Data pubblicazione: 21 SETTEMBRE 2015

Depuratori - Introduzione

Le attività sociali, produttive e ricreative, principalmente in ambito urbano, richiedono ed utilizzano una grande quantità di acqua. La conseguenza diretta dell'utilizzo dell'acqua è la produzione di scarichi che, per poter essere restituiti all'ambiente, devono necessariamente essere sottoposti ad un trattamento depurativo.

Depuratori - Normativa

La direttiva comunitaria quadro in materia di acque (direttiva europea 2000/60/CE) prevede che ogni stato o regione o “distretto idrografico” promuova le azioni necessarie per raggiungere o mantenere il “buono stato di qualità “ delle acque superficiali o profonde entro l’anno 2015.
Per dare attuazione alla direttiva quadro e alla legge italiana di recepimento (D.Lgs. 152/2006), gli scarichi idrici, suddivisi per tipologia e per corpo recettore, devono essere controllati per verificare la conformità degli stessi ai limiti di emissione previsti dalla normativa.
Per approfondimenti si consiglia di consultare la seguente normativa:

• Direttiva Europea 2000/60/CE
• D.Lgs. 152/06 e s.m.i.
• R.R. n. 3/2006.
• D.g.r. n. IX / 4621/2012 e s.m.i. (D.d.g. 7 novembre 2014 - n.10356)
• D.g.r. n. 2318/2006.

Depuratori - Attivita' di ARPA

ARPA Lombardia effettua l’attività di controllo sugli scarichi delle acque reflue urbane ed industriali.
Per quanto riguarda le acque reflue urbane vengono effettuati controlli ordinari e straordinari. Con i controlli ordinari viene valutata la conformità degli impianti di depurazione al rispetto dei limiti imposti nell’autorizzazione allo scarico nonchè l’adeguatezza degli stessi al trattamento del carico inquinante in ingresso.
Con i di controlli straordinari, effettuati su segnalazione, richiesta o a seguito di riscontri negativi rilevati durante i controlli ordinari, si ha lo scopo di accertare eventuali danni ambientali, situazioni pericolose in essere o l’adeguamento a quanto disposto dalla normativa e richiesto nelle autorizzazioni (Raccomandazione del Parlamento europeo del 4 aprile 2001 - 2001/331/UE). I controlli ordinari, che vengono effettuati sulla base di un programma annuale, si compongono di due fasi:
1) la verifica della gestione e dell’adeguatezza dell’impianto di trattamento di depurazione
2) il prelievo di campioni di acque reflue urbane per l’analisi di laboratorio. I dati analitici risultanti dai campionamenti effettuati da ARPA Lombardia in uscita agli impianti di depurazione e i dati analitici risultanti dai prelievi effettuati dai Gestori sono utilizzati per esprimere il giudizio di conformità degli stessi ai limiti imposti in autorizzazione (Conformità tabellari). Il concetto di conformità si applica, secondo quanto stabilito nel d.lgs. 152/06 e s.m.i., ai parametri individuati nelle tabelle 1 e 2 presenti nell’allegato 5 alla Parte Terza di quest’ultimo. La valutazione si basa sui seguenti criteri di massima:
• per i parametri indicati in tabella 1 ovvero BOD5, COD e solidi sospesi, si opera il conteggio del numero dei campioni in cui si è verificato un superamento dei limiti per almeno uno dei tre parametri: se questo supera il numero minimo indicato nell’apposita tabella del decreto l’impianto viene giudicato non conforme per tabella 1. E’ presente però anche una percentuale di soglia al di sopra della quale l’impianto viene giudicato non conforme immediatamente, senza bisogno di effettuare ulteriori conteggi: si tratta del 100% per i parametri BOD e COD e 150% per i solidi sospesi.
• per i parametri indicati in tabella 2 ovvero azoto totale e fosforo totale, deve invece essere calcolato il valore medio annuale.
L’insieme dei controlli da utilizzare per formulare il giudizio di conformità deve essere pari ad un numero minimo, secondo quanto indicato nelle normative sopra menzionate, ed i controlli devono essere stati eseguiti secondo determinate metodologie.
Esistono dei casi in cui il l’insieme dei controlli fiscali utilizzabili ai fini dell’espressione del giudizio di conformità non è adeguato allo scopo, quando non risponde ai requisiti di cui sopra. In questi casi non è possibile esprimere un giudizio di conformità. Ciò si verifica quando:
• il numero minimo dei controlli fiscali, indicato nella tabella presente nell’Allegato 5 alla Parte Terza del D.lgs. 152/06, non viene raggiunto.
• le modalità di campionamento non corrispondono a quelle indicate nella normativa di riferimento.

Depuratori - Analisi dell'anno


Nel 2014 gli impianti della Lombardia con potenzialità autorizzata = 2.000 AE che sono stati controllati al fine di esprimere un giudizio di conformità rispetto ai limiti di emissione per BOD5, COD e SS prescritti in autorizzazione sono 409; di questi impianti 49 (ovvero il 12% del totale) sono stati dichiarati "Non Conformi" perché non hanno rispettato i limiti previsti dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i.. Nel 2013 invece su 416 impianti controllati, ne sono stati dichiarati “Non Conformi” 69 (ovvero il 18% del totale). Come si può notare quindi per quanto riguarda questo indicatore è stato registrato un trend positivo nel biennio 2013/2014.
Per quanto riguarda invece i parametri di tabella 2 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. nel 2014 dei 409 impianti controllati, 235 sono quelli risultati soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali; 42 di questi impianti (ovvero il 18% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale. Nell'anno 2013 sono risultati essere 246 quelli soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali di Tabella 2 – D.Lgs.152/2006 e s.m.i.; 52 di questi impianti (ovvero il 21% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale. Come si può notare quindi per quanto riguarda questo indicatore abbiamo registrato un trend positivo nel biennio.
Nell’anno 2014 sono stati giudicati non valutabili 6 impianti, nel 2013 15. Si registra quindi nel biennio un trend positivo nel senso che sono diminuiti gli impianti per i quali si sono registrate delle difficoltà per l'espressione del giudizio di conformità.

Tipologia
Indicatore




TermineBreve Descrizione
Acque reflue domestiche Acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche;
Acque reflue industriali Qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti, non connessi con le attività esercitate nello stabilimento;
Acque reflue urbane Il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali, e/o di quelle meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate,
AE Abitante equivalente: il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno;
BOD Biochemical oxigen demand - domanda biochimica d’ossigeno. Quantità d’ossigeno richiesta dai microrganismi aerobi, per poter procedere all’assimilazione e alla degradazione delle sostanze organiche presenti nei liquami. Tale valore è tanto più elevato quanto maggiore è la sostanza organica presente nei liquami. La misura dell’ossigeno presente nelle celle di misura effettuata dopo cinque giorni d’incubazione fornisce il BOD5 mentre dopo venti giorni il BOD20;
COD Chemical oxigen demand - Domanda chimica d’ossigeno. E’ un indice che serve a misurare la quantità d’ossigeno richiesta per ossidare chimicamente le sostanze ossidabili presenti nei liquami;
Potenzialità autorizzata La potenzialità di un impianto di depuratore biologico, espressa in “abitanti equivalenti”, definita nell’atto autorizzativo emesso dalla Provincia.
Scarico Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione;
SS Solidi sospesi. Tutte quelle sostanze indisciolte, presenti nel campione di acqua da esaminare, che vengono trattenute da un filtro a membrana, di determinata porosità, quando il campione stesso viene sottoposto a filtrazione. Il filtro da usarsi, per ottenere una separazione della totalità di solidi sospesi (colloidali compresi), deve avere pori di diametro medio pari a 0,45 µm;
Stato di qualità di corpo idrico recettore Espressione della qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici associati alle acque superficiali.
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