Data pubblicazione: OTTOBRE 2017

Introduzione

Il Centro Monitoraggio Geologico (CMG) nasce nell’autunno 1987 a seguito degli eventi calamitosi occorsi in Valtellina durante la precedente estate, col fine di controllare i maggiori dissesti nel territorio lombardo. Fino al 2003 il Centro è stato alle dirette dipendenze di Regione Lombardia, successivamente, in virtù delle funzioni assegnate dalla Regione con la Legge 16/99, viene trasferito ad ARPA Lombardia.
Il Centro Monitoraggio Geologico è ubicato presso la Sede Territoriale della Regione Lombardia di Sondrio ed è attivo 7 giorni su 7 negli orari d’ufficio (con tecnici reperibili h24) e in caso di necessità, a seguito di pre-allarme o allarme meteo o per segnalazioni provenienti dalla rete di monitoraggio geotecnico, può organizzare un presidio continuativo.
Le tecniche di monitoraggio, sia automatiche che manuali, comprendono misurazioni su diversa strumentazione: geotecnica (estensimetri, distometri, assestimetri, inclinometri e piezometri), idrometeorologica (precipitazione, temperatura, livello idrometrico), topografica (mire ottiche, gps) e radar.
I dati di monitoraggio raccolti via radio, Gprs, Satellite o manualmente vengono analizzati, validati e pubblicati sul sito internet del Centro, dove è possibile la consultazione degli stessi.
Periodicamente viene pubblicato dal Centro un rapporto riassuntivo dei dati rilevati nelle varie aree. Tutto il materiale prodotto e raccolto sui dissesti monitorati è consultabile presso la Biblioteca del Centro di Monitoraggio Geologico di Sondrio.

Attivita' di Arpa

Attività principe dell'Agenzia in questo campo, risulta essere il presidio delle aree franose fonte di maggior pericolo per le attività umane attraverso la raccolta e l’analisi di dati trasmessi in tempo reale dai sensori posti sul territorio e di dati raccolti manualmente attraverso periodiche campagne di misura.
Come dettato dalla Delibera di Giunta Regionale VIII/8753 del 22 dicembre 2008 e specificato dal “Disciplinare operativo dei servizi di assistenza meteorologica e monitoraggio meteorologico, idrologico, geotecnico, nivologico e degli incendi boschivi a supporto delle attività di previsione e prevenzione dei rischi” approvato da Regione Lombardia, il CMG è incaricato di segnalare l’insorgere di situazioni a rischio idrogeologico alla Sala Operativa di Regione Lombardia per l’eventuale attivazione di piani d’emergenza.
Sulla base di accordi e protocolli di intesa pluriennali, il personale del Centro effettua attività per conto di Regione Lombardia su dissesti nel territorio regionale.
Data l’alta specializzazione raggiunta negli anni di attività, i tecnici del CMG eseguono sopralluoghi ai fini della valutazione dei sistemi di monitoraggio geologico ed eseguono la progettazione e la direzione lavori per la realizzazione delle nuove reti.


Carta della densità di frana della Regione Lombardia (2003) – Fonte: ARPA Lombardia


Tipologia di attività franosa – Fonte: ARPA Lombardia

Analisi dell'anno

In data 18 gennaio 2016 sono stati consegnati i lavori di integrazione e manutenzione (ordinaria e straordinaria) del sistema di monitoraggio della frana in sinistra della frana in sinistra del fiume Chiese in Comune di Idro (BS) di cui al progetto esecutivo approvato con Decreto del Direttore Generale di ARPA Lombardia n. 760 del 30.12.2015. Nello specifico, i lavori hanno prevedono la riperforazione di tre inclinometri che nel corso degli anni, a seguito dei movimenti del corpo di frana, si sono interrotti, e la perforazione di un nuovo foro inclinometrico a monte dell’area finora monitorata profondo 100 metri. Tali fori verranno poi strumentati con sonde inclinometriche automatiche con trasmissione dei dati "near real time". La rete di monitoraggio profondo sarà inoltre completata con la perforazione di ulteriori due verticali da attrezzare con due colonne inclinometriche multiparametriche con trasmissione dei dati alla sala operativa del Centro Monitoraggio Geologico. Il progetto prevede inoltre la posa di n. 5 ricevitori GPS nell’area in frana e di un master di riferimento con acquisizione in continuo e trasmissione "near real time" dei dati al CMG, l’installazione di un nuovo pluviometro e di una nuova stazione di acquisizione e la realizzazione di un nuovo cavidotto di alimentazione. Ogni sensore trasmetterà i dati alla stazione di acquisizione via "wireless", eliminando così i cablaggi esistenti.
Nel mese di gennaio è stato pubblicato sul sito Arpa Lombardia nella sezione dedicata al Progetto Val Pola il bollettino n°10 "Monitoraggio Ambientale connesso agli interventi eseguiti nell` area della Val Pola", aggiornato al 31 dicembre 2015. Il bollettino, redatto dal Centro Monitoraggio Geologico, riguarda il progetto di riassetto idrogeologico, in particolare la componente acqua, l’ecosistema acquatico, la qualità dell’aria, la componente meteo-climatica, la caratterizzazione acustica, il monitoraggio geotecnico ed idrologico, l’ecosistema vegetazionale e faunistico e il telerilevamento dell’area. Risalta la mancanza di pioggia nei mesi di novembre e dicembre 2015 in cui la cumulata pluviometrica è stata di soli 2,4 cm (durante gli stessi mesi nel 2014 erano precipitati 160,1 cm di pioggia). Le misure distometriche, inclinometriche e GPS svolte dai tecnici del CMG presso l’area di frana nel 2015 non hanno evidenziato movimenti significativi.
Nel mese di febbraio sono iniziate la attività di manutenzione preventiva relative al primo semestre 2016 delle reti di monitoraggio geologico dei dissesti in Regione Lombardia; tali attività verranno effettuate dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto da CAE S.p.A. e Field S.r.l. mentre si è concluso il contratto con la ditta IeC Italia S.r.l. Per mantenere in perfetta efficienza la strumentazione utilizzata per il monitoraggio geologico in tempo reale dei dissesti sono infatti previsti due interventi di manutenzione preventiva annuali. L’attività è fondamentale per garantire la certezza della misurazione degli spostamenti dei dissesti controllati e di conseguenza per l’allertamento di Protezione Civile.
In data 4 marzo, durante i lavori di integrazione e manutenzione del sistema di monitoraggio della frana di Idro (BS), è stata installata dalla ditta C.S.G. S.r.l. in un nuovo foro la colonna inclinometrica DMS (Differencial Monitoring of Stability), precedentemente rimossa il 15 gennaio u.s. Tale intervento si era reso necessario per la sostituzione di alcuni moduli danneggiati a causa di fulminazione indiretta. La nuova colonna DMS è ora costituita da 17 moduli dotati di sensori inclinometrici ed uno di misurazione del livello piezometrico ed è in grado di acquisire in automatico in "near real time" i dati di movimento del corpo franoso e trasmetterli alla sala operativa del CMG.
A seguito di procedura di gara aperta per l’affidamento del servizio di modellazione geotecnica ed individuazione delle soglie di criticità in alcune aree di frana monitorate dal CMG di ARPA quali Val Genasca e Gallivaggio (Comune di San Giacomo Filippo, SO), Monte Letee (Comune di Sueglio, LC), Idro (Comune di Idro, BS) e Pal (Comune di Sonico, BS), nella seconda metà di marzo sono stati sottoscritti i verbali di avvio attività. Gli incarichi prevedono, per le aree oggetto di studio, l’analisi dei dati e della documentazione esistente, la definizione del modello geologico della frana, la definizione degli scenari e, con riferimento al modello geologico delineato, l’individuazione di soglie a criticità crescente.
Nel mese di maggio l’esperienza del Centro di Monitoraggio di ARPA Lombardia è stata oggetto del seminario tenutosi all’interno del Corso di Geologia Applicata della Laurea triennale di Ingegneria Civile e Ambientale presso il Politecnico di Milano, sede Territoriale di Lecco (a. A. 2015/16); il giorno 12 il responsabile del Centro ha illustrato agli studenti metodi e strumenti di monitoraggio geologico utilizzati in Lombardia.
La parete rocciosa che sovrasta il Santuario di Gallivaggio e la SS 36 a San Giacomo Filippo (SO) è sotto osservazione dal 2011, quando, su richiesta di Regione Lombardia, Il Centro di Monitoraggio Geologico (CMG) di ARPA Lombardia ha avviato un monitoraggio conoscitivo attraverso campagne periodiche di monitoraggio radar e, dal 2012, con l’installazione di alcuni estensimetri per il controllo delle principali fratture. I dati raccolti da allora hanno permesso di registrare movimenti annui di ordine centimetrico in alcune aree della parte più alta della parete. In considerazione di ciò, il CMG ha progettato e avviato nel mese di giugno un monitoraggio con radar da terra e trasmissione dei dati in tempo reale. Il sistema prevede il confronto fra differenti immagini radar acquisite in tempi successivi e quindi, mediante la tecnica interferometrica, l’analisi dei movimenti rilevati. Precisione ed accuratezza della strumentazione installata permettono di analizzare con buona affidabilità movimenti millimetrici. Inoltre, entro un anno si concluderà lo studio di modellazione geologico-geotecnica della parete che permetterà ad ARPA di acquisire ulteriori informazioni sulla cinematica, ossia le modalità del movimento della parete di Gallivaggio.
Gli intensi fenomeni piovosi del mese di giungo che hanno colpito la Valtellina, Valchiavenna e l’alto Lario hanno riattivato il movimento delle frane di Madonnina Macialli in Comune di Gera Lario (CO) e del Ruinon in Comune di Santa Caterina Valfurva (SO). La situazione che desta maggiore preoccupazione è quella della frana del Ruinon: monitorato da una fitta rete di estensimetri automatici, due stazioni meteorologiche e un sistema interferometrico radar terrestre, i dati pervenuti al centro hanno messo in moto tutte le procedure previste per garantire il costante controllo della sua evoluzione, attivando il presidio continuativo del Centro Monitoraggio Geologico, 24ore/giorno, dal 17 giugno. I tecnici del Centro hanno, inoltre, effettuato tre campagne di misura manuali, per fornire un quadro ancora più preciso della situazione e nella mattinata di oggi hanno effettuato un sorvolo sull’area in movimento
Dal 2006 ARPA pubblica i risultati del monitoraggio delle componenti ecosistemiche ed ambientali dell’area della Val Pola. Gli obiettivi del piano di monitoraggio riguardano la descrizione e valutazione di possibili cambiamenti ambientali in un’area di circa 5 kmq, comprendenti l’ecosistema acquatico, la qualità dell’aria, la componente meteo-climatica, la caratterizzazione acustica, l’ecosistema vegetazionale e faunistico, il telerilevamento, la vitalità dei popolamenti forestali e il monitoraggio geotecnico e idrologico. Il Centro di monitoraggio Geologico di ARPA Lombardia dal 1987 si occupa della strumentazione geotecnica e meteorologica installata nell’area di frana. Attualmente la rete di monitoraggio è costituita da estensimetri automatici con trasmissione dei dati in tempo reale, una stazione meteorologica automatica, caposaldi GPS, tubi inclinometrici e basi distometriche a lettura manuale. Sono inoltre gestite dal Centro tre sensori idrometrici di fondovalle posizionati a monte e a valle dell’area del dissesto. Il bollettino n°11 è scaricabile nell’area download, sezione "Progetto Val Pola", del sito di ARPA Lombardia da fine agosto 2016.
In relazione alla richiesta da parte dell`ISPRA per l’effettuazione di attività di supporto al DICOMAC di Rieti in relazione al terremoto nel territorio provinciale per la valutazione del contesto idrogeologico e di sicurezza dei siti di ubicazione dei Moduli Abitativi Provvisori e dei moduli Educativi (Scuole), nonché della eventuale attivazione o riattivazione di dissesti noti. Il geologo Andrea Pavan del CMG è stato nel mese di settembre nelle aree interessate dal terremoto, unitamente ad un collega del dipartimento ARPA di Varese. Le attività svolte nei primi giorni di missione hanno riguardato la verifica, il censimento e la definizione la pericolosità delle numerose frane presenti lungo la sede della Strada provinciale ex Salaria in località Grisciano nel Comune Accumuli e la definizione, sotto l’aspetto geologico e in termini di risposta sismica sito specifica, di una importante frana che ha interessato il versante tra il paese di Pescara del Tronto e la SS 4 Salaria.
Nel mese di novembre il Centro di Monitoraggio Geologico si è dotato di nuova strumentazione per le indagini profonde. Sono infatti state acquisite una videocamera da pozzo e un ecometro per misure TDR (Time Domain Reflectometer). La videocamera, con cavo da 150 metri e resistente a una pressione di 15 bar, permette di eseguire ispezioni in tubi inclinometrici e in tutti i tipi di pozzi e fori di sondaggio, allo scopo di osservare sia gli eventuali danneggiamenti alla strumentazione installata sia la presenza di particolari condizioni quali venute d’acqua o la litologia nei fori non rivestiti. L’ecometro misura le deformazioni lungo un cavo elettrico di tipo coassiale posto parallelamente a un tubo inclinometrico, in genere fissato all’esterno di esso. L’utilizzo delle nuove attrezzature permetterà al personale del Centro di controllare in maniera ancor più approfondita e persistente le deformazioni profonde nei corpi di frana.
È stato presentato ai primi di dicembre nella sede regionale di Lecco, il progetto ARMOGEO attraverso il quale, entro il 2018, ARPA Lombardia includerà nella rete gestita dal proprio Centro di Monitoraggio Geologico 15 ulteriori strumentazioni di controllo delle frane dislocate nel territorio lombardo. ARMOGEO è il più importante progetto di questo tipo mai avviato finora a livello nazionale e coinvolge 15 Comuni e 8 Comunità montane nelle 6 province di Sondrio, Como, Lecco, Bergamo, Brescia e Pavia, portando entro il 2018 a 42 il numero totale di reti gestite dal Centro di Monitoraggio Geologico regionale dell’Agenzia. Il progetto ha previsto una prima fase di ricognizione di tutta la strumentazione che, dal 2000 al 2013, era stata gestita direttamente dai Comuni in maniera disomogenea. La ricognizione ha comportato un impegnativo lavoro di ricostruzione dei dati pregressi, non sempre disponibili, e l’individuazione di una trentina di reti su cui effettuare approfondimenti. Rispetto a questo elenco di oltre 30 reti, in base a precisi criteri tecnici, Regione ha selezionato 15 siti su cui intervenire in via prioritaria. Dal 2014, queste reti sono state inserite nel progetto ARMOGEO e acquisite attraverso apposite convenzioni con i Comuni e/o i proprietari privati dei terreni in cui si trovano. Da dicembre 2015 è iniziata la fase di adeguamento e potenziamento tecnologico delle strumentazioni che entreranno via via a far parte a pieno titolo della rete di monitoraggio regionale. Da giugno 2016, sono già attive le reti di Catasco (CO) e Paisco (BS). Al fine di sviluppare un’unica rete regionale integrata, Regione Lombardia ha stanziato 4.500.000 euro, introducendo - con l`art. 6 comma 9 e 10 della LR5/2013 di modifica alla legge istitutiva della Agenzia - la possibilità per ARPA di acquisire sistemi di monitoraggio geologico già esistenti sul territorio lombardo e gestiti da altri enti. Il fitto cronoprogramma di ARMOGEO impegnerà i tecnici del CMG, in affiancamento al RTI (raggruppamento temporaneo di imprese) al quale sono stati affidati con i lavori, fino alla fine del 2018.Tutte le reti di monitoraggio nelle varie aree di dissesto saranno messe in grado di inviare il dato alla sala operativa del CMG tramite almeno due differenti mezzi trasmissivi (GPRS, Satellite, Radio) per garantire la ricezione costante del dato e, grazie ad apposite modellazioni, verranno individuate soglie di pericolosità finalizzate all`allarmistica in un totale di 22 aree su 42.L`adeguamento tecnologico, inoltre, prevede l`utilizzo strumentazione di alto livello, quali il DMS (già attivo in Val Genasca), ossia una colonna inclinometrica che misura in continuo gli spostamenti e la presenza di acqua nel versante di frana, l`interferometria satellitare, il controllo continuo dei movimenti con l`acquisizione dei dati in near real time e, infine, l`ulteriore efficientamento del sistema informatico dedicato per garantire il processamento h24 e l`archiviazione dei dati in totale sicurezza. All’incontro di oggi, a cui hanno partecipato fra gli altri rappresentanti delle province di Como, Lecco e Sondrio, delle Comunità montane e dei Comuni interessati, è stata illustrata in particolare la situazione relativa a 9 dissesti, 5 dei quali in territorio Lecchese (Bedolesso e Monte Piazzo - Dorio, Bindo Rossiga - Cortenova, Noceno - Vendrogno, Rialba - Abbadia Lariana), 2 nel Comasco (Catasco - Garzeno, San Nazzaro in Valcavargna) e 2 in provincia di Sondrio (Monte Mater, Val Dagua - Torre Santa Maria).
A seguito delle nuove scosse di terremoto del 30 ottobre 2016 che hanno colpito i territori umbro-marchigiani, ISPRA ha richiesto la disponibilità di personale a supporto delle attività del Di.coma.C (Direzione Comando e Controllo) della Protezione Civile con sede a Rieti. Il Centro Monitoraggio Geologico pertanto ha collocato sul posto, nella settimana dal 4 al 11 dicembre 2016, il dr. Geologo Dennis Bonetti. Questi insieme ad un collega di ARPA Toscana (Dipartimento di Pisa), i tecnici di ISPRA e del Dipartimento di Protezione Civile, ha verificato l’idoneità dal punto di vista geologico di alcuni siti per l’installazione di moduli SAE (Strutture Abitative di Emergenza) e MUSP (Moduli ad Uso Scolastico Provvisori) nei comuni di Norcia (PG), Cessapalombo (MC), Acquacanina (MC), Camporotondo di Fiastrone (MC), Pievebovigliana (MC), Fiordimonte (MC), Loro Piceno (MC) e Ripe San Ginisio (MC). Inoltre, durante i numerosi sopralluoghi nelle aree di interesse geologico, si è presa visione della situazione sulla strada di collegamento Norcia-Castelluccio di Norcia (interessata da importanti fenomeni di crollo che hanno determinato la sua chiusura al traffico) e sulla S.P. 209 in Val Nerina dove una frana caduta tra Visso (MC) e la sua frazione Molini ha coinvolto la sede stradale determinando l’esondazione del Nera.
Analogamente a quanto presentato lo scorso 5 dicembre presso la sede STer di Lecco, il 17 dicembre è stato illustrato presso il dipartimento ARPA di Bergamo il progetto ARMOGEO attraverso il quale ARPA Lombardia includerà nella rete gestita dal proprio Centro di Monitoraggio Geologico 15 ulteriori reti di monitoraggio a controllo di diversi dissesti dislocati sul territorio lombardo.
Il Centro Monitoraggio Geologico, nell’ottica di migliorare le reti esistenti, nel mese di dicembre ha integrato le centraline di acquisizione dei dati delle due colonne inclinometriche multiparametriche DMS® a controllo della frana in frazione di Valle in Comune di Saviore dell’Adamello (BS), installando dei sistemi di trasmissione dati anche con tecnologia satellitare. Tale tecnologia, che oggi sta avendo sempre maggior diffusione, viene utilizzata come supporto alle reti di comunicazione sotto forma di integrazione nei servizi di copertura, oppure di ridondanza trasmissiva in caso di necessità (malfunzionamenti, guasti, ecc. ecc.), ad esempio in conseguenza ad eventi come i disastri naturali che potrebbero causare un’interruzione delle altre infrastrutture (rete telefonica fissa o mobile, ponti radio) usualmente utilizzate per le comunicazioni. Le centraline delle colonne inclinometriche multiparametriche, pertanto, oltre a trasmettere i dati via rete mobile GPRS/UMTS (rete primaria), potranno ora trasmettere i dati al CMG anche via satellite (rete secondaria) in caso di mancata copertura della rete telefonica, garantendo in questo modo di controllare con continuità l’evoluzione del dissesto.

Tipologia
Indicatore



CAMPAGNA DI MISURE 2016 - SNOW WATER EQUIVALENT


La stima del contenuto idrico della neve (Snow Water Equivalent, SWE) a scala regionale, consente di conoscere la quantità totale di acqua allo stato solido immagazzinata nella neve e la sua distribuzione spaziale. Tale parametro riveste notevole importanza nel bilancio idrologico, in quanto rappresenta una riserva idrica che ha capacità di rilascio graduale ed è al tempo stesso un fattore da monitorare nella catena di controllo e di allertamento idrogeologico.
Il calcolo del SWE si basa sulla valutazione dell'estensione della copertura nevosa e sulla stima dell'altezza e della densità del manto nevoso.


Figura 1 - Il ghiacciaio dei Forni e sullo sfondo la Punta Cadini m 3'549

La distribuzione spaziale dell'altezza della neve si ottiene partendo dalle misure dei nivometri della rete di stazioni automatiche gestite dal Centro Nivometeorologico (CNM) di ARPA Lombardia, cui si aggiungono specifiche misure manuali di altezza e densità della neve effettuate in siti significativi. Il periodo ideale per l’esecuzione delle suddette misure è quello tardo primaverile (metà maggio-metà giugno), ovvero il periodo dell’anno in cui si verifica il massimo accumulo nivale.
Da quest’anno, il CNM di ARPA Lombardia, in collaborazione con UBH Lombardia ENEL Produzione S.p.a., ha voluto eseguire in via sperimentale, diverse campagne di misura sui principali apparati glaciali lombardi.
Le misure sono state svolte a quote comprese tra i 2.763 metri alla fronte del Ghiacciaio Pisgana ed i 3.620 del Ghiacciaio di Fellaria Occidentale (nei pressi della Forcola di Bellavista) per sopperire alla scarsità di informazioni dovuta all’esiguo numero di stazioni nivometeorologiche automatiche presenti, attualmente, a tali quote.
Sono stati eseguiti complessivamente 28 carotaggi e 5 misure dell’altezza del manto nivale su:
- ghiacciai del Vioz e Dosegù nel Sottogruppo Cevedale-San Matteo;
- ghiacciaio di Alpe Sud sul Monte Sobretta;
- ghiacciaio dei Vitelli nel Sottogruppo Ortles-Cristallo;
- ghiacciai dell’Adamello e del Pisgana nel Gruppo dell’Adamello;
- ghiacciai dei Fellaria Orientale e Occidentale nel Gruppo del Bernina.

Per la misura dell’altezza totale del manto nivale sono state utilizzate sonde del tipo a settore, mentre per il carotaggio della neve è stato impiegato il Tubo Pesaneve modello ENEL-Valtecne EV2 con testa a vite da ghiaccio.


Figura 2 - Tubo Pesaneve EV2


Figura 3 - Particolare della Testa fresante a vite da ghiaccio


Figura 4 - Carotaggio con Tubo Pesaneve EV2


Figura 5 - Pesa del tubo e della carota di neve


Sono stati riscontrati spessori della neve compresi tra circa 200 cm fin oltre 500 cm, e densità elevate variabili da 300 a 500 Kg/m³.
I maggiori valori di SWE sono stati misurati sugli apparati glaciali dell’Adamello e dei Vitelli, stimabili da 13 a 15 m di neve fresca cumulata. Valori leggermente inferiori, compresi tra 9 e 12 m di neve cumulata sui rimanenti ghiacciai interessati dalle misure.
Tali misure sono state integrate con i dati simulati dal modello Snowpack (funzionante su 10 stazioni automatiche gestite dal CNM stesso), e resi disponibili per la stesura del Bollettino Idrologico di ARPA Lombardia.


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