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Piano energetico regionale

Entro il 2010 la Lombardia non dovrà importare più del 10 per cento del proprio fabbisogno energetico, puntando sulla ristrutturazione e la redistribuzione degli impianti esistenti e la creazione di nuove centrali termoelettriche, impianti a biomassa e altre fonti rinnovabili. Quanto annunciato lo scorso mese di agosto dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, è stato approvato oggi dal Consiglio regionale con la votazione degli indirizzi della politica energetica della Regione Lombardia. «L’energia costituisce un tema strategico per il ruolo del governo regionale – ha commentato l’assessore ai Servizi di pubblica utilità, Maurizio Bernardo – grazie alle conseguenze della riforma del Titolo V della Costituzione. Il documento discusso in aula è atto fondamentale di indirizzo che porterà entro 15 giorni all’approvazione da parte della Giunta del nuovo Piano di programmazione Energetica in Lombardia». La Regione, negli ultimi due anni, si è fatta promotrice di strategie per la riduzione di consumi e importazioni, anticipando, almeno in parte, le attuali proposte. Alcune decine di milioni di euro, infatti, sono stati stanziati a favore di una trentina di progetti di teleriscaldamento e impianti a biomassa, mentre 60 milioni sono stati destinati al lancio di bandi per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. La metà sono serviti per la metanizzazione della Valtellina. Non da ultimo, quest’anno, la Regione ha concesso finanziamenti per 3 e 5 milioni di euro, rispettivamente per la trasformazione a metano degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio e olio combustibile e la diffusione del fotovoltaico. Attraverso Province e Comuni sono stati intensificati i controlli sugli impianti termici.

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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