ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Rischi naturali

Periodo di riferimento: 2019

 

ANALISI METEO-NIVO-VALANGOLOGICA SULLE MONTAGNE LOMBARDE

STAGIONE INVERNALE 2018-2019

“Neve sotto la media, ma quanto vento!!”

La stagione invernale 2018-2019, annuncia il suo ingresso in modo prepotente con il passaggio della “Tempesta Vaia” – 27-30 ottobre 2018 - che devasta interi boschi, in particolare sulle regioni centro orientali delle Alpi italiane, non risparmiando la Valcamonica e la Valtellina e, marginalmente, alcune altre zone montuose della Lombardia. Particolarmente numerose, si possono stimare oltre la media, le giornate caratterizzate da forte attività eolica in quota; questa ha rimaneggiato frequentemente la distribuzione del manto nevoso caratterizzandone anche la sua stabilità, espressa con un grado di pericolo 3 MARCATO nei Bollettini Neve e Valanghe.

L’evento di fine ottobre ha determinato apporti importanti di neve fresca (120-150 cm oltre 2200 m) che vanno a costituire la base del manto che caratterizzerà l’intera stagione.

Dopo gli apporti nevosi dell’ultima decade di novembre (40-60 cm) e di inizio gennaio (20-40 cm) bisogna attendere l’evento del 31 gennaio-4 febbraio per poter parlare di generale innevamento sulle montagne lombarde: finalmente anche su Orobie e Prealpi compare la prima neve significativa. Gli spessori sono talmente significativi che comportano l’emissione di indici di pericolo 4 FORTE su Retiche-Orobie- Adamello. In questo frangente si registra la prima vittima in valanga in fuoripista nel comprensorio di Livigno.

Il manto nevoso vede poi una serie di incrementi a partire da inizio aprile, quando si registrano anche i picchi stagionali di neve al suolo (indice di pericolo 4 FORTE) sia presso le stazioni orobiche, anche a bassa quota, che sui restanti settori e stazioni più in quota.

La stagione si chiude con un buon innevamento generale tuttavia i sensibili rialzi termici di maggio ed in particolare di giugno per le stazioni più in quota, determinano una repentina fase di fusione con accelerazione nella perdita di massa e spessore.

La sommatoria stagionale di neve fresca evidenzia valori diversificati in funzione soprattutto delle latitudini: prossimi o oltre la media quarantennale sui settori retici (da 0 a +20%), prossimi o inferiori alla media sulla fascia orobica (da 0 a -20%), piuttosto deficitari sui rilievi prealpini (da -20 a -40%) sui quali l’inverno pieno ha avuto anche una durata piuttosto ridotta.

A quote più elevate e sugli apparati glaciali che regimano le principali riserve idriche della Lombardia, le misure effettuate di Snow Wather Equivalent (SWE) a fine stagione con i carotaggi denotano una discreta scorta idrica, che risulta però meno accentuata su alcuni bacini nord-orientali della regione.

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