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ARPA LOMBARDIA PRESENTE A ECOMONDO 2009 - LO SMALTIMENTO E LA RIMOZIONE DELL’AMIANTO: L’ESPERIENZA LOMBARDA

Rimini, 29 ottobre 2009 - “La legislazione inerente i manufatti in amianto in Italia e l’esperienza specifica della Regione Lombardia”: è l’argomento su cui è stato invitato ad intervenire il direttore generale di ARPA Lombardia, Franco Picco, in occasione del convegno dal titolo “Le coperture contenenti amianto. Trasformare una criticità ambientale in una reale opportunità di risparmio ed efficienza energetica”, tenutosi il 29 ottobre alla Fiera di Rimini.

Organizzato da Polistudio e dal Gruppo Quality Europe e patrocinato da ARPA Lombardia, il convegno ha costituito un momento di confronto tra imprenditori e manager di aziende pubbliche e private, sulla possibilità di sostituire le coperture in amianto, utilizzate fino a circa quindici anni fa in edilizia, con soluzioni integrate da impianti fotovoltaici e solari termici. L’argomento, di viva attualità per il rischio che continua a comportare l’amianto per la salute dell’uomo e per l’ambiente, si inseriva nel vasto programma di convegni, forum e seminari della tredicesima edizione di Ecomondo. Il salone internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile – tema chiave di quest’anno: "Un eco-design per il pianeta. Ridisegniamo insieme il mondo." – si è concluso lo scorso 31 ottobre e ha registrato in quattro giorni oltre 63.300 visitatori.

L’intervento di Franco Picco ha riguardato alcuni aspetti dell’esperienza particolarmente significativa della Lombardia rispetto al problema della rimozione e dello smaltimento delle coperture contenenti amianto. La Lombardia è stata, infatti, la prima Regione a interessarsi di questo problema fin dall'inizio degli anni Ottanta con vari programmi e azioni e anche la prima a dotarsi - con D.G.R. VIII/1526 del 22.12.05 - di un Piano, il PRAL (Piano Regionale Amianto della Lombardia), il cui obiettivo finale è la rimozione completa di questo materiale entro il 2016. Il PRAL, che prevede una serie d’interventi quali il censimento e la mappatura della presenza di amianto sul territorio, l'individuazione dei siti prioritari da bonificare, le azioni di bonifica e di smaltimento e il monitoraggio delle fibre di amianto aerodisperse, richiede un considerevole impegno da parte di ARPA Lombardia. Assai importante è stato il contributo fornito dall’Agenzia rispetto al censimento e alla mappatura delle coperture in amianto e al monitoraggio delle fibre, anche le più piccole, disperse nell’aria.

Per quanto riguarda la mappatura si è fatto ricorso a tecniche molto evolute di telerilevamento - una tecnologia che permette di acquisire informazioni su un oggetto senza entrare in contatto fisico con esso - mediante l’utilizzo di un sensore iperspettrale aviotrasportato: MIVIS (Multispectral Infrared and Visible Imaging Spectrometer). Questo dispositivo, messo a punto dall’Istituto di Inquinamento Atmosferico del CNR (CNR-IIA) con cui ARPA ha stipulato una convenzione, consente una discriminazione estremamente dettagliata delle diverse tipologie di copertura del suolo in funzione della "firma spettrale" caratteristica di ciascun corpo, cioè dello spettro della radiazione elettromagnetica riflessa dalla sua superficie.

La superficie di territorio su cui si sono fatti i rilevamenti, pari a 2062 Kmq, è stata ripartita in quattro aree ritenute significative in quanto fortemente antropizzate e caratterizzate da insediamenti industriali anche antecedenti alla legge nazionale 257/92 che introdusse il divieto di utilizzo delle coperture in cemento-amianto. Le aree interessate sono: il bacino dell'Olona con chiusura a nord di Milano, il corridoio autostradale A4 nella tratta Milano-Bergamo-Brescia, la Valcamonica e la Val Trompia.

Da questa mappatura è emersa una stima complessiva sulla presenza di amianto in Lombardia pari a circa 2.800.000 metri cubi, decisamente superiore alle attese del PRAL che aveva inizialmente stimato 800.000 metri cubi. Al 28 febbraio 2009 le strutture censite con presenza di amianto risultavano 28.200, ma più del 35% di queste sono già state bonificate (5.228 pari al 18,5%) o sono in fase di bonifica (4.879 pari al 17,3%).

Il PRAL inoltre ha previsto il monitoraggio ambientale delle fibre d’amianto al fine di valutare il livello residuo di rischio per la popolazione, di verificare l’adeguatezza delle procedure di bonifica adottate e l’efficacia del regime di vigilanza. Anche questa importantissima attività è stata affidata ad ARPA, che assolve a questo compito mediante dodici postazioni dislocate in tutte le province lombarde, utilizzate per il progetto PARFIL (Particolato Fine in Lombardia), in cui sono monitorati in continuo, da diversi anni, i principali inquinanti atmosferici ambientali come CO, NO, NOx, NO2, CO2, SO2, O3, PM10, PM2,5.

La misura della concentrazione di fibre d’amianto va dunque a completare il quadro generale di valutazione dell’esposizione della popolazione agli inquinanti presenti nell’aria. Le fibre monitorate sono di quattro tipologie: fibre normate in postazioni di fondo ambientale, fibre artificiali vetrose, fibre normate in postazione a rischio elevato (ad es. nell'area ex Fibronit di Broni, Pavia) e fibre ultrafini.

Le analisi, effettuate dal Centro di Microscopia Elettronica del Dipartimento ARPA di Milano, dimostrano che, nonostante l’intensa attività di bonifica dell’amianto friabile nell’ultimo decennio, i valori rilevati sono ovunque ampiamente al di sotto dei limiti di legge e in molti casi vicini o addirittura inferiori al minimo rilevabile dagli strumenti (0,02 - 0,07 fibre/litro). Le concentrazioni sono fino a cento volte inferiori a quelle misurate nel 1990, quando la presenza di amianto nell'aria era causata dai freni e dalle frizioni dei veicoli.

“Questi risultati dimostrano l’efficacia delle disposizioni normative regionali per la gestione del rischio costituito da questo materiale e pertanto sono il segnale che si sta procedendo nella giusta direzione”, ha concluso Franco Picco..

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Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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