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SIN - Sesto San Giovanni
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Il territorio di Sesto San Giovanni
Lo sviluppo territoriale della città di Sesto San Giovanni è legato soprattutto alla sua storia industriale ed al suo elevato grado di antropizzazione che ha influenzato le caratteristiche del suolo e dei primi livelli del sottosuolo, con conseguente rimescolamento delle frazioni litologiche e perdita delle informazioni pedogenetiche.
Con la chiusura e la conseguente dismissione delle aree industriali, hanno avuto inizio le attività di bonifica di una consistente porzione del territorio (pari a quasi il 30% della superficie urbana).
 
Fig. 1: i confini del Comune di Sesto San Giovanni 
Fig. 1: i confini del Comune di Sesto San Giovanni (fonte: Google Maps)
 
Panoramica sul SIN di Sesto San Giovanni
Il SIN di Sesto San Giovanni include interamente le aree occupate dall’attività dagli stabilimenti siderurgici della Società Falck e da altre attività produttive, prevalentemente operanti nel settore metalmeccanico.
Alcune delle aree del SIN sono già state certificate.
Il SIN di Sesto San Giovanni è stato definito e perimetrato con decreto del MATTM del 31/08/2001, delimitando una superficie di 255ha che include le aree indicate nella figura di seguito riportata.
 
Fig. 2: visione d’insieme del SIN rispetto all’intero territorio del Comune di Sesto San Giovanni 
Fig. 2: visione d’insieme del SIN rispetto all’intero territorio del Comune di Sesto San Giovanni.
 
Complessivamente le indagini di caratterizzazione hanno evidenziato il seguente quadro:
  • suolo: diffuso inquinamento dei suoli da metalli, limitatamente da composti organici (idrocarburi, IPA e BTEX), sporadiche presenze di PCB e diossine in gran parte già rimosse; sono inoltre presenti materiali di riporto costituiti in prevalenza da scorie di fonderia, talvolta anche in banco, e da inerti di demolizione;
  • falda: contaminazione diffusa da composti organo clorurati (in particolare tetracloroetilene, 1,1 dicloroetilene e triclorometano) e nel settore sud da metalli (cromo esavalente).

Per quanto concerne la contaminazione della falda, effettuati vari studi di modellizzazione del comportamento idrochimico della stessa, sulla base di un data-set ormai decennale, si continua oggi il monitoraggio in diversi piezometri sentinella all’interno del SIN, in collaborazione con alcuni soggetti privati operanti nel Sito Nazionale.

Le ex-Falck sono una parte del SIN ed includono la Città della Salute e della Ricerca, di circa 20,5ha, ovvero un mix integrato di funzioni (pubbliche e private) comprendente un polo scientifico-sanitario e le opere ad esso collegate, di interesse pubblico primario e prevalente.

 Fig. 3: definizione di dettaglio delle aree costituenti il SIN di Sesto san Giovanni
Fig. 3: definizione di dettaglio delle aree costituenti il SIN di Sesto san Giovanni.
 
La storia delle ex-Falck
L'attività siderurgica del gruppo Falck ebbe inizio nel 1906 su un'area precedentemente ad uso agricolo ed in parte boscata; negli stabilimenti di Sesto San Giovanni si svolgevano i cicli produttivi tipici dell'industria siderurgica, per la produzione di acciaio da rottame e di ghisa solida tramite fusione.
Il primo insediamento produttivo venne realizzato nello stabilimento Unione; negli anni 1917-33 vennero costruiti gli stabilimenti Concordia, per la produzione di lamiere e tubi saldati, Vittoria A, per la produzione del filo d'acciaio, Vittoria B, specializzato nella trafilatura a freddo, Vulcano, per la produzione di ghisa e leghe di ferro, oltre agli impianti di trattamento delle acque nell'area TRAI; la crisi mondiale della siderurgia nel ‘71 e del petrolio nel ‘74 crearono serie difficoltà alle Falck, determinando la chiusura dello stabilimento Vulcano nel ’79. Da allora la progressiva crisi industriale vide il declino di questo importante polo industriale finché nel 1995 i forni delle acciaierie Falck si spensero definitivamente.

Fig. 4: attività presso le ex-Falck (fonte: Bigazzi, 1992 - http://www.sestosg.net) 
Fig. 4: attività presso le ex-Falck (fonte: Bigazzi, 1992 - http://www.sestosg.net).
 
Nel 1996 tutti gli impianti siderurgici di Sesto San Giovanni vengono smantellati e hanno inizio i primi processi di riqualificazione e riprogettazione delle aree produttive dismesse.
 
Fig. 5: impianti dismessi (fonti: in alto a sinistra http://it.wikipedia.org/wiki/Falck_(azienda), restanti immagini ARPA) 
Fig. 5: impianti dismessi (fonti: in alto a sinistra http://it.wikipedia.org/wiki/Falck_(azienda), restanti ARPA).
 
La storia della bonifica delle ex-Falck
L’iter tecnico-amministrativo ambientale condotto sulle aree ex-Falck, attualmente di proprietà della società Milanosesto S.p.A., ha visto queste tappe principali:
  • 2000-2001: definizione del SIN di Sesto San Giovanni di cui le ex-Falck sono una Parte;
  • 2002: approvazione del Piano di Caratterizzazione (ai sensi del DM 471/99) per tutte le aree ex-Falck;
  • 2003: attuazione di tale piano con l’esecuzione di 650 punti di indagine, ubicati in generale secondo una maglia di 50 m x 50 m, comportando l’acquisizione di 2500 campioni di terreno; la caratterizzazione è stata eseguita alla presenza di ARPA e validata nel 2004;
  • 2005: la società Immobiliare Cascina Rubina S.r.l., fino allora proprietaria delle aree ex-Falck, viene acquisita da Risanamento S.p.A. del Gruppo Zunino;
  • 2006: presentazione ed approvazione del Progetto preliminare di bonifica; esecuzione, su iniziativa di Parte, di un approfondimento della caratterizzazione sui terreni, realizzando circa 1114 punti di indagine ubicati secondo una maglia di 25 m x 25 m con il prelievo e l’analisi di circa 4400 ulteriori campioni.
Le indagini di caratterizzazione hanno evidenziato per le ex-Falck: una compromissione ambientale del suolo e sottosuolo dovuta ad un inquinamento da metalli e composti organici; la presenza diffusa di materiali di riporto contenenti scorie metallurgiche e materiali da demolizione; il superamento dei valori normativi nella falda acquifera per metalli e composti organo-clorurati, non attribuibili al sito.
 
Fig. 6: attuale stato delle aree ex-Falck: zona pagoda e evidenza di scorie (fonti: immagini ARPA)
Fig. 6: attuale stato delle aree ex-Falck: zona pagoda e evidenza di scorie (fonti: immagini ARPA)
 
  • 2010: la società Sesto Immobiliare S.p.A. acquista le aree ex-Falck;
  • 2011: la proprietà presenta una proposta di Programma Integrato di Intervento ed il progetto definitivo di bonifica per tutte le aree ex-Falck e successiva revisione (1° addendum) del giugno 2012 col recepimento delle osservazioni degli Enti;
  • Luglio 2012: Regione Lombardia, con DGRL IX/3666, localizza, su una porzione delle aree ex-Falck, la Città della Salute e della Ricerca;
  • Dicembre 2012: il Decreto del MATTM n. 3697 approva il 2° addendum del progetto definitivo di bonifica riferito ai lotti funzionali relativi alla CDSR. Inoltre viene acquistata da Sesto Immobiliare l’area ex-RFI;
  • Dicembre 2013: con Decreto del MATTM n. 363 viene autorizzato l’avvio dei lavori previsti dal Progetto di Bonifica relativo al Primo Stralcio del Comparto Unione delle aree individuate come lotti 1A, 1B, 2B, 1C, 2A parte e 2F parte, destinate quasi totalmente alla realizzazione della Città della Salute e della Ricerca;

Fig. 7: zoom sulla parte di Unione e ex-RFI delle ex-Falck
Fig. 7: zoom sulla parte di Unione e ex-RFI delle ex-Falck
 

  • gennaio 2014: cambiamento di ragione sociale della proprietà modificata in Milanosesto S.p.A.;
  • febbraio 2015: avvio delle attività preliminari di bonifica in area Città della Salute e della Ricerca ed integrazione delle fase di caratterizzazione nelle restanti aree ex-Falck come specificato di seguito.

Le attività di bonifica in corso presso le ex-Falck
ARPA, sulle aree ex-Falck, oltre alla formulazione di valutazioni tecniche di competenza ed alla definizione di protocolli specifici di esecuzione delle attività previste, svolge attività di campo, finalizzate a valutare lo stato qualitativo di tutte le matrici ambientali potenzialmente compromesse quali terreni, riporti, gas interstiziali ed acque di falda.
Il completamento degli interventi di bonifica della CDSR e delle operazioni di integrazione alla caratterizzazione per le restanti aree ex-Falck, sul materiale di riporto, è previsto per dicembre 2016. Nello specifico, suddividendole per matrice ambientale, le attività in corso di svolgimento tra il 2015 e il 2016 sono descritte di seguito.

Terreni e riporti:
  • scarificazione, in area Città della Salute e della Ricerca, delle parti superficiali del terreno in corrispondenza delle celle interessate dalla contaminazione di diossine/furani, che hanno evidenziato non conformità solo nelle prime decine di cm di suolo;
  • realizzazione di scavi di bonifica su parte dell’area Città della Salute e della Ricerca in corrispondenza delle celle risultate “contaminate” dalla precedente caratterizzazione, per un totale di 370.000 m3, che verranno verificati da ARPA sulla base di una maglia molto stretta, di lati 10 m x 10 m;
  • esecuzione della caratterizzazione integrativa in area ex-RFI tramite 32 nuovi sondaggi e verifica delle caratteristiche del riporto presente sulla base di una maglia di 25 m x 25 m;
  • per le aree della Città della Salute e della Ricerca non soggette a scavi di bonifica e le restanti aree ex-Falck, caratterizzazione del materiale di riporto per verificare la qualità del riporto preliminarmente a qualsiasi attività di bonifica con indagini sulla base di una maglia di 25 m x 25 m, per un totale di 1106 nuovi sondaggi e 2319 campioni. Le indagini sono svolte secondo le indicazioni riportate nel protocollo operativo per l’esecuzione di test di cessione sui materiali di riporto delle ex-Falck; tale procedura verrà applicata anche ai materiali di riporto rimanenti in posto a valle degli scavi di bonifica in Città della Salute e della Ricerca;
  • verifica dei materiali scavati e trattati, negli impianti di vagliatura e soil washing, prima del riutilizzo all’interno del  sito, tramite campionamento/analisi.
Fig. 8: personale ARPA durante le attività di controllo presso le aree ex-Falck 
Fig. 8: personale ARPA durante le attività di controllo presso le aree ex-Falck
 
Soil gas e flusso emissivo:
su tutte le aree ex-Falck è prevista la realizzazione di un monitoraggio ripetuto nel tempo sia di gas interstiziali che di flusso emissivo (per valutare in particolare il contributo del suolo superficiale) derivanti dalla presenza sostanze contaminanti volatili al fine di valutare se esista una criticità legata ai vapori per attivare le migliori tecniche d’intervento (le valutazioni sanitarie già eseguite su altre proprietà del SIN non hanno evidenziato problematiche).
A partire da gennaio 2016 verrà intrapreso il monitoraggio con cadenza trimestrale, per acquisire dati rappresentativi delle condizioni delle diverse stagioni annuali, effettuando campioni in 83 pozzetti di prelievo (di diversa profondità) e di flusso tramite camere di flusso aperte dinamiche in 24 punti.

Fig. 9: esempi di attività di monitoraggio dei gas interstiziali (fonte: foto ARPA) e di flusso con camere dinamiche
Fig. 9: esempi di attività di monitoraggio dei gas interstiziali (fonte: foto ARPA)
e di flusso con camere dinamiche (documento EPA “Measurement of gaseous
emission rates from land surfaces using an emission isolation flux chamber – user’s guide”)

 
Acque sotterranee:
su tutto il SIN dal 2004 viene eseguito un monitoraggio sistematico semestrale, per il quale ARPA effettua regolarmente le proprie verifiche relazionando inoltre sullo stato qualitativo della falda acquifera.
Le relazioni semestrali che descrivono lo stato di contaminazione delle acque sono consultabili di seguito:
Sull’area CDSR il progetto di bonifica approvato prevede che le attività di scavo siano presidiate da una barriera idraulica atta ad impedire che eventuali contaminazioni (che si dovessero mobilitare da tali operazioni) si diffondano nelle acque sotterranee a valle del sito. Le acque prelevate sono trattate in sito con impianti di depurazione appositamente realizzati. Sono stati quindi costruiti 5 pozzi barriera che saranno accesi alternativamente in funzione dell’ubicazione delle celle oggetto di scavo. Il monitoraggio delle acque sotterranee viene eseguito dalla Parte mensilmente ed ARPA provvede ai relativi controlli di competenza.
Fig. 10: attività di monitoraggio della falda acquifera
Fig. 10: attività di monitoraggio della falda acquifera