Data pubblicazione: 20 SETTEMBRE 2016

Introduzione

L’acqua rappresenta una delle risorse più importanti della Lombardia ed il suo impiego riguarda gli usi potabili, industriali, agricoli, idroelettrici e ricreativi.
La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi (circa 50), sia in termini di superficie che di volume (40% e 63% rispettivamente del totale nazionale). La lunghezza complessiva dei corsi d’acqua naturali raggiunge circa 6.000 km. A questi si va ad aggiungere un’estesissima rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 km censiti) che consente di mantenere viva ed efficiente l’attività agricola nonostante l’intensa urbanizzazione del territorio.
Anche le acque sotterranee e sorgentizie rappresentano un’importante risorsa che storicamente soddisfa l’ampio fabbisogno potabile, industriale, irriguo e, più di recente, l’uso per raffrescamento.
A causa dell’ampia urbanizzazione del territorio, dell’industrializzazione e della diffusione delle attività agro-zootecniche, le risorse idriche in Lombardia necessitano di costante monitoraggio e interventi di tutela.
I corpi idrici superficiali costituiscono il recapito finale di scarichi domestici e industriali e sono talvolta oggetto di eventi di contaminazione accidentali o dolosi.
I corpi idrici sotterranei possono essere soggetti a impoverimento quantitativo, nei casi di prelievi eccessivi, e a degrado qualitativo derivante dalla presenza di sorgenti di contaminazione puntuali o diffuse.

Normativa

La normativa sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee trova il suo principale riferimento nella Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.
Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 norme in materia ambientale, con le sue successive modifiche ed integrazioni, recepisce formalmente la Direttiva 2000/60/CE, abrogando il previgente decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152. A seguito dell’approvazione del Dlgs 152/06, sono stati emanati alcuni decreti attuativi riguardanti la tipizzazione e l’individuazione dei corpi idrici, l’analisi delle pressioni, i criteri per il monitoraggio e per la classificazione (D.M. 131/2008, D.M. 260/2010). Nel 2015 è stato emanato il D.Lgs. n. 172 che, recependo una serie di Direttive Europee riguardanti le sostanze prioritarie, introduce 12 nuove sostanze che si aggiungono a quelle già presenti nel D.M. 260/10 e modifica lo Standard di Qualità di 7 sostanze già normate in precedenza. Inoltre per alcune di queste sostanze, oltre o in alternativa agli SQA per le acque, vengono fissati Standard per il biota.

La Direttiva 2000/60/CE rafforza inoltre la consapevolezza che le acque sotterranee sono una riserva strategica difficilmente rinnovabile e risanabile. In tale contesto, la Direttiva 2006/118/CE “Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento”, recepita a livello nazionale con il decreto legislativo 16 marzo 2009, n. 30, esplica e definisce gli elementi per la definizione del buono stato chimico e quantitativo delle acque sotterranee.

La Regione Lombardia, con l'approvazione della Legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 e s.m.i., ha indicato il Piano di gestione del bacino idrografico come strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, attraverso un approccio che integra gli aspetti qualitativi e quantitativi, ambientali e socio-economici

In attuazione della Direttiva 2000/60/CE, l’Autorità di Bacino del fiume Po ha adottato il Piano di Gestione per il Distretto idrografico del fiume Po– PdGPo (Deliberazione n. 1 del 24 febbraio 2010). Il Piano di Gestione è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono programmate le misure finalizzate a garantire la corretta utilizzazione delle acque e il perseguimento degli scopi e degli obiettivi ambientali stabiliti dalla Direttiva 2000/60/CE. L’aggiornamento de Piano si è concluso nel dicembre 2015 con l’adozione dello stesso (Deliberazione n. 7 del 17 dicembre 2015). L’approvazione definitiva è avvenuta nel marzo 2016 (Deliberazione n. 1 del 3 marzo 2016).

Attivita' di Arpa

ARPA Lombardia effettua il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee sull’intero territorio regionale dal 2001, secondo la normativa vigente. A partire dal 2009 il monitoraggio è stato adeguato ai criteri stabiliti a seguito del recepimento della Direttiva 2000/60/CE.
L’Agenzia inoltre effettua il controllo delle pressioni gravanti sulle risorse idriche, in particolare degli scarichi delle acque reflue urbane e industriali.

ARPA, in particolare, svolge le seguenti azioni inerenti le acque superficiali e sotterranee:
• programmazione ed attuazione del monitoraggio quali-quantitativo dei corpi idrici;
• effettuazione di sopralluoghi, campionamenti, misure di portata dei corsi d’acqua e misure di livello della falda;
• esecuzione di analisi degli elementi chimico-fisici e chimici e degli elementi biologici;
• elaborazione dei dati derivanti dal monitoraggio e relativa classificazione;
• supporto tecnico-scientifico a Regione Lombardia per le attività di pianificazione e programmazione;
• partecipazione a tavoli tecnico-scientifici su tematiche di settore istituiti dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente, dall’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), dalla Regione Lombardia e dagli Enti Locali;
• gestione e realizzazione di monitoraggi e progetti relativi a problematiche o specificità territoriali;
• verifiche ed espressione di pareri nei seguenti ambiti:
- Grandi Opere (osservazioni ai Progetti di Monitoraggio Ambientale, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
- VIA e VAS (pareri)
- Sperimentazioni relative al Deflusso Minimo Vitale (partecipazione ai tavoli tecnici, verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni)
- Svasi Dighe (verifiche del monitoraggio, pareri sulle relazioni);
• gestione delle emergenze e degli esposti relativi a eventi di contaminazione delle acque.


La rete di monitoraggio acque superficiali

Il processo di tipizzazione dei corsi d’acqua e dei laghi in Lombardia ha portato all’individuazione di 39 tipi fluviali e di 8 tipi lacustri. All’interno di ciascun tratto o bacino tipizzato sono stati individuati 669 corpi idrici fluviali (520 naturali e 149 artificiali) e 56 corpi idrici lacustri (32 naturali e 24 invasi).
La rete di monitoraggio regionale per le acque superficiali è composta da:
- 355 stazioni collocate su altrettanti corpi idrici fluviali;
- 44 stazioni collocate su 37 corpi idrici lacustri.
Il primo ciclo triennale di monitoraggio operativo è stato avviato da ARPA Lombardia nel 2009 e si è concluso nel 2011. Il secondo ciclo triennale è iniziato nel 2012 ed è terminato nel 2014, anno in cui si è concluso il primo ciclo sessennale del monitoraggio di sorveglianza, in tempo utile per la revisione del Piano di Gestione del distretto idrografico Padano.
Lo stato ecologico dei corpi idrici è definito dalla qualità della struttura e del funzionamento degli ecosistemi acquatici, stabilita attraverso il monitoraggio degli elementi biologici (macrofite e fitobentos, fitoplancton, macroinvertebrati bentonici e fauna ittica), degli elementi fisico-chimici (nutrienti, ossigeno disciolto e trasparenza) e chimici (inquinanti specifici) a sostegno e degli elementi idromorfologici a sostegno. Gli elementi di qualità differiscono tra fiumi e laghi, in funzione delle rispettive peculiarità.
Lo stato chimico dei corpi idrici è definito dalla presenza delle sostanze appartenenti all’elenco di priorità (pericolose prioritarie, prioritarie e altre sostanze), per ciascuna delle quali sono stabiliti standard di qualità ambientale.
Considerando il periodo di monitoraggio 2009-2014, previsto dal Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po, su 551 corpi idrici fluviali, lo stato ecologico, espresso sulla base degli elementi biologici, idromorfologici e chimici, è per il 33% elevato e buono e per il 46% sufficiente. Il 19% dei corpi idrici, che attraversa le zone più antropizzate della regione, presenta uno stato ecologico scarso e solo il 2% pessimo.
Lo stato chimico (determinato dalla presenza di sostanze prioritarie, quali ad esempio metalli, pesticidi) risulta buono per il 68% dei corpi idrici fluviali.
Dei 56 laghi lombardi, con riferimento al sessennio di monitoraggio, il 53% presenta uno stato ecologico elevato e buono, mentre lo stato chimico è buono per il 63%.



Rete di monitoraggio qualitativa delle acque superficiali (Fonte: ARPA Lombardia)


La rete di monitoraggio acque sotterranee

La rete regionale di monitoraggio delle acque sotterranee (anno 2015) comprende 495 punti per il monitoraggio qualitativo e 453 punti per il monitoraggio quantitativo; su alcuni punti vengono effettuate entrambe le tipologie di monitoraggio.Un recente processo di approfondimento è stato compiuto nell’anno 2015 a seguito di una fase di stabilizzazione delle conoscenze idrogeologiche del territorio regionale e conseguentemente all’esigenza di rilevamento delle caratteristiche chimico-fisiche e quantitative del territorio. E' stata identificata una nuova rete di monitoraggio che rivisita la precedente che tiene conto della recente delimitazione dei corpi idrici sotterranei. I corpi idrici sotterranei di nuova individuazione si articolano in quattro sistemi acquiferi: Sistema Acquifero Superficiale di Alta, Media e Bassa Pianura (ISS), Sistema Acquifero Intermedio di Media e Bassa Pianura (ISI), Sistema Acquifero Profondo di Alta e Media Pianura (ISP), Sistema Acquifero di Fondovalle. All'interno di ciascuna delle idrostrutture identificate appartengono i punti della rete di monitoraggio delle acque Sotterranee.



Rete di monitoraggio qualitativa delle acque sotterranee (Fonte: ARPA Lombardia)


Rete di monitoraggio quantitativa delle acque sotterranee (Fonte: ARPA Lombardia)


Analisi dell'anno

Per le Acque Superficiali (corsi d'acqua e laghi/invasi), sulla base di quanto previsto dalla normativa di settore (D.Lgs.152/99, sostituito dal 2009 dal D.Lgs.152/2006 e relativi Decreti Attuativi ) vengono monitorati, secondo le frequenze di legge:
1. una serie di parametri chimico-fisici, tra cui i cosiddetti “parametri di base” (pH, solidi sospesi, temperatura, trasparenza, conducibilità, durezza, azoto ammoniacale, azoto nitrico, ossigeno disciolto, BOD5, COD, azoto totale, orto fosfato, cloruri, solfati, fosforo totale, Escherichia Coli); parte di questi concorrono alla determinazione degli indici LIMeco (per i corsi d'acqua) e LTLeco (per i laghi).
2. una serie di altri inquinanti chimici costituiti in prevalenza da metalli, pesticidi, solventi e IPA;
3. gli elementi di qualità biologica che riguardano: macroinvertebrati, macrofite, diatomee, fitoplancton e fauna ittica.
Nell’anno 2015, in particolare, il monitoraggio dei fiumi ha riguardato 144 stazioni per gli elementi biologici e 381 stazioni per lo stato chimico. L’indicatore LIMeco, calcolato per 342 stazioni di monitoraggio, è risultato in stato elevato o buono in 194 stazioni (57%), in stato sufficiente in 79 stazioni (23%) e in stato scarso o cattivo in 69 stazioni (20%); tali valori confermano sostanzialmente la distribuzione di classi di stato per gli elementi chimico–fisici a supporto dello stato ecologico del 2014. Si ricorda che l'indicatore LIMeco viene calcolato annualmente, ma non ha valore di classificazione nel monitoraggio operativo e di sorveglianza.
Sui laghi i punti di monitoraggio biologico (fitoplancton) sono stati 17 e quelli di monitoraggio chimico sono stati 27. L’indice LTLeco è stato determinato su 25 laghi, per un totale di 31 stazioni. La maggior parte delle stazioni (25) presenta uno stato sufficiente (81%), mentre 5 (16%) risultano in stato buono e 1 in stato elevato (3%). Si ricorda che l'indicatore LTLeco viene calcolato annualmente, ma non ha valore di classificazione nel monitoraggio operativo e di sorveglianza.
Per le acque sotterranee sulla base di quanto previsto dalla normativa di settore (D.Lgs.30/09), si definisce lo Stato Chimico delle Acque Sotterranee (SC) sulla base del monitoraggio delle seguenti tipologie di sostanze: metalli, inquinanti inorganici, policiclici aromatici, alifatici clorurati cancerogeni, alifatici clorurati non cancerogeni, alifatici alogenati cancerogeni, nitrobenzeni, clorobenzeni, pesticidi, diossine e furani, composti organici aromatici. Sui punti appartenenti ai corpi idrici sotterranei è prevista la determinazione dei parametri delle categorie sopra-descritte attraverso due o tre campionamenti all’anno (rispettivamente una campagna primaverile ed una campagna autunnale o una campagna primaverile, una tardo estiva ed una autunnale). La variazione di frequenza è relativa alla tipologia di corpo idrico sotterraneeo (superficiale, intermedio o profondo). I profili analitici, per ciascun punto (o gruppi di punti) della rete, sono definiti sulla base delle pressioni gravanti sul territorio, della struttura idrogeologica, delle proprietà chimico-fisiche dei contaminanti, dei risultati dei monitoraggi relativi agli anni precedenti e delle tipologie di monitoraggio (operativo o sorveglianza).
Il monitoraggio quantitativo avviene attraverso la misura mensile (falda superficiale) o trimestrale (falda profonda) della soggiacenza della falda (profondità della superficie della falda rispetto al piano campagna). Nell'anno 2015, in particolare, il monitoraggio qualitativo ha riguardato 491 punti di monitoraggio. Lo Stato Chimico delle Acque Sotterranee (SC) è risultato in Stato Buono in 218 punti di monitoraggio (44%) e in Stato Non Buono in 273 punti di monitoraggio (56%). Si conferma quindi il trend qualitativo dell'anno 2014 che vedeva il 45% dei punti di monitoraggio in Stato Buono e il 55% e in Stato Non Buono. Si ricorda che l'indicatore SC viene calcolato annualmente, ma non ha valore di classificazione nel monitoraggio operativo e di sorveglianza.

Tipologia
Indicatore




TermineBreve Descrizione
100-OD Ossigeno disciolto: parametro chimico macrodescrittore espresso come % di saturazione nella definizione degli indici LIM eco e LIM. Rappresenta l’ossigeno libero disponibile in acqua, essenziale per la vita dei pesci e degli altri organismi acquatici.
CI Corpo Idrico: Come riportato nel D.M. 131/2008 Sezione B.1, i corpi idrici sono le unità a cui fare riferimento per riportare e accertare la conformità con gli obiettivi ambientali di cui al D.lgs.152/06
Diatomee Le diatomee, Bacillariophyceae, sono alghe unicellulari eucariote autotrofe, appartenenti alla divisione delle Bacillariophyta. Nei corsi d’acqua possono vivere in sospensione nell’acqua (plancton) o adese a diversi substrati come sabbia, rocce e vegetazione (benthos). Sono alghe di piccole dimensioni (da pochi micron fino a oltre mezzo millimetro) con un guscio protettivo (frustolo) costituito da due valve incastrate una nell’altra.
EQB Elementi di Qualità Biologica: Ai fini della classificazione dello stato ecologico, il D.M. 56/2009 definisce, nell’Allegato I punto 2 tabella A1.1, quali sono, tra gli altri, gli elementi di qualità biologica da considerare per fiumi e laghi. In particolare per i fiumi vanno considerati: composizione e abbondanza della flora acquatica; composizione e abbondanza dei macroinvertebrati bentonici; composizione, abbondanza struttura di età della fauna ittica Per i laghi vanno considerati: composizione, abbondanza e biomassa del fitoplancton;; composizione e abbondanza dei macroinvertebrati bentonici; composizione, abbondanza struttura di età della fauna ittica
Fitoplancton Il fitoplancton è costituito da minuscoli organismi fotosintetici (microalghe) viventi in sospensione nelle acque di laghi, fiumi e mari; esso provvede la base di nutrimento senza la quale non sarebbe possibile una equilibrata sopravvivenza delle altre forme di vita acquatica. Un suo eccessivo sviluppo, tuttavia, determina uno scadimento rapido della qualità delle acque (eutrofizzazione). Il fitoplancton comprende numerosissime specie che si differenziano per dimensione, morfologia, fisiologia ed ecologia. Nel fitoplancton delle acque interne i principali gruppi sono rappresentati da cianobatteri, clorofite (coniugatoficee e cloroficee), diatomee, criptoficee, dinoficee e crisoficee.
LIM Livello di Inquinamento da Macrodescrittori: indice utilizzato per la valutazione dello stato di qualità dei corsi d’acqua, secondo quanto previsto dall’ex D.Lgs. 152/99. Si ottiene mediante il calcolo statistico dei risultati analitici dei parametri macrodescrittori. Spesso nella prassi e nella cartografia viene identificato come SECA delle acque correnti artificiali: l’indice è infatti normalmente rappresentato in cinque livelli (1 > elevato > blu; 2 > buono > verde; 3 > sufficiente > giallo; 4 > scadente > arancione; 5 > pessimo > rosso).
LIMeco Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico: Il D.M. 260/2010, ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali prevede che gli elementi fisico–chimici a sostegno del biologico da utilizzare siano i seguenti: - Nutrienti (N-NH4, N-NO3,Ptot); - 100-OD (% di saturazione) Tali parametri vengono integrati in un singolo descrittore LIMeco utilizzato per derivare la classe di qualità. La procedura prevede che sia calcolato un punteggio sulla base della concentrazione, osservata nel sito in esame. Il punteggio LIMeco da attribuire al sito rappresentativo del corpo idrico è dato dalla media dei singoli LIMeco dei vari campionamenti effettuati nell’arco dell’anno in esame. Il LIMeco di ciascun campionamento viene derivato come media tra i punteggi attributi ai singoli parametri secondo le soglie di concentrazione indicate nella tab. 4.1.2/a, del D.M. 260/2010 in base alla concentrazione osservata.
LTLeco Livello Trofico Laghi per lo stato ecologico: Il D.M. 260/2010 ai fini della classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici lacustri prevede che gli elementi fisico –chimici a sostegno del biologico da utilizzare siano i seguenti: - Ptot; - trasparenza; - ossigeno ipolimnio Ai fini della classificazione, tali parametri vengono integrati in un singolo descrittore LTLeco. La procedura per il calcolo dell’LTLeco prevede l’assegnazione di un punteggio per Ptot, trasparenza e ossigeno ipolimnico, misurati in sito, sulla base di quanto indicato nelle tabelle 4.2.2/a, 4.2.2/b, 4.2.2/c del DM. 260/2010 e secondo un numero di campionamenti annuali pari a quelli previsti dal protocollo di campionamento APAT 46/2007. I livelli per il Ptot, di cui alla tab. 4.2.2/a, sono riferiti alla concentrazione media, ottenuta come media ponderata rispetto ai volumi o all’altezza degli strati, nel periodo di piena circolazione alla fine della stagione invernale, anche per i laghi e gli invasi meromittici.
Macrodescrittori Macrodescrittori: rappresentano lo stato chimico e microbiologico dei corsi d'acqua: 100-OD N-NH4; N-NO3; P tot
Macrofite Le macrofite acquatiche sono un gruppo definito su base ecologico-funzionale e comprendono i vegetali macroscopicamente visibili presenti negli ambienti acquatici, palustri e di greto che caratterizzano gli ambiti fluviali. Questo raggruppamento è composto da angiosperme erbacee, pteridofite, briofite e da alghe filamentose.
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