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Progetto Rete ambientale Strategica del distretto del fiume Po (RaSPo, 2022-2025)

Logo RaSPo

Con l’Accordo di collaborazione ex art. 15, L. 241/1990 tra Autorità di Bacino del fiume Po e le ARPA e Regioni del distretto è stato dato avvio al progetto il monitoraggio a supporto della Direttiva 2000/60/CE: Rete ambientale Strategica del distretto del fiume Po (RaSPo), della durata complessiva di 36 mesi: dal 21 dicembre 2022 al 21 dicembre 2025.

Gli obiettivi specifici ad oggi proposti come prioritari sono:

  • implementare un sistema di monitoraggio per quantificare i carichi eutrofizzanti (azoto, fosforo e silicio) esportati dai principali sottobacini del distretto del Po, in modo da individuare la distribuzione spaziale, le tendenze temporali e il bilancio (es. accumulo netto) in relazione alle pressioni e alle caratteristiche del territorio;
  • definire un insieme di stazioni su cui garantire l’analisi, in modo costantemente e frequentemente aggiornato, delle variazioni a lungo termine della qualità chimica delle acque e dello stato ecologico dei corpi idrici in relazione alle variazioni di uso del suolo, della disponibilità idrica e dei cambiamenti climatici;
  • valorizzare lo sforzo di monitoraggio e la raccolta dati delle ARPA permettendo di elaborare informazioni aggiuntive che al momento non sono fruibili;
  • raccogliere le informazioni secondo un metodo che sia funzionale allo sviluppo di modelli predittivi che permettano di produrre cartografie tematiche, tramite l’interpolazione spaziale e temporale dei dati sperimentali raccolti nelle stazioni di campionamento di RaSPo;
  • iniziare un processo di discussione sui temi del monitoraggio dei corpi idrici, della biodiversità e dei fenomeni che li coinvolgono;
  • supportare il monitoraggio VAS del PdG Po e l’elaborazione dei dati necessari per il popolamento degli indicatori di contesto/ambientale e di efficacia delle misure attuate;
  • consolidare le procedure e i sistemi di gestione dei flussi di dati e delle informazioni di rilevanza distrettuale per il settore delle risorse idriche, ma anche per altri settori (difesa del suolo, biodiversità, cambiamenti climatici, ecc.).

In un’ottica sinergica di collaborazione tra l’AdBPo, le Regioni del distretto, l’ipotesi di costituzione della rete si basa su:

  • la valorizzazione di stazioni che già fanno parte della rete di monitoraggio, selezionate in base a criteri di particolare informatività (es. stazioni di chiusura di bacino, siti reference, rete nucleo, etc.);
  • la disponibilità di serie storiche di dati di monitoraggio utili a supportare al meglio la valutazione delle variazioni a breve, medio e lungo termine;
  • eventuali altri input funzionali al progetto forniti non solo dalle ARPA, in quanto derivati dell’esperienza pluridecennale di monitoraggio, ma anche dalle Università e Centri di Ricerca.

Partendo dalle reti regionali esistenti, che continueranno ad essere il riferimento per il quadro conoscitivo a supporto dell’attuazione e del riesame del PdG Po (ex art. 5 della DQA) come finora fatto, la RaSPo diventa, attraverso le azioni del presente Progetto, un nuovo strumento a supporto della pianificazione e programmazione degli interventi a scala distrettuale. Il Progetto, allargato anche alle azioni che saranno intraprese da Università e Centri di Ricerca, consentirà di aumentare la conoscenza dell’evoluzione delle pressioni per il controllo dei fenomeni di rilevanza distrettuale e di verificare l’efficacia delle misure messe in atto per la riduzione degli impatti sullo stato dei corpi idrici, con l’eventuale individuazione di nuove e mirate strategie di intervento.

Le ARPA del distretto hanno individuato 20 azioni prioritarie su cui concentrare gli sforzi nel prossimo triennio 2023-2025 a supporto della pianificazione distrettuale e del futuro PdG Po al 2027 sulla scorta delle tematiche ambientali per cui, stando ai risultati dello scorso sessennio di pianificazione, sono state rilevate le maggiori criticità conoscitive:

  • per le acque superficiali
  • per le acque sotterranee

ARPA Lombardia ha presentato 3 azioni prioritarie:

  • Azione prioritaria n. 3: Classificazione dello stato ecologico e attività di modellazione idrodinamica - ecologica dei laghi 
  • Azione prioritaria n. 7: Analisi delle sostanze prioritarie in matrice biota e sedimenti (corsi d'acqua e laghi)
  • Azione prioritaria n. 14: Implementazione delle misure di portata sorgenti alla scaturigine (corpi idrici sotterranei)

Inoltre, Regione Lombardia, per il territorio di propria competenza, contribuirà a supportare le attività del progetto mediante il coinvolgimento dei gestori idrici nello sviluppo della rete di monitoraggio sorgenti, il raccordo con il Gruppo di lavoro MIE (MicroInquinanti Emergenti e prioritari) del Cluster Le2C, la messa a disposizione di studi e base dati conoscitive sugli acquiferi e corpi idrici superficiali, (ad esempio studio Idromont sui corpi idrici sotterranei collocati nelle porzioni collinari e montane del territorio regionale, dati batimetrici in corso di acquisizione sui corpi idrici lacustri, studi sulla modellazione idrodinamico-ecologica dei laghi lombardi).

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Il Decreto Legislativo n. 152/06 rappresenta il testo unico ambientale contenente le indicazioni per la protezione e la salvaguardia dell'ambiente sul territorio nazionale italiano. Per quanto riguarda la tematica delle acque, essa è riportata nella Parte Terza del decreto, e costituisce il recepimento delle direttive europee emanate sull'argomento. 

Agenzia Europea dell'Ambiente

Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po

Geoportale della Regione Lombardia

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)

Piano di Gestione 2021 - Piano Acque

PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE

Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente

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Il Decreto Legislativo n. 152/06 rappresenta il testo unico ambientale contenente le indicazioni per la protezione e la salvaguardia dell'ambiente sul territorio nazionale italiano. Per quanto riguarda la tematica delle acque, essa è riportata nella Parte Terza del decreto, e costituisce il recepimento delle direttive europee emanate sull'argomento. 

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