Data pubblicazione: 11 NOVEMBRE 2014

Introduzione

L’acqua rappresenta una delle risorse più importanti della Lombardia ed il suo impiego riguarda gli usi potabili, industriali, agricoli, idroelettrici e ricreativi.
La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi (circa 50), sia in termini di superficie che di volume (40% e 63% rispettivamente del totale nazionale). La lunghezza complessiva dei corsi d’acqua naturali raggiunge circa 6.000 km. A questi si va ad aggiungere un’estesissima rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 km censiti) che consente di mantenere viva ed efficiente l’attività agricola nonostante l’intensa urbanizzazione del territorio.
Anche le acque sotterranee e sorgentizie rappresentano un’importante risorsa che storicamente soddisfa l’ampio fabbisogno potabile, industriale, irriguo e, più di recente, l’uso per raffrescamento.
A causa dell’ampia urbanizzazione del territorio, dell’industrializzazione e della diffusione delle attività agro-zootecniche, le risorse idriche in Lombardia necessitano di costante monitoraggio e interventi di tutela.
I corpi idrici superficiali costituiscono il recapito finale di scarichi domestici e industriali e sono talvolta oggetto di eventi di contaminazione accidentali o dolosi.
I corpi idrici sotterranei possono essere soggetti a impoverimento quantitativo, nei casi di prelievi eccessivi e a degrado qualitativo derivante dalla presenza di siti contaminati o da sorgenti diffuse di contaminazione.

Normativa

La normativa sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee trova il suo principale riferimento nella Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.
Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 norme in materia ambientale, con le sue successive modifiche ed integrazioni, recepisce formalmente la Direttiva 2000/60/CE, abrogando il previgente decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. A seguito dell’approvazione del Dlgs 152/06, sono stati emanati alcuni decreti attuativi riguardanti la tipizzazione e l’individuazione dei corpi idrici, l’analisi delle pressioni, i criteri per il monitoraggio e per la classificazione (D.M. 131/2008, D.M. 260/2010).
La Direttiva 2000/60/CE rafforza inoltre la consapevolezza che le acque sotterranee sono una riserva strategica difficilmente rinnovabile e risanabile. In tale contesto, la Direttiva 2006/118/CE “Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento”, recepita a livello nazionale con il decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, esplica e definisce gli elementi per la definizione del buono stato chimico e quantitativo delle acque sotterranee.
La Regione Lombardia, con l'approvazione della Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26, ha indicato il Piano di gestione del bacino idrografico come strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, attraverso un approccio che integra gli aspetti qualitativi e quantitativi, ambientali e socio-economici. Il Piano di gestione, che prevede come riferimento normativo nazionale ancora il Dlgs 152/99, è costituito dall’Atto di indirizzi per la politica di uso e tutela delle acque e dal Programma di tutela e uso delle acque (PTUA).
Più recentemente, in attuazione della Direttiva 2000/60/CE, L’Autorità di Bacino del fiume Po ha adottato il Piano di Gestione per il Distretto idrografico del fiume Poche rappresenta lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono programmate le misure finalizzate a garantire la corretta utilizzazione delle acque e il perseguimento degli scopi e degli obiettivi ambientali stabiliti dalla Direttiva 2000/60/CE.
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 2013 è l’atto formale che completa l’iter di adozione del Piano di Gestione del Distretto idrografico Padano.

Attivita' di ARPA

ARPA Lombardia effettua il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee in maniera sistematica sull’intero territorio regionale dal 2001, secondo la normativa vigente. A partire dal 2009 il monitoraggio è stato gradualmente adeguato ai criteri stabiliti a seguito del recepimento della Direttiva 2000/60/CE.
L’Agenzia inoltre effettua il controllo delle pressioni gravanti sulle risorse idriche, in particolare degli scarichi delle acque reflue urbane e industriali.

ARPA, in particolare, svolge le seguenti azioni inerenti le acque superficiali e sotterranee:
• programmazione e gestione del monitoraggio quali-quantitativo dei corpi idrici;
• effettuazione di sopralluoghi, campionamenti, misure di portata dei corsi d’acqua e misure di livello della falda;
• esecuzione di analisi degli elementi chimico-fisici e chimici e degli elementi biologici;
• elaborazione dei dati derivanti dal monitoraggio e relativa classificazione;
• supporto tecnico-scientifico a Regione Lombardia per le attività di pianificazione e programmazione;
• partecipazione a tavoli tecnico-scientifici su tematiche di settore istituiti dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente, dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dalla Regione Lombardia e dagli Enti Locali;
• gestione e realizzazione di monitoraggi e progetti relativi a problematiche o specificità territoriali;
• verifiche ed espressione di pareri nei seguenti ambiti:
- Grandi Opere (osservazioni ai Progetti di Monitoraggio Ambientale, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
- VIA e VAS (pareri)
- Sperimentazioni relative al Deflusso Minimo Vitale (partecipazione ai tavoli tecnici, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
- Svasi Dighe (verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni);
• gestione delle emergenze e degli esposti relativi a eventi di contaminazione delle acque.


La rete di monitoraggio acque superficiali

Il processo di tipizzazione dei corsi d’acqua e dei laghi in Lombardia ha portato all’individuazione di 39 tipi fluviali e di 8 tipi lacustri. All’interno di ciascun tratto o bacino tipizzato sono stati individuati 669 corpi idrici fluviali (520 naturali e 149 artificiali) e 56 corpi idrici lacustri (32 naturali e 24 invasi).
La rete di monitoraggio regionale per le acque superficiali è composta da:
- 355 stazioni collocate su altrettanti corpi idrici fluviali;
- 44 stazioni collocate su 37 corpi idrici lacustri.
Il primo ciclo triennale di monitoraggio operativo è stato avviato da ARPA Lombardia nel 2009 e si è concluso nel 2011. Il secondo ciclo triennale è iniziato nel 2012 e avrà termine nel 2014, anno in cui si concluderà il primo ciclo sessennale del monitoraggio di sorveglianza, in tempo utile per la revisione del Piano di Gestione del distretto idrografico Padano.
Lo stato ecologico dei corpi idrici è definito dalla qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici, stabilita attraverso il monitoraggio degli elementi biologici (macrofite e fitobentos, fitoplancton, macroinvertebrati bentonici e fauna ittica), degli elementi fisico-chimici (nutrienti, ossigeno disciolto e trasparenza) e chimici (inquinanti specifici) a sostegno e degli elementi idromorfologici a sostegno. Gli elementi di qualità differiscono tra fiumi e laghi, in funzione delle rispettive peculiarità.
Lo stato chimico dei corpi idrici è definito dalla presenza delle sostanze appartenenti all’elenco di priorità (pericolose prioritarie, prioritarie e altre sostanze), per ciascuna delle quali sono stabiliti standard di qualità ambientale.
Nel triennio 2009-2011, per il quale è possibile classificare i corpi idrici disponendo dei dati di monitoraggio utili a tal fine, lo stato ecologico elevato e buono è stato raggiunto rispettivamente dal 3% e dal 25% dei punti di monitoraggio situati sui corsi d’acqua; i restanti punti ricadono in stato sufficiente (39%), scarso (27%) e cattivo (6%). Lo stato chimico è risultato buono nel 79% dei casi.
Per quanto riguarda i laghi, lo stato ecologico elevato e buono è stato raggiunto rispettivamente dal 2% e dal 21% dei punti di monitoraggio; i restanti punti ricadono in stato sufficiente (63%), scarso (12%) e cattivo (2%). Lo stato chimico è risultato buono nel 39% dei casi.


Rete di monitoraggio qualitativa delle acque superficiali (Fonte: ARPA Lombardia)


La rete di monitoraggio acque sotterranee

La rete regionale di monitoraggio delle acque sotterranee (anno 2013) comprende 470 punti per il monitoraggio qualitativo e 398 punti per il monitoraggio quantitativo; su alcuni punti vengono effettuate entrambe le tipologie di monitoraggio.


Rete di monitoraggio qualitativa delle acque sotterranee (Fonte: ARPA Lombardia)


Rete di monitoraggio quantitativa delle acque sotterranee (Fonte: ARPA Lombardia)


La definizione dello Stato Chimico delle Acque Sotterranee (SCAS e SC) è basata sul monitoraggio delle seguenti tipologie di sostanze: metalli, inquinanti inorganici, policiclici aromatici, alifatici clorurati cancerogeni, alifatici clorurati non cancerogeni, alifatici alogenati cancerogeni, nitrobenzeni, clorobenzeni, pesticidi, diossine e furani, composti organici aromatici. Sui punti appartenenti ai vari corpi idrici sotterranei è prevista la determinazione dei parametri delle categorie sopra-descritte attraverso due campionamenti all’anno (una campagna primaverile e una campagna autunnale). I profili analitici, per ciascun punto (o gruppi di punti) della rete, sono definiti sulla base delle pressioni gravanti sul territorio, della struttura idrogeologica, delle proprietà chimico-fisiche dei contaminanti e dei risultati dei monitoraggi relativi agli anni precedenti.
Il monitoraggio quantitativo avviene attraverso la misura mensile (falda superficiale) o trimestrale (falda profonda) della soggiacenza della falda (profondità della superficie della falda rispetto al piano campagna).

Analisi dell'anno

Acque sotterranee

Nell'anno 2013 sono stati analizzati due indicatori di stato: lo Stato Chimico (SC) e lo SCAS. Sulla base dei risultati relativi allo SCAS si rileva che il 2,3% dei punti di monitoraggio si colloca in classe 1 (impatto antropico nullo o trascurabile e pregiate caratteristiche idrochimiche), il 18,5% in classe 2 (impatto antropico ridotto e sostenibile sul lungo periodo e buone caratteristiche idrochimiche), il 10,6% in classe 3 (impatto antropico significativo e caratteristiche idrochimiche generalmente buone, ma con alcuni segnali di compromissione), il 40,4% in classe 4 (impatto antropico rilevante e caratteristiche idrochimiche scadenti) ed il 26% in classe 0 (impatto antropico nullo o trascurabile ma presenza di particolari facies idrochimiche in concentrazioni al di sopra del valore della classe 3). Nel corso del 2013, su tutto il territorio provinciale, si riscontra una sostanziale stabilità delle classi di qualità rispetto all'anno precedente. Lo Stato Chimico (SC) consente di osservare come nell'anno 2013 al 55% dei punti di monitoraggio sia attribuito uno stato "non buono" e al restante 45% sia attribuito lo stato "buono". E' da tenere in considerazione che per l'indicatore SC, i superamenti dovuti alle sostanze di "probabile origine naturale" sono - ad oggi - considerati alla stregua dei supermenti delle altre sostanze. Acque superficiali Nell’anno 2013 il monitoraggio dei fiumi ha riguardato 185 stazioni per gli elementi biologici e 348 stazioni per lo stato chimico. L’indicatore LIMeco, calcolato per 347 stazioni di monitoraggio, è risultato in stato elevato o buono in 201 stazioni, in stato sufficiente in 67 stazioni e in stato scarso o cattivo in 79 stazioni; tali valori confermano sostanzialmente la distribuzione di classe di stato per gli elementi chimico–fisici a supporto dello stato biologico del 2012.
Sui laghi i punti di monitoraggio biologico (fitoplancton) sono stati 26 e quelli di monitoraggio chimico sono stati 39. L’indice LTLeco è stato determinato su 37 laghi, per un totale di 40 stazioni. La maggior parte delle stazioni (29) presenta uno stato sufficiente, mentre 7 risultano in stato buono e una sola in stato elevato, a sostanziale conferma di quanto fatto registrare negli anni precedenti.

Tipologia
Indicatore




TermineBreve Descrizione
100-OD Ossigeno disciolto: parametro chimico macrodescrittore espresso come % di saturazione nella definizione degli indici LIM eco e LIM. Rappresenta l’ossigeno libero disponibile in acqua, essenziale per la vita dei pesci e degli altri organismi acquatici.
CI Corpo Idrico: Come riportato nel D.M. 131/2008 Sezione B.1, i corpi idrici sono le unità a cui fare riferimento per riportare e accertare la conformità con gli obiettivi ambientali di cui al D.lgs.152/06
Diatomee Le diatomee, Bacillariophyceae, sono alghe unicellulari eucariote autotrofe, appartenenti alla divisione delle Bacillariophyta. Nei corsi d’acqua possono vivere in sospensione nell’acqua (plancton) o adese a diversi substrati come sabbia, rocce e vegetazione (benthos). Sono alghe di piccole dimensioni (da pochi micron fino a oltre mezzo millimetro) con un guscio protettivo (frustolo) costituito da due valve incastrate una nell’altra.
EQB Elementi di Qualità Biologica: Ai fini della classificazione dello stato ecologico, il D.M. 56/2009 definisce, nell’Allegato I punto 2 tabella A1.1, quali sono, tra gli altri, gli elementi di qualità biologica da considerare per fiumi e laghi. In particolare per i fiumi vanno considerati: composizione e abbondanza della flora acquatica; composizione e abbondanza dei macroinvertebrati bentonici; composizione, abbondanza struttura di età della fauna ittica Per i laghi vanno considerati: composizione, abbondanza e biomassa del fitoplancton;; composizione e abbondanza dei macroinvertebrati bentonici; composizione, abbondanza struttura di età della fauna ittica
Fitoplancton Il fitoplancton è costituito da minuscoli organismi fotosintetici (microalghe) viventi in sospensione nelle acque di laghi, fiumi e mari; esso provvede la base di nutrimento senza la quale non sarebbe possibile una equilibrata sopravvivenza delle altre forme di vita acquatica. Un suo eccessivo sviluppo, tuttavia, determina uno scadimento rapido della qualità delle acque (eutrofizzazione). Il fitoplancton comprende numerosissime specie che si differenziano per dimensione, morfologia, fisiologia ed ecologia. Nel fitoplancton delle acque interne i principali gruppi sono rappresentati da cianobatteri, clorofite (coniugatoficee e cloroficee), diatomee, criptoficee, dinoficee e crisoficee.
LIM Livello di Inquinamento da Macrodescrittori: indice utilizzato per la valutazione dello stato di qualità dei corsi d’acqua, secondo quanto previsto dall’ex D.Lgs. 152/99. Si ottiene mediante il calcolo statistico dei risultati analitici dei parametri macrodescrittori. Spesso nella prassi e nella cartografia viene identificato come SECA delle acque correnti artificiali: l’indice è infatti normalmente rappresentato in cinque livelli (1 > elevato > blu; 2 > buono > verde; 3 > sufficiente > giallo; 4 > scadente > arancione; 5 > pessimo > rosso).
LIMeco Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico: Il D.M. 260/2010, ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali prevede che gli elementi fisico–chimici a sostegno del biologico da utilizzare siano i seguenti: - Nutrienti (N-NH4, N-NO3,Ptot); - 100-OD (% di saturazione) Tali parametri vengono integrati in un singolo descrittore LIMeco utilizzato per derivare la classe di qualità. La procedura prevede che sia calcolato un punteggio sulla base della concentrazione, osservata nel sito in esame. Il punteggio LIMeco da attribuire al sito rappresentativo del corpo idrico è dato dalla media dei singoli LIMeco dei vari campionamenti effettuati nell’arco dell’anno in esame. Il LIMeco di ciascun campionamento viene derivato come media tra i punteggi attributi ai singoli parametri secondo le soglie di concentrazione indicate nella tab. 4.1.2/a, del D.M. 260/2010 in base alla concentrazione osservata.
LTLeco Livello Trofico Laghi per lo stato ecologico: Il D.M. 260/2010 ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici lacustri prevede che gli elementi fisico –chimici a sostegno del biologico da utilizzare siano i seguenti: - Ptot; - trasparenza; - ossigeno ipolimnio Ai fini della classificazione, tali parametri vengono integrati in un singolo descrittore LTLeco. La procedura per il calcolo dell’LTLeco prevede l’assegnazione di un punteggio per Ptot, trasparenza e ossigeno ipolimnico, misurati in sito, sulla base di quanto indicato nelle tabelle 4.2.2/a, 4.2.2/b, 4.2.2/c del DM. 260/2010 e secondo un numero di campionamenti annuali pari a quelli previsti dal protocollo di campionamento APAT 46/2007. I livelli per il Ptot, di cui alla tab. 4.2.2/a, sono riferiti alla concentrazione media, ottenuta come media ponderata rispetto ai volumi o all’altezza degli strati, nel periodo di piena circolazione alla fine della stagione invernale, anche per i laghi e gli invasi meromittici.
Macrodescrittori Macrodescrittori: rappresentano lo stato chimico e microbiologico dei corsi d'acqua: 100-OD N-NH4; N-NO3; P tot
Macrofite Le macrofite acquatiche sono un gruppo definito su base ecologico-funzionale e comprendono i vegetali macroscopicamente visibili presenti negli ambienti acquatici, palustri e di greto che caratterizzano gli ambiti fluviali. Questo raggruppamento è composto da angiosperme erbacee, pteridofite, briofite e da alghe filamentose.
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