ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Controlli

Controlli AIA - Periodo di riferimento: 2014-2017


In Italia sono presenti 6140 aziende autorizzate AIA (5992 di cui all'Allegato VIII (dette AIA regionali) e 148 di cui all'Allegato XII (dette AIA nazionali) della Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006), oltre il 29% delle quali collocate in Lombardia (fonte: Rapporto controlli Ambientali SNPA AIA/SEVESO - Edizione 2017). Delle 1809 installazioni in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (aggiornamento aprile 2018) registrate in Lombardia, abbiamo:

  • il 44,23% riconducibile alle “attività industriali” (categorie IPPC 1, 2, 3, 4, 6 ad eccezione dei codici 6.6a, 6.6b e 6.6c)
  • il 15,42% alla “gestione rifiuti” (categoria IPPC 5)
  • il 40,35% alle “attività zootecniche” (codici IPPC 6.6a, 6.6b e 6.6c).

Nel grafico seguente vengono riassunte le verifiche ispettive ordinarie effettuate dal 2014 al 2017 per le tre categorie sopra citate.

Figura 1. Controlli effettuati .  

Controlli Depuratori - Periodo di riferimento: 2017


Nel 2017 gli impianti della Lombardia con potenzialità autorizzata ≥2.000 AE che sono stati controllati al fine di esprimere un giudizio di conformità rispetto ai limiti di emissione prescritti in autorizzazione per i parametri di Tabella 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. (ovvero BOD5, COD e SS) sono 415; di questi impianti 36 (ovvero il 8,7% del totale) sono stati dichiarati "Non Conformi" perché non hanno rispettato i limiti previsti dalla sopra menzionata tabella del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. o perché è stata riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. I numeri del 2017 sono in linea con quelli registrati nel 2016 (su 415 impianti 8,4% “Non conformi”) e leggermente peggiori di quelli riscontrati nel 2015 (6,8% di impianti “Non conformi”). Complessivamente il triennio 2015-17 si distingue positivamente dal biennio 2013-14, dove le percentuali di impianti “Non conformi” costituivano rispettivamente il 21% e 18% degli impianti controllati.

Per quanto riguarda invece i parametri di tabella 2 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (Fosforo totale e Azoto totale – P tot e N tot), nel 2017 dei 415 impianti controllati 236 sono quelli risultati soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali; 37 di questi impianti (ovvero il 15,7% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale prescritta in autorizzazione o si è riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. Nell’anno 2016 sono risultati essere 233 quelli soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali e 30 di questi impianti (ovvero il 12,8% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale; si è quindi riscontrato per questo indicatore un leggero peggioramento dello scenario tornando ai valori registrati nell'anno 2015 (38 impianti “Non conformi” su 236 soggetti, pari al 16%), migliori comunque di quelli presenti negli anni precedenti, dove le percentuali erano ancora più alte. Complessivamente per questo indicatore il trend del quinquennio 2013-2017 è positivo.

Nell’anno 2017 sono stati giudicati non valutabili 10 impianti, dato in linea con quello del 2016 e quasi raddoppiato rispetto al 2014-15. L’aumento degli impianti per i quali si sono registrate delle difficoltà per l'espressione del giudizio di conformità non è da considerarsi un fattore negativo, bensì può anche essere indice di interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti di depurazione che, a lavori conclusi, dovrebbero tradursi in migliori performances.

Potenzialità autorizzata La potenzialità di un impianto di depuratore biologico, espressa in “abitanti equivalenti”, definita nell’atto autorizzativo emesso dalla Provincia.
AE Abitante equivalente: il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno
Valore limite emissione Limite di accettabilità di una sostanza inquinante contenuta in uno scarico, misurata in concentrazione, oppure in massa per unità di prodotto o di materia prima lavorata, o in massa per unità di tempo.
D.Lgs. 152/06 e s.m.i. E’ il testo unico sulle acque. Le parti di interesse per quanto riguarda gli scarichi reflui sono la Parte Terza (Titolo III, Capo III, art. 100-113;Ttitolo IV, Capo II, Capo III art. 124-132; Titolo V – Sanzioni; Allegato 5)
BOD Biochemical oxigen demand - domanda biochimica d’ossigeno. Quantità d’ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi, per poter procedere all’assimilazione e alla degradazione delle sostanze organiche presenti nei liquami. Tale valore è tanto più elevato quanto maggiore è la sostanza organica presente nei liquami. La misura dell’ossigeno presente nelle celle di misura effettuata dopo cinque giorni d’incubazione fornisce il BOD5 mentre dopo venti giorni il BOD20;
COD Chemical oxigen demand - Domanda chimica d’ossigeno. E’ un indice che serve a misurare la quantità d’ossigeno richiesta per ossidare chimicamente le sostanze ossidabili presenti nei liquami;
SS Solidi sospesi. Tutte quelle sostanze indisciolte, presenti nel campione di acqua da esaminare, che vengono trattenute da un filtro a membrana, di determinata porosità, quando il campione stesso viene sottoposto a filtrazione. Il filtro da usarsi, per ottenere una separazione della totalità di solidi sospesi (colloidali compresi), deve avere pori di diametro medio pari a 0,45 μm;

Controlli RIR - Periodo di riferimento: 2017

La normativa di riferimento per gli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti (RIR) è il Decreto Legislativo del 26 giugno 2015 n. 105 che rappresenta una sorta di “testo unico” in materia di prevenzione degli incidenti rilevanti dato che riporta negli allegati i contenuti di tutti i decreti tecnici attuativi previsti.

Gli stabilimenti RIR possono essere:

  • stabilimenti di soglia superiore (SSS) se detengono quantitativi di sostanze pericolose pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o della parte 2 dell’allegato 1 al D.Lgs. 105/2015, applicando dove previsto la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dello stesso allegato;
  • stabilimenti di soglia inferiore (SSI) se detengono quantitativi di sostanze pericolose pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 inferiore a quelle riportate nella colonna 3 della parte 1 o parte 2 dell’allegato 1 al D.Lgs. 105/2015 applicando dove previsto la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dello stesso allegato.

La Lombardia è la regione italiana con il più alto numero di aziende a rischio di incidente rilevante (RIR) e con i suoi 258 stabilimenti rappresenta circa il 26% del totale nazionale.

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