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Controlli
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Nelle aziende a Rischio di Incidente Rilevante sono previste due tipologie di controllo.

 
Verifiche ispettive sui Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS)
 
Il Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) è uno strumento gestionale che le aziende a RIR devono obbligatoriamente adottare.
 
Esso è costituito dai seguenti elementi fondamentali stabiliti dal DM Ambiente 9 agosto 2000: 
  • organizzazione e personale;
  •  
  • identificazione e valutazione dei pericoli rilevanti;
  •  
  • controllo operativo; 
  •  
  • gestione delle modifiche;
  •  
  • pianificazione dell’emergenza;
  •  
  • controllo delle prestazioni;
  •  
  • controllo e revisione.
 
Le verifiche ispettive sui Sistemi di Gestione della Sicurezza (SGS) adottati dai gestori degli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti sono stabilite dai seguenti riferimenti tecnico - normativi:
  • ​​​​​dal decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto legislativo n. 238 del 2005, in particolare dall’articolo 25;
  •  
  • dal decreto del Ministero dell’Ambiente 9 agosto 2000;
  •  
  • dal provvedimento della Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (DSA ​- DEC - 2009 0000232 del 25/03/2009).
 
In che cosa consistono le verifiche

Le verifiche ispettive consistono in un esame pianificato e sistematico dei sistemi tecnici, organizzativi e di gestione applicati nello stabilimento, per verificare e assicurare che il gestore abbia adottato misure adeguate per prevenire possibili incidenti rilevanti e che disponga dei mezzi sufficienti per limitarne le conseguenze in caso di accadimento sia all’interno che all’esterno del sito.
 
Accanto ad una verifica documentale/gestionale, vengono effettuati sopralluoghi presso gli impianti, analizzati gli esiti dei precedenti controlli e verificata l’ottemperanza dell’impresa alle prescrizioni e raccomandazioni date dall’autorità competente. 
 
Preliminarmente alla verifica ispettiva il gestore deve compilare la seguente documentazione:
  • ​​analisi dell’esperienza operativa: allegato 2 del DSA- DEC - 2009 0000232 del 25/03/2009 in cui vengono raccolti e analizzati gli eventi occorsi nello  stabilimento in termini di incidenti, quasi incidenti, anomalie e malfunzionamenti;

  • riscontri sugli elementi del sistema di gestione delle sicurezza: allegato 3 del DSA- DEC - 2009 0000232 del 25/03/2009 per la verifica di completezza formale dell’SGS adottato dall’azienda rispetto ai requisiti stabiliti dal DM 9/08/2000.
 
Chi svolge le verifiche
 
Negli stabilimenti in articolo 8 le verifiche ispettive sono predisposte dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare tramite la nomina di commissioni costituite da funzionari del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, ARPA, Ispra e Inail (ex Ispesl).
 
Negli stabilimenti in articolo 6 le ispezioni sono invece disposte dalla Regione - sulla base di un programma annuale di controllo predisposto dalla competente Direzione Generale della Giunta regionale d’intesa con l’ARPA - tramite commissioni composte da funzionari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco territorialmente competenti e ARPA stessa.
 
L’espletamento di tale attività segue quanto previsto nella Delibera Giunta Regionale 3 febbraio 2010 n. 11182.
 
 
Istruttoria tecnica del Rapporto di Sicurezza (RdS)
 
Il Rapporto di Sicurezza è un documento obbligatorio per i gestori degli stabilimenti in articolo 8  del D.Lgs. 334/1999 e s.m.i. e costituisce uno strumento essenziale per la prevenzione degli incidenti rilevanti e la limitazione delle conseguenze per l’uomo e per l’ambiente.
 
Esso fornisce alle Autorità competenti informazioni dettagliate sulla localizzazione dello stabilimento, le attività svolte, i processi e i pericoli ad esse associate, gli strumenti tecnici e gestionali adottati per garantire condizioni di sicurezza nell’esercizio degli impianti e prevenire possibili incidenti. Nel RdS vengono inoltre evidenziati gli eventuali impatti derivanti dal rischio di incidente sul territorio circostante lo stabilimento. 
 
I criteri da seguire, i dati e le informazioni richieste per la predisposizione del Rapporto di Sicurezza sono contenuti nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989 in particolare all’Allegato I.
 
 
In che cosa consiste l’istruttoria
 
In base all’articolo 21 del D.Lgs. 334/1999 e s.m.i. sono previsti controlli periodici finalizzati ad accertare la correttezza della valutazione del rischio e l’adeguatezza delle misure preventive e protettive messe in atto dal gestore per la limitazione del rischio. 
 
In particolare l’istruttoria tecnica del Rapporto di Sicurezza ha lo scopo di: valutare l’idoneità e l’efficacia dell’analisi di rischio; verificare la corrispondenza delle informazioni contenute nel RdS a quanto effettivamente attuato da parte del gestore; rilevare le situazioni di carattere impiantistico e gestionale sulle quali è opportuno intervenire per prevenire il rischio di incidente rilevante; migliorando le condizioni di sicurezza interne ed esterne allo stabilimento (sicurezza della popolazione, protezione ambientale, sicurezza dei lavoratori, sicurezza dei processi); verificare la conformità della documentazione alle disposizioni di legge.
 
 
Chi svolge le verifiche
 
L’autorità competente per lo svolgimento delle istruttorie tecniche dei Rapporti di Sicurezza è il Comitato Tecnico Regionale (CTR), presieduto dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. 
 
È un organo inter-istituzionale costituito - oltre che dai V.V.F. - da Regione, ARPA, Inail (ex Ispesl), Comune e Provincia territorialmente competenti.
 
L’istruttoria tecnica si conclude con un atto che contiene le valutazioni tecniche finali, le eventuali prescrizioni integrative e, qualora le misure adottate dal gestore per la prevenzione e la riduzione di incidenti rilevanti siano nettamente insufficienti, viene prevista la limitazione o il divieto di esercizio.​​​