ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Bonifiche e siti contaminati

VALORI DI FONDO NATURALE

Il concetto di valore di fondo naturale per un contaminante nei suoli e nelle acque sotterrane è oggi più che mai richiamato nella normativa di riferimento nazionale e regionale in ambito di gestione delle terre e rocce da scavo, bonifica dei siti contaminati, piani di gestione dell’inquinamento diffuso e protezione dei corpi idrici sotterranei dall’inquinamento e dal deterioramento.

Il valore di fondo naturale, una volta definito per uno specifico ambito territoriale, può costituire il valore di riferimento da utilizzare nella gestione operativa delle matrici ambientali in sostituzione delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di cui alla tabella 1 dell’allegato 5 al titolo V, parte IV del dlgs 152/06.


Quadro di riferimento legislativo

Nello specifico, per quanto concerne la bonifica dei siti contaminati e la gestione delle terre e rocce da scavo, il concetto di valore di fondo è stato introdotto nella normativa italiana con il decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale” (c.d. “testo unico ambientale”) nel quale, all’articolo 240, comma 1, lettera b), viene specificato che nel caso in cui un sito potenzialmente contaminato sia ubicato in un’area interessata da fenomeni antropici o naturali che abbiano determinato il superamento di una o più concentrazioni soglia di contaminazione, queste ultime si assumono pari al valore di fondo esistente per tutti i parametri superati.

Il decreto del Presidente della Repubblica del 13 giugno 2017, n. 120, “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164” ha dato grande risalto al tema dei valori di fondo naturale e della loro determinazione. L’articolo 11 “Terre e rocce da scavo conformi ai valori di fondo naturale” del decreto, prevede che qualora la realizzazione dell’opera interessi un sito in cui, per fenomeni di origine naturale, nelle terre e rocce da scavo le concentrazioni dei parametri di cui all’allegato 4, superino le concentrazioni soglia di contaminazione di cui alle colonne A e B, Tabella 1, Allegato 5, al Titolo V, della Parte IV, del decreto n. 152 del 2006, è fatta salva la possibilità che le concentrazioni di tali parametri vengano assunte pari al valore di fondo naturale esistente. Lo stesso articolo specifica che il proponente l’opera deve segnalare il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione e presentare all’ARPA territorialmente competente un piano di indagine per definire i valori di fondo naturale da assumere.

Infine, la legge 29 luglio 2021, n. 108 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure” ha ulteriormente ribadito il ruolo dell’Agenzia nella determinazione dei valori di fondo naturale. Infatti, l’articolo 37 “Misure di semplificazione per la riconversione dei siti industriali” della legge ha modificato l’articolo 242 del testo unico ambientale, concernente le procedure operative e amministrative di bonifica, inserendo il comma 13 ter che attribuisce espressamente alle ARPA, analogamente a quanto previsto dall’articolo 11 del DPR 120/17 per le terre e rocce da scavo, la competenza a definire il valore del fondo naturale o antropico sulla base dei risultati di un piano di indagine presentato, condiviso e realizzato con il soggetto proponente, fatta comunque salva la facoltà dell’ARPA territorialmente competente di esprimersi sulla compatibilità delle CSC rilevate nel sito con le condizioni geologiche, idrogeologiche e antropiche del contesto territoriale in cui esso è inserito e di ricondurre le CSC riscontrate nel sito ai valori di fondo.

 

Progetto SUOLI - definizione dei valori di fondo naturale

Con riferimento al contesto normativo sopra richiamato, nel 2021 ARPA Lombardia ha avviato un progetto di studio finalizzato all’individuazione di una metodica per la definizione dei valori di fondo naturale nei suoli, applicabile sull’intero territorio regionale, sviluppata in conformità con le “Linee guida per la determinazione dei valori di fondo per i suoli e per le acque sotterranee” (Linee Guida n.8 del 2018) del Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente (SNPA). 

L’obiettivo ultimo del progetto è quello di pervenire, nel tempo, ad una mappatura delle aree interessate da valori di fondo naturale in Lombardia, che agevoli la gestione dei materiali da scavo e degli interventi di bonifica. 

Si è deciso di adottare come area pilota il territorio del Comune di Livigno, sulla base delle conoscenze pregresse a disposizione dell’Agenzia, che indicano la presenza diffusa di arsenico di origine naturale in tutta l’Alta Valtellina, e per il fatto che essa potrà essere interessata, nei prossimi anni, da numerosi interventi di riqualificazione, a seguito della sua designazione come una delle sedi dei Giochi olimpici invernali 2026. 

Il progetto di studio è stato svolto da ARPA Lombardia in collaborazione con il Comune di Livigno, ANCE Lecco Sondrio e Confartigianato Imprese Sondrio, mediante la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, al fine di coinvolgere i diversi soggetti (sia pubblici che privati) interessati alla definizione dei valori di fondo naturale, integrare le diverse conoscenze e professionalità e suddividere gli oneri economici per sviluppare un lavoro più approfondito ed esaustivo. 

ARPA Lombardia ha predisposto un piano di campionamento che è stato condiviso con il Comune di Livigno. Il Comune si è fatto carico delle attività di campo che sono state svolte alla presenza dei tecnici dell’Agenzia. I campioni sono stati analizzati presso un laboratorio incaricato dal Comune, ma quota parte degli stessi è stato analizzato anche presso il laboratorio ARPA, per la validazione del set di dati totale. 

L’Agenzia ha svolto l’analisi dei dati per identificare le eventuali correlazioni con le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, pedologiche, ecc. del territorio indagato e l’elaborazione statistica per determinare il valore rappresentativo della concentrazione di arsenico nel suolo.

Il valore di fondo determinato è pari a 56 mg/kg ed è ritenuto rappresentativo per tutta l’area indagata che coincide con l’intero territorio comunale fatta eccezione per la porzione più a nord caratterizzata dall’affioramento delle falde carbonatiche dell’Ortles e di Quattervals che non sono state oggetto di indagine. Le modalità di applicazione del valore di fondo determinato sono indicate nel documento dal titolo “Norme tecniche di attuazione consultabile al link riportato di seguito unitamente alla relazione tecnica dell’intero progetto con i relativi allegati.

 

Relazione tecnica 

Norme tecniche di attuazione



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