Data pubblicazione: 30 LUGLIO 2015

Introduzione

Il Centro Monitoraggio Geologico (CMG) nasce nell’autunno 1987 a seguito degli eventi calamitosi occorsi in Valtellina durante la precedente estate, col fine di controllare i maggiori dissesti nel territorio lombardo. Fino al 2003 il Centro è stato alle dirette dipendenze di Regione Lombardia, successivamente, in virtù delle funzioni assegnate dalla Regione con la Legge 16/99, viene trasferito ad ARPA Lombardia.
Il Centro Monitoraggio Geologico è ubicato presso la Sede Territoriale della Regione Lombardia di Sondrio ed è attivo 7 giorni su 7 negli orari d’ufficio (con tecnici reperibili h24) e in caso di necessità, a seguito di pre-allarme o allarme meteo o per segnalazioni provenienti dalla rete di monitoraggio geotecnico, può organizzare un presidio continuativo.
Le tecniche di monitoraggio, sia automatiche che manuali, comprendono misurazioni su diversa strumentazione: geotecnica (estensimetri, distometri, assestimetri, inclinometri e piezometri), idrometeorologica (precipitazione, temperatura, livello idrometrico), topografica (mire ottiche, gps) e radar.
I dati di monitoraggio raccolti via radio, Gprs, Satellite o manualmente vengono analizzati, validati e pubblicati sul sito internet del Centro, dove è possibile la consultazione degli stessi.
Periodicamente viene pubblicato dal Centro un rapporto riassuntivo dei dati rilevati nelle varie aree. Tutto il materiale prodotto e raccolto sui dissesti monitorati è consultabile presso la Biblioteca del Centro di Monitoraggio Geologico di Sondrio.

Attivita' di ARPA

Attività principe dell'Agenzia in questo campo, risulta essere il presidio delle aree franose fonte di maggior pericolo per le attività umane attraverso la raccolta e l’analisi di dati trasmessi in tempo reale dai sensori posti sul territorio e di dati raccolti manualmente attraverso periodiche campagne di misura.
Come dettato dalla Delibera di Giunta Regionale VIII/8753 del 22 dicembre 2008 e specificato dal “Disciplinare operativo dei servizi di assistenza meteorologica e monitoraggio meteorologico, idrologico, geotecnico, nivologico e degli incendi boschivi a supporto delle attività di previsione e prevenzione dei rischi” approvato da Regione Lombardia, il CMG è incaricato di segnalare l’insorgere di situazioni a rischio idrogeologico alla Sala Operativa di Regione Lombardia per l’eventuale attivazione di piani d’emergenza.
Sulla base di accordi e protocolli di intesa pluriennali, il personale del Centro effettua attività per conto di Regione Lombardia su dissesti nel territorio regionale.
Data l’alta specializzazione raggiunta negli anni di attività, i tecnici del CMG eseguono sopralluoghi ai fini della valutazione dei sistemi di monitoraggio geologico ed eseguono la progettazione e la direzione lavori per la realizzazione delle nuove reti.


Carta della densità di frana della Regione Lombardia (2003) – Fonte: ARPA Lombardia


Tipologia di attività franosa – Fonte: ARPA Lombardia

Analisi dell'anno

Durante il mese di gennaio, a seguito delle abbondanti precipitazioni protratte da dicembre 2013, si è evidenziata una significativa ripresa dei movimenti del dissesto monitorato in Val Genasca. L’analisi dei dati trasmessi in automatico dalla strumentazione installata (rete di mire ottiche per il monitoraggio topografico, alcuni estensimetri a filo installati sulla nicchia di frana, una colonna inclinometrica DMS profonda 100 e una stazione meteo), unitamente ad appositi sopralluoghi, ha permesso di appurare una significativa accelerazione della frana e ha messo in moto tutte le procedure previste per garantire il controllo H24 della sua evoluzione. L’elaborazione di tutti i dati raccolti permette di affermare come l’evento di accelerazione osservato nel periodo fine dicembre 2013 - metà febbraio 2014 rappresenta, sia per intensità che per durata, l’evento più parossistico finora osservato in Val Genasca. In 45 giorni un volume stimato in circa 500.000 metri cubi ha subito spostamenti (misurati in superficie lungo il vettore di massimo spostamento) di circa 5 metri.
In febbraio congiuntamente all’installazione di ulteriori quattro linee estensimetriche a misura della frattura alta della Frana di Pal in Comune di Sonico (BS), è stato dato avvio alla sperimentazione della trasmissione dei dati attraverso tecnologia satellitare che potrà essere utilizzata anche su altri dissesti dove il segnale GPRS è debole o assente.
In marzo è stata installata una rete per il controllo visivo da remoto del dissesto della Val Genasca, composta da una telecamera brandeggiabile e degli apparati necessari alla trasmissione ed all’elaborazione delle immagini video. La tecnologia consente di monitorare visivamente in tempo reale la frana grazie alla definizione, al dettaglio ed alla manovrabilità propri della telecamera ed alla trasmissione in diretta delle immagini. Le immagini registrate dalla telecamera della Val Genasca sono visibili all’indirizzo: http://cmg.arpalombardia.it/webcmgfrontend/webcam.asp
Nella settimana di ferragosto le abbondanti precipitazioni (80 mm) hanno determinato una significativa ripresa dei movimenti della frana del Ruinon nel Comune di Valfurva (SO), registrata dal CMG per mezzo di una fitta rete di estensimetri automatici, due centraline meteorologiche e un sistema interferometrico radar terrestre a controllo costante del dissesto. In questa fase di emergenza, iniziata nella tarda mattinata di mercoledì 13 agosto e conclusasi dopo 12 giorni, il 25 agosto, la sala operativa del CMG è stata presidiata H24 per seguire in tempo reale i movimenti in corso che, specialmente nell’area della nicchia bassa, sono stati molto intensi e veloci. L’elaborazione di tutti i dati raccolti ha permesso di identificare un’area di circa 65.000 mq che, dal 13 al 19 agosto, ha avuto spostamenti medi di oltre 1.4 metri, ma, in alcuni casi, si sono misurati spostamenti molto maggiori - compresi tra 3.3 e 4.3 metri - di settori con area di migliaia di metri quadri. E’ dai primi anni del 2000 che non si registravano movimenti di questa intensità.
Nel mese di Ottobre è stata potenziata la rete di monitoraggio. Con decreto del 7 ottobre sono stati affidati i lavori di adeguamento della Frana di Gianico (BS), sia per garantire il puntuale rilevamento delle deformazioni (con l’installazione di quattro sonde inclinometriche biassiali fino a una profondità di -140m e di un piezometro automatico, per il controllo della falda, fino a una profondità di -85m), sia per l’acquisizione e la trasmissione dei dati attraverso l’installazione di una unità remota in teletrasmissione. Il dissesto situato nell’area della Valle Vedetta, nel territorio comunale di Gianico sarà quindi monitorato dal CMG. La rete di monitoraggio esistente, fondamentalmente manuale per la sua componente profonda, risulta attualmente composta da 1 tubo inclinometrico e 1 tubo piezometro. Il mese di novembre è stato caratterizzato da forti piogge, sono stati registrati 456.7 mm totali dal pluviometro della Val Genasca.
Dal 5 è stato attivato il presidio H24 della Sala Operativa del CMG a seguito del superamento delle soglie pluviometriche nei siti di frana di Torreggio, Saviore e Ruinon. Le stesse piogge hanno provocato la riattivazione del dissesto della Val Genasca, la cui strumentazione topografica ha superato la soglia di moderata criticità il giorno 8 alle 23:50 e, successivamente, la soglia di elevata criticità il giorno 10 alle 16:45. L’accelerazione ha raggiunto il culmine nella mattinata del 18, con velocità comprese tra 24 e 30 centimetri al giorno, per quindi diminuire costantemente fino alla revoca della criticità elevata (giorno 22 alle ore 10:00) e quindi il passaggio ad una fase di ordinaria criticità (giorno 24 alle ore 08:00). Nel periodo 8-24 novembre il dissesto della Val Genasca ha registrato un movimento complessivo variabile da 2.5 a oltre 3 metri.

Tipologia
Indicatore



Criticità valanghive in Lombardia nella stagione invernale 2013-2014

Il mancato rigelo del terreno, temperature molto spesso e per periodi prolungati ben al di sopra delle medie stagionali, scarso irraggiamento notturno e precipitazioni miste acqua e neve, sin dal primo evento di fine dicembre, hanno innescato forti fenomeni di neviflusso (movimento lento del manto nevoso) in corrispondenza del suolo (in particolare su ripidi pendii erbosi) che sono perdurati per gran parte della stagione rendendo difficile la valutazione, a livello previsionale e di monitoraggio locale, del collasso delle masse nevose in continuo movimento e sollecitate da persistenti nuovi apporti nevosi incombenti sulle principali infrastrutture (strade, abitazioni, impianti).


Valanga del Monte Toro – Foppolo (BG) - 26 dicembre 2013 (foto: F.Rota ed E.Scuri)

Nel corso della mattina del 26 Dicembre 2013 (ora presunta 10,30) una valanga di grandi dimensioni si è staccata dalle propaggini meridionali del Monte Toro (2516 m s.l.m.) e più precisamente a valle della cresta sud occidentale della cima stessa. La cresta stessa è stato l’elemento “barriera” che ha comportato l’accumulo eolico nella zona sottovento, principale causa della notevole quantità di neve al suolo e
delle caratteristiche intrinseche del manto nevoso innescanti il fenomeno. Ci troviamo nelle immediate vicinanze della stazione di monte dell’impianto “Foppane– Monte Toro”. Tale impianto di risalita è stato dismesso da alcuni anni pertanto non vi sono state persone coinvolte o potenzialmente vicine al fenomeno. Effettuando una breve descrizione dell’evento valanghivo si evidenzia una larghezza al distacco di circa 280 m ed uno spessore variabile da 50 a 340 cm. La quota massima di distacco ha raggiunto i 2320 m s.l.m. mentre l’accumulo ha raggiunto i 1800 m s.l.m., con larghezza massima di circa 1,2 Km complessivi. Nel percorso di scorrimento la valanga ha abbattuto le reti di protezione di valle della pista e tre pali dell’impianto stesso. L’evento è da ritenersi eccezionale per altezza al distacco e dimensioni complessive ma, soprattutto, perché sono stati superati i limiti della perimetrazione indicati nella CLPV (Carta di Localizzazione Probabile Valanghe) realizzata sulla “base storica”.

Monitoraggio del comprensorio sciistico della VALGEROLA (SO)
Stagione invernale senza precedenti per il comprensorio sciistico di Pescegallo in Valgerola: nella memoria degli storici “pisteur” di Pescegallo persino più impegnativa dell’inverno 1985/86, quando si registrarono le massime espansioni delle valanghe nell’area.



L’eccezionalità delle condizioni di innevamento e di esposizione al pericolo valanghe sull’area in esame ha comportato un’attività di monitoraggio di gran lunga più impegnativa rispetto alle stagioni precedenti.
Il manto nevoso si è caratterizzato, oltre che per uno spessore medio quasi costantemente maggiore di 4 m al di sopra dei 2000 m slm, per gli ingenti fenomeni di trasporto eolico, per la presenza di uno strato basale fortemente inumidito e per la sostanziale assenza di strati deboli.



Per la protezione di piste e impianti, oltre a fabbricati, ad un elettrodotto AT ed alla strada comunale da Gerola, nel corso degli ultimi decenni sono state realizzate numerose opere paravalanghe, perlopiù consistenti in ponti da neve di diversa tipologia. Specificamente a protezione delle infrastrutture sciistiche sono stati realizzati recentemente cunei spartivalanga in corrispondenza dei sostegni di linea della seggiovia, un rilevato di deviazione a monte della stazione di partenza dello stesso impianto ed un impianto di distacco programmato delle valanghe Gaz-Flex.



Per dare una misura di quanto impegnativa sia stata la stagione invernale uscente, 16 sono stati i giorni di chiusura del comprensorio per pericolo valanghe, 21 sono i tiri effettuati con impianto Gaz-Flex e 6 le campagne di distacco con sistema elitrasportato Daisy Bell. Il sovraccarico dovuto all’eccezionale spessore di neve al suolo ha provocato danni significativi alle opere fermaneve, in alcuni casi completamente divelte.

Monitoraggio valanghe in continuo sulle Strade Provinciali di Bergamo e Brescia
La stagione invernale 2013/14 si è rivelata molto intensa dal punto di vista delle precipitazioni nevose e delle situazioni di criticità da monitorare. I passaggi perturbati sono stati molto intensi, caratterizzati da temperature decisamente miti che hanno spesso portato la quota neve attorno ai 1400 – 1500 m s.l.m. Il professionista e responsabile del monitoraggio valanghe e definizioni delle situazioni di criticità sul territorio della provincia di Bergamo e Brescia è stato impegnato in modo costante dall’avvento delle prime precipitazioni di rilievo (Natale 2013) fino al termine della stagione, con l’arrivo del mese di maggio.
I periodi prolungati di brutto tempo con precipitazioni sono stati anomali per durata ed intensità e si possono sinteticamente riassumere così:
- evento Natale 2013
- evento Epifania 2014
- evento 17-21 gennaio 2014
- evento 30 gennaio – 6 febbraio 2014
- evento 11 - 23 febbraio 2014
Nel corso di tali situazioni di emergenza sono state attivate delle chiusure temporanee delle sedi stradali sia in provincia di Bergamo che in provincia di Brescia e attività di monitoraggio che hanno impegnato notevolmente il personale adibito (Protezione Civile – Polizia Provinciale ecc.) sempre coordinato da un responsabile dello scenario, in possesso dei requisiti di idoneità e dei titoli AINEVA.
È stato infatti compito del coordinatore/responsabile dello scenario, applicare i contenuti del piano di sicurezza valanghe e dei protocolli appositamente redatti, posizionando il personale in punti strategici ed in continuo contatto radio. Questo ha permesso di poter monitorare la situazione ed intervenire in modo rapido in caso di necessità.



In provincia di Bergamo sono state effettuate complessivamente 25 giornate di monitoraggio controllato, distribuite su tre sedi stradali quali la SP02 della Val Brembana, la SP49 dell’alta Val Seriana e la SP294/SP61 della Valle di Scalve.
Nel contesto della provincia di Brescia l’attività di monitoraggio controllato ha interessato 2 settimaneend la SP669 nel tratto Valle Dorizzo – Gaver (22-23 Febbraio e 8-9 Marzo) mentre 10 sono state le giornate di passaggi controllati in fasce orarie nel tratto Bagolino – Valle Dorizzo, sempre sulla SP669.
Sempre in provincia di Brescia, a seguito della caduta della valanga di Valle Spluga, che interessa potenzialmente la SP92 in prossimità dell’abitato di Sommaprada, sulla stessa strada provinciale sono state effettuate 4 giornate di monitoraggio dal 17 al 20 gennaio 2014.
Nel proseguo della stagione, e più precisamente dalla seconda metà del mese di Marzo, le situazioni di pericolo ed i fenomeni valanghivi di rilievo sono stati più localizzati e talvolta imprevedibili con improvvisi distacchi di fondo non legati necessariamente a cause ben definite come innalzamento termico e/o nuove precipitazioni ma riconducibili a situazioni di stress continuo determinato da movimenti lenti.
I sistemi di monitoraggio utilizzati hanno permesso di gestire con minor disagio per la popolazione le situazioni di emergenza valanghe.
Ai tre livelli di criticità (BASSO – MODERATO – ELEVATO) sono stati associate le seguenti misure da adottare:
- apertura generale al transito
- limitazione controllata del transito
- chiusura della SP



Pertanto si può definire che con le condizioni di criticità moderata sia stato possibile, con un margine di sicurezza accettabile, eseguire operazioni di monitoraggio controllato.
Sulla base della valutazione dei fenomeni in atto sono stati individuati punti di presidio numerati ed evidenziati in apposita cartografia. Tale cartografia, che costituisce la base operativa di supporto, è stata recepita da ciascun partecipante all’attività di monitoraggio.




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