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Il 26 e 27 novembre torna il weekend di “Ridurre si può”,

Volontari in azione davanti ai supermercati con ‘disimballiamoci’ e nei mercatini con i laboratori del riuso. E con il concorso ‘NO PACK’ sarà premiata la foto all’imballaggio più esagerato

Acquistare prodotti senza troppi imballaggi, usare sacchetti riutilizzabili o in materiale biodegradabile e compostabile, usare detersivi e detergenti alla spina, acquistare frutta e verdura sfusa evitando quella già pesata e imballata in vaschette di polistirolo. Sono alcune delle azioni che Legambiente anche quest’anno sollecita con “Ridurre si può”, la campagna di sensibilizzazione che torna in tutta Italia il prossimo week-end (26-27 novembre) nell’ambito della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti, di cui l’associazione è promotrice.

C’è un emergenza nazionale sui rifiuti, infatti, di cui si parla troppo poco: è l’aumento delle quantità prodotte. In Italia i rifiuti urbani dal 2000 al 2007 sono aumentati del 12%, mentre tra il 2008 e il 2009 c’è stato un decremento dell’1,3%, dovuto però soprattutto alla crisi economico-finanziaria.

Produrre meno rifiuti è la prima regola per una gestione corretta e sostenibile e il comportamento dei singoli può fare la differenza. Per questo i volontari del Cigno verde, nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 novembre, saranno in tutta Italia davanti ai supermercati della grande distribuzione per invitare tutti a consegnare almeno un imballaggio inutile tra quelli acquistati con la spesa.

Un gesto concreto per dimostrare come sia possibile iniziare subito a diminuire le montagne di rifiuti e al tempo stesso orientare il mercato verso la produzione di beni meno imballati e impattanti. Per diffondere la cultura anti-spreco, Legambiente proporrà inoltre il baratto nei mercatini del riuso organizzati nelle piazze, dove ci saranno anche dimostrazioni di come alcuni oggetti, all’apparenza inutilizzabili, possono diventare il fulcro di un lavoro artistico e creativo, trasformandosi in nuove cose.

Anche quest’anno, poi, l’associazione rilancia il concorso fotografico No Pack 2011 chiedendo di scattare da una a 3 fotografie, che ritraggano “l’imballaggio sprecone”. In palio per lo scatto migliore una fantastica macchina fotografica.
Gli scatti devono essere spediti all’indirizzo campagne@legambiente.it entro il 25 gennaio 2012 oppure attraverso la pagina facebook “Concorso No Pack”.

Nel nostro Paese le esperienze locali virtuose sulla prevenzione, tuttavia, non mancano: si va dalla tariffa puntuale fatta pagare da Comuni e Consorzi, alle esperienze di vendita alla spina di prodotti detergenti o alimentari, dalle campagne di promozione dell’uso dell’acqua “del Sindaco” agli acquisti verdi, dalla riduzione degli scarti di beni alimentari in scadenza nei supermercati da destinare alle mense per i più bisognosi, all’organizzazione di feste o sagre sostenibili.
“Sono tante le iniziative lodevoli da replicare il più possibile in tutta Italia –ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - ma da sole non bastano. Servono iniziative strutturali come richiesto anche dalla nuova direttiva europea sui rifiuti che prevede per ogni Stato membro entro il 2013 la redazione del Programma nazionale di prevenzione. Alla sua stesura dovranno contribuire tutti gli attori del ciclo dei rifiuti (enti locali, industria, grande distribuzione organizzata, commercianti, agricoltori, artigiani, aziende di igiene urbana, ambientalisti, consumatori) e a tal proposito chiediamo al nuovo Ministro dell’ambiente di attivarsi per il loro coinvolgimento”.

Quest’anno Legambiente accompagna la promozione delle buone pratiche di riduzione dei rifiuti anche con la richiesta, a tutti i consumatori, di fare attenzione agli shopper che trovano in alcuni negozi, perché nonostante il divieto di commercializzazione entrato in vigore all’inizio del 2011, esistono ancora dei ‘sacchetti sospetti’.
“La messa al bando dei sacchetti di plastica è stata una vittoria per l’ambiente e per tutti noi - ha aggiunto il responsabile scientifico di Legambiente – ma oggi con un furbo escamotage alcuni produttori cercano di aggirare la legge. Si stanno diffondendo, infatti, soprattutto nel commercio al dettaglio, dei sacchetti con additivi chimici che possono confondersi con quelli biodegradabili e compostabili ma che di ecologico hanno ben poco”.
Legambiente sottolinea che i sacchetti con additivi non sono compostabili né biodegradabili e le sostanze che li compongono li rendono inquinanti quanto quelli in polietilene.
“Diffonderli – ha concluso Ciafani - significa vanificare lo sforzo del divieto introdotto e per questo chiediamo al Parlamento di approvare al più presto il disegno di legge governativo per bandire anche questo tipo di sacchetti e permettere di produrre e commercializzare solo buste biodegradabili e compostabili come previsto dalla norma europea EN13432, l’unica in grado di garantire innovazione tecnologica e rispetto dell’ambiente”.

Per maggiori informazioni e per tutti gli appuntamenti di “Ridurre si può” visita www.legambiente.it

(Legambiente)

Categoria: Aggiornamenti Tema ambientale: Nessuno


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