ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Controlli

Controlli AIA - Periodo di riferimento: 2014-2019

 

In Italia sono presenti 6140 aziende autorizzate AIA (5992 di cui all'Allegato VIII - dette AIA regionali - e 148 di cui all'Allegato XII - dette AIA nazionali - della Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006), oltre il 29% delle quali collocate in Lombardia (fonte: Rapporto controlli Ambientali SNPA AIA/SEVESO - Edizione 2017). Delle 1843 installazioni in possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (aggiornamento marzo 2020) registrate in Lombardia, abbiamo:

  • il 44,28% riconducibile alle “attività industriali” (categorie IPPC 1, 2, 3, 4, 6 ad eccezione dei codici 6.6a, 6.6b e 6.6c)
  • il 15,52% alla “gestione rifiuti” (categoria IPPC 5)
  • il 40,21% alle “attività zootecniche” (codici IPPC 6.6a, 6.6b e 6.6c).
Nel grafico seguente vengono riassunte le verifiche ispettive ordinarie effettuate dal 2014 al 2019 per le tre categorie sopra citate.

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Controlli Depuratori - Periodo di riferimento: 2019

 

Nel 2019 gli impianti della Lombardia con potenzialità autorizzata ≥2.000 AE che sono stati controllati al fine di esprimere un giudizio di conformità rispetto ai limiti di emissione prescritti in autorizzazione per i parametri di Tabella 1 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. (ovvero BOD5, COD e SS) sono 410; di questi impianti 37 (ovvero il 9% del totale) sono stati dichiarati "Non Conformi" perché non hanno rispettato i limiti previsti dalla sopra menzionata tabella del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. o perché è stata riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. I numeri del 2019 sono lievemente inferiori a quelli registrati nel 2018 (su 411 impianti 9,7% “Non conformi”) ma leggermente superiori a quelli registrati nei due anni precedenti (nel 2017 avevamo il 8,7% di impianti non conformi mentre nel 2016 la percentuale si attestava al 8,43%). Complessivamente però il periodo 2015-19 si distingue positivamente dal biennio 2013-14, dove le percentuali di impianti “Non conformi” costituivano rispettivamente il 21% e 18% degli impianti controllati.

Per quanto riguarda invece i parametri di tabella 2 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. (Fosforo totale e Azoto totale – P tot e N tot), nel 2019 dei 410 impianti controllati 243 sono quelli risultati soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali; 30 di questi impianti (ovvero il 12,35% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale prescritta in autorizzazione o si è riscontrata un’inadeguatezza nel numero o nella modalità di controllo. Nell’anno 2018 sono risultati essere 236 quelli soggetti anche al rispetto dei limiti per i parametri P e/o N totali e 27 di questi impianti (ovvero il 11,44% tra quelli soggetti) sono risultati non conformi per la media annuale di P totale e/o N totale; si è quindi riscontrato per questo indicatore un lieve peggioramento dello scenario avvicinandosi ai valori registrati nell'anno 2016 (30 impianti “Non conformi” su 233 soggetti, pari al 12,88%).

Nell’anno 2019 sono stati giudicati non valutabili 11 impianti, dato in linea con quello degli anni precedenti fino al 2016 compreso ma quasi raddoppiato rispetto al biennio 2014-15. L’aumento degli impianti per i quali si sono registrate delle difficoltà per l'espressione del giudizio di conformità non è da considerarsi un fattore negativo, tutt’altro. E’ indice di interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti di depurazione che, a lavori conclusi, dovrebbero tradursi in migliori performances.

Controlli RIR - Periodo di riferimento: 2019

 

La normativa di riferimento per gli stabilimenti a rischio di incidenti rilevanti (RIR) è il Decreto Legislativo del 26 giugno 2015 n. 105 che rappresenta una sorta di “testo unico” in materia di prevenzione degli incidenti rilevanti dato che riporta negli allegati i contenuti di tutti i decreti tecnici attuativi previsti.

Gli stabilimenti RIR possono essere:

  • stabilimenti di soglia superiore (SSS) se detengono quantitativi di sostanze pericolose pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 3 della parte 1 o della parte 2 dell’allegato 1 al D.Lgs. 105/2015, applicando dove previsto la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dello stesso allegato;
  • stabilimenti di soglia inferiore (SSI) se detengono quantitativi di sostanze pericolose pari o superiori alle quantità elencate nella colonna 2 inferiore a quelle riportate nella colonna 3 della parte 1 o parte 2 dell’allegato 1 al D.Lgs. 105/2015 applicando dove previsto la regola della sommatoria di cui alla nota 4 dello stesso allegato.

La Lombardia è la regione italiana con il più alto numero di aziende a rischio di incidente rilevante (RIR) e con i suoi 261 stabilimenti rappresenta circa il 25,7% del totale nazionale.

Le province con la più alta presenza di aziende RIR sono Milano (24,1%), Bergamo (15,7%) e Brescia (15,3%), seguite da Pavia (7,7%), Monza e Brianza (7,3%), Varese (6,9%) e Lodi (6,5%). Le altre 5 province (Como, Cremona, Lecco, Mantova e Sondrio) rappresentano il restante 16,5% del totale. Su questi stabilimenti viene svolta un’attività di ispezione che ha la finalità di verificare l’adeguatezza del sistema di gestione della sicurezza e della prevenzione degli incidenti rilevanti (SGS-PIR) messo in atto dal Gestore.

L’attività ispettiva viene svolta da funzionari appartenenti a diversi Enti (ARPA e VVF per gli SSI e ARPA VVF e INAIL per SSS) e in possesso dei requisiti previsti al punto 7.2 dell’allegato H al D.Lgs. 105/2015 e deve consentire di effettuare un esame pianificato e sistematico dei sistemi tecnici, organizzativi e di gestione attraverso verifiche della conformità del SGS ai contenuti richiesti dall’allegato B del D.lgs. 105/2015 e alla verifica dell’adozione da parte del Gestore delle misure e dei mezzi per la prevenzione degli incidenti rilevanti e per la limitazione delle loro conseguenze.

Attraverso l’attività di controllo vengono individuati eventuali punti critici del SGS-PIR e le relative misure correttive e migliorative (le cosiddette prescrizioni e raccomandazioni) che è necessario adottare per rendere il SGS più efficace alla prevenzione del rischio di incidente rilevante.

Nel 2019 sono state programmate 41 ispezioni SGS-PIR in aziende RIR suddivise in 15 ispezioni in stabilimenti di soglia superiore e 26 in stabilimenti di soglia inferiore.

Rispetto a quanto programmato le ispezioni SGS-PIR che sono state attivate al 25.11.2020 sono 37 (25 in SSI e 12 in SSS), 2 ispezioni in SSS sono ancora da attivare e in 2 casi (entrambi SSS) sono stati riscontrati i cosiddetti “casi particolari” che comprendono la cessazione e/o sospensione delle attività, la fuoriuscita dall’ambito di applicazione dal D.Lgs. 105/2015. In questi casi, le commissioni incaricate hanno comunque proceduto ad effettuare almeno un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi.

Rispetto all’anno precedente si è quindi registrata una flessione (-42,6%) nel numero delle ispezioni attivate e da attivare passando dalle 68 nel 2018 alle attuali 39 del 2019. Questo è dovuto all’incremento della pianificazione di altre attività, quali le istruttorie negli stabilimenti di soglia superiore, rispetto all’anno 2018.

(Dati aggiornati al 25/11/2020)


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