ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Aria

Metodologia

Il sistema IN.EM.AR

Per l’elaborazione dell’inventario di emissioni regionale ARPA Lombardia utilizza il sistema IN.EM.AR. (INventario EMissioni Aria), nato nell’ambito del Piano Regionale Qualità dell’Aria (PRQA), gestito e sviluppato dal 2003 da ARPA Lombardia. E' un sistema progettato per realizzare l'inventario delle emissioni in atmosfera, ovvero stimare le emissioni a livello comunale dei diversi inquinanti, per ogni attività della classificazione Corinair e tipo di combustibile. Dal punto di vista informatico, è un database sviluppato in RDBMS Oracle 10i, installato su server e gestito attraverso varie postazioni client.
Contiene le procedure e gli algoritmi utilizzati per la stima delle emissioni secondo le diverse metodologie, raggruppati in moduli di calcolo.

Si presenta, in ambito nazionale, come uno degli strumenti per la redazione di inventari delle emissioni più funzionali e ricchi di dati, utilizzato da diversi soggetti pubblici per l'espletamento delle funzioni di propria competenza relativi agli inventari delle emissioni.

Per tali motivi il sistema viene utilizzato dal 2006 per la redazione degli inventari delle emissioni di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia e delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano nell’ambito di una Convenzione interregionale. La Regione Marche ha aderito a tale convenzione dal 2009 al 2011.

Nel corso degli anni sono stati sviluppati strumenti interattivi in ambiente “WIKI” (sito internet che permette ai propri utenti di aggiungere, modificare o cancellare contenuti attraverso il canale web) che permettono di rendere fruibile all’utente l’informazione completa ed aggiornata sulla struttura e sul funzionamento del database INEMAR.

Per saperne di più

http//www.inemar.eu/xwiki/bin/view/InemarWiki/

Metodologia di stima delle emissioni

Per la stima delle emissioni è necessario raccogliere diversi tipi di variabili: indicatori di attività (consumo di combustibili, consumo di vernici, quantità incenerita, ed in generale qualsiasi parametro utile a quantificare l'attività emissiva), fattori di emissione, dati statistici necessari per la disaggregazione spaziale e temporale delle emissioni.

La metodologia ideale per la realizzazione di un inventario delle emissioni è quella che prevede la quantificazione diretta, tramite misurazioni, di tutte le emissioni delle diverse tipologie di sorgenti per l'area e il periodo di interesse.

È evidente che questo approccio non è nella pratica utilizzabile, in quanto da un lato gli inventari generalmente riguardano territori estremamente vasti (ad esempio un'intera regione) dall'altro alcune tipologie di emissioni (ad esempio quelle derivanti dalle attività agricole) per loro stessa natura sono difficilmente quantificabili completamente con misurazioni.

Approfondimento

L'approccio "analitico" è uno strumento fondamentale solo per alcune particolari tipologie di sorgenti, tipicamente grandi impianti industriali (ad esempio centrali termoelettriche, inceneritori, cementifici) le cui emissioni sono generalmente molto rilevanti e per questo controllate tramite sistemi di monitoraggio in continuo. I dati raccolti da questi sistemi ben si prestano ad essere elaborati statisticamente per fornire l'emissione complessiva della sorgente.

L'utilizzo dei dati rilevati in impianti industriali di minori dimensioni è invece più problematico in quanto tali dati derivano da misure periodiche condotte con altre finalità, quali la verifica dei limiti alle emissioni imposti dalle normative. Con l'utilizzo dei dati derivanti dagli autocontrolli previsti dalle autorizzazioni AIA-IPPC, è aumentato il numero e la rappresentatività dei dati relativi alle emissioni misurate presso gli impianti, che comunque non coprono tutti gli impianti industriali esistenti e tutti gli inquinanti oggetto dell'inventario emissioni.

È quindi necessario ricorrere ad un altro approccio ed effettuare la stima sulla base di un indicatore, che caratterizza l'attività della sorgente, e di un fattore di emissione specifico del tipo di sorgente, di processo industriale e della tecnologia di depurazione adottata. Questo metodo si basa dunque su una relazione lineare fra l'attività della sorgente e l'emissione che, a livello generale, può essere scritta come segue:

Ei = A * FEi

dove:

Ei = emissione dell'inquinante i (t/anno);
A = indicatore dell'attività (ad es. quantità prodotta, consumo di combustibile, numero di capi);
FEi = fattore di emissione dell'inquinante i (ad es. g/t di prodotto, kg/kg di solvente, g/abitante).

La bontà di questa stima dipende dalla precisione dei "fattori di emissione", tanto maggiore quanto più si scende nel dettaglio dei singoli processi produttivi, utilizzando specifici fattori di emissione caratteristici della tipologia impiantistica.

I fattori di emissione e le metodologie utilizzati hanno come riferimento il manuale EMEP–CORINAIR , conformemente a quanto previsto dall’appendice V del D.Lgs. 155/2010, art. 22 “Criteri per l’elaborazione degli inventari di emissioni” ed altri database o metodologie internazionali le Linee Guida IPCC, IPPC, US-EPA Air Chief etc.

Per i processi di combustione viene generalmente scelto come indicatore di attività il consumo di combustibile, mentre per i processi industriali gli indicatori privilegiati sono le quantità di prodotto o di materiali processati nel settore di cui si vuole stimare l'emissione. Anche per cicli industriali che hanno come base la combustione (es. cementifici) il contatto con i materiali può alterare, a volte in modo sostanziale, l'emissione attesa dalla combustione senza contatto. L'indicatore utilizzato è naturalmente lo stesso a cui fa riferimento il fattore di emissione.

La classificazione utilizzata per la redazione del l'inventario di Regione Lombardia è quella definita nell'ambito del progetto CORINAIR nella sua versione denominata SNAP 97, integrata nel corso degli anni con nuove attività ritenute significative aggiunte alla nomenclatura di base. Il codice che identifica le attività è formato da tre coppie di cifre, rappresentanti rispettivamente il macrosettore, il settore e l'attività a cui si riferisce la stima delle emissioni.

Per saperne di più

Metodologia INEMAR



 
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