Data pubblicazione: MAGGIO 2017

Introduzione

L'idrografia (dalle parole di origine greca hýdor, acqua, e gráphéin, scrivere) è la scienza che studia le acque marine e terrestri, in particolare la distribuzione delle acque sulla Terra o in una data regione, compresa la relativa descrizione e rappresentazione cartografica. L'idrografia è una parte dell’idrologia, la scienza che studia il ciclo idrologico, ovvero la distribuzione, il movimento, la biologia e la chimica delle masse d'acqua del pianeta.
L’approccio all’analisi della risorsa idrica attraverso la valutazione delle componenti del ciclo idrologico è utilizzato in numerosi contesti, sia nazionali che internazionali [1] e costituisce il metodo più sintetico per analizzare il ciclo secondo lo schema DPSIR su un determinato territorio.
In Lombardia la raccolta sistematica, la validazione, l’archiviazione e la diffusione dei dati idrografici relativi alle acque presenti sul territorio alla scala regionale è affidata ad ARPA, l’ufficio che effettua le attività all’interno dell’Agenzia è l'U.O.C.Servizio Meteorologico e Rete Idro-Meteo regionale. Lo stesso ufficio fornisce servizi e svolge attività tecnico-scientifiche legate ai temi dell’idrologia, delle piene fluviali e degli usi delle acque.Per costruire gli indicatori del ciclo idrologico è stato necessario aggregare nello spazio e nel tempo i dati di monitoraggio rilevati puntualmente sulla regione mediante stazioni al suolo e rilievi satellitari.
L'utilizzo dei dati di monitoraggio idronivometeorologico di ARPA Lombardia, dei rilievi in campo e delle mappe del satellite Modis permette di calcolare alcuni indicatori di stato e di impatto delle componenti stesse sull’ambiente:
• per la precipitazione sono stati analizzati la precipitazione totale annua, il volume medio annuo degli accumuli nei laghi regolati e il volume medio annuo di accumulo nivale (indicatori di STATO);
• per l’evapotraspirazione è stato analizzato il bilancio idroclimatico, nel quale l’evapotraspirazione è sottratta alla precipitazione per valutare il fabbisogno irriguo potenziale delle colture (indicatore di IMPATTO);
• per il deflusso è stata analizzata la portata media annuale dei corsi d’acqua, ovvero la quantità di acqua che attraversa un determinato punto nel tempo (indicatore di STATO).
Per valutare gli indicatori nello schema DPSIR si sono utilizzati i criteri suggeriti dalla letteratura [2], ovvero li si è confrontati con se stessi calcolati negli anni precedenti, oppure con dei valori soglia di riferimento, che rappresentano le necessità degli utenti sulle quali lo stato della risorsa ha impatto.

Normativa

Con il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e dopo ulteriori passaggi legislativi, culminati nel DPCM 24/07/2002, gli uffici compartimentali del Servizio Idrografico e Mareografico e le relative competenze sono confluite nelle Regioni/Provincie autonome di competenza. Tale passaggio in alcune regioni è proseguito verso ARPA, in particolare in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria.
Il trasferimento di funzioni è stato accompagnato dal trasferimento delle reti di monitoraggio e delle banche dati. Nello stesso contesto è nato l'attuale Sistema di Allertamento di Protezione Civile per rischi naturali (Direttiva del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”) in una struttura organizzativa complessa nella quale concorrono sia il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale sia le Regioni e le Province autonome attraverso la Rete dei Centri Funzionali (uno per Regione, ed uno centrale presso il Dipartimento Nazionale). Ogni Centro Funzionale ha il compito di raccogliere i dati delle reti osservative e di elaborare la previsione sia in termini di evoluzione dei fenomeni attesi che di livelli di criticità sul territorio. Le reti di monitoraggio in telemisura trasferite pertanto dal Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale ad ARPA sono il nucleo iniziale del sistema di monitoraggio idrometeorologico con funzioni di presidio sul territorio per la difesa dai rischi naturali.
In Regione Lombardia il Centro Funzionale Regionale è stato attivato nel 2005: la Regione Lombardia è infatti autonoma in materia di allertamento ai sensi della DGR X/4599 del 17/12/2015. Le strutture di Arpa Lombardia che fanno parte del Centro Funzionale sono il Servizio Meteorologico e Rete Idro-Meteo regionale, il Centro di Monitoraggio Geologico, il Centro Nivo-Meteorologico.

Attivita' di Arpa

In Lombardia la raccolta sistematica, la validazione, l’archiviazione e la diffusione dei dati idrografici relativi alle acque presenti sul territorio alla scala regionale è affidata ad ARPA, l’ufficio che effettua le attività all’interno dell’Agenzia è l'U.O.C. Servizio Idrografico. Lo stesso ufficio fornisce servizi e svolge attività tecnico-scientifiche legate ai temi dell’idrologia, delle piene fluviali e degli usi delle acque.
ARPA rileva sistematicamente i dati idrologici di base dei corpi idrici lombardi mediante la propria rete idrometeorologica in telemisura, costituita da 61 stazioni idrometriche dislocate su tutto il territorio regionale ì, si appoggia ai dati raccolti da circa 200 stazioni meteorologiche e dal 2012 consta anche di 4 nuove stazioni per la misura diretta della portata in alveo in alcune sezioni cruciali ai fini della misura delle portate transitanti nella regione. I dati rilevati sono pubblicati sul web e possono essere visualizzati, sia nel tempo reale che nel tempo differito, mediante un portale cartografico. Il download si effettua mediante accesso al portale cartografico e alla pagina di richiesta.
I dati elaborati sono utilizzati per la redazione di report idrologici e di aggregazioni statistiche, anche su base cartografica:
- bollettini idrologici: descrivono l’andamento delle componenti del ciclo idrologico su orizzonte settimanale e mensile e, settimanalmente, lo stato delle riserve idriche lombarde;
- colmi di piena e portate di piena di fissato tempo di ritorno;
- linee segnalatrici di possibilità pluviometrica (Intensity Duration Curve).
Sul portale idrologico sono pubblicati anche alcuni dati cartografici di interesse per elaborazioni idrologiche (bacini imbriferi montani, Curve Number, ecc.).
In seguito al trasferimento delle funzioni di cui al D. Lgs. 112/1998 ARPA ha acquisito non soltanto le stazioni di rilevamento in telemisura, ma anche le stazioni storiche del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale situate sul territorio lombardo, nonché tutti i dati storici afferenti al Dipartimento di Milano. Il rilevamento dati delle stazioni storiche è affidato agli osservatori idrografici, che ancora oggi inviano i dati in formato cartaceo su carta diagrammata. ARPA ha ordinato, catalogato e inventariato tutti i dati idrologici storici acquisiti con il passaggio di competenze, e prosegue l’archiviazione ordinata. L’archivio storico idrologico nel 2012 ha ricevuto l’approvazione da parte della Sovrintendenza dei Beni Archivistici della Lombardia. E’ possibile consultare il contenuto dell’archivio direttamente online. Maggiori informazioni alla pagina dedicata all’archivio storico idrologico sul portale idrologico.
Arpa ha lavorato per ristrutturare e valorizzare il servizio idrografico raccogliendo e valorizzando anche l’eredità ricevuta dal SIMN, in particolare:
- nel 2005 ha riordinato e censito l’archivio cartaceo, che continua ad essere alimentato e che ha ottenuto nel 2012 l’approvazione della Sovrintendenza Archivistica come bene storico archivistico;
- nel 2007 ha integrato diversi archivi dati digitali in un’unica banca dati idrologica;
- dal 2007 ha internalizzato le misure di portata e l’elaborazione delle scale di deflusso;
- nel 2009 ha pubblicato un web-gis idrologico dal quale è possibile accedere gratuitamente in tempo reale a tutti i dati prodotti dall’ufficio;
- nel 2011 ha pubblicato l'aggiornamento relativo al periodo 1971-2010 della pubblicazione 17 su dati caratteristici dei corsi d'acqua lombardi (livelli, portate, colmi,...);
- nel 2012 ha pubblicato l'aggiornamento delle linee segnalatrici di possibilità pluviometrica;
- nel 2012 ha portato a compimento un progetto di ristrutturazione della rete idrometeorologica in telemisura, per adeguare la raccolta dati allo stesso standard qualitativo, nel quale si sono dismesse le stazioni divenute non necessarie e installate nuove stazioni, anche con tecnologie di rilievo innovative, divenute importanti a seguito dell’evoluzione del territorio.
- nel 2013 ha partecipato al Progetto "Nodo Idraulico Milanese" - Progetto di adeguamento della rete di monitoraggio remota e di sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni riguardante il rischio idraulico sull'area metropolitana milanese - installando nuove stazioni idrometriche in punti strategici del nodo idraulico e effettuando 29 misure di portata mirate alla definizione delle scale di deflusso.
- nel 2013 ha partecipato al Progetto "SIDROMET" - Piano di Sviluppo Idrometeo 2013-2015 - effettuando 89 misure di portata sulle stazioni idrometriche della rete regionale e aggiornandone le relative scale di portata. - nel 2013 ha portato a termine l'aggiornamento degli zeri idrometrici ribattendo le quote di tutte le aste presenti nella rete di monitoraggio idrologico regionale.
- Nel 2014 ha proseguito la partecipazione al Progetto "SIDROMET" - Piano di Sviluppo Idrometeo 2013-2015 - effettuando 207 misure di portata sulle stazioni idrometriche della rete regionale e aggiornandone le relative scale di portata.
- Nel 2014 ha partecipato al Progetto STRADA 2 “STRategie di ADAttamento ai cambiamenti climatici per la gestione dei rischi naturali 2.0" nell'ambito del Programma Operativo Interreg Italia Svizzera 2007-2013
-- Nel 2015 ha proseguito e concluso il Progetto "SIDROMET" - Piano di Sviluppo Idrometeo 2013-2015 - effettuando oltre 200 misure di portata sulle stazioni idrometriche della rete regionale e aggiornandone le relative scale di portata.
- Nel 2015 ha concluso Progetto STRADA 2 “STRategie di ADAttamento ai cambiamenti climatici per la gestione dei rischi naturali 2.0" nell'ambito del Programma Operativo Interreg Italia Svizzera 2007-2013

Analisi dell'anno

Il 2015 si attesta come l'anno meno piuovoso rispetto agli 8 precedenti con circa 24 milioni di mc precipitati. Di particolare interesse sono le precipitazioni nei mesi di novembre e dicembre praticamente assenti. Le scarsissime precipitazioni del periodo novembre-dicembre sono la principale causa dei valori annui molto bassi.
La riserva idrica invasata nei grandi laghi lombardi è stata superiore rispetto a quella del periodo asciutto degli anni 2005-2007, ma inferiore a tutti gli altri anni osservati.
Dato che la scarsità di afflussi si è registrata principalmente nel periodo novembre-dicembre, i livelli idrometrici di laghi e fiumi lombardi non hanno fatto registrare particolari eventi di piena. Nei laghi non si sono registrati superamenti delle soglie di regolazione e nei fiumi non sono stati raggiunti livelli idrometrici con tempi di ritorno pari o superiori ai 3 anni.
Le portate nelle sezioni monitorate lungo l'asta del Po hanno registrato nel 2015 valori di portata intorno alla media. Risultano infatti in linea con gli anni 2011 e 2012.
Il bilancio idroclimatico calcolato sui comprensori di bonifica lombardi mostra deficit irrigui significativi sulla maggiro parte dei comprensorii per il periodo della stagione irrigua. Solamente un comprensorio è risultato con un bilancio idroclimatico positivo.

Tipologia
Indicatore



Cronaca meteorologica mensile


Gennaio 2015 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche nel complesso stabili, con pochi giorni perturbati e con temperature, nell’insieme, leggermente superiori alle medie recenti. Complice di questa situazione è stato il perdurare, per la prima parte del mese, di una struttura anticiclonica atlantica che solo temporaneamente ha permesso il transito di nuvolosità sulle nostre regioni. Nella seconda parte del mese le correnti si sono fatte più vivaci, e generalmente da nord o nordovest, con 2 passaggi debolmente perturbati: un primo tra il 21 e il 22, ed un secondo, ad interessare maggiormente i settori orientali, tra il 29 ed il 31. Le temperature sono risultate leggermente superiori alle medie climatologiche recenti, in particolare nelle massime.
Febbraio 2015 ha mostrato caratteri invernali: nella prima decade del mese si sono avute diffuse nevicate anche al piano e temperature minime fino a -8°/-10°C in alcune aree della Pianura. Nella seconda parte del mese le condizioni meteorologiche sono state più stabili e, nel complesso, più miti grazie alla maggior vivacità del flusso occidentale, che ha altresì permesso il transito di rapide perturbazioni, ma ha impedito l’ingresso di aria più fredda da nordest. Come detto la fase più perturbata del mese si è registrata ad inizio mese quando, tra il 5 e il 6, la neve ha fatto la sua comparsa anche in Pianura: localmente significativa sulla pianura centrale Lombarda. In queste due giornate si sono localmente raggiunti i 30/40 cm di accumulo al suolo sua alcune aree delle province di Cremona, Mantova. Come già accennato la fase più fredda del mese, come nelle attese, si è registrata nella prima decade quando si sono diffusamente raggiunti i -4°/-6°C di temperatura minima in pianura sia nelle giornate che hanno preceduto la fase perturbata del 4-6 febbraio, sia nelle giornate successive. Nel complesso le temperature minime mensili medie si sono attestate, in pianura, tra i -1° e i 2°C e sono, quindi, state comprese nelle medie di riferimento recenti. Le temperature massime mensili medie, sempre in pianura, si sono attestate tra 8° e 10°C, quindi in linea con le medie climatologiche recenti.
Marzo 2015 non ha mostrato una circolazione con caratteri particolarmente differenti rispetto ai mesi che lo hanno preceduto. Come gennaio e febbraio 2015 è risultato abbastanza mite, mentre sotto il profilo pluviometrico è risultato essere un mese nella norma. Anche per marzo 2015 non si riesce ad individuare una struttura circolatoria dominante e a periodi di maggiore stabilità, per la presenza di un promontorio anticiclonico, si sono alternati fasi più instabili per l’ingresso di aria più fresca da nord-ovest o da nord-est. Le temperature medie del mese sono state nel complesso nella norma. Il giorno più fresco (con le massime più contenute) è in genere stato il 16 marzo in concomitanza del transito di un’attiva perturbazione con cielo quasi ovunque coperto per l’intera giornata: 7.2°C a Castello d’Agogna-PV, 7.8°C a Corsico-MI. Le giornate più calde (quindi con le massime più significative) sono state, in genere, le ultime 2 giornate del mese, in concomitanza della rimonta anticiclonica di una struttura di origine africana con aria mite a tutte le quote e locali effetti di foehn il 31: 25.1°C a Milano e Castello d’Agogna il 31.
Ad aprile, dopo alcune giornate nuovamente fresche ad inizio mese, si è assistito ad un graduale aumento delle temperature a partire dal l’8, mentre le precipitazioni sono risultate, nel corso di tutto il mese, in genere inferiori alla norma. Per quanto riguarda le precipitazioni va segnalato che tra il 4 e il 5 del mese, sebbene i fenomeni siano risultati poco significativi, la neve ha rifatto la sua comparsa fino a 1000/1100 metri. Successivamente il mese è proseguito asciutto fino a venerdì 17 quando una debole perturbazione ha portato esegui fenomeni su tutta la regione tra la giornata del 17 ed il 18. Successivamente qualche pioggia ha nuovamente interessato la regione tra il 25 ed il 26 ma solo i passaggi perturbati avvenuti tra il 27 ed il 30 di aprile hanno apportato precipitazioni di una certa consistenza, in particolare sui settori occidentali. Come detto la fase più fresca del mese si è registrata all’inizio, mentre la fase più calda di aprile si è registrata tra il 13 ed il 15 con massime, in pianura e nei fondovalle alpini, localmente fino a 27°/28°C (28.5°C ad Arconate-MI il 14, 28.3°C a Caiolo-SO il 13).
Maggio ha avuto un andamento regolare, con precipitazioni ben distribuite nel corso del mese e temperature nel complesso comprese nelle medie climatologiche con un poco di caldo solo tra il 10 e il 14 e poi tra il 18 e il 19, quando sulla regione si sono raggiunti fino a 29°/31°C sulla pianura e nei fondovalle alpini e prealpini (28.7°C a Capo di Ponte-BS il 14, 29.3°C a Pavia il 10, 30.4°C a Mantova il 18). Come si diceva le precipitazioni sono state al più nella norma sebbene localmente sui rilievi, e l’alta pianura, le precipitazioni siano state superiori alle medie recenti. La prima parte del mese è stata più asciutta della seconda ed in particolare assai piovoso è stato il periodo tra il 15 ed il 21 del mese con valori che sui rilievi centrali ed occidentali hanno localmente raggiunto (come precipitazione cumulata dei 6 giorni) i 160/200 mm (197.2 mm a Laveno-VA, 163 mm a Montemezzo-CO, 156.6 mm a Valmasino-SO).
Il mese di giugno è stato complessivamente favorevole allo sviluppo vegetativo, solo la prima “ondata di calore” assai precoce (tra il 4 e il 9) aveva fatto temere per un mese già pienamente estivo, ma così non è stato nella seconda e terza decade del mese. Nel periodo sopracitato (4-9 giugno) le temperature massime hanno localmente raggiunto i 34°/36°C in pianura e nei fondivalle (33.4°C a Fortunago-PV il 6, 34°C a Capo di Ponte-BS il 4, 34.2°C a Bergamo il 6, 35.9°C a Cremona il 6), valori quindi di 7°/9° superiori alle medie climatologiche recenti. Successivamente, dal 10, le temperature si sono gradualmente “ridimensionate” grazie all’ingresso di aria fresca nord-atlantica. A partire dal 12 giugno temperature minime e massime sostanzialmente nella norma. Le precipitazioni totali mensili sono state contenute, ma non molto inferiori alle medie climatologiche. Come nelle attese, le aree nord occidentali sono quelle che hanno visto le maggiori precipitazioni mensili e gran parte degli apporti precipitativi, sottoforma di temporali o rovesci, si sono avuti tra lunedì 8 e lunedì 15.
In Lombardia luglio 2015 è stato il più caldo degli ultimi 25 anni, ovvero dall’ inizio delle rilevazioni da parte del servizio meteorologico di Arpa Lombardia. Le temperature massime medie sono state di 5°/6°C superiori alle medie recenti e cioè comprese, in pianura, tra i 34°C e i 36°C a fronte di una media per il mese di luglio compresa tra 29°e 31°C. I giorni più caldi sono stati il 22 e 23 quando le temperature massime in pianura hanno raggiunto in maniera diffusa i 37°/38°C, e valori fino a 31°/33°C fino a 1100/1300 metri su Alpi e Prealpi (39°C a Busto Arsizio-VA, 38.9°C a Brescia, 38.6°C a Persico Dosimo-CR, 33.4°C a Cavargna-CO il 23 e 31.4°C a Castione della Presolana-BG il 23). Il giorno relativamente più “fresco” è stato il 31, che risulta essere anche l’unico giorno del mese in cui i valori massimi in pianura si sono diffusamente attestati al di sotto dei 30 °C (e compresi al più tra 27° e 29 °C). Particolarmente elevate anche le temperature minime che in pianura si sono attestate mediamente tra i 20° e i 22°C raggiungendo, nelle giornate più calde e nei centri urbani, anche i 25°/27°C. Nel mese precipitazioni scarse sulla pianura, in poche giornate con fenomeni: le sole giornate con precipitazioni più diffuse (ed in alcuni casi comunque deboli) sono state il 3, il 24, il 25 e il 27 e il 29. Sui rilievi precipitazioni mensili complessivamente più organizzate, ma nella maggioranza dei casi inferiori alle medie recenti (65.4 mm a Varese, 61 mm a Bormio-SO, 50.6 mm a San Giovanni Bianco-BG).
Ad agosto le temperature hanno avuto un andamento più irregolare rispetto a luglio, ma anche in questo mese sono risultate nel complesso un poco superiori alle medie. Le fasi caratterizzate dalle maggiori anomalie positive, in entrambi i casi legate alla espansione di un anticiclone NordAfricano, si sono avute a cavallo tra la prima e la seconda decade del mese (5/13 agosto) e nell’ultima decade (27/31). In questi giorni si sono raggiunti, in pianura, fino a 36°/38°C (38.3°C a Bargnano-BS l’8, 37.9°C a Persico Dosimo-CR l’8, 37°C a Sarnico-BG il 13, 36.6°C a Mantova il 30 e il 31). Le piogge sono state contenute sulla pianura (14.6 mm a Soncino-CR, 18.8 mm a Mantova, 34.6 mm a Lodi, 50 mm a Bergamo), più abbondanti, ma sempre irregolari, sui rilievi (244.4 mm a Foppolo-BG, 120.6 mm a Laveno-VA, 97.8 mm a Edolo-BS).
Settembre ha rappresentato un tardivo proseguimento dell’estate (come ormai sembrano indicarci gli andamenti climatologici recenti), con temperature elevate e massime medie mensili diffusamente superiori a 25°/26°C in Pianura e precipitazioni modeste sulla Pianura, localmente abbondanti sui rilievi. Particolarmente calda è risultata la prima parte del mese con valori estivi i primi quattro giorni del mese, tra il 12 e il 14 e nuovamente il 17 (33.7°C a Gambara-BS l’1, 33.3°C a Bigarello-MN l’1, 31.5°C a Cavenago d’Adda-LO il 17, 26.2°C a Varzi-PV il 14). Anche le minime sono risultate assai miti e solo in tre giornate (il 6, il 24 e il 30) sono scese diffusamente, anche al piano, sotto i 10°C. Come detto, le precipitazioni, a causa della stabilità atmosferica sono ancora stati legati ad un pattern estivo e per questo sono state assai irregolari ma in genere sotto la media in pianura, nella media, o più facilmente sopra la media, sui rilievi (29 mm a Cremona, 38 mm a Voghera-PV, 45 mm a Manerbio-BS; 322 mm a Cavargna-CO, 268 mm a Passo S.Marco-BG, 233 mm a Samolaco-SO).
Ad ottobre la situazione meteorologica è parzialmente mutata, con precipitazioni meglio distribuite, e già significative nei primi giorni, ma temperature ancora superiori alle medie. Il periodo più mite del mese si è avuto tra il 7 e l’11 con valori delle temperature massime in pianura fino a 25°/26°C (26.1°C a Mantova l’8, 25.6°C a Manerbio-BS l’8, 25.5°C a Caiolo-SO il 7). Ancora a fine mese si sono però, raggiunti i 20°/21°C sulla pianura e nei fondivalle (21.4°C a Cremona il 30, 21.3°C ad Arconate-MI il 30, 20.3°C a Samolaco-SO il 26). Minime contenute, ma comunque ovunque superiori a 0°C sulla pianura, si sono avute tra il 21 e 22 del mese (0°C a Caiolo-SO il 21, 1.8°C a Cavenago d’Adda-LO e Castello d’Agogna-PV il 22, 2.9°C a Casalbuttano-CR il 22). Come accennato, le precipitazioni sono state abbastanza ben distribuite nel corso del mese e nel complesso nella norma mensile o leggermente superiore ad essa. A metà mese, tra il 15 e il 16, la quota neve è localmente scesa fino a 1000/1100 metri e questo prima della fase più stabile del mese (sostanzialmente priva di precipitazioni) registrata tra il 17 e il 27 ottobre.
Il mese di novembre si è aperto con condizioni di tempo stabile, ma relativamente fresco, che ha “lasciato il passo” ad una fase via via più mite, ma sempre stabile, dal giorno 4, per l’espansione e il consolidamento di una struttura anticiclonica di origine Nord-Africana. In quota si sono registrate temperature molto elevate tanto che lo zero termico per diversi giorni, tra il 7 e il 12, ha raggiunto o superato i 4000 metri (quota più tipica di giugno che di novembre). I giorni più caldi del mese sono stati quelli tra l’8 e l’11 con temperature massime che nelle stazioni di montagna hanno superato le medie attese anche di 11°/13°C (20.9°C a 1680 metri a Foppolo-BG il 10; 23.2°C a 1225 metri a Bormio-SO l’8; 23.7°C ai 1100 metri di Cavargna-CO il 10; 24.4°C ai 500 metri di Varzi-PV l’8). In pianura le cose non sono andate in modo molto diverso rispetto ai rilievi e le anomalie nelle temperature massime, nello stesso periodo, si sono attestate attorno a 5°/6°C: 23.1°C a Monzambano-MN l’8, 22.9°C a Osnago-LC l’8, 22.8°C a Cremona il 10, 22.7°C a Milano il 10. Le temperature si sono riportate su valori più simili alle medie attese solo a partire dal 14, sebbene la presenza di una marcata inversione termica ha fatto sì che sui rilievi le temperature risultassero ancora miti fino al 20. Solo nell’ultima decade le temperature, sia sui rilievi che al piano, sono risultate prossime alle medie. Da segnalare anche il significativo deficit di precipitazioni del mese. In alcune aree della regione le precipitazioni mensili sono risultate sostanzialmente nulle (0.2 mm a Castello d’Agogna-PV, 0.8 mm a Caiolo-SO, 1.2 mm a Varese) e anche ove sono state più organizzate non hanno superato i 30 mm totali (30.4 mm a Sarnico-BG, 24.6 mm a Cremona, 21.6 mm a Sermide-MN). Ricordiamo che in Lombardia il mese di novembre è uno dei mesi più piovosi dell’anno o il mese più piovoso dell’anno.
Dicembre ha, nel complesso, riproposto i caratteri già registrati a novembre: temperature tiepide - in particolare in montagna e nelle prime due decadi - e precipitazioni mensili nulle o scarsissime. Le precipitazioni, come detto, sono state su gran parte della regione quasi nulle ed al più legate alle deboli pioviggini registrate tra il 21 e il 24. Le aree con precipitazioni superiori ai 5 mm totali mensili (ma inferiori ai 15!) si ritrovano sulla pianura centrale ed orientale oltre che in provincia di Pavia (11.8 mm a Voghera-PV, 9.4 mm a Crema-CR, 5.6 mm a Manerbio-BS). Le temperature, più che nel mese precedente, sono state caratterizzate da una spiccata inversione termica e sui rilievi la fase più calda del mese si è registrata ad inizio periodo, l’1 e il 2, e poi tra il 19 e il 20 (16.2°C a Bema-SO l’1, 11,7°C a Passo S.Marco-BG il 2, 14°C a Bormio-SO il 19, 13.5°C a Castione della Presolana-BG il 20). Al piano le temperature massime più elevate, e localmente fino a 17°/18°C, si sono registrate il giorno 1: 18.1°C a Colico-LC, 17.4°C a Somma Lombardo-VA. Successivamente, in particolare sulla bassa pianura, si sono registrate alcune giornate caratterizzate da significativa inversione termica con massime anche sotto i 5°C (4°C a Voghera il 4, 3.3°C a Mantova il 12 e a Soncino-CR il 3, 2.2°C a Brescia il 28, 2°C a Castello d’Agogna-PV il 28).

METEO EXPO2015: il servizio meteo su misura realizzato da Arpa Lombardia per l’evento


Da maggio a ottobre 2015 Milano ha ospitato l'Esposizione Universale EXPO2015. Come noto, dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno sulla regione sono probabili fenomeni meteo ad alto impatto come, ad esempio, temporali, forti raffiche di vento e ondate di calore. Per questo il servizio meteo pubblico gestito da ARPA Lombardia ha affiancato il Comitato Organizzatore per affrontare i rischi legati tempo e per pianificare le attività EXPO con l’obiettivo di tutelare la sicurezza degli ospiti e delle strutture.



Il servizio attuato si è ispirato al paradigma del “seamless service”, ovvero alla produzione e alla trasmissione di un flusso di informazioni ad uso dell’utente che non avesse discontinuità nel tempo muovendosi dal passato (i dati storici, la statistica climatologica, ciò che è accaduto), passando dal presente (le misure, le osservazioni in tempo reale, ciò che accade) arrivando al futuro (la previsione meteorologica ai diversi orizzonti temporali, ciò che accadrà).
Il progetto è stato avviato con la convinzione che iniziative di questo tipo siano un’opportunità per guidare lo sviluppo di un Servizio Meteorologico Regionale. A distanza di tempo questa intuizione è stata confermata e nuove attività sono state effettuate anche sulla base di questa esperienza.
Si è dimostrata l’importanza fondamentale di continuare a imparare in modo da essere in grado di soddisfare le esigenze degli utenti: questa esperienza ha influenzato l'atteggiamento dei nostri previsori, migliorandolo. I meteorologi infatti non sono immuni dalla "routine", ma il servizio per EXPO ha stimolato la capacità di dare all'utente informazioni "utili" e "utilizzabili" (rigorose, precise, comprensibili,. ..). Inoltre, i meteorologi hanno guadagnato esperienza nel nowcasting.
Si è avuta anche una riprova dell’importanza del rapporto diretto con l’utente. Egli spesso non chiede il servizio solo perché quello che il servizio standard offre non è coerente con le sue esigenze; occorre quindi far emergere la domanda di servizio e costruirlo con lui: non è sufficiente proporgli dei prodotti, egli deve essere addestrato al loro uso e occorre mantenersi a disposizione per qualsiasi richiesta.
Questa attività è stata inoltre un banco di prova utile per lo sviluppo di un servizio per una delle aree urbane più grandi e densamente popolate in Italia e in Europa. È stata un'ottima occasione per sperimentare l'utilità di introdurre nella meteorologia operativa sistemi integrati di nowcasting e di allarme precoce automatizzato e in generale l'importanza dell’automazione dei processi e della capacità di utilizzare le informazioni senza intermediari. In altre parole l'utente deve essere messo in condizione di accedere alle informazioni direttamente e facilmente. Ma, allo stesso tempo, si è consolidata l'idea che il meteorologo sia ancora necessario, con un ruolo che evolve e si sposta sempre più verso l'utente.


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