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AIA - IPPC

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IPPC è l’acronimo di “Integrated Pollution Prevention and Control” ovvero controllo e prevenzione integrata dell’inquinamento: questo concetto è stato introdotto per la prima volta con la direttiva 96/61/CE (conosciuta come direttiva IPPC)
La direttiva IPPC prevedeva un approccio innovativo per la riduzione degli impatti ambientali con la graduale applicazione di un insieme di soluzioni tecniche (impiantistiche, gestionali e di controllo) presenti sul mercato, al fine di evitare, o qualora non fosse possibile, di ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua, nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti. 

L’Italia ha recepito, inizialmente, questa direttiva con il D.Lgs. 372/99 che ha introdotto nell’ordinamento nazionale l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) limitatamente agli impianti industriali esistenti. In seguito il decreto viene parzialmente abrogato dal D.Lgs. 59/05 che estende il campo di applicazione dell’AIA agli impianti nuovi ed alle modifiche sostanziali apportate a quelli esistenti (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2005).

Parziali modifiche al D.Lgs. 59/2005 sono state poi introdotte dal D.Lgs. 152/2006 e in seguito dal D.Lgs. 4/2008. 

Infine, il D.Lgs 59/05 è stato inglobato dal D.Lgs. 128/2010 (entrato in vigore dalla fine di agosto del 2010) nella Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006.

Nell'aprile 2014 è entrato in vigore il D.Lgs. 46/2014​ (GU Serie Generale n.72 del 27-3-2014 - Suppl. Ordinario n. 27​) recepimento della Direttiva Europea 2010/75/EU, che modifica la normativa in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale nonchè sostituisce il D.Lgs. 133/2005 (impianti incenerimento e coincenerimento) e apporta variazioni al D.Lgs. 152/2006 per quanto concerne i grandi impianti di combustione ed emissioni di COV (Composti Organici Volatili).

I principali concetti innovativi introdotti sono:
  • l'estensione del campo di applicazione per le attività IPPC;

  • l’emanazione delle “BAT conclusion” (documenti di riferimento - Decisioni EU che fissano le nuove condizioni di esercizi e i relativi valori limite);

  • la frequenza delle ispezioni ambientali regolata sulla valutazione del rischio ambientale;

  • l'introduzione di sanzioni amministrative e penali differenziate in base alle diverse tipologie di violazione.

  • il superamento del concetto di rinnovo a favore di quello di "riesame con valenza di rinnovo" che è disposto dalla Autorità Competente.
 
I concetti chiave riguardano:
  • un approccio integrato sia nel coordinamento tra i vari soggetti sia nella valutazione dei diversi aspetti ambientali per limitare il trasferimento dell’inquinamento da un comparto all’altro;
  •  
  • il superamento dell’approccio command and control con il coinvolgimento del gestore dell’impianto, quale soggetto attivo e propositivo;
  •  
  • la messa a punto di un piano di monitoraggio da parte dell’azienda che copra tutta la validità dell’Autorizzazione;
  •  
  • la trasparenza del procedimento amministrativo e il coinvolgimento del pubblico e di tutti i portatori di interessi;

  • la pubblicizzazione dei risultati dei controlli e dei monitoraggi.
Quest’autorizzazione promuove la progressiva adozione delle migliori tecniche disponibili (fissate in documenti tecnici che la normativa definisce BAT - Best Available Technique o MTD - Migliori tecniche disponibili) in fase di progettazione, gestione, manutenzione e dismissione dei processi industriali. Il fine è di ottenere un alto livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso e di prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento con interventi alla fonte nonché garantire una gestione accorta delle risorse naturali spingendo i processi verso livelli di efficienza sempre più elevati.


SPECIFICHE AIA 

Il riesame dell'AIA con valenza di rinnovo è disposto dalla Autorià Competente entro 4 anni nel caso di pubblicazione di nuove BAT ​Conclusion o in assenza di variazioni entro 10 anni (tali termini diventano 12 anni nel caso di certificazioni ISO 14000 e 16 anni nel caso di registrazioni EMAS).
Il gestore ha comunque l'obbligo di comunicare le modifiche che potrebbero avere come conseguenza l'emissione di una nuova AIA da parte della Autorità Competente.
 
L'AIA, in quanto autorizzazione all'esercizio, non costituisce in genere "autorizzazione alla realizzazione di un impianto", salvo nel caso delle discariche. Viceversa, in alcuni casi, provvedimenti di ampia portata (quali la VIA) relativi alla realizzazione degli impianti possono avere anche valore di prima AIA.

 
CHI É SOGGETTO A TALE AUTORIZZAZIONE
 
Le categorie di attività soggette a tale autorizzazione sono dettagliatamente indicate dalla norma (allegato VIII alla Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006), e in sintesi sono:
  1. Attività energetiche
  2.  
  3. Produzione e trasformazione metalli
  4.  
  5. Industrie dei prodotti minerali
  6.  
  7. Impianti chimici

  8. Gestione rifiuti
  9.  
  10. Altre attività quali ad esempio: allevamenti e impianti per trattamento di superfici con utilizzo di solventi
Rispetto agli impianti soggetti per la normativa precedente l'ingresso numericamente più rilevante è quello relativo agli impianto di trattamento rifiuti.


MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI (MTD) o BEST AVAILABLE TECHNIQUES (BAT)
Nell’ottica di raggiungere elevati livelli di prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento, un ulteriore elemento di novità che contraddistingue l’AIA consiste nel fatto che le nuove autorizzazioni, ed i conseguenti controlli, si fondano sull’adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) - o Best Available Techniques (BAT) - in riferimento a quanto disposto dall’art. 29-bis del D.Lgs 152/06.
Si tratta di soluzioni tecniche impiantistiche, gestionali e di controllo - che interessano le fasi di progetto, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura di un impianto - finalizzate ad evitare, o qualora non sia possibile, ridurre le emissioni nell’aria, nell’acqua, nel suolo, oltre alla produzione di rifiuti. La prescrizione di adottare certe tipologie di BAT e la conseguente adozione delle stesse da parte dei gestori degli impianti deve comunque garantirne l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente idonee nell’ambito del relativo comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale; per queste ragioni le BAT vengono periodicamente aggiornate in funzione delle innovazioni e dei progressi tecnologici raggiunti. I documenti di riferimento, non vincolanti, finalizzati a rendere diffusa ed efficace la conoscenza sulle BAT disponibili, i cosiddetti BAT reference documents (BRefs), sono predisposti a livello europeo e sono disponibili sul sito dell’European IPPC Bureau.
Tali documenti, specifici per le varie tipologie di attività produttive, riportano, in particolare, le tecniche applicate, i livelli attuali di emissione e di consumo, le tecniche considerate per la determinazione delle migliori tecniche disponibili nonché le conclusioni sulle BAT. Queste ultime - cosiddette BAT Conclusion - contengono una sintesi sulle migliori tecniche disponibili comprendente la loro descrizione, le informazioni per valutarne l’applicabilità, i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (i cosiddetti BAT -AEL), il monitoraggio necessario, i livelli di consumo, ecc.: entro 4 anni dall’uscita delle BAT Conclusion le autorizzazioni devono essere, se necessario, aggiornate e le installazioni adeguate.  Regione Lombardia, in esito alla pubblicazione delle BAT Conclusion per i vari comparti produttivi, ha avviato tavoli di confronto con le associazioni di categoria, le autorità competenti e ARPA, finalizzati alla individuazione di criteri omogenei per la gestione degli atti autorizzativi.


CIRCOLARE 6 - Adempimenti connessi al D.Lgs.46/2014
L’entrata in vigore del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 recante “Attuazione delle Direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)”, ha introdotto nuove e rilevanti disposizioni in materia di Autorizzazioni Integrate Ambientali (A.I.A.), estendendo l’ambito di applicazione a installazioni precedentemente non soggette all’AIA, che sono tenute a presentare l’istanza di autorizzazione entro il prossimo 7 settembre. Allo scopo di fornire indicazioni utili ad una uniforme materia di Autorizzazioni Integrate Ambientali (A.I.A.), estendendo l’ambito di applicazione a installazioni precedentemente non soggette all’AIA, che sono tenute a presentare l’istanza di autorizzazione entro il prossimo 7 settembre. Allo scopo di fornire indicazioni utili ad una uniforme applicazione della nuova normativa AIA a livello regionale, la Regione Lombardia ha emanato la circolare n. 6 del 4/08/2014.
 


VERIFICA DI SUSSISTENZA/RELAZIONE DI RIFERIMENTO
D.G.R. 18/04/2016, n. 5065: Indirizzi per l’applicazione del D.M. n. 272 del 13.11.2014

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 4 marzo 2014, n. 46 - Attuazione della direttiva 2010/75/UE relativo alle emissioni industriali - sono state apportate diverse e sostanziali modifiche alla parte seconda del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 relativa alle Autorizzazioni integrate ambientali (A.I.A.).
Tra queste, l’introduzione dell’obbligo, previsto all’art. 29-ter (comma 1, lett. m) di presentare, nell’ambito dell’istanza di A.I.A., per le attività che comportano “l'utilizzo, la produzione o lo scarico di sostanze pericolose e, tenuto conto della possibilità di contaminazione del suolo e delle acque sotterrane nel sito dell'installazione, una relazione di riferimento elaborata dal gestore prima della messa in esercizio dell'installazione o prima del primo aggiornamento dell'autorizzazione rilasciata, per la quale l'istanza costituisce richiesta di validazione”.
Con il D.M. n. 272 del 13 novembre 2014 (G.U. – S.G. n. 4 del 7.01.2015) “Decreto recante le modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all'art. 5, comma 1, lettera v-bis), del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152", il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha stabilito le modalità con le quali assolvere all'obbligo di predisposizione della relazione di riferimento, ivi incluse le scadenze per l’attuazione delle disposizioni ivi previste, relativamente alle sole installazioni di competenza Statale.
Successivamente, il MATTM, a seguito del confronto con le Regioni nell’ambito del Tavolo di coordinamento nazionale per l'uniforme applicazione della disciplina in materia di A.I.A., ha emanato due circolari di chiarimento (n. 22295 del 27.10.2014 e n. 12422 del 17.06.2015) finalizzate, tra l’altro, a fornire indicazioni applicative in merito all’attuazione del D.M. 272/2014.
Ciò premesso, al fine di assicurare la massima omogeneità applicativa possibile sul territorio regionale delle disposizioni comunitarie e nazionali succitate inerenti gli obblighi connessi alla Relazione di Riferimento per le installazioni soggette ad A.I.A., Regione Lombardia ha emanato la D.G.R. del 18 aprile 2016, n. 5065 con la quale si forniscono agli Enti interessati ed ai Gestori delle installazioni soggette ad A.I.A.:
  1. indicazioni per la presentazione degli esiti della procedura di verifica di cui all’articolo 3, comma 2, del DM 272/2014 e della relazione di riferimento (ove dovuta) di cui all’articolo 5, comma 1, lettera v-bis), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 [allegato 1 alla DGR];
  2. Indicazioni per la predisposizione della verifica di sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento (ex art. 3, comma 2, del DM 272/2014) [allegato 2 alla DGR].
Per agevolare i Gestori nella predisposizione della procedura di verifica cui all’articolo 3, comma 2 del DM 271/2014 sono, inoltre, messe a disposizione la modulistica in formato word ed Excel per la redazione delle tabelle 1, 2 e 3 riportate nell’allegato 2 alla DGR, nonché le istruzioni per la relativa compilazione.

Allegati:

Enti competenti per il rilascio dell’AIA 
 
La LR 24/2006 individua la Provincia quale Autorità competente per il rilascio, il rinnovo e il riesame dell’AIA relativamente a tutti gli impianti soggetti a tale disciplina, ad eccezione di quelli di competenza statale (Allegato XII alla parte seconda D.Lgs. 152/2006 s.m.i.) per i quali l'autorità competente è il Ministero e di quelli di competenza regionale, ai sensi dell’art. 17 della LR 26/2003 (impianti per l’incenerimento dei rifiuti urbani, per la gestione dei rifiuti di amianto, impianti di carattere innovativo per la gestione dei rifiuti).
 
 
Che cosa fa ARPA
 
NELL'AMBITO DELLA VALIDITÀ DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
 
ARPA Lombardia svolge attività di:
  • controllo per conto dell'Autorità Competente e sulla base di un piano d'ispezione ambientale regionale presso le aziende che rientrano nelle Aziende AIA, ovvero quelle attività elencate negli Allegati VIII e XII alla Parte Seconda del D.Lgs. 152/20​06, la cui autorizzazione viene rilasciata dal Ministero dell’Ambiente;
  •  
  • rilascio pareri alla Provincia all'interno della conferenza dei servizi sul Piano di Monitoraggio presentato dalle aziende;
  •  
  • supporto tecnico agli Enti (quali la Regione e le Province) nell’emanazione e preparazione di linee guida attraverso la partecipazione ai Tavoli Tecnici coordinati da Regione Lombardia (fornisce ad es. chiarimenti e documenti interpretativi al fine di garantire l’uniformità di applicazione sul territorio lombardo e valuta le problematiche connesse all’applicazione di talune normative, come la Direttiva Comunitaria IED).
Solo in caso di apposite convenzioni con la Provincia, esegue l’istruttoria tecnica in cui vengono fissate anche le prescrizioni da osservare oltre al Piano di Monitoraggio.

 
IN RIFERIMENTO AL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO

ARPA esprime il proprio parere in merito al Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) proposto dall’azienda, parte integrante della domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). La redazione del Piano di Monitoraggio e Controllo consente al gestore di individuare ed attuare un appropriato sistema di autocontrollo per monitorare, con una determinata frequenza, l’impatto ambientale dell’impianto lungo tutta la durata dell’AIA.
 
Il PMC prevede una serie di aspetti ambientali e gestionali dell’azienda che saranno oggetto di ispezione da parte di ARPA quali:
  • le componenti ambientali che entrano in gioco nei processi gestiti dall’impianto (consumo di materie prime, combustibili, acqua ed energia);
  •  
  • i fattori di gestione dell’impianto (analisi sulle fasi critiche dell’impianto, interventi di manutenzione, etc.);
  •  
  • ​gli indicatori di performance ambientale che sono in grado di fornire informazioni sull’efficienza dell'impianto.
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