Sul canale YouTube di Arpa Lombardia è stata pubblicata la settima intervista dedicata al tema dell’elettromagnetismo, una serie di otto puntate dal titolo “Elettromagnetismo, tra mito e realtà”. La serie è pubblicata anche su Instagram e Facebook.
Guarda il video a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=gftXjMOAB0g&t=4s
Quali strumenti utilizzate per misurare i campi elettromagnetici?
“Il primo strumento – spiega l’esperta dell'elettromagnetismo del dipartimento di Milano di Arpa Lombardia, Lia Pattini - è senz'altro la sonda a banda larga, che permette una misura totale del campo creato da tutte le sorgenti in prossimità dello strumento. Si chiama banda larga proprio perché seleziona una banda, ovvero un intervallo di frequenza operativo per le misure. È ovvio che viene solitamente scelto un intervallo abbastanza largo in modo tale da comprendere tutte le sorgenti presenti in campo”.
“La sonda a banda larga – continua l’esperta - è molto importante per verificare misure puntuali ed è possibile così identificare i siti, i punti più critici dove è possibile effettuare un'analisi di secondo livello. Questo apparecchio, tuttavia, non riesce a individuare quali siano le tecnologie e i gestori. Per farlo è necessario utilizzare l'analizzatore di spettro, che è uno strumento più sofisticato, che permette di determinare i contributi di ogni singola sorgente ed è quindi indispensabile nel caso si voglia procedere a una riduzione a conformità, che prevede appunto l'indicazione di coefficienti di riduzione da parte dei gestori che concorrono al superamento di un limite normativo”.
Quindi esistono sia misurazioni puntuali sia misurazioni continuative?
“Sì certo – conclude Pattini - abbiamo come Arpa Lombardia a disposizione anche centraline per il monitoraggio in continuo dei campi. Queste centraline sono molto importanti per due aspetti, principalmente perché il limite normativo, il valore di attenzione, va misurato sulle 24 ore giornaliere, quindi ci permette un confronto diretto con questo limite. In un secondo luogo, tutte le sorgenti hanno una variabilità temporale che dipende dal traffico degli utenti connessi. Le centraline, in questo caso, ci permettono di valutare le variazioni giornaliere o quelle settimanali”.
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