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Earth Day 2020, Arpa fa il punto sul clima in Lombardia

​Si celebra domani, 22 aprile, il 50° anniversario della Giornata della Terra, la più grande manifestazione ambientale del pianeta a cui ogni anno partecipano, attraverso 22mila organizzazioni, un miliardo di cittadini dei 193 Paesi delle Nazioni Unite.
Il tema della Earth Day 2020 è l'azione per il clima e, in questa occasione, il Servizio Idrometeorologico di Arpa Lombardia fa il punto della situazione nella nostra regione, elaborando i dati delle serie storiche disponibili.

La misura di variazione della temperatura rappresenta il segnale più uniforme del cambiamento climatico e il monitoraggio di quest'ultimo è spesso effettuato grazie all'ausilio di serie termometriche storiche, come quella fornita dalla stazione meteorologica di Milano Brera. Attiva dal 1763, la stazione è stata dapprima gestita dall'Osservatorio di Brera, poi dall'Università degli Studi di Milano e ora da Arpa Lombardia.

L'importanza di una serie storica risiede nella particolare caratterizzazione che la stessa può fornire nell'ambito di un determinato microclima. Nel caso di Milano risulta quasi sempre evidente la presenza dell'isola di calore, ossia di un'area corrispondente a quella urbana più densamente popolata e antropizzata, mediamente più calda delle zone periferiche e rurali.

A Milano, il 2019 è stato complessivamente il quinto anno più caldo dell'intera serie storica. L'anomalia termica annua, sia per gli estremi massimi che per quelli minimi, si è attestata a +1.8 °C rispetto al periodo climatologico di riferimento 1981-2010. Tuttavia, i dati che più impressionano riguardano il trend di riscaldamento dell'ultimo decennio. Le prime otto posizioni di questa speciale classifica sono tutte occupate da anni successivi al 2011 compreso, con al primo posto il 2015 segnato e fortemente influenzato dal luglio più caldo dell'intera serie storica (oltre 2 °C di anomalia di temperatura massima rispetto al trentennio 1981-2010). Analizzando la serie dal 1901 è possibile stimare una crescita della temperatura media annua di circa +0.2 °C/decennio, ma se limitiamo l'orizzonte temporale agli ultimi 40 anni la tendenza arriva a circa +0.5 °C/decennio.

Tornando al periodo recente e sempre a Milano, degno di menzione è lo scorso mese di febbraio, eccezionalmente mite e senza paragoni con un'anomalia di temperatura massima di ben quasi 5 °C rispetto al periodo 1981-2010. Scarse anche le precipitazioni, quantificabili in appena 9 mm, valore questo più basso dal 2003.

Allargando temporaneamente lo sguardo, nel complesso il mese di febbraio completa un inverno 2019-2020 che in Europa è stato il più mite degli ultimi 40 anni, periodo coperto dal dataset di rianalisi climatica Copernicus-ECMWF.

La forte anomalia climatica di questo inizio anno è stata smorzata, almeno sul Nord Italia, dal mese di marzo, che si è mantenuto generalmente nella media climatologica sia per temperature sia per precipitazioni, grazie a diverse fasi perturbate accompagnate da aria più fredda proveniente dal Nord Europa.




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