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Deflusso Minimo Vitale (DMV)

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Rete di monitoraggio
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La Rete di monitoraggio telematico in continuo del DMV è stata progettata da ARPA Lombardia, in risposta ai dettami della Legge regionale 26/2003, art. 53 ter, per raccogliere i dati delle portate di DMV rilasciate, oltre che i corrispondenti valori dello stato della derivazione (attiva/non attiva), presso gli impianti idroelettrici che utilizzano acqua pubblica sul territorio lombardo.
 
Flusso monitoraggio DMV
I dati raccolti dovranno, essere trasmessi dai concessionari al server FTP di ARPA per essere elaborati. Il sistema di controllo informatizzato di ARPA sarà in grado di valutare se gli impianti monitorati rispettino o meno il DMV imposto dall’Autorità Concedente e potrà generare in automatico segnali di criticità o di allarme in caso di mancata osservanza dei limiti di concessione.
Schema monitoraggio DMV
 
Il sistema informatico non si sostituisce alle buone pratiche e alle modalità di controllo del rispetto del deflusso minimo vitale già messe in atto da parte delle autorità concedenti con metodi tradizionali; eventuali informazioni ottenute sulla base di riscontri diretti sono quindi considerate prioritarie rispetto a quelle fornite dal sistema.

 
Quali impianti sono soggetti alle prescrizioni

Secondo la L.R. 26/2003, art. 53 ter, comma1:
Secondo la L.R. 26/2003, art. 53 ter, comma1 bis, l’obbligo di installazione di cui al comma 1 è esteso a:
  • derivazioni superficiali di acqua pubblica ad uso idroelettrico già concesse o rinnovate alla data di entrata in vigore della legge regionale 29 ottobre 2013, n. 9 per le quali, alla data di entrata in vigore della legge recante "Assestamento al bilancio 2015/2017 – I° provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali", non è stata ultimata la procedura di approvazione del progetto esecutivo ai sensi del D.Lgs. 387/2003;
  • tutte le derivazioni superficiali di acqua pubblica soggette a sperimentazione del deflusso minimo vitale per le quali il relativo provvedimento contenente le determinazioni conclusive prevede o prevedrà un valore di DMV inferiore al 10 per cento della portata media naturale annua (componente idrologica) anche limitatamente ad alcuni periodi dell'anno.
 
Quali impianti sono esclusi

Secondo la L.R. 26/2003, art. 53 ter, comma2: l'Autorità Concedente esclude dall'obbligo di cui al comma 1:
  • le opere di presa per le quali la portata concessa è inferiore allo 0,5 per cento della portata media naturale annua del corso d'acqua in corrispondenza della sezione di derivazione;
  • le opere di presa esonerate dal rilascio del DMV in attuazione delle disposizioni contenute nel PTUA di cui all'articolo 45 comma 3. 

Tempistiche iter autorizzativo

Per le nuove concessioni: l'Autorità Concedente provvede a richiamare nel disciplinare di concessione l'obbligo previsto dalla L.R. n. 26/2003 art. 53 ter; l'approvazione del relativo progetto, redatto dal Concessionario secondo quanto stabilito nella Deliberazione della Giunta regionale 3 luglio 2015, n. X/3783 “Specifiche tecniche e procedurali relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del deflusso minimo vitale, in attuazione all’art. 53 ter, comma 4, della legge regionale n. 26/2003”, è contestuale al rilascio dell’Autorizzazione Unica alla realizzazione delle opere già oggetto di concessione secondo le procedure del D.Lgs. 387/2003 e ss.mm.ii.;

Per i rinnovi: il Concessionario che intenda ottenere il rinnovo della concessione presenta la relativa domanda unitamente al progetto di cui alla L.R. n. 26/2003 art. 53 ter che dovrà essere redatto secondo quanto stabilito nella Deliberazione della Giunta regionale 3 luglio 2015, n. X/3783 “Specifiche tecniche e procedurali relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del deflusso minimo vitale, in attuazione all’art. 53 ter, comma 4, della legge regionale n. 26/2003”; con il provvedimento di rinnovo l'Autorità Concedente impone l'installazione della relativa strumentazione;

Per le derivazioni superficiali di acqua pubblica soggette a sperimentazione del deflusso minimo vitale ricadenti nell’obbligo di monitorare in continuo i rilasci (art. 53 ter comma 1 bis della L.R. 26/2003) i termini per l’adempimento degli obblighi, secondo quanto stabilito nella Deliberazione della Giunta regionale 3 luglio 2015, n. X/3783 “Specifiche tecniche e procedurali relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del deflusso minimo vitale, in attuazione all’art. 53 ter, comma 4, della legge regionale n. 26/2003”, saranno indicati con atto del Direttore della Direzione regionale competente per materia.


Indicazioni operative per le Autorità Concedenti in caso di innesco di allarme da parte del sistema di controllo (D.G.R. 3/2015, n. X/3783)

In caso di innesco di allarme da parte del sistema di controllo, secondo la D.G.R. 3/2015, n. X/3783, le Autorità Concedenti operano come di seguito elencato:
  • l’autorità concedente interviene per quanto di propria competenza entro il termine massimo di 2 giorni lavorativi;
  • l’autorità concedente valuta eventuali inadempienze del concessionario sulla base della normativa vigente;
  • ciascuna autorità concedente attiva una casella di posta elettronica dedicata alla ricezione delle criticità e degli allarmi generati dal sistema.

Indicazioni operative per i concessionari in caso di innesco di allarme da parte del sistema di controllo (D.G.R. 3/2015, n. X/3783)

In caso di innesco di allarme da parte del sistema di controllo, secondo la D.G.R. 3/2015, n. X/3783, i Concessionari operano come di seguito elencato:
  • entro 24 ore dall’invio da parte del sistema informativo del primo avviso di allarme, il concessionario prende in carico la segnalazione e descrive dettagliatamente le cause che l’hanno generata;
  • qualora entro lo stesso lasso di tempo il sistema rilevi il ripristino delle regolari condizioni di rilascio del DMV, il concessionario chiude il processo di allarme tramite apposita sezione di sistema;
  • in caso di segnalazione di irregolari condizioni di rilascio del DMV, il concessionario, entro le medesime 24 ore, interrompe il prelievo di acqua mantenendo la derivazione in stato non attivo fino al persistere di tale condizione;
  • in caso di interruzione nel flusso dati, il concessionario - oltre ad interrompere il prelievo di acqua entro 24 ore dall’inizio della mancata trasmissione e mantenere la derivazione in stato non attivo fino al persistere di tale condizione - ripristina il regolare invio dei dati entro 5 giorni lavorativi, salvo eventuali deroghe che potranno essere autorizzati dall’autorità concedente in casi particolarmente complessi;

Contatti
 
Per richieste di informazioni di natura tecnica e/o informazioni a supporto delle varie fasi della procedura di allacciamento scrivere alla seguente casella di posta elettronica: retedmv@arpalombardia.it