Aree prioritarie rischio radon, Lombardia fra le otto regioni che hanno classificato il territorio
La Lombardia, con novanta comuni, fa parte delle otto regioni italiane che alcuni giorni fa hanno completato la prima individuazione delle aree prioritarie a rischio radon e che hanno proceduto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale degli elenchi del totale dei 394 comuni italiani classificati fino al 31 gennaio 2026, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa. In alcune delle rimanenti Regioni e Province Autonome le attività di individuazione delle aree prioritarie sono in fase di completamento e saranno pubblicate a breve.
Che cos’è il radon - Il radon è un gas nobile radioattivo presente in natura, incolore, inodore, insapore, inerte, del quale normalmente non si avverte la presenza. Il radon, in quanto gas, migra liberamente attraverso il suolo, anche tramite le acque sotterranee e se inalato viene poi espulso dall’organismo. Il pericolo maggiore è legato ai prodotti del decadimento del radon che si fissano al pulviscolo e introdotti attraverso la respirazione emettono particelle alfa che irraggiano il tessuto polmonare e bronchiale. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) classifica il gas radon come il maggior responsabile del tumore polmonare, dopo il fumo.
La normativa nazionale - La normativa nazionale ha chiesto a Regioni e Province Autonome di mappare il proprio territorio in base al potenziale rischio radon, suddividendolo in zone definite “aree prioritarie”. Oltre alla Lombardia ci sono anche: Friuli Venezia Giulia (52 comuni), Piemonte (37 comuni), Puglia (8 comuni), Sardegna (162 comuni), Toscana (13 comuni), Valle d’Aosta (11 comuni) e Veneto (21 comuni).
90 comuni individuati in Lombardia - La Regione Lombardia ha pubblicato già nel 2023 la prima identificazione delle aree prioritarie che comprendono 90 comuni ripartiti fra le province di: Lecco, Bergamo, Brescia, Varese, Sondrio e Milano.
In Lombardia 4500 misure in 583 comuni - In Lombardia l’Agenzia, in collaborazione con Regione Lombardia e ATS, ha svolto nel corso degli anni diverse campagne di misura su scala regionale, con 4500 punti di misura in 583 comuni, in locali al piano terra. Ulteriori approfondimenti sono in corso in 32 comuni, con il coinvolgimento di circa 600 abitazioni. Le concentrazioni sono risultate mediamente più elevate nelle aree montane e pedemontane in provincia di Sondrio, Varese, Bergamo, Brescia e Lecco, mentre ci sono anche alcuni comuni in provincia di Milano in cui il radon ha evidenziato livelli medi degni di attenzione.
L’Agenzia impegnata sul territorio – Continua l’impegno dell’Agenzia e degli altri soggetti coinvolti per sensibilizzare il territorio lombardo. Recentemente si è svolto un incontro a Cremona con esperti di ATS Val Padana e un fisico del dipartimento di Cremona – Mantova di Arpa Lombardia. Alcuni giorni fa, in un istituto tecnico di Sondrio, si è svolto un evento di “citizen science” che ha coinvolto gli studenti delle classi terze, in collaborazione con ATS Montagna e il dipartimento di Lecco-Sondrio di Arpa Lombardia.
La sintesi dei dati ufficiali dei comuni classificati in area prioritaria radon in Italia è disponibile a questo link mentre le informazioni di dettaglio sulle attività svolte sono disponibili sui portali istituzionali delle singole regioni. Qui Il dettaglio relativo alla Lombardia. (Brok)
Data ultimo aggiornamento: 16/02/2026
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16/02/2026
Struttura responsabile del contenuto informativo: Ufficio Stampa
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