Data pubblicazione: NOVEMBRE 2017

Introduzione

L’inquinamento acustico, definito come l’introduzione di rumore, cioè di suoni indesiderati e fastidiosi, nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, tale da provocare disturbo, rappresenta una delle principali cause di disagio lamentate in ambiente urbano. L’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che circa il 20% della popolazione europea sia esposto a livelli di rumore che gli esperti sanitari considerano inaccettabili, in quanto possono causare fastidio, disturbi del sonno ed effetti negativi sulla salute.
Le fonti di rumore principali e più diffuse sul territorio sono le infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie e aeroporti). Il traffico ad esse connesso, soprattutto quello veicolare, è il principale determinante del clima acustico nelle aree urbane, dove ormai risiede la maggior parte della popolazione. Altre sorgenti di rumore ambientale, più localizzate, sono rappresentate da attività industriali e commerciali, locali pubblici, cantieri e impianti in genere.
Negli ultimi anni, le segnalazioni più frequenti da parte di cittadini che si rivolgono agli enti competenti per problemi di rumore riguardano soprattutto attività di servizio o commerciali (locali pubblici, discoteche ecc.) e attività produttive.
Nonostante queste attività siano le più avvertite dalla popolazione in termini di percezione del disturbo, la principale e più diffusa sorgente rumorosa è rappresentata dal traffico veicolare, in quanto capillarmente diffuso e percepibile in tutte le ore della giornata. In Lombardia questa sorgente riveste particolare importanza, in quanto sul territorio regionale si trovano alcune tra le più trafficate arterie stradali del Paese.
Anche l’inquinamento acustico prodotto dal traffico aeroportuale costituisce per la Lombardia un problema rilevante, legato alla presenza di tre importanti aeroporti, Malpensa, Linate ed Orio al Serio, con un numero di movimenti superiore ai 50.000 all’anno, ed uno più piccolo, quello di Montichiari.
Tra i principali strumenti utili alla riduzione dell’inquinamento acustico vi sono le azioni di pianificazione territoriale, quali la classificazione acustica del territorio, che risulta essenziale come strategia di studio in quanto è la base per disciplinare l’uso del territorio e le attività che vi si svolgono. Tale strumento di pianificazione suddivide il territorio comunale in aree con limiti di rumorosità specifici introdotti dal DPCM 14/11/97 e determinati in funzione delle destinazioni d’uso del territorio (commerciale, industriale, residenziale).
Questo strumento rappresenta anche la base per la predisposizione dei piani di risanamento acustico comunali, che vengono adottati dalle amministrazioni comunali nel caso si evidenzino dei superamenti dei valori limite di zona, con particolare attenzione per le classi maggiormente tutelate (aree protette e residenziali).
In ambito aeroportuale, la presenza delle reti di monitoraggio rappresenta già un accorgimento per la riduzione del rumore, in quanto l’accessibilità dei dati in continuo ne facilita il controllo, ma la strategia più efficace è rappresentata dalla zonizzazione aeroportuale, che assegna le zone di rispetto A, B e C definite nel DM 31 ottobre 1997 ed i relativi limiti. La zonizzazione, approvata dalla Commissione aeroportuale, prevede anche procedure operative (procedure antirumore) che il traffico aeroportuale dovrà seguire per garantire il rispetto dei livelli di rumore entro i limiti delle aree definite dalla zonizzazione.

Normativa

La tutela dei cittadini dall’esposizione al rumore è garantita da diverse norme emanate negli ultimi quindici anni.
A livello europeo, la Direttiva 2002/49/CE, recepita dal D.Lgs. 194/2005, prevede tre tipi di azioni per la tutela dell’ambiente e della salute della popolazione dall’inquinamento acustico:
- la determinazione dell’esposizione al rumore ambientale attraverso la mappatura acustica delle principali infrastrutture di trasporto, che descrive il contributo delle sorgenti di rumore per mezzo di specifici indicatori, il numero stimato di ricettori e di persone esposte.
- la redazione di mappe acustiche strategiche per determinare l’esposizione globale al rumore prodotto da varie sorgenti in una data area o agglomerato.
- l’adozione, sulla base dei risultati delle mappature acustiche, di piani d’azione per evitare e ridurre il rumore ambientale.
Negli anni 2007 e 2012 si sono concluse le prime due fasi di elaborazione delle mappature, che hanno riguardato le maggiori infrastrutture dei trasporti e i grandi agglomerati urbani.
Il 01 luglio 2015 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Direttiva (UE) 2015/996 della Commissione del 19 maggio 2015 che stabilisce metodi comuni per la determinazione del rumore a norma della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. Tali metodi, previsti nell'allegato della direttiva, dovranno essere adottati dagli stati membri entro il 31 dicembre 2018.
In ambito nazionale, un inquadramento generale in materia di inquinamento acustico è stato introdotto con la Legge quadro n.447 del 1995, che ha definito le sorgenti di rumore ed i valori limite, ha stabilito le competenze dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli enti gestori delle infrastrutture di trasporto, fornendo indicazioni per la predisposizione dei piani di risanamento acustico Comunali e per le valutazioni di impatto acustico. con il decreto legislativo 42/2017 sono state apportate modifiche sia alla Legge quadro sia al D.Lgs 194/2005.
Il rumore derivante dalle infrastrutture di trasporto viene regolamentato da appositi decreti attuativi: la rumorosità degli aeroporti è disciplinata dal DM 31/10/1997, quella ferroviaria dal DPR 459/1998 e quella stradale dal DPR 142/2004.
La Regione Lombardia ha provveduto ad emanare la L.R. 13/2001 “Norme in materia di inquinamento acustico” che dà disposizioni per quanto riguarda le attività di vigilanza e controllo, la classificazione acustica dei comuni, la redazione della documentazione di previsione di impatto e clima acustico, i piani di risanamento comunali, delle industrie e delle infrastrutture. I criteri tecnici per lo svolgimento delle suddette attività sono riportati in specifiche Delibere di Giunta.

Attivita' di Arpa

La legge regionale della Lombardia n.13/2001, in attuazione della normativa nazionale (Legge Quadro 447/95), attribuisce ai Comuni le attività di verifica e controllo in materia di inquinamento acustico assegnando ad ARPA il ruolo di supporto tecnico dell'amministrazione comunale per l'esecuzione di indagini fonometriche, in relazione a segnalazioni o esposti. ARPA esprime parere sui piani di classificazione acustica comunale e in merito ai contenuti delle valutazioni previsionali di impatto acustico o di clima acustico predisposte ai sensi.dell'art.8 della legge quadro.
In relazione alle infrastrutture dei trasporti (strade, ferrovie, aeroporti) ARPA fornisce supporto tecnico alla Regione per il controllo del conseguimento degli obiettivi dei piani di risanamento acustico; in ambito aeroportuale ARPA partecipa alle Commissioni istituite per ciascuno scalo, verifica l'efficienza dei sistemi di monitoraggio del rumore aeroportuale e elabora per la Regione l’aggiornamento annuale delle curve di isolivello acustico nell’intorno degli aeroporti civili lombardi.

Analisi dell'anno

Nel 2016 la commissione aeroportuale di Orio al Serio ha avviato i lavori per la definizione di una nuova zonizzazione acustica aeroportuale da sottoporre a VAS e ha avviato la valutazione di nuove misure antirumore per una possibile sperimentazione.

Tipologia
Indicatore




TermineBreve Descrizione
LVA Livello di valutazione del rumore aeroportuale – è un indice che consente la determinazione delle curve di isolivello e, quindi, di definire i confini delle aree di rispetto nell’intorno aeroportuale. Tale indice viene calcolato in base al contenuto energetico degli eventi di rumore correlati alle operazioni aeree che sono state effettuate durante le 3 settimane a maggior traffico di un anno. Ciascuna di queste tre settimane deve essere individuata all’interno di uno dei tre periodi dell’anno indicati al punto 2 dell’allegato A del D.M. del 31 ottobre 1997.

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