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Deflusso Minimo Vitale (DMV)

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Perchè il DMV - Deflusso Minimo Vitale?

La possibilità di derivare acqua dai corpi idrici naturali ha contribuito nel corso dei tempi alla sviluppo ed al progresso dell’umanità. Basti pensare alle tipologie di utilizzo della risorsa idrica: potabilità, uso sanitario, possibilità di irrigazione e conseguente sviluppo dell’agricoltura e, non ultima, la possibilità di produrre energia (uso idroelettrico).
Di contro, lo sfruttamento delle acque ha progressivamente innescato un inevitabile deterioramento dell’ambiente fluviale e degli ecosistemi ad esso collegati
Con particolare riferimento all’uso idroelettrico della risorsa idrica, negli ultimi decenni del secolo scorso ci si è trovati a dover far coesistere due differenti esigenze: da un lato la necessità di soddisfare il fabbisogno energetico nazionale e l’esigenza di produrre energia “pulita” (incentivi economici, incentivi fiscali, certificati verdi) e dall’altro lato la necessità di tutelare l’acqua, in quanto risorsa limitata, e gli ambienti e gli ecosistemi ad essa strettamente collegati.
L’introduzione del Deflusso Minimo Vitale nasce proprio da quest’ultima esigenza ponendosi come obiettivi la salvaguardia delle caratteristiche fisiche (morfologiche, idrologiche ed idrauliche) dei corsi d’acqua, il miglioramento della qualità delle acque ed il mantenimento degli ecosistemi naturali.


La politica di Regione Lombardia sul DMV
In Lombardia il Programma di Tutela e Uso delle Acque (PTUA) specifica le modalità di applicazione del DMV sui corsi di acqua naturali già a partire dal 2008, prevedendo che tutte le derivazioni insistenti sui corsi d’acqua naturali lombardi siano adeguate a garantire la presenza, a valle delle opere di presa, di una quantità di acqua minima.
Il DMV è determinato e applicato secondo le modalità e i criteri stabiliti dal PTUA stesso.
La Legge Regionale n. 9/2013 modifica la Legge Regionale n. 26/2003 -Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale.
Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche- e introduce l’articolo 53 ter -Disposizioni per l’applicazione del Deflusso Minimo Vitale- che recita “Per le concessioni di derivazione d’acqua pubblica a scopo idroelettrico rilasciate o rinnovate a decorrere dall’entrata in vigore della legge recante «Disposizioni in materia ambientale. Modifiche alle leggi regionali n. 26/2003 […], n. 7/2012 (Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione) e n. 5/2010 (Norme in materia di valutazione di impatto ambientale)» è previsto l’obbligo di installare, presso ogni opera di presa ubicata su corsi d’acqua naturali, sistemi per la misurazione e il monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale rilasciato in alveo dalle opere di presa. L’installazione degli strumenti di misura non deve comportare impatti negativi sull’ambiente naturale”.
Con la Deliberazione della Giunta Regionale del 3 luglio 2015 n. X/3783 (bollettino ufficiale, Serie Ordinaria n. 29 - Lunedì 13 luglio 2015), Regione Lombardia ha definito le specifiche tecniche e le modalità operative per l’installazione dei dispositivi, le modalità per la misurazione e la trasmissione dei dati, nonché i casi in cui non sussistono le condizioni tecniche per l’installazione, la misurazione e la trasmissione dei dati.


Come si calcola il DMV?
Il valore complessivo del DMV alla generica sezione di ogni corso d’acqua naturale è costituito da una “componente idrologica” calcolata sulla base della portata naturale media annua (QMEDIA) e da eventuali fattori correttivi di tale componente. La formula per il calcolo del DMV è indicata all’art. 31, comma 2 delle NTA del PTUA; i fattori correttivi sono esplicitati all’art. 32 delle NTA.
 
QDMV [l/s] = k*qMEDA*S*M*Z*A*T
 
dove:

S [km2]: Superficie del bacino imbrifero complessivo sotteso dall’opera di presa, comprese le aree eventualmente già interessate da derivazioni esistenti a monte della captazione prevista;
k: Parametro sperimentale determinato per singole aree idrografiche, che esprime la percentuale della portata media che deve essere considerata;
qMEDA [l/s*km2]: Portata specifica media annua per unità di superficie del bacino (QMEDIA/S); k*qMEDA*S è la “componente idrologica” del DMV, e corrisponde per tutti i corsi d’acqua al 10% della portata naturale media annua (QMEDIA) nella sezione di derivazione;
M: Parametro morfologico, che esprime l’attitudine dell’alveo (pendenza, morfologia, permeabilità, pools, ecc.) a mantenere le portate di deflusso;
Z: Parametro che tiene conto delle esigenze naturalistiche (N), di fruizione turistico - sociale (F) e della presenza di carichi inquinanti (Q);
A: Parametro che tiene conto dell’interazione tra acque superficiali e sotterranee, e che esprime le esigenze di maggiore o minore rilascio dovuto al contributo delle acque sotterranee alla formazione dei deflussi in alveo;
T: Parametro che tiene conto della modulazione nell’arco dell’anno dei rilasci dalle opere di presa, in funzione degli obiettivi di tutela definiti per i tratti di corso d’acqua sottesi dalla derivazione (tutela dell’ittiofauna, fruizione turistica - ricreativa, o per altre esigenze di carattere ambientale).

In alternativa alla metodologia di calcolo sopra indicata, il valore complessivo del DMV alla generica sezione potrà essere determinato dal concessionario sulla base di una apposita sperimentazione condotta ai sensi dell’art. 34, comma 4 delle NTA.