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QUALITÀ DELL’ARIA IN PROVINCIA DI MANTOVA, DIBATTITO SU BIOMASSE ALLA MILLENARIA DI GONZAGA

Gonzaga (Mn), 8 settembre - "La qualità dell'aria nella provincia di Mantova, come nel resto della Lombardia, sta complessivamente ottenendo buoni risultati. Per quanto riguarda il PM10 registriamo un trend di progressivo miglioramento, su base pluriennale, riguardo alla concentrazione media annua, il cui limite di 40 µg/ m3 è stato rispettato lo scorso anno, oltre che a Mantova, in tutte le stazioni di rilevamento lombarde". Lo ha detto il responsabile della Qualità dell'aria di Arpa Lombardia, Guido Lanzani, intervenuto oggi alla Millenaria di Gonzaga (Mn), all'interno del dibattito dedicato all'utilizzo delle biomasse per il riscaldamento domestico e i relativi incentivi.

Il convegno, dal titolo "Utilizzo delle biomasse per il riscaldamento domestico: incentivi e soluzioni tecnologiche per rottamare gli impianti obsoleti e inquinanti", è stato organizzato da Regione Lombardia e dalla Provincia di Mantova, in collaborazione con Agire.

Nonostante in diverse stazioni della Lombardia si sono superati i 35 giorni previsti dalla normativa, il numero di giorni di superamento dei 50 µg/m3, su un trend pluriennale, è in costante diminuzione. "A Mantova, per esempio - ha spiegato Lanzani - nel 2019 si sono avuti 57 giorni di superamento del limite di PM10, a fronte di 87 superamenti nel 2017 e più di 100 di 10 anni fa".  Lo stesso discorso si può fare per il PM2.5 e il biossido di azoto (NO2) che nel 2019 hanno fatto registrare un andamento complessivamente in miglioramento su base pluriennale, con concentrazioni medie annue che anche in questo caso sono oscillate intorno (e spesso inferiori) a quelle del 2018. Infine, come ormai da molti anni, non sono stati registrati superamenti degli standard di legge per monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo. 

Guido Lanzani ha ricordato come la pianura padana sia chiusa su tre lati dalle montagne che, di fatto, insieme alle condizioni meteorologiche spesso sfavorevoli alla dispersione, costituiscono un ostacolo alla dispersione delle sostanze. Di conseguenza, il ristagno degli inquinanti sul bacino rende poco efficaci le azioni locali mentre è necessario agire su tutta la pianura, come intrapreso in seguito all'accordo del Bacino Padano fatto tra le regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Ministero.

Lanzani ha poi toccato il tema delle principali sorgenti di emissione ricordando che la combustione della legna per riscaldamento domestico è la prima fonte di PM10 primario sia in Lombardia sia nella provincia di Mantova, dove le emissioni attribuibili a tale combustibile arrivano al 50%.

"Il traffico – ha concluso Lanzani - rimane la principale sorgente di ossidi di azoto, ma la combustione della legna ha un impatto significativo sulla quantità, ma anche sulla qualità del particolato. Per diminuire l'impatto di questa sorgente occorre migliorare il parco degli apparecchi installati e le modalità del loro utilizzo". 


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