ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente

Usi Sostenibili

FAQ - DOMANDE FREQUENTI

  • È possibile utilizzare un data logger già in uso nell’impianto idroelettrico?
    Quali caratteristiche deve avere il data logger perché sia compatibile con il sistema di acquisizione dati della Rete DMV?

    Per collegarsi alla Rete DMV può anche essere utilizzato un data logger già in uso nell’impianto, ma questo deve necessariamente rispettare le prescrizioni indicate al paragrafo 3.3.3 - Modulo di acquisizione e registrazione dei dati - ACQ delle ‘Specifiche tecniche relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale - L.R. n. 9/2013’ in allegato alla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783.
    Nel paragrafo 3.3.4 - Modulo di trasmissione dei dati – TX, inoltre si specifica che ‘qualora il Gestore sia dotato di un proprio data logger che rispetti le linee guida del presente documento in grado di inviare i dati su FTP ARPA nel formato richiesto, ottemperando a tutte le esigenze espresse dall’Autorità Concedente, non sarà necessario installare un ulteriore data logger’.

  • Come viene calcolato il valore del DMV da confrontare con il valore atteso imposto in Concessione?

    Il valore di portata di DMV rilasciato a valle delle opere di presa dovrà essere acquisito con cadenza pari ai 10 minuti (intervallo di acquisizione), e dovrà essere trasmesso secondo una modalità di invio periodica dalla centralina di raccolta dati verso i server ARPA dedicati alla memorizzazione dei dati.
    Per ogni dato pervenuto dal campo, il sistema informativo ARPA calcolerà la sua media mobile su un intervallo di tempo prefissato. La verifica del non rispetto del DMV avverrà utilizzando la media mobile, non il dato rilevato in campo.

  • In caso di notifica di non rispetto del DMV, quanto tempo ha il Concessionario a disposizione per la risoluzione della problematica?

    Le indicazioni operative a cui i Concessionari sono tenuti ad attenersi in seguito ad allarme generato dal sistema sono riportate nella D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783 e nel D.D.U.O. n. 15257 del 01/12/2017.

  • Il concessionario può comunicare un cambio di mail a cui notificare gli eventi di non rispetto del DMV o di criticità?

    Secondo il capitolo 1. - Principi generali delle ‘Specifiche tecniche relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale - L.R. n. 9/2013’ in allegato alla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783, ‘il Concessionario per ogni punto di rilascio dovrà indicare uno o più indirizzi di posta elettronica (lista di distribuzione) dove ricevere le segnalazioni da parte del sistema di controllo e dovrà impegnarsi a tenerli aggiornati secondo le modalità che verranno indicate da ARPA Lombardia sul proprio sito.
    Una volta che il Concessionario è abilitato ad accedere al sistema informativo di gestione del DMV, può e deve aggiornare la lista di distribuzione qualora avvengano dei cambiamenti circa il personale di riferimento a cui far pervenire le segnalazioni.

  • In caso di allarme, il Concessionario come notifica l’avvenuta ricezione della mail e dunque l’avvenuta presa in carico?

    Una volta che il Concessionario ha ricevuto una notifica di allarme, questo si deve attivare per effettuare la tacitazione (o presa in carico) tramite il sistema informativo DMV, scegliendo una delle opzioni disponibili circa la motivazione del mancato rispetto DMV.
    Successivamente il Concessionario verifica la motivazione per le quali è scattato l’allarme e fornisce adeguate spiegazioni, compilando l’apposito campo nel sistema informativo.
    Nei casi in cui non sia possibile verificare immediatamente la motivazione di tacitazione di tale allarme, il concessionario può compilare più volte nel tempo le note informative associate all’allarme stesso. L’iter di gestione dell’allarme deve rispettare le tempistiche imposte dalla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783 e dal D.D.U.O. n. 15257 del 01/12/2017.
    Tutte le azioni che il Concessionario compie sul sistema informativo vengono memorizzate, come anche l’orario di svolgimento dell’azione ed il suo autore.

  • Come deve essere realizzata l’alimentazione elettrica?

    Secondo il paragrafo 3.3.7 - Condizioni operative di funzionamento delle ‘Specifiche tecniche relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale - L.R. n. 9/2013’ in allegato alla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783, il sistema di acquisizione dei dati DMV deve avere un'autonomia energetica di 240 h. Non viene quindi posta attenzione circa la modalità di realizzazione dell’alimentazione elettrica, ma è sufficiente che rispetti tale requisito.

  • Come deve essere realizzato il posizionamento della morsettiera?

    Secondo il paragrafo 3.3.2 - Attestazione dei collegamenti elettrici nella morsettiera delle ‘Specifiche tecniche relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale - L.R. n. 9/2013’ in allegato alla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783, la morsettiera deve essere accessibile e documentabile. Nel D.D.U.O. 1 dicembre 2017, n. 15257 viene precisato che il concessionario/titolare della derivazione dovrà sempre garantire l’ispezionabilità in loco degli apparati di dati, salvo impedimenti.
    Deve quindi essere garantito il raggiungimento della morsettiera in modo facile e veloce (ad esempio evitando di noleggiare piattaforme aeree) in caso di controlli da parte dell’Autorità Concedente.

  • E’ possibile inviare con un unico datalogger dati appartenenti a più Captazioni?

    Vi è la possibilità che il datalogger di un Concessionario sia utilizzato per l'invio di più dati di DMV appartenenti ad aste fluviali distinte. In questo caso i files che il data logger invierà saranno distinti per i diversi DMV.

  • Qual è il range di temperatura che deve essere garantito dallo strumento?

    Numerosi paragrafi (2.4.2.1, 2.4.2.2, 3.3.3 e 3.3.7) delle ‘Specifiche tecniche relative alla misurazione e al monitoraggio telematico in continuo del Deflusso Minimo Vitale - L.R. n. 9/2013’ in allegato alla D.G.R. 3 luglio 2015, n. X/3783, indicano che tutta la strumentazione utilizzata nella centralina di acquisizione e trasmissione dei dati debba essere in grado di operare in condizioni di temperatura -25°C/+50°C.
    Sul mercato, la maggior parte dei datalogger sono certificati per temperature anche inferiori a quelle minime richieste.


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