grado 1: il manto nevoso è in generale ben consolidato e stabile. Il distacco è generalmente possibile solo con forte sovraccarico su pochissimi punti sul terreno ripido estremo. Sono possibili solo piccole e medie valanghe spontanee.

Grado 2: il manto nevoso è solo moderatamente consolidato su alcuni pendii ripidi, altrimenti è generalmente ben consolidato. Il distacco è possibile principalmente con un forte sovraccarico, soprattutto sui pendii ripidi indicati. Non sono da aspettarsi valanghe spontanee molto grandi.

Grado 3: il manto nevoso presenta un consolidamento da moderato a debole su molti pendii ripidi. Il distacco è possibile già con un debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. Talvolta sono possibili alcune valanghe spontanee di grandi dimensioni e, in singoli casi, anche molto grandi.

Grado 4: il manto nevoso è debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi. Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico su molti pendii ripidi. Talvolta sono da aspettarsi numerose valanghe spontanee di grandi dimensioni e spesso anche molto grandi.

Grado 5: il manto nevoso è in generale debolmente consolidato e per lo più instabile. Sono da aspettarsi numerose valanghe spontanee molto grandi e spesso anche valanghe di dimensioni estreme, anche su terreno moderatamente ripido.


LINK UTILI

LINK ai siti italiani

 

Associazione Interregionale Neve e Valanghe
www.aineva.it

Regione Autonoma Valle d’Aosta
www.regione.vda.it

Regione Piemonte
www.arpa.piemonte.it

Provincia Autonoma di Trento
www.provincia.tn.it/meteo

Provincia Autonoma di Bolzano
www.provincia.bz.it/valanghe

Regione del Veneto
www.arpa.veneto.it

Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia
www.regione.fvg.it/asp/valanghe/welcome.asp

Regione Marche
www.protezionecivile.regione.marche.it

Corpo Forestale dello Stato – Servizio Meteomont
www.meteomont.gov.it/infoMeteo/

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LINK ai siti stranieri

Istituto Federale per lo Studio della Neve e delle Valanghe di Davos
www.slf.ch

European Avalance Service
www.avalanches.org

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