ARPA Lombardia

Home  /  Notizie  / ARPA LOMBARDIA: MONITORAGGIO DELLE AC...

ARPA LOMBARDIA: MONITORAGGIO DELLE ACQUE

Il 22 marzo ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua istituita dall’ONU nel 1992. La Lombardia, grazie alla quantità di laghi e fiumi distribuiti sul territorio, è ricca di questa risorsa. Il territorio bresciano, in particolare, ospita numerosi corpi idrici, tra cui due dei più grandi laghi subalpini e uno dei maggiori affluenti del Po. La salvaguardia della risorsa idrica è uno dei compiti dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) che, all'interno di ogni dipartimento provinciale, dispone di un team di tecnici, per lo più biologi e naturalisti, che svolge attività sia di monitoraggio biologico, sia di supporto ai laboratori con il prelievo di campioni di acqua di fiumi, laghi e di falda, per le analisi chimiche.

La rete bresciana di monitoraggio sui fiumi al 2010 si articola in 55 punti di prelievo e copre l’intero territorio della provincia. Se consideriamo il territorio diviso dalle sue tre valli principali (Val Camonica, Val Trompia e Val Sabbia) la rete di monitoraggio della qualità delle acque intercetta l’asta principale dei tre fiumi che vi scorrono ( Oglio, Mella e Chiese) nonché i loro principali affluenti prima della loro immissione nel corpo idrico principale. All’interno della rete di monitoraggio vi sono poi i principali canali artificiali della pianura, come le rogge derivate dal fiume Oglio, il Vaso Bambinello e il vaso Vedetti nella pianura orientale.

Mensilmente vengono raccolti campioni per le analisi chimiche in laboratorio e dati chimico-fisici in campo (temperatura dell’acqua, pH, concentrazione dell’ossigeno) nelle stazioni definite dalla Regione Lombardia idonee al monitoraggio delle condizioni per la vita della fauna ittica e nei punti sulle aste fluviali dove in anni precedenti si sono rilevate anomale quantità di inquinanti.

Trimestralmente i tecnici dell'ARPA eseguono prelievi e analisi in campo sui punti della rete situati sui corsi d’acqua. In laboratorio vengono determinati sia i parametri chimici, tra cui il fosforo e l’azoto, importanti per la definizione dello stato ecologico che le sostanze pericolose come i metalli e, in zone di agricoltura intensiva, anche pesticidi.
Sorvegliato speciale nei prossimi due anni sarà il fiume Mella e i sui affluenti.
A questo scopo è previsto che ogni mese il corso d'acqua venga monitorato nelle stazioni dislocate lungo tutta l'asta a partire da Collio fino a Pralboino. Interessati allo studio sono anche i vari affluenti a cominciare dal Torrente Gobbia a Sarezzo e del Vaso Fiume a Flero.

All’interno del programma di monitoraggio dei fiumi sono previste analisi anche di tipo biologico per la valutazione dell’Indice Biotico Esteso (IBE) e dell'Indice Diatomico, quest'ultimo applicato per la prima volta lo scorso anno.
Entrambi questi indici forniscono informazioni sullo stato di salute di tratti del corpo idrico grazie all'analisi di organismi che vivono nel fiume. In particolare, l'applicazione dell'Indice Biotico Esteso prevede il campionamento con un retino dalle maglie molto fitte degli animali (stadi larvali di insetti e altri individui che vivono adesi ai sassi del letto del fiume), la successiva classificazione e il conteggio degli esemplari fino alla formulazione di un numero a cui corrisponde una classe di qualità del tratto fluviale.

L'indice diatomico invece prevede il campionamento con l'ausilio di uno spazzolino con setole dure, il successivo trattamento del campione per la preparazione dei vetrini e la classificazione e conteggio al miscroscopio. La presenza di determinate specie di alghe miscroscopiche e le loro diverse associazioni concorrono alla determinazione di un indice numerico che descrive il fiume in un certo tratto.

Mentre il campionamento chimico fornisce informazioni di tipo istantaneo, la descrizione che traiamo dallo studio dei macroinvertebrati e dalla composizione della comunità di diatomee risulta essere la “memoria” recente del tratto fluviale. Per esempio, l'immissione di una sostanza tossica con uno scarico, magari abusivo, viene rivelata dall'analisi chimica solamente se il prelievo del campione viene fatto nel momento in cui l'inquinante viene trasportato dall'acqua. Molte volte l'effetto sul corpo idrico, come una moria di pesci, non è istantaneo al passare della sostanza ma può apparire alcune ore dopo l'evento inquinante, quando la sostanza tossica si trova ormai molto a valle. L'effetto di tale inquinante è pertanto “ricordato” dal fiume dal punto di vista della presenza/assenza degli organismi macrobentonici che troviamo durante il campionamento per l'analisi dell'IBE, o dalla composizione delle diatomee nell'analisi dell'indice diatomico. Quindi, anche se il passaggio di un inquinante o il prelievo non autorizzato di acqua dal fiume non dà origine ad eventi visibili, la valutazione della componente biologica presente nel corpo idrico ci informa di qualcosa che è successo.

Infine, l'elaborazione dei dati biologici con i dati chimici porta alla definizione dello stato ecologico del corpo idrico (D.Lgs 152/06), informazione che potrà servire agli Enti preposti alla pianificazione del territorio, tramite strumenti, quali i Piani di Gestione, che tengono conto dello stato delle risorse idriche.

Il monitoraggio delle acque superficiali comprende anche il controllo e lo studio dei laghi. In provincia di Brescia sono presenti quattro laghi che rientrano nella rete di monitoraggio della Regione: il Lago di Garda, il lago d'Iseo, il lago d'Idro e il lago di Valvestino.

Nel 2009 si è concluso un progetto triennale denominato Mon.Eco.La. (Monitoraggio Ecologico Laghi), che ha interessato tre dipartimenti ARPA: Brescia, Lecco e Varese, che hanno sul loro territorio i laghi. Il dipartimento di Brescia, in particolare, si è occupato dello studio dei laghi presenti nella parte orientale della Lombardia per cui, oltre ai bacini lacustri della provincia, ha monitorato anche i laghi di Mantova (Superiore, di Mezzo e Inferiore), il lago di Castellaro Lagusello, sempre nel mantovano e il lago d'Endine, in provincia di Bergamo.

I campionamenti sui laghi più piccoli, per le analisi chimiche, sono stati eseguiti in centro lago, lungo tutta la colonna d'acqua, alle profondità definite dal Decreto Legislativo 152/06. Per i grandi laghi (Garda e Iseo) sono state individuate tre stazioni e prelevati campioni sulle tre colonne, alle profondità di 0.5m, 25m, 50m, 100m e multipli di 100 fino al fondo. Il progetto sopraccitato prevedeva anche lo studio in via sperimentale di due nuove componenti biologiche (oltre che all'analisi delle alghe fitoplanctoniche di tutti i laghi interessati) nei laghi d'Iseo ed Endine: la presenza e composizione delle macrofite e lo studio dei macroinvertebrati profondi lacustri. La Valisneria spiralis, presente abbondantemente durante il periodo estivo soprattutto nel lago d'Iseo, non è l'unica pianta acquatica presente in questo bacino idrico. Da rilievi fatti, anche con l'ausilio di una telecamera subacquea, è risultata la presenza di vere e proprie praterie di macrofite appartenenti al genere Chara, soprattutto nella parte sud del lago (di fronte al comune di Paratico), tipiche di ambienti con una bassa presenza di nutrienti. Questo potrebbe forse indicare un progressivo miglioramento delle acque del Sebino.

ARPA dipartimento di Brescia
Eugenia Bettoni
Biologo

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


Notizie consigliate


Notizie piu lette

twitter youtube