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ARPA LOMBARDIA IN PRIMA LINEA PER L’EMERGENZA LAMBRO

La mattina del 23 febbraio scorso, allertata dai tecnici della Brianza Acque, insospettiti da una presenza anomala di idrocarburi in ingresso all’impianto, ARPA è intervenuta tempestivamente, dapprima presso il depuratore stesso, quindi alla fonte dello sversamento, identificata nella Lombarda Petroli di Villasanta (MB), un tempo raffineria e azienda RIR (Rischio di Incidente Rilevante) oggi “semplice” deposito di stoccaggio di idrocarburi.

Pur non risultando immediatamente chiara la dimensione del fenomeno, essendo passato l’inquinante attraverso la rete fognaria, già con il primo allarme si è provveduto al posizionamento di panne di contenimento a valle del depuratore.

E’ iniziata così l’emergenza Lambro, causata da “un atto criminale gravissimo” , come è stato definito da più voci e dallo stesso Governatore della Lombardia. Un evento che ha visto, sin dalle prime ore, la partecipazione attiva di tutti gli enti e le strutture preposte all’emergenza, coordinate dalla Sala Operativa della Protezione Civile.

Nel corso di una conferenza stampa, a distanza di qualche giorno dall’inizio dell’emergenza, il direttore di ARPA Lombardia Franco Picco ha fornito i dati sull'entità della fuoriuscita degli idrocarburi, chiarendo quanto, non senza errori a volte grossolani, era stato comunicato dagli organi di informazione nei giorni precedenti. Secondo la ricostruzione fatta, dall'impianto di Villasanta oggetto del sabotaggio, gli idrocarburi sversati sono fuoriusciti dai serbatoi in circa tre ore (calcoli effettuati sulla portata delle valvole dei serbatoi, 200 litri/s) e sono arrivati al depuratore di Monza attraverso uno scarico fognario di quattro chilometri e mezzo. Sono state sversate 2600 tonnellate di idrocarburi, 1800 di gasolio e 800 di olio combustibile. Circa 2100 tonnellate sono state recuperate nella tratta compresa tra Monza e Isola Serafini, sul Po. In particolare, 1250 tonnellate sono state trattenute dal depuratore di Monza, 300 sono state recuperate dai piazzali della Lombarda Petroli e altre 100 dalle barriere sul Lambro realizzate per l'emergenza. Ulteriori 450 tonnellate sono state intercettate allo sbarramento di Isola Serafini (Po), mentre altri quantitativi, non precisamente stimati, sono stati raccolti dalle barriere di panne oleoassorbenti posizionate sul Lambro e sul Po.

Allo scopo di tenere opportunamente monitorata l’evolversi della situazione, con particolare attenzione alla qualità delle acque di Lambro e Po, ARPA Lombardia, immediatamente dopo l’evento del 23, ha indetto una campagna straordinaria di campionamenti e monitoraggio delle acque, tutt’oggi in corso. Alle stazioni già appartenenti alla rete di monitoraggio ordinario dell’Agenzia sono stati aggiunti ulteriori punti di campionamento, che rendessero più completo possibile il quadro della qualità delle acque, immediatamente dopo il passaggio della macchia oleosa e nei giorni successivi. Attualmente, con riferimento in particolare agli idrocarburi totali, lungo l’asta del Lambro si evidenzia una graduale diminuzione delle concentrazioni, con valori altalenanti, probabilmente legati alla variazione dei livelli del fiume con relativo dilavamento delle sponde. Mentre i campioni eseguiti sul Po, in superficie e a uno e due metri di profondità confermano idrocarburi totali a livelli costantemente inferiori al limite di quantificazione (0,05 mg/l).

Già dai primi giorni successivi all’evento, mentre la macchia di idrocarburi si spostava lungo in corso del Lambro, il sito di ARPA Lombardia ha riportato gli aggiornamenti sulla situazione di emergenza, con la pubblicazione di comunicati stampa e mappe complete dei punti di intervento. Sono state inoltre riportate alcune sintesi relative agli esiti delle attività analitiche straordinarie sulla qualità delle acque. Si prevede di pubblicare online, anche nei prossimi giorni, ulteriori aggiornamenti relativi ai dati analitici qualitativi delle acque superficiali.

L’evento del 23 febbraio scorso ha dato ulteriore impulso all’attività di recupero del fiume Lambro, già iniziata da qualche anno e indubbiamente incentivata dal recente sversamento di idrocarburi, che vede il contratto di fiume un importante strumento per la riqualificazione complessiva del bacino fluviale.

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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