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ARIA: QUALE QUALITA’

21 marzo 2014 - Azioni integrate e multi-settoriali sull'intero territorio nazionale, intervenendo sulle fonti degli inquinanti primari nel Bacino Padano, promuovendo un sistema integrato dei trasporti, agendo sui grandi e medi impianti industriali, sulla qualità dei combustibili, e riducendo le emissioni nel comparto agricolo e degli allevamenti. Indispensabile, inoltre, progredire nei sistemi di monitoraggio, analizzando le fonti e il loro contributo ai fattori inquinanti, nonché sviluppare modellistica “pubblica” per la qualità dell’aria.
Sono queste le indicazioni emerse dal convegno “Aria: quale qualità? Sistema conoscitivo, problemi, sfide”, che si concluderà oggi pomeriggio a Bologna e che ha visto la partecipazione di oltre 300 tra tecnici, funzionari e ricercatori delle Agenzia ambientali. Il Convegno bolognese anticipa la Conferenza del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente in programma a Roma il 10 e 11 aprile, nel corso della quale le Agenzie ambientali proporranno soluzioni tecniche sulle principali emergenze ambientali italiane.
Dalla discussione e dalle varie relazioni, è emerso che il problema della qualità dell’aria va affrontato su diversi fronti e con diverse strategie, nessuna delle quali risolutiva, ma tutte indispensabili. E’ necessario un approccio che favorisca la loro integrazione tenendo conto delle priorità, sulla base del rapporto complesso tra costi, benefici, tempi di realizzazione dei benefici stessi, e accettabilità sociale, che passa anche attraverso una complessa opera di educazione volta a modificare i comportamenti.

Con 15mila operatori e l'intensa attività di ricerca, il sistema delle Agenzie ambientali in Italia è secondo solo al CNR e può ambire ad avere un ruolo primario nel sostenere le politiche nazionali e comunitarie.
“In questi anni in Pianura padana - ha sottolineato Umberto Benezzoli, direttore generale di ARPA Lombardia, nel corso della tavola rotonda di ieri pomeriggio - si sono ottenute emissioni pro capite e pro PIL tra le più basse d’Europa, sostenendo costi molto elevati, con grandi sacrifici da parte dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese. Ma, a causa delle particolari condizioni orografiche e meteorologiche, le concentrazioni degli inquinanti sono rimaste più elevate rispetto alle altre realtà europee. Si tratta di competitività tra regioni e non è accettabile che quelle padane e l'Italia siano penalizzate rispetto alle concorrenti comunitarie.”
“Per questo è importante agire in maniera più incisiva. – ha proseguito il direttore - Al proposito, nel progetto Europeo AIR PILOT che ha confrontato tra loro diverse realtà urbane europee, tra cui Parigi, Madrid e Berlino, l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha riconosciuto che Milano soffre di condizioni meteoclimatiche particolarmente svantaggiose. Questa iniziativa, così come l’Air Initiative of Regions che ha creato un fronte comune fra alcune delle principali regioni europee, hanno contribuito a rafforzare il rapporto con la Commissione.” “Per beneficiare di questo ruolo, è importante che le Agenzie del bacino padano si presentino con una voce sola, condividendo gli strumenti di valutazione della qualità dell’aria a di scenario quali le reti di monitoraggio, i modelli e l’inventario delle emissioni, nonché modalità omogenee di informazione nei confronti della popolazione” – ha concluso Benezzoli.

All’incontro è intervenuto anche il parlamentare Alessandro Bratti, primo firmatario della legge, attualmente in discussione, sull'Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie per la ricerca e la protezione ambientale. “Siamo in un momento di grande cambiamento: è stata approvata dalla Camera – dopo oltre dieci anni di infruttuosi confronti - la legge sui reati ambientali che presto saranno penali; siamo in dirittura d'arrivo sul “Collegato ambientale” della Legge sulla Stabilità, che influenzerà oltre il 70% degli interventi ambientali, dal Parchi agli Acquisti verdi, dal Ciclo dei rifiuti alla ridefinizione dei Bacini idrografici.”
Su questa norma, e soprattutto sui provvedimenti che presto discuteremo a livello comunitario sulla Qualità dell'aria e gli Impianti industriali fino a 50 MW (aggiornamento dei valori di emissione, qualità dei combustibili e trasporti d'inquinanti transfrontalieri) le Agenzie per l'Ambiente devo dare il loro contributo tecnico, visto anche il nuovo e rafforzato ruolo che avranno appena sarà approvata la legge sull'Istituzione del Sistema nazionale delle agenzie”.
I principi della legge possono costituire il quadro generale per affrontare anche il tema del risanamento atmosferico: livelli minimi di tutela ambientale, creazione di un effettivo sistema nazionale, che renda omogenei anche i sistemi e le modalità di rilevamento e monitoraggio, la decisione dii criteri per il finanziamento.

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