ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Radiazioni ionizzanti

Periodo di riferimento: 2018

 

Nel 2018 sono stati analizzati in laboratorio 1462 campioni di cui 288 prodotti alimentari, 211 acque potabili e 963 matrici ambientali.

Nel 30% dei campioni di prodotti alimentari è stata individuata la presenza in tracce di Cs-137 (Cesio 137) ancora riconducibile alle conseguenze dell’incidente di Chernobyl; la maggior parte di questi campioni (75 su 94) è relativa a selvaggina, funghi e pesci di lago. Tutti i campioni sono risultati conformi con l’eccezione di 4 campioni di funghi spontanei nei quali è stato superato il livello di riferimento per la concentrazione di Cs-137 stabilito dalla normativa europea e pari a 600 Bq/kg.

In tutti i campioni di acqua potabile la radioattività artificiale è risultata assente mentre quella naturale è risultata trascurabile e conforme ai requisiti stabiliti dal D.L.vo 28/16.

Le analisi di radioattività sui campioni d’aria (particolato atmosferico e gas) hanno evidenziato la presenza sporadica di iodio 131 e cesio 137, entrambi in concentrazioni non rilevanti per la salute e non attribuibili ad incidenti in impianti nucleari ma (ancora) alle conseguenze dell’incidente di Chernobyl (cesio 137) o all’utilizzo di radiofarmaci a scopo sanitario (iodio 131).

Nel 2018 sono state effettuate le valutazioni della concentrazione media annua di radon indoor in circa 295 punti di misura situati in edifici di diversa destinazione d’uso: scuole, ospedali, case di riposo, uffici comunali, biblioteche, ecc.: tutti edifici pubblici o comunque di pubblico interesse. In 92 casi (in edifici privi di piano interrato) la valutazione è stata eseguita mediante misure svolte nel semestre invernale, negli altri casi (in presenza di piani interrati) mediante misure di durata annuale, in ottemperanza alla normativa in vigore per le misure di radon nei luoghi di lavoro, il D. Lgs. 241/00. Tale normativa prevede un livello di riferimento per la concentrazione di radon indoor di 500 Bq/m3. Tuttavia dovrebbe essere recepita a breve la Direttiva Europea 52/2013, che prescrive una riduzione di tale livello a non più di 300 Bq/m3, pertanto viene già considerato come riferimento anche questo secondo valore. Complessivamente, nel 2018 sono stati riscontrati nel 6% dei casi (17 su 295) valori superiori a 300 Bq/m3 e nel 4% dei casi (11 su 295) valori superiori a 500 Bq/m3. In questi casi è stata evidenziata la necessità di bonifica o almeno di approfondimento.

In Lombardia sono presenti 16 siti in cui sono detenuti rifiuti radioattivi derivanti da attività nucleari in decommissioning o da incidenti presso attività produttive. I controlli svolti nel 2018 non hanno evidenziato rilasci di radioattività o altre anomalie nel territorio circostante.

Maggiori informazioni sulle attività svolte da ARPA Lombardia sono reperibili sul sito dell’ Agenzia

Figura 1. Radiazioni ionizzanti  
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