ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Radiazioni ionizzanti

Periodo di riferimento: 2019

 

Nel 2019 sono stati analizzati in laboratorio 1235 campioni di cui 394 prodotti alimentari, 148 acque potabili e 693 matrici ambientali.

Nel 27% dei campioni di prodotti alimentari è stata individuata la presenza in tracce di Cs-137 (Cesio 137) ancora riconducibile alle conseguenze dell’incidente di Chernobyl; la maggior parte di questi campioni (59 su 77) è relativa a selvaggina, funghi e pesci di lago. Tutti i campioni sono risultati conformi con l’eccezione di 3 campioni di funghi spontanei nei quali è stato superato il livello di riferimento per la concentrazione di Cs-137 stabilito dalla normativa europea e pari a 600 Bq/kg.

In tutti i campioni di acqua potabile la radioattività artificiale è risultata assente mentre quella naturale è risultata trascurabile e conforme ai requisiti stabiliti dal D.L.vo 28/16.

Le analisi di radioattività sui campioni d’aria (particolato atmosferico e gas) hanno evidenziato la presenza sporadica di iodio 131 (valore massimo 14 microBq/m3) e cesio 137 (valore massimo 3 microBq/m3), entrambi in concentrazioni non rilevanti per la salute e non attribuibili ad incidenti in impianti nucleari ma (ancora) alle conseguenze dell’incidente di Chernobyl (cesio 137) o all’utilizzo di radiofarmaci a scopo sanitario (iodio 131).

Nel 2019 sono state concluse le valutazioni della concentrazione media annua di radon indoor in 77 locali situati in 15 edifici di diversa destinazione d’uso: scuole, ospedali, case di riposo, uffici comunali, biblioteche, ecc.: tutti edifici pubblici o comunque di pubblico interesse. Tali valutazioni sono state eseguite mediante misure di durata annuale, in ottemperanza alla normativa in vigore per le misure di radon nei luoghi di lavoro, il D. Lgs. 241/00, che prevede un livello di riferimento per la concentrazione di radon indoor di 500 Bq/m3. Poiché dovrebbe essere recepita a breve la Direttiva Europea 59/2013, che prescrive una riduzione di tale livello a 300 Bq/m3, viene già considerato come riferimento anche questo secondo valore. Complessivamente, nel 2019 sono stati riscontrati nel 13% dei casi (10 su 77) valori superiori a 300 Bq/m3 e nel 5% dei casi (4 su 77) valori superiori a 500 Bq/m3. In questi casi è stata evidenziata la necessità di bonifica o almeno di approfondimento. I dati sopra riportati evidenziano come la riduzione del livello di riferimento introdotta dalla nuova normativa porterà a un sensibile incremento del numero di superi del livello e di conseguenza del numero di bonifiche che diverranno obbligatorie.

In Lombardia sono presenti 17 siti in cui sono detenuti rifiuti radioattivi derivanti da attività nucleari in decommissioning o da incidenti presso attività produttive. I controlli svolti nel 2019 non hanno evidenziato rilasci di radioattività o altre anomalie nel territorio circostante.

Maggiori informazioni sulle attività svolte da ARPA Lombardia sono reperibili sul sito dell’Agenzia

Figura 1. Radiazioni ionizzanti
Concentrazione di cesio 137 in aria – Punto di controllo: Milano
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