INTRODUZIONE
Ogni anno in Europa vengono rottamati
circa 9 milioni di veicoli, solo nel nostro Paese più
di 30 milioni di pneumatici usati devono essere smaltiti.
La sostituzione delle gomme dei veicoli circolanti e la
rottamazione di quelli ormai fuori uso generano questa
enorme mole di materiali da smaltire,
Attualmente i veicoli fuori uso costituiscono in massima
parte una fonte di inquinamento ed uno spreco di risorse.
La Commissione Europea ha però promosso la direttiva
sui veicoli fuori uso che oltre a definire chiari obiettivi
quantitativi per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero
di veicoli e dei loro componenti, incoraggia i produttori
a costruire veicoli nell’ottica di un loro eventuale
riciclaggio.
Ogni anno infatti, nell’Unione Europea i veicoli
rottamati generano tra gli 8 e 9 milioni di tonnellate
di rifiuti, in parte pericolosi.
Obiettivo della direttiva è quello di giungere
entro il 1 gennaio 2006 al reimpiego e al recupero dell’85%
del peso del veicolo, tale limite sarà elevato
al 95% entro l’anno 2015.
Essa inoltre applica l’importante principio della
responsabilità dei produttori stabilendo che la
raccolta e il riciclaggio dei veicoli fuori uso non devono
diventare un onere per le autorità pubbliche, ma
devono essere di responsabilità degli operatori
economici del settore automobilistico.
I cosiddetti “residui di frantumazione” di
questi veicoli vengono oggi smaltiti in discarica, con
conseguente contaminazione del suolo e delle falde acquifere.
Questi residui contengono notevoli quantità di
sostanze pericolose, ad esempio metalli pesanti, bifenili
policlorurati (PCB), clorofluorocarburi (CFC), sostanze
organiche, ecc.
I rottami frantumati e gli oli usati dei veicoli sono
considerati dalla legislazione internazionale, comunitaria
e nazionale rifiuti pericolosi.
Questo tipo di rifiuti corrisponde a circa 2 milioni di
tonnellate di rifiuti all’anno e rappresenta il
10% dei rifiuti pericolosi generati ogni anno in totale
nell’UE e il 60% del peso totale dei residui frantumati.
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PREVENZIONE
- La Commissione Europea, affinché in breve tempo,
il problema dello smaltimento dei veicoli a fine vita
non rappresenti più un pericolo per l’ambiente
e per la salute umana, né uno spreco di risorse,
ha emanato una specifica direttiva (2000/53/CE del 18/09/2000
– pubblicata in G.U.C.E. serie L del 21/10/2000
n. 269) che rende il problema della rottamazione dei
veicoli fuori uso un processo di maggiore salvaguardia
ambientale e stabilisce limiti e obiettivi quantitativi
per il reimpiego, riutilizzo e riciclaggio dei materiali
derivanti dal loro trattamento.
Gli obiettivi indicati dalla Direttiva per perseguire
questa finalità sono:
- I costruttori di veicoli in accordo con i produttori
di materiali e di componenti, devono controllare l’impiego
di sostanze pericolose nei veicoli al fine di rendere
più agevole il recupero, evitare il rilascio
di tali sostanze nell’ambiente e diminuire il
quantitativo dei rifiuti pericolosi da smaltire;
- La progettazione e la produzione di nuovi veicoli
deve garantire che i componenti siano facilmente smontabili,
riutilizzabili e/o recuperabili;
- I costruttori dei veicoli in accordo con i produttori
di materiali e componenti, devono impiegare una quantità
sempre crescente di materiali riciclati nella costruzione
di veicoli in modo da sviluppare il mercato di tali
materiali;
- I costruttori devono assicurare, laddove possibile,
che il piombo, il mercurio, il cadmio e il cromo esavalente
contenute nelle vetture immesse sul mercato dopo il
1 luglio 2003 siano recuperabili affinché non
vengano avviati alla rottamazione con i veicoli, non
vengano smaltiti in discarica e non vengano inceneriti.
Il piombo utilizzato per le saldature dei circuiti è
esentato da tale prescrizione.
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GESTIONE
DEI VEICOLI FUORI USO
La direttiva individua le 4 fasi dell’attività
di demolizione del veicolo:
RACCOLTA
- acquisizione dei veicoli fuori uso o loro parti provenienti
dalla manutenzione;
- rilascio certificazione di presa in carico;
- cancellazione e/o verifica della radiazione presso il
P.R.A.
BONIFICA E MESSA IN SICUREZZA
Prima di un ulteriore trattamento si procede allo smontaggio
dei componenti dei veicoli fuori uso o ad altre operazioni
equivalenti volte a ridurre gli eventuali effetti nocivi
sull’ambiente: i componenti o i materiali etichettati
o contenenti piombo, mercurio, cadmio o cromo esavalente,
devono essere rimossi prima di procedere ai vari trattamenti.
La fase di bonifica prevede la rimozione dei seguenti
componenti:
ACCUMULATORI AL PIOMBO: le batterie asportate vengono
selezionate, verificate riutilizzate (se ritenute reimpiegabili)
o stoccate come rifiuti pericolosi (quelle ritenute fuori
uso e destinate alle attività di riciclaggio).
OLI ESAUSTI: prelievo di tutti gli oli contenuti nel
cambio, motore, trasmissione, circuito freni e circuiti
idraulici, raccolti separatamente per tipologie omogenee
REFRIGERANTI: devono essere prelevati, indipendentemente
dal grado di diluizione con acqua ed avviati al successivo
smaltimento salvo l’opportunità di reimpiego
tal quale.
CARBURANTI: tutti i serbatoi di carburanti devono essere
svuotati; i liquidi estratti devono essere raccolti separatamente
per tipologia ed avviati ad un immediato riutilizzo.
CONTENITORI DI COMBUSTIBILI GASSOSI:vengono asportati
a causa del pericolo di esplosioni generate dalla loro
eventuale presenza durante la frantumazione della carcassa.
CFC E HFC: i fluidi refrigeranti contenuti nei condizionatori
vengono asportati a mezzo dispositivi aspiranti che operano
in circuito chiuso per evitare qualsiasi rilascio nell’atmosfera.
MATERIALI ESPLOSIVI (ES. AIRBAG): solitamente vengono
già neutralizzati a seguito di incidenti. Nel caso
contrario saranno rimossi e destinati al reimpiego o neutralizzati
prima dell’asportazione.
I rifiuti liquidi e pericolosi derivanti dalle operazioni
di bonifica vengono stoccati in contenitori compatibili
con le loro caratteristiche chimico-fisiche e con le normative
vigenti in materia ed atti al successivo allontanamento.
TRATTAMENTO – SMONTAGGIO - SELEZIONE
Le operazioni di trattamento, smontaggio e selezione sono
finalizzate a suddividere i componenti secondo la loro
destinazione finale, ad asportare dal veicolo le parti
di pregio suscettibili di un reimpiego diretto classificabili
come ricambi usati e selezionare i materiali da avviare
al recupero e/o riciclaggio.
I materiali e i componenti selezionati vengono suddivisi
per tipologia e classificazione commerciale.
I materiali da avviare al riciclaggio e/o smaltimento
vengono stoccati divisi per tipologie omogenee.
REIMPIEGO, RICICLAGGIO, RECUPERO E SMALTIMENTO
- commercializzazione delle parti di ricambio;
- conferimento dei materiali recuperabili alle aziende
specifiche di riciclaggio;
- conferimento dei rifiuti destinati allo smaltimento
presso impianti autorizzati.
Reimpiego: le parti reimpiegabili vengono smontate durante
il trattamento del veicolo. Le parti da immagazzinare
vengono selezionate con il criterio del fabbisogno di
mercato e sottoposte ad una verifica di idoneità
affinché sia accertato un congruo rapporto tra
economicità e reimpiego di ricambio usato.
Riciclaggio: i materiali da avviare al riciclaggio sono
prevalentemente identificabili nei rottami metallici che
sono selezionati secondo un criterio di valorizzazione
commerciale. Viene quindi privilegiata la separazione
dei cosiddetti “rottami pesanti” che fanno
capo ai componenti portanti, telai, organi di trasmissione
e parti meccaniche che hanno un valore economico più
elevato rispetto ai “rottami leggeri” cui
appartengono le carcasse e le varie componenti di carrozzeria.
Tra i materiali soggetti a specifiche destinazioni per
il riciclo si rilevano tutti i metalli non ferrosi (alluminio,
rame e altri metalli di pregio) presenti singolarmente
o misti in alcuni componenti (es. radiatori, marmitte
catalittiche, cerchi in lega, parti elettriche e meccaniche
ecc.).
I vetri, facilmente asportabili, vengono conferiti alle
aziende di riciclaggio, senza necessità di separazione
tra le varie tipologie (colori diversi, vetri atermici
ecc.).
Riciclaggio/Recupero: tra le componenti selezionabili
anche i pneumatici possono essere idonei al riciclaggio.
Per le plastiche, attualmente si rimuovono solo le componenti
identificabili e costituite da polimeri definiti, tipo
i paraurti in PP, i serbatoi carburanti, le vaschette
dell’acqua ecc. Naturalmente vengono selezionati,
dopo le opportune operazioni di bonifica obbligatoria
e smontaggio dei componenti reimpiegabili, solo i materiali
per i quali il mercato offre una specifica destinazione
compatibile con l’economicità del sistema
operativo.
Rottamazione: le carcasse bonificate, prive dei pneumatici
e delle componenti riciclabili, hanno come destinazione
finale l’impianto di frantumazione.
Attualmente i rottami provenienti dalle automobili usate
vengono macinati mediante l’uso di mulini a martelli
e successivamente scaricati su una griglia.
I vari tipi di materiali vengono a questo punto separati
usando un depolverizzatore, un classificatore ad aria
ed una separatore magnetico a tamburo.
Si ottengono così più frazioni:
- il 69% è costituito da ferro e acciaio di alta
purezza che possono essere subito riusati per la produzione
di nuovo acciaio;
- il 5% da materiali grezzi vari con un alto contenuto
di materiali non ferrosi;
- l’1% da materiali non ferrosi separati a mano;
- il 25% da materiali di natura organica contenenti plastica,
fibre tessili, gomma, residui di vetri e vernici, particelle
di polvere e di sporcizia. Tale ultima frazione viene
correntemente mandata a discarica.
Dopo la frantumazione i materiali ferrosi e quelli leggeri
sono avviati alle rispettive industrie metallurgiche.
L’automobile in definitiva viene attualmente riciclata
per circa il 75%, cioè la parte ferrosa. |
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MATERIALI
AVVIATI AL RICICLO/RECUPERO
Il seguente elenco, è riferito a materiali avviati
al riciclaggio/recupero:
- ROTTAMI FERROSI: carcasse veicoli bonificati privi
di plastica e pneumatici;
Parti di veicolo private di altre impurità;
- ROTTAMI NON FERROSI: Alluminio, parti di veicoli (cerchi,
scatole guida, cambi, ecc.);
Spezzoni di cavi in rame:
- ROTTAMI METALLICI MISTI: Radiatori raffreddamento
misto rame;
Radiatori raffreddamento misto alluminio;
Motori misto ghisa/alluminio;
Motori e cambi misto acciaio/alluminio;
- MARMITTE CATALITTICHE
- VETRI
- PNEUMATICI
- PLASTICHE (imbottiture sedili, paraurti, plance, serbatoi,
vaschette, ecc.)
Per quanto concerne i materiali metallici ferrosi e
non ferrosi (che compongono circa il 75% del peso/veicolo)
previo trattamenti specifici, quali ad esempio la frantumazione,
vengono assorbiti dall’industria metallurgica.
Dai veicoli rottamati provengono una serie di parti
in plastica come ad esempio: paraurti (polipropilene),
imbottiture dei sedili (poliuretano), serbatoi (polietilene
alta densità), coppe delle ruote (poliammide),
ecc., l’industria del riciclaggio della plastica
copre abbastanza uniformemente il territorio nazionale.
Poiché le parti in plastica provenienti dalla
demolizione presentano composizioni molto eterogenee,
è la presenza di altri materiali e la loro separabilità
dal pezzo in plastica, che ne determina il grado di
riciclabilità.
Le industrie di riciclo di questo materiale necessitano
di pezzi in plastica quanto più possibile omogenei,
integri, monomateriale.
Per omogeneo si intende stesso tipo di pezzo (copriruota,
serbatoio carburante, serbatoi fluidi, condotti areazione,
catarifrangenti, ecc.). Purtroppo i singoli pezzi sono
a volte fabbricati con tipi diversi di plastica, ad
esempio PP (Polipropilene) e HDPE (Polietilene bassa
densità), sistemi di individuazione automatica
(delettori) possono portare alla separazione per tipo.
Per integro si intende che non siano state effettuate
triturazioni, frantumazioni o macinazioni dei vari pezzi.
Ciò porterebbe all’impossibilità
di separazione delle varie materie plastiche e all’impossibilità
quindi di riciclare.
Per monomateriale si intende che il pezzo da riciclare
sia costituito quanto più possibile di sola plastica.
Il trattamento meccanico delle varie materie plastiche
viene effettuato per ottenere un materiale il più
possibile simile alla corrispondente materia plastica
vergine. Più il riciclato si avvicina alla purezza
ed al colore del materiale vergine, più alto
sarà il suo valore commerciale.
Il riciclo meccanico delle materie plastiche ha inizio
con una accurata selezione per tipo di materia plastica
e la relativa separazione di materiali indesiderati
(metallo, vetro, ecc.), può seguire una cernita
del materiale per colorazione. Queste fasi di selezioni
sono le più importanti per l’ottenimento
di una buona qualità finale della materia plastica.
Segue poi una macinazione effettuata al fine di eliminare
frammenti metallici presenti.
Il macinato è poi sottoposto ad un lavaggio per
rimuovere la terra, frammenti metallici fini e per effettuare
una eventuale ulteriore separazione di materie plastiche
pesanti (che affondano in acqua) e materie plastiche
leggere (che galleggiano).
L’asciugatura del macinato predispone per la sua
conversione in pellets (perline, granuli, cubetti..)
tramite l’estrusione che fonde la plastica e la
estrude attraverso una filiera. I pellets vengono quindi
miscelati in appositi silos, vengono analizzati per
valutare la purezza (contaminazione da altre materie
plastiche) e le caratteristiche meccaniche specifiche
per ogni materiale plastico.
I suddetti materiali riciclati sono utilizzati nei settori
dell’edilizia, dell’agricoltura, della produzione
di beni durevoli (elettrodomestici, auto ecc.). In generale
sostituiscono o vengono miscelati con le corrispondenti
materie plastiche vergini.
Per quanto concerne il recupero della gomma (presente
con una quota del 3,6% circa del peso del veicolo),
esistono centri di riciclaggio in cui i pneumatici vengono
sottoposti a trattamento (triturazione) per ottenere
un materiale da avviare al recupero, di diversa granulometria
secondo le richieste di mercato. Ciò avviene
normalmente con macinazione meccanica a temperatura
ambiente, per stadi successivi, in modo da ottenere
varie pezzature dalle più grosse alle più
fini.
Altre tecniche di macinazione, meno diffuse, prevedono
il congelamento preventivo della gomma mediante azoto
liquido. La gomma, una volta irrigidita, viene percossa
con mulini a martelli ottenendo lo sbriciolamento della
stessa e la formazione di granulati e polverini (normalmente
di frazioni più fini di quelle ottenute per macinazione
a temperatura ambiente).
Una pezzatura più grossolana contenente acciaio
strutturale, può essere utilizzata come combustibile
alternativo in cementeria al ciclo di produzione del
clinker.
Pezzature più fini completamente deferrizzati,
e separati da eventuali presenze di materiale tessile,
sono utilizzati come materie prime alternative nella
produzione di mescole e manufatti in gomma.
Anche per il vetro si ha una possibilità di
riciclo molto ampia. I rifiuti di vetro possono essere
conferiti alle piattaforme autorizzate che provvedono
ai trattamenti necessari (selezione ecc.) per la produzione
di materiale riciclabile da avviare alle vetrerie.
Il processo di recupero delle batterie esauste: dal
centro di raccolta le batterie esauste vengono trasportate
in moderni impianti industriali in cui sono dapprima
frantumate e poi lavorate per recuperarne le materie
prime riutilizzabili e smaltire tutto ciò che
non è recuperabile. I principali componenti delle
batterie sono il piombo, la plastica e l’acido
solforico. Dopo la frantumazione delle batterie, questi
componenti vengono separati e sottoposti a trattamenti
diversi. L’acido solforico, raccolto tramite canalizzazioni,
viene inviato all’impianto di depurazione dove,
con l’aggiunta dei necessari reagenti, viene neutralizzato
e smaltito. La plastica, polipropilene e PVC, separata
per gravità dopo la frantumazione della batteria,
viene accuratamente lavata e ridotta in scaglie ed è
pronta per essere riutilizzata anche, per esempio, per
produrre nuove scatole di batterie. Il piombo delle
batterie è presente sia sotto forma metallica,
nelle griglie, che sotto forma di un impasto di sali
e ossidi che va sotto il nome di pastello. Separato
anche esso dagli altri componenti in seguito alla frantumazione
viene avviato ai forni dove con aggiunta di additivi
quali il carbonato sodico, trucioli di ferro e carbone
viene fuso alla temperatura di circa 800 gradi. Dai
forni si ricava il cosiddetto piombo d’opera che
contiene ancora una certa quantità di elementi
impuri, quali il rame, lo stagno e l’antimonio.
Il piombo d’opera viene rifuso in caldaie e dopo
una prima schiumatura, viene sottoposto a trattamenti
chimico-fisici diversi per eliminare le impurità
e ottenere il piombo o leghe di piombo commerciali.
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BIBLIOGRAFIA
Legambiente: “Veicoli fuori uso
e ambiente” – novembre 2000
Cobat – Consorzio obbligatorio batterie esauste
www.fise.org “Rapporto sui veicoli fuori uso”
– Assoambiente Ecoeuro
WWF Italia – Piemonte/Valle d’Aosta “Relazione
tecnica sui rifiuti derivanti dalla frantumazione delle
carcasse di autoveicoli ovvero il cosiddetto Fluff”
– ottobre 2000
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