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Qualità dell’aria a Milano

«Nonostante gli episodi critici dello scorso inverno che hanno portato a due blocchi della circolazione per contribuire all’abbattimento dei principali agenti inquinanti, la qualità dell’aria a Milano sta lentamente migliorando. Dal 1997 al 2001 le concentrazioni di biossido di azoto e biossido di zolfo sono scese di 15 punti percentuali, l’ossido di carbonio del 28 per cento e l’ozono del 7. E’ calato anche il Pm10, misurato a partire dal 1998. Ciononostante resta ancora molto da fare in termini di ricerca scientifica e prevenzione». Con una sintetica anamnesi sui livelli di inquinamento nel capoluogo lombardo, il presidente dell’Arpa, professor Carlo Maria Marino, e l’assessore all’Ambiente del Comune, Domenico Zampaglione, hanno presentato il “Rapporto 2001 sulla Qualità dell’Aria nel Comune di Milano”, frutto della collaborazione fra Palazzo Marino e l’Agenzia milanese di mobilità ambientale con la supervisione tecnica dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, leader del Centro Tematico nazionale Atmosfera Clima Emissioni. «Secondo l’ultimo censimento delle sorgenti emissive – spiega il professor Marino – è il traffico autoveicolare la principale fonte di inquinamento dell’aria: contribuisce a un terzo della produzione di CO2, a circa la metà di quella dei composti volatili e all’83 per cento di Pm10. Nella stagione invernale un ruolo significativo è rivestito anche dal riscaldamento, fonte del 58 per cento delle emissioni di CO2, del 21 per cento di NOx e del 16 per cento di Pm10». Impegnato in prima linea sul fronte della riduzione degli inquinanti è il Comune di Milano che nella pubblicazione sottolinea l’importanza di interventi strutturali come la regolarizzazione del traffico e controlli più severi sulle caldaie.

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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