ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Radioattività

DI COSA SI TRATTA?

E’ un fenomeno inevitabile, ma che va tenuto sotto controllo

​​​​ La radioattività è un fenomeno che può avere origine naturale o artificiale.Quella naturale è dovuta ad elementi come trizio, uranio, radio o radon presenti normalmente nel terreno, nell’acqua, nell’aria e negli organismi viventi. Quella artificiale deriva dallo sviluppo della tecnologia nucleare e dall’uso di sostanze radioattive in campo medicale. La sua diffusione in ambiente è anche dovuta ai test nucleari del passato e all’incidente di Chernobyl.In ogni caso, tutti i tipi di radioattività, sia naturale che artificiale, rappresentano un fattore di rischio.

Per questo sono nate normative specifiche sulla “radioprotezione”, vale a dire l’insieme delle attività di controllo e monitoraggio necessarie per tutelare la salute delle persone e dell’ambiente rispetto all’utilizzo e all’esposizione alle sostanze radioattive.

Rete di monitoraggio

Nell’ambiente che ci circonda sono presenti sostanze radioattive naturali di origine primordiale (legate alla nascita dell’universo) e cosmogenica (prodotte dall’interazione della radiazione cosmica con l’atmosfera terrestre). Sono tuttavia presenti anche sostanze radioattive artificiali introdotte dall’uomo a seguito di immissioni controllate (ad esempio l’uso di composti radioattivi a scopo sanitario), dei test nucleari in atmosfera degli anni ’60, o di eventi incidentali (come quello di Chernobyl del 1986 e di Fukushima del 2011). Il controllo della radioattività ambientale, sia di origine naturale che di origine antropica, è stabilito dalla regolamentazione europea recepita successivamente sia a livello nazionale che regionale.

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La radioattività nelle acque potabili

Nell’acqua potabile sono naturalmente presenti elementi radioattivi in quantità normalmente non dannose per la salute. La conseguente assunzione di radionuclidi da parte dell’uomo fa parte della normale esposizione alla radioattività naturale che è stata calcolata essere mediamente 2,4 mSv/a (milliSievert all’anno). Può tuttavia accadere che, per diversi motivi, il contributo della radioattività naturale sia significativamente più alto della media (ad esempio in aree ricche di radon) e questo può introdurre la possibilità di rischi sanitari al pari della presenza di radioattività artificiale

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Radon

Il radon è un gas naturale radioattivo, incolore e inodore e proviene dal decadimento di uranio e radio, sostanze radioattive naturalmente presenti sulla Terra. È presente nel suolo, nei materiali da costruzione (tufo, alcuni tipi di granito), nelle acque sotterranee; essendo gassoso, può facilmente fuoriuscire da tali matrici. All’aperto il radon si disperde e si diluisce, mentre in ambienti chiusi può accumularsi, raggiungendo a volte concentrazioni rilevanti.

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Incidenti nucleari ed emergenze radiologiche

Nell’ambiente sono ubiquitariamente diffusi radionuclidi artificiali che sono stati rilasciati in seguito all’esplosione di ordigni nucleari a partire dal 1945 (bombe di Hiroshima e Nagasaki, test nucleari condotti in atmosfera). Dal 1963, in seguito ad un trattato tra le principali potenze nucleari, la maggior parte dei test sulle armi atomiche vennero condotti sotto la superficie terrestre anche se i test in atmosfera cessarono solo nel 1980.

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