ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

RAPPORTO STATO AMBIENTE

Rischi naturali

Periodo di riferimento: 2020

 

ANALISI METEO-NIVO-VALANGOLOGICA SULLE MONTAGNE LOMBARDE

STAGIONE INVERNALE 2019-2020

“Inizio inverno prodigo di neve con glide, poi molto asciutto, e chiusura in bellezza ai primi di giugno”

La stagione invernale 2019-2020 inizia puntuale con le prime nevicate in quota dopo la metà di ottobre e, successivamente, con una serie di episodi significativi nel mese di novembre anche a quote medio-basse (1000-1200 m slm).
Paradossalmente un primo grande lastrone si stacca spontaneamente il 22 ottobre sulle pendici delle Cime di Lago Spalmo – Valdidentro.

Con il susseguirsi di nuove precipitazioni (in novembre si registrano ben 23 giorni perturbati), caratterizzate da neve molto umida, si assiste ad un’attività valanghiva spontanea piuttosto significativa che, nella fattispecie, viene spesso annunciata dalla formazione di “bocche di balena” che poi si evolvono in valanghe lente ed imprevedibili di reptazione (definite a livello internazionale ”glide”). A seguito di questi eventi tutti gli Uffici Valanghe AINEVA si attivano per il monitoraggio della stabilità del manto nevoso sulle montagne di competenza attraverso l’emissione del Bollettino Neve e valanghe che, per i rilievi lombardi, segnala da subito un indice di pericolo 3 - MARCATO. Il manto nevoso subisce parziali e progressivi assestamenti ma, per Natale, l’innevamento risulta assai consistente: supera i 150 cm intorno a 2000 m e i 250 cm oltre i 2300 m slm.

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FRANE

Gli ultimi mesi dell’anno 2019 hanno visto svolgersi i complessi ma fondamentali collaudi relativi alle ultime aree di monitoraggio implementate nella rete gestita dal CMG di ARPA mediante il progetto ARMOGEO; tale importante progetto, avviato nell’estate del 2012 e conclusosi con le suddette operazioni, ha impegnato per un ampio periodo, sette anni e mezzo, i tecnici del CMG che hanno affiancato tale attività ai già numerosi compiti, ordinari e straordinari come le ricorrenti criticità (tra tutte si ricorda l’emergenza Ruinon, durata dal 18 giugno al 12 dicembre 2019).
Al termine di tutte le attività previste dal progetto ARMOGEO, ARPA Lombardia ha visto incluse nella rete gestita dal proprio Centro di Monitoraggio Geologico (29 dissesti di grandi dimensioni ed importanza quantomeno regionale) 15 ulteriori reti di monitoraggio a controllo di diversi dissesti dislocati sul territorio lombardo.

Oltre alle nuove reti, implementate ex-novo con i più sofisticati ed efficienti metodi di registrazione e trasmissione dei dati geotecnici, il progetto ha giocoforza comportato l’integrazione delle reti esistenti con l’installazione di sistemi di trasmissione satellitare in grado di garantire la continuità del dato in caso di mancata copertura della rete GPRS/UMTS; in tal modo tutti i sistemi afferenti al CMG possono vantare sistemi omogeni, all’avanguardia ed efficaci al verificarsi delle criticità attese: mediante apposite modellazioni geologiche è risultato possibile individuare soglie di pericolosità finalizzate all’allarmistica per un totale di 22 aree su 44 (le modellazioni relative a 11 dei 15 nuovi dissesti è stata sviluppata nel contesto del progetto ARMOGEO).

L’adeguamento tecnologico ha previsto anche l’installazione di strumentazione di livello particolarmente alto, quali DMS®, ossia una colonna inclinometrica multiparametrica che misura in continuo gli spostamenti e la presenza di acqua nel versante di frana e interferometria radar da terra. Gli interventi realizzati sono situati nei seguenti Comuni:

  • in Provincia di Brescia: Pian Camuno, Paisco Loveno, Sellero, Sonico e Idro, (queste ultime due aree già in gestione al Centro),
  • in Provincia di Bergamo: Dossena, Gandellino e Fuipiano Valle Imagna,
  • in Provincia di Pavia: Ponte Nizza,
  • in Provincia di Como: Garzeno e S. Nazzaro Val Cavargna,
  • in Provincia di Lecco: Abbadia Lariana, Garavina, Cortenova e Dorio,
  • in Provincia di Sondrio: Torre di S. Maria e Monte Mater Madesimo (quest’ultima area già in gestione al Centro).

Il Centro Monitoraggio Geologico (CMG) nasce nell’autunno 1987 a seguito degli eventi calamitosi occorsi in Valtellina durante la precedente estate, col fine di controllare i maggiori dissesti nel territorio lombardo. Fino al 2003 il Centro è stato alle dirette dipendenze di Regione Lombardia, successivamente, in virtù delle funzioni assegnate dalla Regione con la Legge 16/99, viene trasferito ad ARPA Lombardia.

Il Centro Monitoraggio Geologico è ubicato presso la Sede Territoriale della Regione Lombardia di Sondrio ed è attivo 7 giorni su 7 negli orari d’ufficio (con tecnici reperibili h24) e in caso di necessità, a seguito di pre-allarme o allarme meteo o per segnalazioni provenienti dalla rete di monitoraggio geotecnico, può organizzare un presidio continuativo.

Le tecniche di monitoraggio, sia automatiche che manuali, comprendono misurazioni su diversa strumentazione: geotecnica (estensimetri, distometri, assestimetri, inclinometri e piezometri), idrometeorologica (precipitazione, temperatura, livello idrometrico), topografica (mire ottiche, gps) e radar.

I dati di monitoraggio raccolti via radio, Gprs, Satellite o manualmente vengono analizzati, validati e pubblicati sul sito internet del Centro, dove è possibile la consultazione degli stessi.

Periodicamente viene pubblicato dal Centro un rapporto riassuntivo dei dati rilevati nelle varie aree. Tutto il materiale prodotto e raccolto sui dissesti monitorati è consultabile presso la Biblioteca del Centro di Monitoraggio Geologico di Sondrio.



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