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Rapporto ambientale 2002

Qualità dell’ambiente e qualità della vita in Lombardia migliorano di pari passo, grazie all’efficacia delle politiche di sviluppo sostenibile che hanno inciso favorevolmente sull’aria e le acque, così come sulla gestione dei rifiuti e delle problematiche legate alle radiazioni non ionizzanti. È un quadro confortante quello fotografato dall’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (Arpa) della Lombardia nell’edizione 2002 del “Rapporto sullo Stato dell’Ambiente – Segnali Ambientali della Lombardia”, presentato ieri a Milano al circolo della Stampa dal presidente dell’Arpa, Carlo Maria Marino, dal direttore, Giuseppe Zavaglio, dall’assessore regionale Maurizio Bernardo e dal direttore generale dell’Apat, l’Agenzia nazionale per la Protezione dell’Ambiente e i Servizi Tecnici, Giorgio Cesari. «Con questo studio – spiega il presidente dell’Arpa, Carlo Maria Marino – vogliamo promuovere una nuova cultura dell’ambiente fondata sul governo integrato del territorio e sulla ripartizione internazionale delle risorse che coinvolge i problemi dell’energia e delle condizioni di vita. “Segnali Ambientali”offre un’analisi della regione attraverso sette temi che spaziano dall’inquinamento acustico alla qualità delle acque, dai rifiuti alle bonifiche, senza trascurare come trasporti, energia e industria incidano sui cambiamenti climatici e sul funzionamento dei sistemi naturali». Il primo indice di cambiamento in Lombardia riguarda senz’altro l’aria: l’evoluzione della struttura economica del territorio ha visto, di fatti, la scomparsa degli inquinanti tradizionali come anidride solforosa (abbattuta dell’80 per cento nell’ultimo decennio), monossido di carbonio (meno 65 per cento) e ossidi di azoto, e l’avvento, di contro, di una nuova emergenza, legata alle polveri fini e ultrafini, il Pm10 e il Pm 2.5. Trend positivo lo registrano anche le acque superficiali, dove migliora la qualità nei corpi idrici meno estesi in modo più evidente che nei corsi d’acqua maggiori:l’attivazione di impianti di depurazione e l’ampliamento della rete di collettamento ha difatti permesso negli ultimi anni una sostanziale riduzione dell’inquinamento di tipo organico, benché gli obbiettivi della legge Merli e del decreto legislativo 152/99 siano ancora lontani. La Lombardia è all’avanguardia anche nella lotta al rumore (problema sottostimato negli anni passati ma con ripercussioni sulla salute) per fronteggiare il quale sono stati impostati processi di zonizzazione acustica che presentano uno stato di avanzamento superiore alla media nazionale. Il vero fiore all’occhiello della regione è rappresentato dal settore dei rifiuti: la percentuale di raccolta differenziata è la più alta d’Italia, gli obbiettivi imposti dal decreto Ronchi sono stati di gran lunga superati, raggiungendo quasi quelli fissati per la fine del 2003.

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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