Data pubblicazione: OTTOBRE 2017

Introduzione

L'idrografia (dalle parole di origine greca hýdor, acqua, e gráphéin, scrivere) è la scienza che studia le acque marine e terrestri, in particolare la distribuzione delle acque sulla Terra o in una data regione, compresa la relativa descrizione e rappresentazione cartografica. L'idrografia è una parte dell’idrologia, la scienza che studia il ciclo idrologico, ovvero la distribuzione, il movimento, la biologia e la chimica delle masse d'acqua del pianeta.
L’approccio all’analisi della risorsa idrica attraverso la valutazione delle componenti del ciclo idrologico è utilizzato in numerosi contesti, sia nazionali che internazionali [1] e costituisce il metodo più sintetico per analizzare il ciclo secondo lo schema DPSIR su un determinato territorio.
In Lombardia la raccolta sistematica, la validazione, l’archiviazione e la diffusione dei dati idrografici relativi alle acque presenti sul territorio alla scala regionale è affidata ad ARPA, l’ufficio che effettua le attività all’interno dell’Agenzia è l'U.O.C.Servizio Meteorologico e Rete Idro-Meteo regionale. Lo stesso ufficio fornisce servizi e svolge attività tecnico-scientifiche legate ai temi dell’idrologia, delle piene fluviali e degli usi delle acque.Per costruire gli indicatori del ciclo idrologico è stato necessario aggregare nello spazio e nel tempo i dati di monitoraggio rilevati puntualmente sulla regione mediante stazioni al suolo e rilievi satellitari.
L'utilizzo dei dati di monitoraggio idronivometeorologico di ARPA Lombardia, dei rilievi in campo e delle mappe del satellite Modis permette di calcolare alcuni indicatori di stato e di impatto delle componenti stesse sull’ambiente:
• per la precipitazione sono stati analizzati la precipitazione totale annua, il volume medio annuo degli accumuli nei laghi regolati e il volume medio annuo di accumulo nivale (indicatori di STATO);
• per l’evapotraspirazione è stato analizzato il bilancio idroclimatico, nel quale l’evapotraspirazione è sottratta alla precipitazione per valutare il fabbisogno irriguo potenziale delle colture (indicatore di IMPATTO);
• per il deflusso è stata analizzata la portata media annuale dei corsi d’acqua, ovvero la quantità di acqua che attraversa un determinato punto nel tempo (indicatore di STATO).
Per valutare gli indicatori nello schema DPSIR si sono utilizzati i criteri suggeriti dalla letteratura [2], ovvero li si è confrontati con se stessi calcolati negli anni precedenti, oppure con dei valori soglia di riferimento, che rappresentano le necessità degli utenti sulle quali lo stato della risorsa ha impatto.

Normativa

Con il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e dopo ulteriori passaggi legislativi, culminati nel DPCM 24/07/2002, gli uffici compartimentali del Servizio Idrografico e Mareografico e le relative competenze sono confluite nelle Regioni/Provincie autonome di competenza. Tale passaggio in alcune regioni è proseguito verso ARPA, in particolare in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria.
Il trasferimento di funzioni è stato accompagnato dal trasferimento delle reti di monitoraggio e delle banche dati. Nello stesso contesto è nato l'attuale Sistema di Allertamento di Protezione Civile per rischi naturali (Direttiva del 27 febbraio 2004 “Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”) in una struttura organizzativa complessa nella quale concorrono sia il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale sia le Regioni e le Province autonome attraverso la Rete dei Centri Funzionali (uno per Regione, ed uno centrale presso il Dipartimento Nazionale). Ogni Centro Funzionale ha il compito di raccogliere i dati delle reti osservative e di elaborare la previsione sia in termini di evoluzione dei fenomeni attesi che di livelli di criticità sul territorio. Le reti di monitoraggio in telemisura trasferite pertanto dal Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale ad ARPA sono il nucleo iniziale del sistema di monitoraggio idrometeorologico con funzioni di presidio sul territorio per la difesa dai rischi naturali.
In Regione Lombardia il Centro Funzionale Regionale è attivo dal 2005: la Regione Lombardia è infatti autonoma in materia di allertamento ai sensi del DPCM 27/02/2004 ed opera secondo le modalità organizzative e funzionali definite nella DGR X/4599 del 17/12/2015. Le strutture di Arpa Lombardia che fanno parte del Centro Funzionale sono il Servizio Idro-Meteorologico Regionale il Centro di Monitoraggio Geologico, il Centro Nivo-Meteo.

Attivita' di Arpa

In Lombardia la raccolta sistematica, la validazione, l’archiviazione e la diffusione dei dati idrografici relativi alle acque presenti sul territorio alla scala regionale è affidata ad ARPA, l’ufficio che effettua le attività all’interno dell’Agenzia è il Servizio Idro-Meteorologico Regionale . Lo stesso ufficio fornisce servizi e svolge attività tecnico-scientifiche legate ai temi dell’idrologia, delle piene fluviali e degli usi delle acque.
ARPA rileva sistematicamente i dati idrologici di base dei corpi idrici lombardi mediante la propria rete idrometeorologica in telemisura, costituita da 61 stazioni idrometriche dislocate su tutto il territorio regionale ì, si appoggia ai dati raccolti da circa 200 stazioni meteorologiche e dal 2012 consta anche di 4 nuove stazioni per la misura diretta della portata in alveo in alcune sezioni cruciali ai fini della misura delle portate transitanti nella regione. I dati rilevati sono pubblicati sul web e possono essere visualizzati, sia nel tempo reale che nel tempo differito, mediante un portale cartografico. Il download si effettua mediante accesso al portale cartografico e alla pagina di richiesta.
I dati elaborati sono utilizzati per la redazione di report idrologici e di aggregazioni statistiche, anche su base cartografica:
- bollettini idrologici: descrivono l’andamento delle componenti del ciclo idrologico su orizzonte settimanale e mensile e, settimanalmente, lo stato delle riserve idriche lombarde;
- colmi di piena e portate di piena di fissato tempo di ritorno;
- linee segnalatrici di possibilità pluviometrica (Intensity Duration Curve).
Sul portale idrologico sono pubblicati anche alcuni dati cartografici di interesse per elaborazioni idrologiche (bacini imbriferi montani, Curve Number, ecc.).
In seguito al trasferimento delle funzioni di cui al D. Lgs. 112/1998 ARPA ha acquisito non soltanto le stazioni di rilevamento in telemisura, ma anche le stazioni storiche del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale situate sul territorio lombardo, nonché tutti i dati storici afferenti al Dipartimento di Milano. Il rilevamento dati delle stazioni storiche è affidato agli osservatori idrografici, che ancora oggi inviano i dati in formato cartaceo su carta diagrammata. ARPA ha ordinato, catalogato e inventariato tutti i dati idrologici storici acquisiti con il passaggio di competenze, e prosegue l’archiviazione ordinata. L’archivio storico idrologico nel 2012 ha ricevuto l’approvazione da parte della Sovrintendenza dei Beni Archivistici della Lombardia. E’ possibile consultare il contenuto dell’archivio direttamente online. Maggiori informazioni alla pagina dedicata all’archivio storico idrologico sul portale idrologico.
Arpa ha lavorato per ristrutturare e valorizzare il servizio idrografico raccogliendo e valorizzando anche l’eredità ricevuta dal SIMN, in particolare:
- nel 2005 ha riordinato e censito l’archivio cartaceo, che continua ad essere alimentato e che ha ottenuto nel 2012 l’approvazione della Sovrintendenza Archivistica come bene storico archivistico;
- nel 2007 ha integrato diversi archivi dati digitali in un’unica banca dati idrologica;
- dal 2007 ha internalizzato le misure di portata e l’elaborazione delle scale di deflusso;
- nel 2009 ha pubblicato un web-gis idrologico dal quale è possibile accedere gratuitamente in tempo reale a tutti i dati prodotti dall’ufficio;
- nel 2011 ha pubblicato l'aggiornamento relativo al periodo 1971-2010 della pubblicazione 17 su dati caratteristici dei corsi d'acqua lombardi (livelli, portate, colmi,...);
- nel 2012 ha pubblicato l'aggiornamento delle linee segnalatrici di possibilità pluviometrica;
- nel 2012 ha portato a compimento un progetto di ristrutturazione della rete idrometeorologica in telemisura, per adeguare la raccolta dati allo stesso standard qualitativo, nel quale si sono dismesse le stazioni divenute non necessarie e installate nuove stazioni, anche con tecnologie di rilievo innovative, divenute importanti a seguito dell’evoluzione del territorio.
- nel 2013 ha partecipato al Progetto "Nodo Idraulico Milanese" - Progetto di adeguamento della rete di monitoraggio remota e di sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni riguardante il rischio idraulico sull'area metropolitana milanese - installando nuove stazioni idrometriche in punti strategici del nodo idraulico e effettuando 29 misure di portata mirate alla definizione delle scale di deflusso.
- nel 2013 ha partecipato al Progetto "SIDROMET" - Piano di Sviluppo Idrometeo 2013-2015 - effettuando 89 misure di portata sulle stazioni idrometriche della rete regionale e aggiornandone le relative scale di portata. - nel 2013 ha portato a termine l'aggiornamento degli zeri idrometrici ribattendo le quote di tutte le aste presenti nella rete di monitoraggio idrologico regionale.
- Nel 2014-2015 ha proseguito la partecipazione al Progetto "SIDROMET" - Piano di Sviluppo Idrometeo 2013-2015 - effettuando 207 misure di portata sulle stazioni idrometriche della rete regionale e aggiornandone le relative scale di portata.
- Nel 2014-2015 ha partecipato al Progetto STRADA 2 “STRategie di ADAttamento ai cambiamenti climatici per la gestione dei rischi naturali 2.0" nell'ambito del Programma Operativo Interreg Italia Svizzera 2007-2013
- Dal 2016 partecipa al progetto DEWS, in collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente per la revisione del bilancio idrico regionale attraverso un modello di simulazione delle portate a scala giornaliera.
-Dal 2016 partecipa al progetto RETE FIDUCIARIA, in collaborazione con Regione Lombardia Direzione Generale Sicurezza Protezione Civile ed Immigrazione per la misura delle portate transitanti nei corsi d’acqua lombardi ed il potenziamento della rete di monitoraggio.

Analisi dell'anno

Il 2016 si attesta come un anno con precipitazioni in linea o poco inferiori rispetto al periodo 2008-2015, con 33.357 Mmc precipitati rispetto ad una media di circa 36.000Mmc. Di Particolare interesse è la distribuzione mensile delle precipitazioni con febbraio, maggio e giugno particolarmente piovosi, un autunno generalmente asciutto ed un mese di dicembre caratterizzato dalla quasi totale assenza di precipitazioni.
Di conseguenza i quantitativi di equivalente idrico della neve stimati nei bacini montani nel corso della maggior parte della stagione 2016-2017 sono risultati inferiori alla media del periodo di riferimento 2006-2015, in particolare nei mesi da dicembre 2016 a marzo 2017. Gli apporti nevosi nel periodo primaverile hanno parzialmente riportato i quantitativi totali residui a valori prossimi alla media storica.
Coerentemente con le precipitazioni la riserva idrica media annua disponibile nei grandi laghi lombardi si è attestata intorno alla media dei valori dal 2004 al 2015.
Le portate nelle sezioni monitorate lungo l'asta del Po hanno registrato valori di portata leggermente inferiori alla media ma risultano però ben superiori al periodo asciutto 2005-2007.
Date le non eccezionali precipitazioni del 2016, anche per i fiumi non si registrano particolari superamenti delle soglie idrometriche. Fa eccezione il bacino dell'Adda dove si è verificato un evento nel mese di giugno che ha fatto registrare il superamento delle soglie con tempi di ritorno a 3 e 5 anni nelle sezioni di Adda a Fuentes, Adda a Pizzighettone e Brembo a Ponte Briolo.
Per quanto riguarda i comprensori di bonifica lombardi, ovvero le unità territoriali tecnico-amministrative su cui si effettua la distribuzione idrica ai fini irrigui, il bilancio idroclimatico della stagione irrigua (differenza fra precipitazione ed evapotraspirazione potenziale nei mesi da aprile a settembre) è stata caratterizzata da deficit irrigui significativi sulla pianura meridionale. I comprensori più settentrionali mostrano invece dei bilanci positivi.

Tipologia
Indicatore



CRONACA METEOROLOGICA MENSILE


Gennaio 2016 è stato caratterizzato nella prima decade dal passaggio di veloci e deboli perturbazioni da ovest che hanno apportato deboli piogge con un po' di neve fino a quote basse e localmente in Pianura tra il 2 e il 3. La seconda decade è stata via via più fredda per correnti gelide in discesa dal Nord Europa ma senza precipitazioni di rilievo eccezion fatta per il giorno 11 quando si sono verificate precipitazioni sparse.
L’ultima decade del mese è stata completamente asciutta per l’insistenza di correnti settentrionali sulla Lombardia con locali condizioni di favonio specie su Alpi e Prealpi mentre in Pianura il vento è rimasto per lo più debole per tutto il periodo. Le temperature sono risultate sopra la media specie in collina e in montagna.

Febbraio 2016 ha mostrato un volto assai più piovoso e molto mite, identificato dal passaggio di diverse perturbazioni da ovest/nordovest. Molti i giorni di pioggia in Pianura e abbondanti le nevicate in montagna.
Solamente alcuni giorni, in particolare nella prima settimana, hanno visto la Lombardia interessata da temporanei promontori di alta pressione, nei restanti giorni del mese le condizioni sono state generalmente cicloniche con flusso umido occidentale. Le temperature per questo motivo sono risultate ben superiori alla media, in particolar modo nei valori minimi. Ventilazione vivace per il mese di febbraio con valori anche superiori ai 10 m/s sulla Pianura, specie sul finire del mese.

Marzo 2016 è stato particolarmente dinamico con passaggio di diverse perturbazioni, tra le quali sono risultate più attive quelle transitate nella prima decade del mese. Da segnalare il giorno 5 la comparsa della neve fino a quote basse in particolar modo sui settori occidentali e Valtellina: mediamente fin sui 300 metri ma localmente anche a quote di Pianura seppur con accumuli irrisori e di breve durata al suolo.
La seconda decade è stata contraddistinta da correnti orientali sulla regione con qualche precipitazione ma senza eventi rilevanti. La terza decade invece ha visto un cambio generale della circolazione con correnti dapprima settentrionali mentre sul finire del mese sono tornate a piegare da ovest. Sia le temperature che le precipitazioni sono risultate perfettamente nella media di riferimento 2002-2015.

Aprile 2016 è stato contraddistinto da anomalie positive di temperature e negative invece per quanto riguarda la pioggia. In particolar modo sulla Pianura le precipitazioni sono risultate ben al di sotto della media di riferimento mentre su Alpi e Prealpi sono risultate nel complesso più abbondanti. La prima decade del mese è risultata piuttosto dinamica con passaggio di perturbazioni e precipitazioni sparse in pianura, più organizzate e sotto forma anche di temporali su Alpi e Prealpi.
Nella seconda decade inizialmente flusso da ovest/sudovest in quota sulla Lombardia con passaggio di un nucleo freddo da nordovest verso sudest tra il 18 e il 19 seguito da una intensificazione della ventilazione anche sulla Pianura. L’ultima decade è stata caratterizzata da un’ampia zona depressionaria centrata tra l’Europa centrale e quella settentrionale, precipitazioni non significative e temperature leggermente inferiori alla media del periodo. Degni di nota i valori minimi registrati in quest’ultima fase, localmente attorno agli 0°C anche in pianura.

Maggio 2016 è risultato molto piovoso e con temperature leggermente al di sotto delle medie. Tuttavia, la prima decade è stata caratterizzata da tempo generalmente stabile grazie a correnti settentrionali asciutte. Nel dettaglio, le piogge hanno interessato la regione soprattutto durante la seconda e la terza decade a causa di diversi impulsi perturbati di origine atlantica, con valori di pioggia cumulata degni di nota e fino a 80/110 mm tra alta Pianura e Prealpi occidentali tra i giorni 11 e 12. Da segnalare inoltre che nell’ultima decade le temperature sono aumentate fino a superare i 30°C il giorno 27.

Giugno 2016 è iniziato molto instabile per la presenza sull’Europa Centrale di una vasta area depressionaria. Per più giorni si sono registrate precipitazioni, al più sotto forma di rovesci o temporali, che in alcune occasioni sono risultate di forte intensità. Anche la seconda decade è stata caratterizzata da instabilità con rovesci e temporali diffusi, con l’episodio più intenso concentrato tra il giorno 15 e il giorno 18. L’ultima decade è risultata più stabile e particolarmente calda, con temperature massime in Pianura che hanno raggiunto i 35/37 °C. La ventilazione, vivace nelle prime due decadi, è risultata per lo più debole sul finire del mese.
Luglio 2016 è stato caratterizzato da una generale variabilità sulla nostra regione, determinata principalmente da frequenti oscillazioni del flusso perturbato atlantico dall’Europa Settentrionale verso il Mediterraneo. Nel dettaglio, durante la prima decade il passaggio perturbato più rilevante si è verificato il giorno 2 con accumuli anche oltre i 60 mm sulle zone prealpine occidentali. Dopo una fase più tranquilla e contraddistinta da valori in pianura oltre i 30-33°C, il tempo è tornato a peggiorare poco prima di metà mese con rovesci e temporali diffusi. Da segnalare, a seguito dell’appena citato passaggio perturbato, il ritorno della neve fin sotto i 2000 metri. Nuova ondata di calore all’inizio della terza decade, interrotta poco prima di fine mese da un nuovo transito temporalesco con cumulate di pioggia anche oltre i 100 mm su alta e media pianura. In generale, valori di temperatura nella norma o appena al di sopra.

Agosto 2016 è trascorso alternando periodi asciutti e caldi a veloci perturbazioni di provenienza atlantica, rispettando quindi i canoni della climatologia recente che vedono un abbassamento del flusso perturbato atlantico verso il Mediterraneo. Nel dettaglio possiamo distinguere un primo veloce impulso perturbato il giorno 1 seguito da un impulso più incisivo il giorno 5 con temporali diffusi e localmente molto intensi. È seguita una rimonta dell’alta pressione azzorriana con temperature massime diffusamente intorno ai 30 gradi, interrotta da una nuova vasta depressione centrata sull’Europa Settentrionale, la quale ha riportato piogge e temporali con locali grandinate il giorno 10. Decisamente instabile anche il periodo tra il giorno 15 e il giorno 21, mentre l’ultima decade è stata quasi interamente dominata dall’alta pressione e dalla risalita di aria calda africana (valori fino a 35°C il giorno 28).

Settembre 2016 ha mostrato una notevole dinamicità atmosferica, con importanti differenze pluviometriche anche solo considerando i settori pianeggianti. Assenza di piogge fino al giorno 10 a causa di una prolungata presenza dell’alta pressione subtropicale, eccezion fatta per il mantovano dove si sono registrati temporali il giorno 6. Nei giorni successivi le correnti si sono mantenute da Est, quindi generalmente asciutte e non in grado di provocare precipitazioni di rilievi. Le temperature massime si sono assestate su valori intorno ai 30 gradi ma con tassi di umidità relativa non particolarmente elevati. Un netto cambio di circolazione si è avuto dopo il giorno 15, quando una vasta area depressionaria atlantica ha approcciato la Penisola riportando precipitazioni diffuse e localmente abbondanti. Il periodo instabile è perdurato fino al giorno 22, seguito da una rimonta dell’alta pressione e da condizioni di conseguenza più stabili. Le temperature sono risultate mediamente oltre la norma del periodo.

Ottobre 2016 ha confermato la decisa variabilità che aveva caratterizzato settembre, proponendo nuovi impulsi perturbati e precipitazioni diffuse, stavolta inseriti in un contesto di temperature fresche e talvolta fredde, in anticipo rispetto al periodo. Sono state 5 le perturbazioni più importanti sulla nostra regione, la prima delle quali ci ha interessato nei primi 3 giorni con maggiori accumuli sulle zone alpine. Nuove piogge tra il giorno 9 e il giorno 11, e tra il giorno 13 e il giorno 15. Da segnalare il ritorno della neve oltre i 1800 metri con temperature leggermente al di sotto della norma. Intorno a metà mese è stato registrato un breve ritorno dell’alta pressione con temperature in aumento seguito da nuove correnti umide intorno al giorno 20 con precipitazioni specialmente sulla pianura centrale e orientale. Nuove precipitazioni tra il giorno 24 e il giorno 27, interrotte da un’ampia area di alta pressione di origine subtropicale che ha portato a conclusione il mese. Frequente la presenza di foschie e nebbie durante le ore più fredde tra il giorno 27 e il giorno 31.

Novembre 2016 ha proseguito il trend autunnale di notevole dinamicità troposferica, con alternanza tra perturbazioni atlantiche, parziali rimonte dell’alta pressione e estemporanee discese di aria fredda artica.
Prima decade segnata da un moderato peggioramento tra il giorno 5 e il giorno 8, con piogge diffuse e zero termico in abbassamento sin verso i 1200-1400 metri. Ha fatto seguito un periodo più asciutto che si è protratto sin verso il giorno 18, seppur con temperature invernali e frequenti inversioni termiche in pianura e nelle valli. Presenza dunque anche di foschie e nebbie. Le piogge hanno fatto nuovamente la loro comparsa tra il giorno 18 e il giorno 19, un preludio ad un peggioramento decisamente più intenso e duraturo che ha coinvolto il periodo tra il giorno 21 e il giorno 26. In questo caso le precipitazioni sono risultate abbondanti anche in pianura, oltre che sulle Alpi. L’evento perturbato in questione ha contribuito all’onda di piena del PO tra il giorno 26 e il giorno 29. Temperature complessivamente nella media.

Dicembre 2016 è stato caratterizzato da un generale quasi totale assenza di fenomeni di pioggia o di neve a causa di persistenti condizioni di alta pressione, talvolta di matrice subtropicale e talvolta prettamente continentale, con correnti frequentemente asciutte e miti per periodo. Nei bassi strati e al riparo dalle Alpi la ventilazione è risultata spesso scarsa con elevati tassi di umidità, salvo sporadici episodi di Föhn su alta pianura oltre a vallate alpine e prealpine. Le suddette condizioni hanno favorito in maniera persistente il fenomeno dell’inversione termica, con predominanza di nebbie e nubi basse sulle zone di pianura.
Una parziale interruzione della circolazione appena descritta si è verificata tra il giorno 19 e il giorno 21, quando una depressione dal Nord Africa è stata richiamata e agganciata da un nucleo depressionario a carattere freddo proveniente dall’Europa Orientale. Ne sono conseguite precipitazioni generalmente deboli, a carattere di neve localmente anche in pianura. Più freddo e nuovamente tempo stabile a fine mese.


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