Data pubblicazione: 4 NOVEMBRE 2014

Introduzione

Da sempre, sulla Terra, è presente un fondo naturale di radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici) dovuto ad emissioni del sole, della Terra stessa e dell’atmosfera.
Lo sviluppo tecnologico conseguente all’utilizzo dell’elettricità, ha introdotto nell’ambiente apparati ed impianti legati alle attività umane che, quando in esercizio, sono sorgente di campo elettromagnetico di entità dipendente dalle caratteristiche tecniche e di funzionamento.
Conseguentemente è cresciuta l’attenzione per i potenziali rischi sanitari e di impatto sull’ambiente delle radiazioni non ionizzanti che ha determinato l’esigenza di sorveglianza e controllo del campo elettrico (che si misura in V/m), e/o del campo magnetico (microTesla) in luoghi in cui vi sia permanenza di persone.
Le principali sorgenti tecnologiche in ambiente esterno per l’alta frequenza sono gli impianti per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione.
Le stazioni radio-base (SRB) per la telefonia cellulare diffondono il segnale in aree limitate ed hanno potenza di entità ridotta: per una copertura del territorio col servizio di telefonia è necessaria una diffusione capillare in ambito urbanizzato.
Gli impianti radiotelevisivi diffondono invece il segnale su aree più vaste ed hanno potenze emissive più elevate (figura 1).



Fra le sorgenti a frequenza estremamente bassa (ELF) in campo ambientale vi sono invece gli elettrodotti (ossia l’insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione, utilizzate per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica) e gli apparecchi alimentati da corrente elettrica (elettrodomestici e videoterminali).
Per le linee elettriche, maggiore è la tensione e la corrente circolante, maggiore è l’entità del campo magnetico prodotto e quindi presente nelle vicinanze.

Link alla nostra pagina :
http://ita.arpalombardia.it/ita/aree_tematiche/agentifisici/index_campi_elettr.asp

Normativa

La legge n.36 del 22-02-2001 “Legge Quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”, ha predisposto un contesto di riferimento omogeneo per tutte le problematiche connesse all’esposizione al campo elettromagnetico, sia nel caso dell’esposizione della popolazione che nel caso di esposizione di carattere professionale e sia per le alte frequenze che per le basse frequenze.
Questa legge introduce oltre al concetto di limite di esposizione, inteso come massimo valore da non superare per la tutela della salute della popolazione e dei lavoratori da effetti di tipo acuto, anche il valore di attenzione, volto alla protezione di possibili effetti a lungo termine e l’obiettivo di qualità, quest’ultimo inteso sia come criterio urbanistico-localizzativo, che come valore di campo.
I limiti, valori di attenzione e obiettivi di qualità per l’esposizione della popolazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sono definiti dal DPCM 8 luglio 2003 G.U.199 del 28 agosto 2003 e s.m.i. “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz “ per le alte frequenze e DPCM 8 luglio 2003 G.U.200 del 29 agosto 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti” per le basse frequenze.
Le istallazioni di impianti ad alta frequenza (telecomunicazione e radiotelevisione ), sono regolate da normativa specifica che comprende leggi nazionali (il codice delle comunicazioni elettroniche DLgs 259/2003 e smi), e normativa regionale (LR11/2001 “Norme sulla protezione ambientale dall’esposizione a campi elettromagnetici indotti da impianti fissi per le telecomunicazioni e la radiotelevisione” e decreti, circolari collegate).

Per approfondimenti sulle novità normative vai alla sezione "Approfondimenti".Per i riferimenti normativi vai al sito della Regione Lombardia:
http://server.ambiente.regione.lombardia.it/webqa/pagine.php?num_sez=1&num_tema=4&num_pag=818

Attivita' di ARPA

Per quanto riguarda le sorgenti ambientali ad alta frequenza (antenne di telecomunicazione e radiotelevision) ARPA Lombardia ha il ruolo di vigilanza e controllo dei limiti e dei valori di attenzione per la protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici definiti dal relativo DPCM 8 luglio 2003.
Oltre all’espressione di pareri per l’istallazione di impianti, ARPA effettua monitoraggi in situazioni critiche, caratterizza siti in cui sia stato riscontrato il superamento dei limiti ed esprime pareri sui conseguenti piani di risanamento.
ARPA Lombardia inoltre gestisce ed aggiorna il CAtaSto informatizzato impianti di TELecomunicazione e radiotelevisione (CASTEL), istituito ai sensi dall’art. 5 della LR 11/2001 -. CASTEL costituisce l’archivio regionale lombardo degli impianti fissi per le telecomunicazioni e la radiotelevisione (antenne con frequenza compresa nell'intervallo 100 kHz -300 GHz). In esso sono presenti le informazioni tecniche, amministrative e territoriali degli impianti installati ed attivi, soggetti alla sopraccitata legge regionale. http://castel.arpalombardia.it/castel/

Anche nel caso delle basse frequenze (elettrodotti), ARPA ha un ruolo di vigilanza e controllo sul rispetto dei limiti contenuti nel decreto specifico ( DPCM 8 luglio 2003 – G.U. 200 del 29 agosto 2003)
Le attività di controllo di ARPA sul territorio mostrano che la Lombardia, nonostante siano presenti moltissime sorgenti, è caratterizzata da una situazione generale di rispetto dei valori di riferimento normativi.
Sulla base delle campagne di misura effettuate nel corso degli ultimi 10 anni da ARPA Lombardia, è stato possibile caratterizzare i valori di campo elettromagnetico in aree vicine ad alcuni dei siti con una o più sorgenti ad alta frequenza, aventi potenza rilevante. A fronte di un incremento notevole del numero di impianti, è stato osservato che comunque, nella quasi totalità delle misure effettuate, il campo elettrico massimo rilevato in prossimità di SRB è risultato inferiore a 3 V/m e non è stato riscontrato alcun caso di superamento dei 6 V/m, valore di attenzione della normativa. Questa situazione è anche attribuibile all’attento iter procedurale autorizzativo per l’istallazione di tali impianti, che prevede il parere tecnico di ARPA Lombardia relativamente al rispetto dei limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici..
I pochi casi di superamento dei limiti sono invece per la quasi totalità alla presenza di impianti di radio ed interessano aree di estensione molto limitata, per lo più scarsamente urbanizzate e conseguentemente la popolazione potenzialmente esposta è numericamente molto esigua. Tali casi di superamento sono stati quasi completamente risanati o sono in corso di risanamento e vengono monitorati con apposite campagne di misura.
Anche nel caso delle sorgenti a frequenza estremamente bassa, gli elettrodotti, la cui estensione in termini di km il Lombardia è elevatissima, si riscontra di fatto un sostanziale rispetto dei limiti di campo magnetico.
L’estensione delle linee elettriche negli ultimi 10 anni non è aumentata in modo rilevante, tuttavia la loro presenza deve essere considerata nella pianificazione dell’uso del territorio stesso, data la non compatibilità di edifici adibiti a permanenza superiore alle quattro ore con le fasce di rispetto delle linee elettriche.

Tipologia
Indicatore



Aggiornamenti sulla normativa italiana


Dal 2010 sono state apportate importanti modifiche alla normativa italiana riguardante gli impianti di telecomunicazione e radiotelevisione. L’obiettivo è stato la semplificazione dell’iter amministrativo necessario per l’istallazione e/o la modifica di alcune tipologie di impianti.
La presentazione da parte del gestore di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), introdotta dalla recente normativa, costituisce titolo ad esercire l’attività, senza necessità di alcun ulteriore assenso da parte della Pubblica Amministrazione e affida al gestore responsabilità riguardanti le dichiarazioni, attestazioni e asseverazioni (art. 19 c.6 della legge 241/90).
Le Agenzie Ambientali, qualora rilevassero condizioni per le quali l’attivazione/modifica dell’impianto possa provocare il superamento dei limiti di esposizione e/o dei valori di attenzione per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, hanno la possibilità di diniego entro 30 giorni dalla presentazione della SCIA e possono controllare le situazioni potenzialmente critiche, tramite misure di campo elettrico.
Dalla fine del 2012 in Italia si è diffusai la tecnologia LTE, il sistema di telefonia di quarta generazione già attivo in molti paesi del mondo. Lo sviluppo di tale sistema ha richiesto una ridefinizione della rete delle telecomunicazioni, con modifiche sostanziali degli impianti ed ha reso necessarie modifiche legislative e della normativa tecnica.
La novità di maggior rilievo, introdotta dalla recente normativa, riguarda l’aver portato il periodo in cui effettuare misure e valutazioni dell’esposizione della popolazione ai campi, da un qualsiasi intervallo di 6 minuti durante la giornata, alla media dei valori nell’arco delle 24 ore. Questa modifica richiede una ridefinizione non banale dei protocolli di misura e delle modalità di valutazione, attualmente in corso.
In attesa dell’emissione delle Linee guida ministeriali le Agenzie si sono attenute alle linee di indirizzo temporaneo per il sistema agenziale.

Normativa:

- Art. 87 bis (introdotto dall'articolo 5-bis, comma 1, legge n. 73 del 2010):
introduce la DIA (denuncia di inizio attività) per l’installazione di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive, fermo restando il rispetto dei limiti, dei valori e degli obiettivi di cui all’articolo 87 nonché di quanto disposto al comma 3-bis del medesimo articolo, è sufficiente la denuncia di inizio attività, conforme ai modelli predisposti dagli enti locali e, ove non predisposti, al modello B di cui all’allegato n. 13.

- Art.35 comma 4 (introdotto dal Legge 15 luglio 2011 n. 111, relativa alla conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge n. 98/2011 e s.m.i.): introduce semplificazioni amministrative per la realizzazione di impianti radioelettrici di debole potenza e di ridotte dimensioni.
Le modifiche di impianti definiti all'articolo 87 del Dlgs 259/2003 e l’istallazione di determinate tipologie di impianti, definiti dall’articolo 87-bis dello stesso decreto e di impianti radio per trasmissione punto-punto e punto-multipunto, impianti radioelettrici per l'accesso a reti di comunicazione ad uso pubblico con potenza massima in singola antenna inferiore o uguale a 10 watt e con dimensione della superficie radiante non superiore a 0,5 metri quadrati, sono soggette esclusivamente a una comunicazione all'ARPA

- l’art. 80 del Decreto legislativo 70 del 28/5/2012 introduce diverse modifiche all’art, 87 e 87 bis del codice delle comunicazioni elettroniche Dlgs 259/2003 fra cui la sostituzione delle parole: "denuncia di inizio attività con "segnalazione certificata di inizio attivita'";

- l’art.14 comma 8 a) del decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”:
- I valori numerici dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità non sono stati modificati rispetto a quanto stabilito nel DPCM 8 luglio 2003.
- I limiti di esposizione (tabella 1 dell'allegato B) intesi come valori efficaci, devono essere rilevati ad un'altezza di m. 1,50 sul piano di calpestio e mediati su qualsiasi intervallo di sei minuti.
- I valori di attenzione, devono essere rilevati ad un'altezza di m. 1,50 sul piano di calpestio e sono da intendersi come media dei valori nell'arco delle 24 ore.
- Le tecniche di misurazione da adottare sono quelle indicate nella norma CEI 211-7 o in specifiche norme emanate successivamente dal CEI. Inoltre, ai fini della verifica del mancato superamento del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità, si potrà anche far riferimento a tecniche di estrapolazione che, da misure ottenute ad esempio come media su un periodo di 6 minuti, permettano di ricavare i valori delle grandezze di interesse come media su intervalli di 24 ore. Tali tecniche di estrapolazione sono ovviamente basate sui dati tecnici e storici dell’impianto e la modalità con cui gli operatori forniscono all’ISPRA e alle ARPA/APPA i dati di potenza degli impianti saranno definite all’interno delle Linee Guida ISPRA-ARPA/APPA.
- Le tecniche di calcolo previsionale da adottare sono quelle indicate nella norma CEI 211-10 o in specifiche norme emanate successivamente dal CEI. Ai fini della verifica attraverso stima previsionale del valore di attenzione e dell’obiettivo di qualità, le istanze previste dal decreto legislativo n. 259 del 2003 saranno basate su valori mediati nell’arco delle 24 ore, valutati in base alla riduzione della potenza massima al connettore d’antenna con appositi fattori che tengano conto della variabilità temporale dell’emissione degli impianti nell’arco delle 24 ore. Inoltre, laddove siano assenti pertinenze esterne degli edifici, i calcoli previsionali dovranno tenere in conto dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici. I fattori di riduzione della potenza e i valori di attenuazione da parte delle strutture degli edifici di cui sopra saranno definiti all’interno delle Linee Guida ISPRA-ARPA/APPA.

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